Bonus ristrutturazione 2022 ancora nella morsa delle restrizioni. Recenti provvedimenti sono stati introdotti per disciplinare il già complesso meccanismo di funzionamento dei Bonus casa 2022

A complicare la vita dei Bonus in questione ci pensa questa volta il Decreto Sostegni Ter, approvato qualche giorno addietro dal Governo Draghi, che introduce un nuovo fermo alla cessione del credito a partire dal 7 febbraio.

Il provvedimento, infatti, oltre a rivelare l’elenco dei nuovi aiuti economici a disposizione dei cittadini italiani per tutto il 2022 (fondo perduto Partita IVA, CIG, misure di stop al caro bollette, altri sostegni economici), impone il rispetto di nuove regole per fruire dei Bonus ristrutturazione casa.

Agli interessati ad avere qualche informazioni in più sulla stretta operata dal Decreto Sostegni ai Bonus casa consigliamo la visione di un interessante video YouTube del professionista Danilo Torresi.

Anticipiamo che c’è tutt’altro da rallegrarsi.

Il Decreto Sostegni Ter, infatti, interviene sui Bonus casa simultaneamente al Decreto Antifrode (DL 157/2021) rendendo sempre di più impossibile la vita alla cessione del credito e per riflesso allo sconto in fattura.

E il nuovo fermo si estenderà a tutte le agevolazioni ottenibili per effetto di una ristrutturazione di un immobile idonee allo sconto e alla cessione, oltre ai Bonus ristrutturazione.

Non bastavano, insomma, i nuovi limiti imposti dal DL Antifrode in vigore dal 12 novembre 2021 a rendere più problematico l’utilizzo dei Bonus casa 2022. 

In verità, il colpo inflitto ai Bonus casa dal DL Sostegni Ter è arrivato come un fulmine a ciel sereno, per di più con valenza immediata.

Il conto alla rovescia, infatti, è già iniziato: dal 7 febbraio in poi il credito non potrà essere ceduto per più di una volta, come indicato dall’articolo 26 dello stesso Decreto Sostegni Ter.

Per meglio intenderci, il nuovo provvedimento impone un fermo alla cessione del credito dei Bonus ristrutturazione 2022, perpetuata più volte.

E tale disposizioni valgono indistintamente dal tipo di Bonus casa di cui si decide di beneficiare. Il blocco alla cessione del credito ripetuta si applica, infatti, anche ai Bonus ristrutturazione casa più rinomati, dal Superbonus 110% al Bonus Facciate, con ripercussioni importanti sullo sconto in fattura.

Volendo riassumere, il nuovo fermo sancito alla cessione del credito per i Bonus casa da parte del Decreto Sostegni Ter, non solo limita lo spazio d’uso della cessione stessa, ma hanno un impatto negativo anche sulla possibilità di usufruire delle agevolazioni legate alle ristrutturazione tramite lo sconto in fattura.

Senza perdere altro tempo, vediamo subito nei dettagli come si attua il blocco alla cessione e quali sono le conseguenze negative delle limitazioni sullo sconto in fattura.

Bonus ristrutturazione 2022: dal 7 febbraio scatta il fermo alla cessione. Cosa cambia?

Il nuovo fermo ai Bonus ristrutturazione 2022, messo nero su bianco dall’articolo 26 del recente DL Sostegni Ter si applicaa partire da domani. 

Dal 7 febbraio 2022 le agevolazioni casa che possono essere utilizzate nella modalità di cessione o sconto in fattura dovranno seguire linee guida più rigide in aggiunta a quelle già introdotte dal Decreto Antifrode.

Quest’ultimo provvedimento governativo ha iniziato a minare la modalità di utilizzo dei Bonus casa già negli ultimi due mesi dello scorso anno, più precisamente dalla sua entrata in vigore, avvenuta il 12 novembre 2021.

Nello specifico, i primi problemi hanno iniziato a presentarsi in seguito all’obbligo, inserito nello stesso DL 157/2021, di presentare due nuovi documenti per poter usufruire delle agevolazioni implicite in ciascun Bonus casa.

Il riferimento è al visto di conformità e all’asseverazione tecnica della congruità dei costi. Due documenti nuovi di zecca che devono essere compilati indistintamente per l’accesso a tutti quei Bonus ristrutturazione casa 2022 che per legge possono essere utilizzati come sconto e cessione.

Le nuove regole, quindi, si applicano anche al Bonus Facciate (con detrazione IRPEF al 60% nel 2022), al Bonus casa 50% e all’Ecobonus.

Più stringente è l’imposizione per il Superbonus 110% investito dall’obbligo di disporre del visto di conformità e dell’asseverazione tecnica della congruità dei costi non solo per cessione e sconto in fattura, ma anche nel caso di uso per detrazione IRPEF.

Ma c’è di più. Il DL Sostegni Ter segue il DL Antifrode introducendo requisiti più vincolanti sull’utilizzo dei Bonus ristrutturazione casa.

Mentre il DL 157/2021 interviene in maniera pesante su tutte le fatture d’importo superiore a 10.000 euro versate a partire del 12 novembre scorso, il Decreto Sostegni Ter introduce un nuovo fermo limitativo ai Bonus casa 2022 che possono essere utilizzati come cessione del credito.

Si potrà, infatti, usufruire della cessione del credito una volta soltanto, a partire dal 7 febbraio.

Bonus ristrutturazione 2022: quali problemi causa il fermo cessione allo sconto in fattura?

Soffermiamoci ora sui problemi creati dal DL Sostegni Ter ai Bonus ristrutturazione 2022. Leggendo il testo ufficiale del decreto salta all’occhio l’intervento di sostituzione della dicitura “facoltà di successiva cessione del credito” (art. 121 del Decreto Rilancio” con l’indicazione “senza facoltà di successiva cessione”, espressione del nuovo fermo imposto alla cessione del credito perpetuata.

Una modifica che dal 7 febbraio si applicherà a tutti i Bonus ristrutturazione, Superbonus 110% e Bonus Facciate compresi, non proprio vista di buon occhio dai professionisti edili a conoscenza dei rischi che si dovranno affrontare, primo fra tutti quello del blocco dell’intero settore.

Ma gli effetti del fermo alla cessione non si esauriscono qui. Ad essere espostii a pesanti limitazioni saranno anche i contribuenti interessati all’uso dei Bonus ristrutturazione 2022 come sconto in fattura

Per questi, infatti, si complica la possibilità di trovare un’impresa esecutrice dei lavori disposta ad anticipare i costi dei lavori di ristrutturazione da realizzare.

Quella del fermo alla cessione del credito ripetuta a partire dal 7 febbraio, però, era l’unica chance a disposizione del Governo per limitare le occasione di frodi che, secondo le stime, hanno toccato i 4 milioni di euro.

Se il DL Sostegni Ter stabilisce che dal 7 febbraio in poi il credito possa essere ceduto dal cliente ad una banca solo un’unica volta, a diversa disciplina sono sottoposti i crediti ceduti prima di date data: questi si potranno trasferire in più occasioni.

Bonus ristrutturazione 2022: DL Sostegni Ter e DL 157/2021 in sintesi. Ecco le novità

Sintetizzando, il Decreto Antifrode (DL 157/2021) altro non fa che inserire l’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione tecnica sulla congruità delle spese per quei Bonus ristrutturazione casa 2022 accessibili come sconto e cessione del credito, dal 12 novembre in poi.

E tali limiti si applicano eccezionalmente anche al Superbonus 110% nel caso in cui voglia essere utilizzato anche come detrazione fiscale.

A questi si aggiunge il fermo imposto dal DL Sostegni Ter ai Bonus ristrutturazione 2022 culminante nel divieto di ricorrere alla cessione del credito per più di una volta.

Bonus ristrutturazione 2022: il fermo alla cessione influenza lo sconto! In che modo?

Come già ribadito, il fermo alla cessione del credito imposto per effetto del DL Sostegni Ter complica la vita allo sconto in fattura.

Tale ripercussione era data per scontata, poiché fra sconto e cessione esiste un sottile legame. Per mezzo dello sconto, l’impresa che realizza i lavori si fa carico in anticipo dei costi supportati senza aspettare il rimborso statale trasferendo il credito ad una banca.

Se le cessioni vengono in qualche modo ostacolate,gli effetti negativi si riflettono anche sull’uso dello sconto in fattura.

Per meglio intenderci, se diventa più complicato per le imprese ricorrere alla cessione del credito per i Bonus ristrutturazione 2022, stessa cosa sarà per lo sconto in fattura.

In altre parole, se per le banche e le imprese diventa sempre più difficile, quasi infattibile la cessione del credito secondo le nuove regole, lo sarà anche per l’applicazione dello sconto in fattura dei Bonus ristrutturazione 2022.