Bonus ristrutturazione 2022 a rischio. A causa delle molteplici modifiche apportate dal Governo Draghi al funzionamento dei Bonus casa, è facile incorrere in errore e perdere il diritto alle detrazioni fiscali.

Il pericolo è maggiore per chi ricorre al Superbonus 110% e ad altri Bonus casa che hanno come oggetto la ristrutturazione e il miglioramento della classe energetica degli edifici.

In tal caso, si dovrà dire definitivamente addio ai Bonus ristrutturazione se non vengono rispettati specifici requisiti previsti dalla normativa italiana.

Basta una semplice svista o affidarsi a ditte non proprio in regola, addirittura non specializzate, per perdere il beneficio offerto dai Bonus ristrutturazione 2022.

Perdere le detrazioni fiscali diventa facilissimo, come sottolineano le linee guida della Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili.

Occorre quindi essere vigili ed attenti, ma soprattutto informati sui Bonus ristrutturazione attualmente in vigore e sui requisiti da rispettare per accedere tranquillamente alle agevolazioni senza preoccupazioni.

Ma vediamo subito quali sono i passi falsi da non commettere per non perdere il diritto ad accedere alle detrazioni fiscali dei Bonus ristrutturazione 2022.

Maggiori informazioni sulle novità 2022 riguardanti i Bonus ristrutturazione le trovate nel video YouTube di Carlo Pagliaia.





Bonus ristrutturazione 2022: detrazione fiscale a rischio? Attenzione al Durc! Ecco perché

Nell’accesso ai Bonus ristrutturazioni 2022 un ruolo di primaria importanza è svolto dal Durc. Il Documento Unico di Regolarità Contributiva, infatti, dev’essere presentato dalle aziende a dimostrazione della condizione di regolarità dei lavoratori assunti.

Lo stesso, come sottolineato dalla Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (Cnce), serve ad accertare che i dipendenti dell’azienda siano assunti e retribuiti nel rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa italiana.

Ma come il Durc interviene nel campo dei Bonus ristrutturazione?

Il ragionamento è semplice: il documento è richiesto a tutte le imprese che gestiscono un cantiere per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione richiesti dai privati, prima ancora dell’inizio degli interventi.

Nel caso in cui venisse meno la congruità, cesserebbero di esistere alcuni benefici e detrazioni fiscali.

Il perché è racchiuso nell’essenza dei Bonus ristrutturazione stessi.

Questi non verranno mai riconosciuti, nemmeno nel 2022, se non si rispettano le norme nazionali di tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, cantieri compresi.

Allo stesso modo, si dovrà dire addio alle diverse detrazioni fiscali implicite nei diversi Bonus casa se non si rispettano gli obblighi contributivi accertati dai competenti organi e comunicate all’Agenzia delle Entrate del territorio competente.

Bonus ristrutturazione 2022: oltre alla detrazione fiscale, le nuove regole proteggono i lavoratori

Oltre al preservare la detrazione fiscale dei diversi Bonus ristrutturazione, le regole vigenti sono state volute per incentivare verso un’attività lavorativa che metta sempre di più ai margini il lavoro nero.

Non solo, le norme sono state concepite per garantire la sicurezza degli operai all’interno dei cantieri edilizi, esposti troppo spesso a pericoli.

E per ottenere la detrazione fiscale dei Bonus ristrutturazione 2022 è previsto l’obbligo di ricorrere solo ad aziende certificate.

Ai tecnici abilitati, committenti e al datore di lavoro, spetterà il compito di verificare se vengono rispettati i requisiti richiesti.

Questi dovranno dichiarare se i lavori di ristrutturazione realizzati sono conformi sia dal punto di vista tecnico, sia in termini di rispetto delle normative locali o nazionali in materia energetica e di sicurezza.

Bonus ristrutturazione 2022: quali rischi per le imprese? Ecco le novità

L’arrivo del Decreto Antifrode ha iniziato già dallo scorso anno a tormentare la vita dei Bonus ristrutturazione. Controlli più rigorosi sono previsti per i Bonus che ammettono l’opzione della cessione dei crediti d’imposta.

Lo stesso provvedimento mette nero su bianco la necessità di rivolgersi obbligatoriamente ad aziende che rispettano i Contratti Collettivi Nazionali di lavoro. Una decisione questa che diventerà operativa dal 27 maggio 2022.

Nello specifico, gli interventi di ristrutturazione che oltrepassano i 70 mila euro dovranno rispettare i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro delle organizzazioni sindacali.

Una regola che dovrà essere seguita alla lettera per molti Bonus ristrutturazione 2022.

Dal leader indiscusso delle agevolazioni sui lavori di efficientamento energetico, il Superbonus 110% (detrazione fiscale totale) all’Ecobonus, dal Bonus Facciate al Bonus Verde, per finire al Sisma Bonus e al Bonus previsto per l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’adempimento si rende necessario per tutti.

E l’applicazione del Ccnl dovrà risultare nell’atto di affidamento dei lavori e nelle fatture emesse in relazione all’esecuzione degli interventi ammessi ai Bonus ristrutturazione.

Come in precedenza, il controllo diventa obbligatorio per i professionisti e gli enti fiscali che devono poi concedere il visto di conformità.

Insomma, una serie di nuove regole che vanno ad inserirsi nell’ampio progetto di rinnovo dei Bonus ristrutturazione avviato dal Governo Draghi per mano della Manovra di Bilancio 2022, il cui scopo rimane quello di limitare le frodi a danno dello Stato.

Bonus ristrutturazione 2022: tutte le novità sul nuovo decreto. Ecco cosa cambia

Certamente i Bonus ristrutturazione non hanno avuto vita facile già da prima dell’ingresso in scena della Legge di Bilancio 2022.

Agli accorgimenti da tenere per non correre il rischio di perdere il diritto alla detrazione fiscale di ciascun Bonus se ne vanno ad aggiungere altri riguardanti la modalità di utilizzo della cessione del credito.

Dopo il blocco alla cessione inizialmente imposto dal Governo Draghi, con il nuovo decreto è stata autorizzata la cessione a catena dei crediti dei Bonus ristrutturazione 2022, anche se con limiti e sanzioni più pesanti per chi truffa lo Stato.

L’intento dell’Esecutivo, infatti, è di imporre regole e sanzioni articolare ad hoc, non solo per individuare i veri beneficiari delle detrazioni fiscali previste dai Bonus casa, ma soprattutto per mettere all’angolo i truffatori che hanno già fatto registrate truffe miliardarie a danno delle casse dello Stato.

In base alle nuove direttive riprende la cessione dei crediti per i Bonus ristrutturazione che possono avvalersi di tale opzione (Superbonus 110% e Bonus Facciate compresi), ma dopo la prima cessione si potrà trasferire il credito per altre due volte, solo a soggetti autorizzati (intermediari finanziari iscritti all’albo e banche).

Allo stesso tempo, il credito sarà “tracciato” per mezzo di un codice identificativo: una sorta di matricola da inserire nelle comunicazioni delle cessioni inviate all’Agenzia delle Entrate dal 1°maggio 2022.

Bonus ristrutturazione, addio alla detrazione fiscale: per il Superbonus 110% si rischia il carcere dal 2022. Ecco quando e perché

Il provvedimento più pesante viene applicato al Superbonus 110%. Il Bonus ristrutturazione confermato nel 2022 dal Governo Draghi se si trasgrediscono le regole comporta delle sanzioni che vanno oltre la semplice perdita della detrazione fiscale.

Nei fatti, chi raggira il Fisco facendosi rimborsare spese per i lavori di ristrutturazione non conformi a quelle sostenute, fittizie o gonfiate, sarà obbligato al pagamento di pesanti multe che vanno da 50.000 a 100.000 euro.

Il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni utili ad ottenete la detrazione fiscale implicita nei Bonus ristrutturazione 2022, dichiara il falso o omette di inserire informazioni tecniche di progetto oppure attesta falsamente la congruità delle spese ai prezzari MISE rischia da 2 a 5 anni di carcere.