Bonus ristrutturazione 2022, importanti novità sono presenti del DDL della Manovra di Bilancio 2022. Uno dei pochi provvedimenti che ha tenuto stretta la maggioranza politica in un continuo dibattito votato al cambiamento dei parametri. 

Naturalmente, per incrementare il motore della crescita, il Paese ha bisogno di pianificazioni e finanziamenti, ecco perché, trovano spazio nella Legge di Bilancio 2022 diversi bonus e agevolazioni fiscali. In merito, ai fini dell'attribuzione dei bonus edilizi c’è da dire che le attività di rinnovo sono state molteplici.

A partire dal 12 novembre 2021 è stato introdotto il decreto Legge Antifrode, al fine di mettere un punto fermo nella giungla delle agevolazioni fiscali, spartita tra sconto in fattura e cessione del credito. Un provvedimento che ha frenato l’applicazione del Superbonus 110%, nonché del bonus facciate con l’inserimento di adempimenti extra. 

Ecco, perché nel corso del tempo nel Superbonus 110% sono state inserite diverse condizioni, tra cui anche una detrazione IRPEF spartita in 5 anni. Modifiche operative a tutti gli effetti di legge dal 12 novembre 2021 che si accosteranno alle nuove direttive presenti per i bonus ristrutturazioni del DDL della Manovra di Bilancio 2022. In sostanza, alle nuove disposizioni sancite a novembre, se ne aggiungono delle altre con altrettante condizioni che permettono il pieno utilizzo del beneficio fiscale in funzione allo Stato Avanzamento dei Lavori (SAL).

Una breve guida alle principali caratteristiche dei bonus ristrutturazione nel 2022. Ti spiegheremo le novità del 2022 sullo sconto in fattura e sulla cessione del credito, oltre a capire come funzionano le agevolazioni fiscali. 

Bonus Ristrutturazione 2022: come funziona!

Come tutte le agevolazioni fiscali anche il bonus ristrutturazione 2022 viene portato in detrazione nella dichiarazione dei redditi. In particolare, la detrazione fiscale nella misura del 50% applicata sull’IRPEF viene suddivisa in 10 quote annuale del medesimo importo. Come da normativa è presenti un tetto di spesa di non oltre 96.000 euro. Un tetto di spesa da considerare anche in presenza di compera di fabbricati ristrutturati utilizzati a fine abitativo. 

Il beneficio fiscale, come evidenziato da Ti Consiglio, viene riconosciuto su opere realizzate da imprese di costruzione, cooperative edilizie o ristrutturazione edifici immobiliari. Per cui è fissato un termine entro 18 mesi con decorrenza dalla data di chiusura delle opere alla seguente alienazione, oppure, successiva all’assegnazione dell’edificio. 

Al di là del valore delle opere realizzate, la detrazione viene computata su un valore forfettario nella misura del 25% applicato al prezzo di assegnazione o vendita (importo IVA inclusa). Tale detrazione fiscale viene suddivisa in 10 rate sparite annualmente del medesimo importo.

Bonus Ristrutturazione 2022: un periodo lungo per un tetto di spesa minimo 

In sintesi, il bonus ristrutturazione 2022 non è altro che un incentivo messo in campo dal Governo italiano per favorire la riqualificazione edilizia del territorio italiano.

Un’agevolazione fiscale nella misura del 50% applicata sulle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici. In breve per tutti gli interventi realizzati nel periodo temporale che va dal 26 giugno 2021 e sino alla data del 31 dicembre 2024, spetta una detrazione fiscale nella misura su un tetto di spessa non più alto di 96.000 euro

Si consiglia la visione del video YouTube dell'Ing. Marcello Contu sul Superbonus 110.

Bonus Ristrutturazione 2022: dal Superbonus 110% al bonus facciate, le novità della Legge di Bilancio 2022

Il Governo italiano ha dato via agli incentivi operativi realizzati con bonus Ristrutturazione nell’articolo 16 bis del DPR n. 917/1986. Negli anni a seguire, il bonus in questione è stato modificato, integrato e rafforzato sino a trovare la sua collocazione nel decreto Rilancio.

In quest’ultima occasione, vennero fissati altre opzioni a favore dei contribuenti, come la cessione del credito e lo sconto in fattura. Nella Legge di Bilancio 2021 furono modificate le aliquote fiscali incrementate sino alla misura del 50%. Nella Manovra di Bilancio 2022 il bonus ristrutturazione trova la sua collocazione stabile sino alla data del 31 dicembre 2024. Con decorrenza dal 1° gennaio 2022 partono nuovi adempimenti fiscali.  

Per il Superbonus 110%, vengono meno i requisiti reddituali prodotto attraverso l’indicatore ISEE. Falciata la condizione del limite ISEE regolamentata sulle villette.  Questo ha permesso l’accesso al beneficio fiscale con il Superbonus 110% per ogni edificio, unifamiliare e condominiale sino alla data del 31 dicembre 2022

Con decorrenza dal 1° gennaio 2023, vengono introdotti nuovi parametri, in quanto vengono tagliate fuori le villette dal beneficio fiscale. Mentre, viene mantenuto il Superbonus 110% per le cooperative e condomini sino alla data del 31 dicembre 2023

Le villette non perdono i benefici fiscali entro la data di scadenza, se i lavori devono essere ancora ultimati. Tuttavia, in questo caso è previsto uno Stato di avanzamento dei lavori (SAL), minimo nella misura del 30%. 

Mentre, con decorrenza dal 1° gennaio 2024 l’agevolazione fiscale viene fissata nella misura del 70%, fino a collocarsi nell’anno seguente al 65%

Superbonus 110%: ecco cosa cambia con il decreto Legge Antifrode 

Restano attivi le opere trainanti, come il Sismabonus e Ecobonus, nonché le opere trainati, come ad esempio gli interventi di sostituzione di pannelli solari, infissi e così via.

In questo lasso di tempo, per il Superbonus 110% restano attive diverse modalità, tra cui: la detrazione fiscale applicato sull’IRPEF suddivisa in 5 anni, la cessione del credito e lo sconto in fattura. 

Tuttavia, se tutto sembrava filare liscio, all’improvviso la mazzata finale sotto il profilo delle complicazioni burocratiche giunge con il decreto Legge Antifrode. 

Il Governo italiano per arginare il pericolo delle frodi fiscali legate alla sovrafatturazione, ha inserito una serie di elementi aggiuntivi connessi al rilascio del bonus ristrutturazione. 

Un decreto che trova la sua applicazione in diverse forme, ovvero in base agli incentivi fiscali riconosciuti. Ecco, perché l’aspetto più critico viene riversato sul Superbonus 110%. Una misura che per natura garantisce un finanziamento di non oltre il 110% della spesa, per questo è fonte di preoccupazione. 

Oltre tutto va detto che, il Superbonus 110% permetto di poter sfruttare un beneficio fiscale spalmato in 5 anni, contro i 10 anni previsti di norma.

Nello stesso tempo, è l’unica agevolazione fiscale presente tra i bonus ristrutturazione che contiene delle condizioni aggiuntive. Ecco, perché, con decorrenza dal 12 novembre 2021, tutti coloro che richiedono il beneficio fiscale con il Superbonus 110%, ovvero detrazione IRPEF, cessione di credito o sconto in fattura devono presentare il visto di conformità, nonché l’asseverazione tecnica. 

Bonus Facciate 2022: ecco cosa cambia con il decreto Legge Antifrode 

Il bonus facciate rischiava di essere estromesso dalla Legge di Bilancio 2022. Tuttavia, le novità sono diverse e riguardano per lo più la misura dell’agevolazione fiscale

Nella Legge di Bilancio 2022 è presente la proroga del bonus facciate, ma con una limitazione del beneficio nella misura del 30%.

Ciò significa che con decorrenza dal 1° gennaio 2022 e sino alla data del 31 dicembre 2022, non si potrà più accedere a un’agevolazione fiscale del 90%, ma spetta l’applicazione di un beneficio ridotto quantificato nella misura del 60%. Tutti gli altri criteri restano validi anche per il 2022. 

In presenza di un bonus facciate a cui viene applicato uno sconto in fattura o la cessione del credito seguono i medesimi principi del Superbonus 110%, ovvero la presenza del visto di conformità e l’asseverazione tecnica. 

Infine, mantengono il beneficio fiscale nella misura del 90% coloro che hanno avviato i lavori prima della data del 1° gennaio 2022, senza considerare il vincolo della SAL, ma con l’impegno e il dovere di concludere gli interventi a termine.