La manovra finanziaria per l’anno prossimo, di cui la Legge di Bilancio è solo l’ultima tappa, ha già destinato grazie al Decreto Fiscale una dotazione al fine rinnovare e portare al 2022 forse alcuni tra gli incentivi più generosi che ci siano, gli ecobonus auto.

Gli ecobonus auto sono un contributo che lo Stato offre ai propri cittadini, senza distinzione di età o di ISEE, per acquistare un’auto nuova con uno sconto massimo che varia dai 2.000 euro per l'usato ai 6.000 euro per un veicolo nuovo.

Questi incentivi, che per altro non consistono in noiose detrazioni Irpef o crediti d’imposta, ma in uno sconto applicato direttamente dal venditore sul prezzo di acquisto, sono così generosi perché la loro finalità non è offrire sostegno ai cittadini in stato di bisogno, ma apportare miglioramenti all’ambiente.

Il loro scopo è quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) dovute ai veicoli inquinanti, così da offrire un cospicuo contributo ai cittadini perché invece scelgano di acquistare un’auto le cui emissioni siano contenute entro il limite di 135 g/km per il nuovo e 160 g/km per l'usato.

Parte degli incentivi della scorsa ondata di finanziamenti per gli ecobonus auto è ancora disponibile, mentre il decreto fiscale ha messo a disposizione nuovi fondi per le parti esaurite, cosicché sono ripartiti anche quelli per l’acquisto di auto nuove a zero o bassa emissione.

Dunque, per chi ha intenzione di acquistare un’auto nuova è a disposizione e lo sarà ancora per un po’ di tempo un bonus senza ISEE, che offre fino a 6.000 euro di sconto direttamente in fattura, vediamo perciò come si ottiene.

Ecobonus auto, quali sono i requisiti per avere fino a 6.000 euro di sconto?

A partire dallo scorso 27 ottobre sono ripartiti anche gli incentivi per i veicoli ad emissione ridotta e questo grazie ad una dotazione di 100 milioni prevista nell'ambito del Decreto Fiscale, che di fatto con molte sue delibere ha preparato il terreno per la Legge di Bilancio 2022.

A disposizione degli ecobonus auto ci sono altri 100 milioni di euro, che si sommano al fondo da 350 milioni di euro, che era già stato stanziato in occasione del DL Sostegni bis.

La nuova dotazione sarà così suddivisa: 65 milioni destinati a finanziare i bonus per per l’acquisto di auto elettriche o ibride; 20 milioni per i veicoli speciali, con 15 di questi solo per quelli a motore elettrico; 10 milioni per le auto a bassa emissione; 5 milioni per le auto usate.

Per quanto riguarda gli ecobonus questi non richiedono particolari requisiti all’acquirente e sono bonus accessibili a prescindere dal reddito e dall’indicatore ISEE, senza nemmeno necessità di inoltrare una domanda di richiesta. Scelto infatti un modello compatibile in base ai requisiti motore che elencheremo nei prossimi paragrafi, sarà sottratto dal prezzo finale dell’auto lo sconto pari all’ecobonus. Questo varia sia sulla base della tipologia del nuovo acquisto, sia se si usa l’incentivo con rottamazione o meno, cioè consegnando la vecchia auto al momento dell’acquisto della nuova.

Per quanto riguarda i rivenditori, ovviamente c’è una procedura a da seguirete e anche questa sarà da noi illustrata nel dettaglio in seguito. 

Gli ecobonus sono erogati fino ad esaurimento delle risorse, che possono essere verificate in ogni momento sul portale che il MISE ha creato appunto al fine di gestire questi incentivi. 

Nuovi importi per gli ecobonus auto, che ora permettono l’acquisto di veicoli usati

Nell’ambito degli ecobonus auto 2021 e 2022 la vera novità è che per la prima volta gli incentivi sono validi sull’acquisto dell’usato, anche se questa possibilità è data solo se si utilizza il bonus con rottamazione.

Per altre categorie di veicoli sarà a scelta dell'acquirente se usare o meno l’ecobonus con la rottamazione, ma se si sceglie di usarlo senza si deve tenere presente che gli importi saranno più bassi.

L’importo dell'ecobonus varia poi a seconda della quantità di anidride carbonica emessa dal nuovo veicolo e anche dalla tipologia del motore.

I veicoli elettrici, con emissioni di CO2 da 0 a 20 g/km, sono quelli che hanno l’importo massimo, perché a loro l’ecobonus assegna 6.000 euro con la rottamazione e 4.000 euro senza.

Poi si possono acquistare veicoli ibridi plug-in la cui emissione di CO2 si attesti tra 21 e 60 g/km, godendo di uno sconto pari a 2.500 euro con rottamazione e 1.500 euro senza.

Lasciamo da parte veicoli elettrici e ibridi, a cui sono destinati gli importi più alti e a cui è permesso l’utilizzo dell’ecobonus senza rottamazione, e veniamo ai veicoli a bassa emissione e alle auto usate.

Le auto con una emissione che si attesti tra 61 e 135 g/km possono avere accesso agli ecobonus solo con rottamazione e per loro lo sconto è di 1.500 euro.

Infine, anche per chi acquista un’auto usata sarà possibile solo l’accesso agli incentivi con rottamazione e in questo caso l'importo varia in base alle nuove missioni del veicolo che si acquista.

Per i veicoli usati la cui emissione di CO2 sia entro il limite massimo di 60 g/km CO2, spettano 2.000 euro di ecobonus. Se l’emissione è invece compresa tra 61 e 90 g/km spettano 1.000 euro e 750 euro per le auto tra 91 e 160 g/km di CO2.

Ecobonus auto: istruzioni per acquirenti e concessionari

Stabiliti gli importi, veniamo alla modalità di utilizzo degli ecobonus, che come si è detto richiedono uno sforzo minimo da parte dell'acquirente a cui è richiesto solo di scegliere un modello auto compatibile, cioè a bassa emissione. Gli ecobonus sono infatti un bonus sotto forma di sconto applicato direttamente in fattura, il cui importo cioè viene automaticamente sottratto dal prezzo di vendita.

Diverso il caso dei concessionari i quali invece dovranno effettuare una procedura che consiste in vari passaggi, dalla prenotazione alla conferma dei singoli incentivi, per finire al rimborso vero e proprio.

Per questi ultimi esiste una guida dettagliata redatta dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) che con l’ausilio di immagini grafiche spiega passo passo il percorso da compiersi.

In ogni caso, i concessionari dovranno prima di tutto prenotare tramite la piattaforma degli ecobonus i singoli incentivi da applicare. Una volta venduto il veicolo si dovrà confermate l’ecobonus e caricare sul portale una serie di dati tra cui anche la targa dell'auto, dopo la conferma vi sarà il rimborso vero e proprio, che non verrà ai concessionari dallo Stato, ma dalle case produttrici o importatrici dei veicoli.

Tutti i vantaggi delle auto a bassa emissione: ecobonus, bollo auto, ecotassa

Come si può facilmente osservare con i veicoli elettrici e ibridi, che hanno una emissione più bassa di CO, gli ecobonus sono molto più generosi e toccano i 6.000 euro di importo.

Ma questa non è l’unica agevolazione di cui godono queste auto, chi infatti acquista i veicoli elettrici è esente dal pagamento del bollo auto per ben cinque anni. Agevolazioni analoghe sulle tasse automobilistiche si applicano, anche se meno generose, ai veicoli ibridi, ma variano su base regionale.

Tutti i vantaggi e gli svantaggi legati all’acquisto di un veicolo elettrico sono spiegati dalla voce più esperta di DriveK nel loro video YouTube:

  

Comunque uno dei grandi vantaggi quando si acquistano i veicoli a bassa emissione è che si risparmia sull’ecotassa.

Questa tassa viene infatti applicata solo alla vendita dei veicoli nuovi ad alta emissione di anidride carbonica e, se si paga una sola volta rispetto al bollo auto, in compenso è piuttosto salata.

Sul modello degli ecobonus, ma in modo inversamente proporzionale, l’ecotassa sale quanta più alta è l’emissione di CO2 del veicolo; sono tenuti al pagamento tutte le auto la cui emissione superi i 191 g/km.

In dettaglio:

  • per emissioni di CO2 comprese tra 191 e 210 g/km l'importo dell’ecotassa è pari a 1.100 euro;
  • per emissioni di CO2 comprese tra 211 e 240 g/km l'importo dell’ecotassa è pari a 1.600 euro;
  • per emissioni di CO2 comprese tra 241 e 290 g/km l'importo dell’ecotassa è pari a 2.000 euro;
  • per emissioni di CO2 superiori a 290 g/km l'importo dell’ecotassa è pari a 2.500 euro.

Prima di concludere la nostra trattazione sulla ecotassa non ci resta che dare un avvertimento ai lettori, poiché erroneamente si crede che quest’anno siano cambiati i suoi importi.

In realtà non c’è nessuna modifica nel prezzo da pagare, solo l’ecotassa è stata ricalibrata perché è cambiato il sistema con cui si misurano le emissioni dei veicoli.

Dal 2021 si usa infatti per stabilire quanto inquina un veicolo una scala di misurazione nuova (WLTP) che genera valori più alti rispetto al vecchio (NEDC).

In parole povere per un determinato tipo di veicolo gli importi saranno uguali rispetto agli altri anni, solo che i valori relativi all’emissione saranno diversi perché seguono un diverso sistema, che genera numeri più alti.

Non solo ecobonus auto! In programma altri incentivi per veicoli elettrici

Se gli ecobonus sono incentivi aperti a tutti e che includono un gran numero di veicoli, purché l’emissione sia compresa entro un determinato limite, stando ai piani del vecchio governo Conte bis sarebbe dovuto entrare in vigore anche un bonus auto elettriche, generoso ma molto più selettivo.

In primo luogo per la tipologia dei veicoli ammessi, cioè solo quelli a motore elettrico, e poi perché da normativa esso sarebbe dovuto essere aperto solo ai cittadini il cui ISEE fosse inferiore o uguale a 30.000 euro.

Rispondendo a queste caratteristiche il bonus auto elettriche offriva il 40% di sconto sul prezzo di vendita di un veicolo nuovo, di costo massimo pari a 30.000 euro (senza IVA).

Tuttavia, il bonus auto elettriche, che comunque sarebbe stato incompatibile con gli ecobonus, fa parte di tutta quella serie di incentivi mai attivati dal governo Draghi. E perché un bonus possa entrare in vigore nell’ordinamento italiano non basta che sia inserito in una determinata Legge di Bilancio, ma serve un decreto attuativo, che per questo incentivo non è mai stato emanato.

Su questo fronte non sappiamo se ci saranno novità, anche se ad onor del vero va detto che il governo Draghi si è mostrato piuttosto aperto nei confronti di quegli incentivi il cui scopo fosse quello di rafforzare la mobilità sostenibile e salvaguardare l’ambiente.