Bonus Ristrutturazione 75%, spariscono le altre agevolazioni

Il Governo ha annunciato che sul modello di quanto già accaduto per i bonus famiglia INPS, accorpati all’Assegno Unico, anche le agevolazioni edilizie saranno inglobate nel bonus ristrutturazione 75%. Molto presto Superbonus 110%, bonus facciate, bonus casa, bonus mobili e forse anche il bonus verde saranno eliminati per fare spazio al nuovo incentivo, che offrirà uno sconto solo del 75%.

Image

Come è stato annunciato il bonus ristrutturazione 75% sarà presto attivo e ingloberà tutte le altre agevolazioni edilizie, esattamente sul modello dell'Assegno Unico INPS che ha cancellato gli altri bonus famiglia.

Ad essere inglobati saranno progressivamente prima tutti i vari altri bonus ristrutturazione, parliamo cioè di bonus facciate, bonus verde, bonus mobili e anche dell’agevolazione ristrutturazioni generica, nota spesso come bonus casa.

L’ultimo ad essere investito da questa misura sarà ad ogni modo il Superbonus 110% che a quanto promesso da Draghi subirà prima una proroga al 2023 con la Legge di Bilancio 2022.

Se l’esistenza di un solo bonus ristrutturazione 75% semplificherà sia la procedura per le richieste dei benefici che la modalità di gestione degli stessi ad opera dell’Agenzia delle Entrate, non è detto che questa manovra gioverà agli importi.

Poiché se andiamo a vedere, attualmente Superbonus 110% e bonus facciate coprono rispettivamente il 100% e il 90% dei costi, con la manovra i loro importi si ridurrebbero alla copertura del 75% delle spese.

Facciamo una panoramica di quali sono e come funzionano tutte le agevolazioni ristrutturazione in vigore nel 2021, per vedere come cambieranno con l’introduzione del bonus ristrutturazione 75%.

Quando sarà ridotto o eliminato il Superbonus 110%?

Partiamo dal Superbonus 110% perché se è vero che questa sarà l’ultima agevolazione a sopravvivere, è anche vero che essa non potrà protrarsi in eterno.

La data di scadenza del Superbonus 110% è fissata per il 30 giugno 2022 per le abitazioni singole e al 31 dicembre 2022 per i condomini, che però entro giugno siano riusciti a realizzare almeno il 60% dell’intervento edilizio.

In un primo momento Draghi aveva espresso pubblicamente la sua intenzione di offrire due proroghe al Superbonus 110%, una con il DL Sostegni fino al 2023 e una con la Legge di Bilancio 2022, fino al 2024.

Il problema è stato che al momento di approvare l’emendamento relativo all’agevolazione nel Decreto il MEF l’ha respinto poiché il bilancio statale non è sufficiente a coprire i costi. 

Inutile dire che questo ha suscitato l’ira di alcuni schieramenti politici tra cui il Movimento 5 Stelle, che ha chiesto l’inserimento della proroga nel DL Sostegni bis. 

Ma Draghi ha dichiarato che per come stanno finanziariamente le cose sarà possibile introdurre una sola proroga al Superbonus 110%, per il 2023, e che questa verrà in seguito con l’approvazione della futura Legge di Bilancio, la cui emanazione è prevista per fine dicembre 2021. 

Come cambierà il Superbonus 110% con il bonus ristrutturazione 75%

Dunque chi vuole usufruire del Superbonus 110% avrà a disposizione ancora del tempo stando alle promesse del Premier, ma dopo tale data è facile immaginare che anche questa agevolazione sarà accorpata al bonus ristrutturazione e offrirà solo uno sconto del 75%.

In compenso però questo dovrebbe semplificarne i requisiti che ora sono davvero stringenti.

Con il Superbonus 110% si possono realizzare tre tipi di interventi trainanti cioè principali, che sono:

  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;
  • la realizzazione del cappotto termico su almeno il 25% della superficie dell'edificio;
  • i lavori volti a rendere antisismica la struttura (sismabonus).

Realizzando uno di questi lavori si possono aggiungere al Superbonus 100% i cosiddetti lavori trainati e ottenere cioè lo sconto anche per interventi addizionali, fra i quali l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’installazione di impianti fotovoltaici e di stazioni di ricarica per veicoli elettrici.

Il Superbonus 110% può essere applicato come detrazione IRPEF in cinque anni, oppure mediante la cessione del credito o lo sconto in fattura. Se l’impresa accetta di anticipare le spese e concedere direttamente lo sconto in fattura potrà poi richiedere il rimborso con il credito di imposta.

Il DL Semplificazioni e i requisiti per il Suerbonus 110%

Come si è detto al momento la normativa che regola il Superbonus 110% e quindi la procedura della domanda di richiesta è molto complessa e prevede la consegna di più di 40 moduli. 

Dei passi avanti in questo senso sono già stati fatti con il DL Semplificazioni che ha eliminato l’obbligo di presentazione dell’attestazione dello stato legittimo dell’immobile e ha invece previsto la consegna della più semplice CILA.

L’attestazione dello stato legittimo infatti ha sempre posto molti problemi nel caso di immobili dove fossero presenti abusi edilizi oppure in caso di abitazioni molto vecchie.

Ancora, il Decreto ha previsto la possibilità di usare il Superbonus 110% anche nelle abitazioni dove gli impianti di climatizzazione invernale non sono fissi.

Il bonus facciate 90% potrebbe sparire presto

Altra agevolazione che subirà una riduzione di importo è il bonus facciate, che al momento è attivo fino alla fine dell’anno e per cui non si sa se l’accorpamento al bonus ristrutturazione possa avvenire già dall’anno prossimo.

Al momento il bonus facciate copre il 90% delle spese effettuate per la pulizia straordinaria, la pittura o anche la ristrutturazione completa delle facciate esterne di un edificio. Sono compresi tutti i lavori sulle superficie opache, balconi, grondaie e fregi ornamentali. 

Non è possibile invece usare il bonus facciate per le operazioni di manutenzione ordinaria, né per gli interventi sulle parti trasparenti, come la sostituzione degli infissi.

Anche il bonus facciate è utilizzabile mediante detrazione IRPEF, oppure con sconto in fattura e cessione del credito.

Che ne sarà del bonus verde?

Tra le altre agevolazioni che saranno accorpate al nuovo bonus ristrutturazione 75% probabilmente anche il bonus verde. Non sappiamo se il bonus subirà modifiche o i lavori inclusi saranno semplicemente annessi al nuovo incentivo. Quel che è certo è che al momento l’agevolazione non offre cifre notevoli, essa potrebbe quindi beneficiare di un aumento degli importi attraverso il bonus ristrutturazione 75%.

Il bonus verde 2021 offre un finanziamento statale per la ristrutturazione o la realizzazione di terrazze e giardini pensili e più in generale la sistemazione a verde delle aree aperte. 

Non sono ammessi i lavori di manutenzione ordinaria, ma si può utilizzare il bonus per lavori quale la potatura straordinaria o le installazioni di pozzi e impianti di irrigazione.

Per quanto riguarda le spese ammesse, vista la confusione, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che l'agevolazione copre la manutenzione dello stato vegetativo di alberi e piante, ma solo se queste hanno una rilevanza storica o paesaggistica, come stabilito dalla legge 10/2013.

Inoltre con il bonus si possono anche acquistare piante e alberi se però l’acquisto è inserito una più grande opera di rinnovo dello spazio verde. Mentre sono assolutamente esclusi dall'incentivo i lavori per la costruzione di serre bioclimatiche. 

Per adesso il bonus verde consiste 36% di sconto, da riscuotere tramite detrazione IRPEF in 10 anni, fino al tetto massimo di 1.800 euro.

Questo vuol dire che i beneficiari dovranno anticipare l’importo e poi chiedere il rimborso mediante modello 730. Le spese dovranno  essere inserite nella sezione E, nella righe 41, 32 e 43.

L’agevolazione del 50% sulle ristrutturazioni edilizie

Stando alle anticipazioni ad essere inglobato nel bonus ristrutturazione 75% dovrebbe essere anche il bonus casa, ovvero l’agevolazione edilizia che consente un rimborso pari al 50% delle spese, entro il tetto limite di 96.000 euro.

Questa agevolazione con l’introduzione del nuovo bonus salirebbe del 25%, questo vuol dire che, se diventerà più costoso effettuare grandi interventi edilizi come quelli ammessi dal bonus facciate e dal Superbonus 110%, dovrebbero però essere incentivati i lavori edilizi di minore entità che ora godrebbero del 75% di copertura statale.

Il bonus mobili, come e quando cambierà 

Delle agevolazioni ristrutturazione fa parte anche il bonus mobili, poiché esso è vincolato all’attuazione di interventi edilizi.

Il bonus è infatti richiedibile solo se la casa è stata ristrutturata a partire dal 1 gennaio 2020 e offre un contributo massimo di 16.000 euro, che consiste nel 50% di rimborso IRPEF dei costi sostenuti per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Il bonus si può usare al momento solo come detrazione IRPEF in dieci anni, ma non come sconto in fattura o con la cessione del credito.

L’Agenzia delle Entrate pone l’attenzione sul fatto che per usufruire del bonus mobili 2021 il soggetto che ha pagato i lavori deve essere lo stesso che ha acquistato i mobili. L’acquisto inoltre deve essere stato fatto utilizzando uno dei sistemi tracciabili di pagamento. 

L’incentivo può essere usato per acquistare elementi di arredo e anche elettrodomestici, che siano almeno di classe energetica A+, o A se si tratta  di forni.

Se il bonus mobili fosse accorpato al bonus ristrutturazione 75% anche in questo caso ci sarebbe un beneficio per quanto riguarda gli importi.

Una spiegazione semplice e chiara del bonus mobili è contenuta nel video YouTube di Intuizioni d'arredo - Interior Design Erika Franzoni:

Che fine faranno il bonus risparmio idrico e bonus acqua potabile

Se quelle appena descritte sono le agevolazioni più note legate alla ristrutturazione immobiliare, ricordiamo che al momento esistono altri due incentivi di questo tipo, il bonus risparmio idrico ed il bonus acqua potabile.

Il primo consiste in un finanziamento di 1.000 euro per chiunque installi al posto dei vecchi sanitari dei nuovi a scarico ridotto e a flusso d’acqua controllato.

Il bonus acqua potabile è invece un incentivo che restituisce mediante credito di imposta il 50% dei costi di installazione di impianti che hanno lo scopo di migliorare la qualità dell’acqua, fino ad un massimo di 1.000 euro. Di questi fanno parte gli impianti di raffreddamento, filtraggio o addizione di anidride carbonica nell’acqua.

Entrambi i bonus sono stabiliti e introdotti dalla Legge di Bilancio 2021, tuttavia non è mai stato emanato il decreto attuativo per l’entrata in vigore, non sappiamo quindi se il governo preferirà semplicemente cancellare gli e incentivi o se accorpare ad altri.