Il protagonista assoluto degli ultimi tempi è stato il DDL Bilancio 2022, che ci ha regalato continue sorprese in merito soprattutto ai bonus ristrutturazione, la normativa dei quali è stata riscritta con continui e periodici ripensamenti.

Tuttavia, se il DDL Bilancio è la sede in cui si pianificano i finanziamenti per il prossimo periodo e quindi la sede che sancisce quali bonus saranno rinnovati e soprattutto come, non si deve correre il rischio di pensare che questa sia l’unica zona di intervento.

Ad esempio, proprio nel caso dei bonus edilizi, l’azione che ne modifica la normativa è duplice poiché il 12 novembre 2021 è entrato in vigore il DL Antifrode il cui scopo è quello di regolamentare in modo diverso rispetto al passato proprio l’utilizzo degli stessi con sconto e cessione, complicandolo di molto sia per il Superbonus 110, che per bonus facciate e bonus casa, con adempimenti aggiuntivi. Anzi nel caso del Superbonus 110% sorgono nuovi vincoli e nuove condizioni anche per il suo utilizzo con detrazione Irpef in cinque anni.

Tali modifiche avranno applicazione dal 12 novembre e a tempo indeterminato e si accompagneranno alle modifiche normative applicate invece ai bonus ristrutturazione dalla Legge di Bilancio 2022, la quale ne stabilisce non solo il rinnovo ma anche nuovi vincoli e nuovi regolamenti per mantenere i benefici rispetto allo Stato Avanzamento Lavori (Sal).

Dunque cerchiamo di capire in questa confusione cosa accede ai bonus ristrutturazione nel 2022 nel complesso e soprattutto al loro possibile utilizzo con sconto in fattura e cessione del credito.

DDL Bilancio 2022, nuove scadenze e requisiti Sal per il Superbonus 110%

Partiamo per ovvietà di cose dal principale dei bonus ristrutturazione, il Superbonus 110%, uscito non indenne da DDL Bilancio 2022 e DL Antifrode.

Partiamo con la Legge di Bilancio, perché si avvia ad essere emanata il 1 gennaio 2022 e perché finalmente ha avuto gli emendamenti finali che ancora cambiano il regolamento di questa agevolazione.

Senza perderci troppo in precedenti, il testo ultimo di questo documento fa decadere il tetto ISEE per le villette e ogni altro tipo di requisito aggiuntivo per beneficiare della proroga.

In parole povere al Superbonus 110% potranno avere accesso tutti i tipi di edifici, condominiali e unifamiliari, fino al 31 dicembre 2022. L'inizio del 2023 vedrà l’esclusione dalle villette dall’agevolazione, valida con detrazione completa al 110% solo per condomini e cooperative e fino al 31 dicembre dello stesso anno. Per le villette sarà comunque possibile mantenere i benefici anche se dopo la data di scadenza non sono terminati i lavori, ma lo stato avanzamento lavori (Sal) deve essere almeno al 30%.

È poi previsto un altro biennio di vita dell’agevolazione con sconto che nel 2024 sarà del 70% e l’anno seguente del 65%.

DL Antifrode, i nuovi adempimenti per l’utilizzo del Superbonus 110% 

Durante il tempo di attivazione l’agevolazione continuerà ad offrire la possibilità di eseguire interventi trainanti (Sismabonus-Ecobonus) e lavori trainati (sostituzione infissi, pannelli solari, etc.), inoltre il Superbonus 110% continuerà ad ammettere l’utilizzo attraverso tre modalità: detrazione Irpef in cinque anni; sconto in fattura; cessione del credito. Questo stabilisce il DDL Bilancio 2022, ma la fruizione della misura viene complicata proprio in questo aspetto da un altro documento: il DL Antifrode.

Questo perché al fine di eliminare eventuali frodi, dovute soprattutto alla sovrafatturazione, sono stati stabiliti adempimenti aggiuntivi perché si possano usare i vari bonus ristrutturazione. Tale decreto interviene in forma diversa sui vari incentivi e in misura maggiore sul Superbonus 110%, che per la sua caratteristica di offrire un finanziamento del 110% costi genera più preoccupazioni.

Il Superbonus 110% è anche l’unico dei bonus ristrutturazione a permettere l’utilizzo con detrazione Irpef in soli 5 anni e non nei classici 10, ma è anche l’unico per cui si stabiliscono requisiti aggiuntivi in questo senso.

Poiché dal 12 novembre 2021 in qualsiasi modo si richieda o utilizzi il Superbonus 110%, cioè con detrazione Irpef, sconto o cessione, ci sarà la necessità del visto di conformità e l’asseverazione tecnica delle spese. 

Gli ultimi aggiornamenti sul Superbonus 110% possono essere consultati anche guardando il video YouTube a cura dell'Ing. Andrea Ciprian:

  

Bonus Facciate, con DDL Bilancio 2022 e DL Antifrode cambia tutto!

Veniamo al bonus facciate, perché anch’esso si modifica per il duplice intervento di DDL Bilancio 2022 e DL Antifrode, con una distruzione dell’incentivo per cui peraltro si complica l’utilizzo con sconto e cessione.

Partiamo dalle date di scadenza e le restrizioni di importo stabilite dalla Legge di Bilancio 2022. Ovvero, fino alla fine dell’anno in corso avremo il classico bonus facciate 90%. Ma il bonus facciate sarà valido anche dal 1 gennaio al 31 dicembre 2022 e non ci sarà più il tanto ambito sconto al 90%, perché nascerà il nuovo bonus facciate 60%. Per il resto lavori ammessi, cioè ristrutturazioni delle pareti esterne, e requisiti per l’utilizzo con detrazione Irpef in dieci anni saranno gli stessi.

Diversamente, se si utilizza il bonus facciate con sconto e cessione del credito, in questi due casi saranno necessari visto e asseverazione tecnica. 

Per quanto riguarda invece la possibilità di mantenere la detrazione al 90% essa è possibile solo se i lavori sono iniziati prima del 2022, a prescindere dallo Stato avanzamento lavori (Sal), ma con l’obbligo comunque di portarli a termine.

Bonus Casa 50%: salve le scadenze, ma più difficili sconto e cessione del credito

Veniamo all’altro dei principali bonus edilizi, ovvero il bonus casa, che permette la realizzazione di interventi edilizi su interni ed esterni con il 50% di sconto, ma applicabile ad un massimale di spesa entro i 96.000 euro.

Diciamo che dal punto di vista del DDL Bilancio, il bonus casa non subirà modifiche alla normativa 2022 che resta invariata per importi e lavori ammessi. 

Cambia però anche questo bonus ristrutturazione per effetto del Decreto Antifrode in modo simile al bonus facciate. Cioè, non viene intaccata la normativa e non ci sono adempimenti aggiuntivi nel caso si utilizzi l’agevolazione con detrazione Irpef in dieci anni. Ma se si sceglie lo sconto in fattura o la cessione del credito allora ritorna anche qui la necessità, per le spese sostenute a partire dal 12 novembre 2021, di presentare visto di conformità e l’asseverazione tecnica della congruità dei costi.

DL Antifrode, come cambiano detrazione Irpef, sconto in fattura e cessione del credito per i bonus ristrutturazione?

Riassumendo, il DDL Bilancio 2022 interviene modificando i singoli bonus ristrutturazione con nuove scadenze, importi e a volte anche requisiti di accesso.

Mentre il Decreto Antifrode agisce in maniera diversa solo sul Superbonus 110%, stabilendo per esso la presentazione degli adempimenti aggiuntivi sia se ne usufruisca con sconto e cessione, sia con detrazione dalle tasse.

Diversamente gli altri bonus edilizi, come bonus casa e bonus facciate, subiscono l’influenza del DL Antifrode, ovvero richiedono i nuovi adempimenti solo per l'utilizzo con sconto e cessione. Rimane per essi quindi invariata la normativa che ne regola applicazione e richiesta con detrazione Irpef in dieci anni. Anche in questo senso il Superbonus 110% è l’unica a fare eccezione perché ammette una detrazione da scontare in tempi più più brevi, cioè un quinquennio con cinque quote annuali di eguali importa, dove gli altri bonus ristrutturazione prevedono una detrazione sempre in dieci anni e quindi in dieci quote.