Un intenso lavoro, a solo una decina di giorni dall’approvazione del disegno di legge di bilancio in Consiglio dei ministri, porta la nuova bozza ad incrementarsi di almeno 34 nuovi articoli. L’impianto di base, come sottolineato a più riprese nelle ultime ore dall’esecutivo è rimasto sostanzialmente lo stesso dei giorni scorsi. Ma per l’ingresso in Senato del testo finale avverrà con l’apertura della sessione di bilancio.

L’esame parlamentare della manovra, in versione rivista e aggiornata, con una dote pari a circa 10 miliardi (su 30 miliardi complessivi) risulta in attesa di una chiara destinazione. Le tante e diverse opzioni che provengono dalle forze di maggioranza rischia di far disperdere le risorse senza centrare l'obiettivo, ossia sostenere la crescita e i consumi. 

Il tema centrale resta che il Governo ha deciso di stanziare 8 miliardi per il taglio delle tasse nel 2022 e altrettanti nel prossimo anno, indicandone le logiche ma non come dovranno essere esattamente ripartite le riscorse.

Infatti, il Governo aveva deciso di intervenire sul prelievo che grava sul mondo del lavoro, ma senza indicare le modalità e gli effetti diretti o indiretti sul cuneo fiscale. Poiché il dubbio è se agire solo sui privati (Irpef) o sulle Imprese (Irap), oppure realizzando un sapiente mix tra le due, ma anche con un intervento diretto sulle aliquote Irpef (la terza al 38%), oppure andando a replicare il modello degli 80 euro del governo Renzi, elevandolo ulteriormente a 100 euro.

In attesa di ripartizione è anche la dote accantonata come riserva, pari a circa 500 milioni, che il Governo potrebbe mettere a disposizione per rendere attuabili le modifiche che arriveranno dal Senato.

Sicuramente ci saranno ampie discussioni sulle modifiche da apportare in particolare per quanto riguarda il meccanismo relativo al Reddito di cittadinanza: lo stanziamento aggiuntivo per il 2022 è di 1 miliardo, che farebbe salire la dotazione complessiva a 8,7 miliardi.

La Lega pone delle restrizioni in modo da favorire il passaggio di parte di queste risorse all’incremento dei fondi per l’incremento delle bollette e ai bonus per i genitori separati. 

Inoltre, non va dimenticato il capitolo relativo ai bonus edilizi, a cui si è aggiunto il decreto antifrodi legato alla cessione dei crediti d'imposta: i nuovi correttivi attesi in sede parlamentare saranno ad indicare i limiti temporali entro i quali iniziare i lavori.

E in ultimo certamente non va dimenticato il capitolo relativo alla ripartizione dei tagli alle tasse. Sarà il Governo, per primo, a dover indicare le modalità e successivamente si aprirà il confronto presso il Senato in merito a interventi su Irap o su aliquote e detrazioni Irpef oppure, eventualmente, sempre per le persone fisiche, sui bonus sul modello di quello realizzato da Renzi con il suo governo.

Tante le aggiunte sugli investimenti. Ci saranno due nuovi fondi pluriennali che avranno l’obiettivo della manutenzione straordinaria delle strade e per favorire la mobilità sostenibile, mentre per le metropolitane delle principali città sono stati previsti stanziamenti importanti fino al 2036.

Altre dotazioni serviranno per la manutenzione delle scuole. Sarà anche possibile rinegoziare i prestiti ottenuti dal 2013 per il pagamento dei debiti commerciali (attualmente) con interessi maggiori del 3%: il tasso sarà definito dai BTp di durata simile.

Manovra Draghi: il capitolo fiscale 

Partiamo dal capitolo più complicato: il capitolo fiscale. Il fondo recentemente istituito, con lo stanziamento di 8 miliardi per il prossimo anno e altri 8 per l’anno successivo, dovrà essere funzionale ad interventi da utilizzare per ridurre il cuneo fiscale a beneficio delle Imprese (intervento richiesto da centrodestra e Confindustria), o in alternativa andare a diminuire le aliquote e le detrazioni Irpef (in particolare lo scaglione tassato al 38% come richiede in particolare il Pd) oppure ritoccare il bonus dei 100 euro e l’ulteriore detrazione da lavoro dipendente.

In ultima istanza la scelta potrebbe ricadere su una riduzione dell'aliquota Irap a beneficio delle imprese. 

Manovra Draghi: superbonus e bonus edilizi

Quello dei bonus per il settore edile e’ uno dei capitoli più controversi nelle riunioni della cabina di regia e tra esecutivo e partiti della maggioranza, i bonus edilizi, che infatti vedono pesantemente criticate le scelte del governo in merito alla cedibilità del credito e allo sconto in fattura per gli incentivi edilizi diversi dal Superbonus 110%.

Recentemente sulla cedibilità dei crediti e gli sconti per ecobonus, facciate, ristrutturazioni e sismabonus è stata rivista l’iniziale decisione e sono state prorogate le condizioni fino al 2024.

Nel contempo, però il Governo nel Consiglio dei ministri ha anche recentemente approvato un decreto-legge con il quale vengono ad essere potenziati i controlli del Fisco nell'accertamento e nel contrasto al riciclaggio.

Non state effettuate, invece, modifiche al limite Isee di 25mila relativo al Superbonus al 110% relativamente alle unità unifamiliari per l’intero 2022. Vedremo cosa deciderà il Parlamento che probabilmente andrà a rivedere questa limitazione imposta dall’esecutivo.

Sul tema frodi che riguardano i bonus edilizi, recentemente denunciati dal direttore delle Entrate, il governo ha deciso di agire senza esitazioni, nonostante le resistenze del M5S che avrebbero preferito rinviare, portando in Consiglio dei ministri nuovo decreto-legge ad hoc, da riportare subito in Gazzetta Ufficiale che potrebbe essere trasformato successivamente in un emendamento al decreto fiscale collegato alla manovra.

Il motivo è presto detto: i tecnici del Mef e l’Agenzia delle Entrate hanno cercato delle misure d’urgenza per gestire frodi di circa 900 milioni con forte interesse anche da parte della criminalità organizzata relativamente alla cessione dei crediti e agli sconti in fattura per quanto riguarda i bonus edilizi prevalentemente quelli diversi dal 110 per cento.

Tra le altre novità che sono state introdotte in Consiglio dei ministri e in cabina di regia va segnalato l’arrivo del prezzario per i bonus edilizi diversi dal 110%. Obiettivo del prezzario, strumento sollecitato dall’Ance, è la gestione dei comportamenti illeciti. Sarà il ministero della Transizione Ecologica a definire i valori massimi per le categorie di beni in modo da evitare che i prezzi salgano senza controlli.

Il decreto sui controlli contro le frodi si incentra su aspetti preventivi e sui poteri attribuiti all’agenzia delle Entrate circa la possibile contestazione per violazioni e utilizzi indebiti dei crediti. 

Sono stati anche individuati anche profili di rischio che andranno valutati in coerenza con i dati presenti nell’Anagrafe tributaria o in possesso del Fisco. Anche ai professionisti e agli intermediari che saranno presenti nelle operazioni di cessione e invia delle comunicazioni sarà richiesto un livello di attenzione con l’obbligo di inviare le segnalazioni di operazioni sospette all’Uif come per gia avviene per l’antiriciclaggio. 

Manovra Draghi: bollette, confermato il Fondo da 2 miliardi

Confermato anche nel nuovo documento, il Fondo che con la sua dotazione di 2 miliardi di euro avrà l’obiettivo di contenere, per il primo trimestre del prossimo anno, l’impatto dei futuri incremento dei costi sulle bollette energetiche di luce e gas a carico di cittadini privati e imprese. 

La norma introdotta prevede che l’importo debba essere trasferito alla Cassa per i servizi energetici e ambientali entro metà febbraio 2022.

Mnovra Draghi: pensioni e ritorno all’origine per Opzione donna

Come anticipato da giorni la scelta del Governo, su richiesta di alcuni partiti della maggioranza, è stata di tornare alle condizioni originarie per Opzione donna (58 e 59 anni rispettivamente per lavoro dipendente e non). 

Sempre in ambito previdenziale sarà ridotta di 50 milioni, scendendo a 150 milioni, la dotazione per il prossimo anno inerente al Fondo che dovrà gestire le uscite anticipate dei dipendenti delle Piccole e medie imprese che risultassero in crisi.

Nel biennio successivo il Fondo potrà disporre ancora di altri 400 milioni. Il decremento delle risorse ha immediatamente suscitato malcontento in alcuni partiti della maggioranza (Lega su tutti), che avevano fortemente richiesto l’istituzione del Fondo. 

Manovra Draghi: stop ai navigator e decadenza Rdc

Negli articolati interventi sul reddito di cittadinanza si segnala la mancata proroga del contratto di collaborazione, in scadenza a fine 2021, per i navigator (circa 2.500) che facevano parte della manovra bandiera dei 5S.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza la ricerca attiva del lavoro si discute ancora circa le modalità che fanno scattare la decadenza dal beneficio. Anche per chi risulta non in grado di essere occupato è prevista la frequenza almeno mensile in presenza presso i servizi appositi al fine di poter verificare se sono stati raggiunti i risultati preventivati. Anche in questo caso l’assenza fa perdere il diritto al sussidio (salvo giustificato motivo). La versione aggiornata della manovra rafforza il capitolo “attivazione” dei percettori del Rdc. 

Anche i privati avranno un loro ruolo nella rimodulazione del reddito di cittadinanza: la piattaforma Anpal favorirà la mediazione tra domanda e offerta di lavoro integrata e alle Agenzie per il lavoro che saranno accreditate sarà riconosciuto il 20% per ogni assunzione. Anpal, avrà inoltre, il compito di monitorare ed effettuare una valutazione comparativa tra i servizi per il lavoro offerti e sugli esiti di ricollocazione nonché la segnalazione di eventuali criticità.

Manovra Draghi: l’antievasione e la privacy

Con buona probabilità il Parlamento cercherà di mitigare la possibilità di utilizzare, da parte delle pubbliche amministrazioni, senza autorizzazioni preventive, la Privacy per combattere l’evasione. 

Un confine sottile che porterà all’utilizzo dei dati solo per finalità di trattamento che siano espressamente indicate da norme di legge o dal regolamento.

Al tempo stesso si è dovuto valutare il modo con cui far contemperare le esigenze di utilizzo delle informazioni da parte della Pubblica amministrazione con il ruolo del Garante della Privacy. Infatti, l’emendamento punterà anche a disciplinare il parere dell’Authority a casi in cui una legge disciplini espressamente le modalità del trattamento descrivendo le operazioni. 

Attualmente le forze di maggioranza e opposizione avranno tempo per fare le loro valutazione e presentare, eventualmente, subemendamenti alla proposta. La prossima settimana, quindi, si entrerà nel vivo delle votazioni con l’obiettivo di definire il testo definitivo entro la settimana successiva.