Il Governo Draghi, al momento del suo insediamento, sembrava essere piuttosto restio nei confronti delle misure adottate dal Governo precedente (Governo Conte II) in termini di bonus e aiuti. Non tanto perché non fossero misure adatte, anzi, ma perché la prospettiva sembrava in miglioramento e dunque la sensazione era che potessero non essere più necessari.

In effetti, a febbraio 2021 sembrava proprio così: fermento per i vaccini in arrivo, contagi ad un livello medio-basso e un sentimento comune di reticenza nei confronti di eventuali nuove misure restrittive. Invece, queste misure sono state poi necessarie durante la terza ondata, cominciata proprio poche settimane dopo l’insediamento dell’ex Governatore della Banca Centrale Europea.

Come ormai successo diverse volte, le prospettive sono cambiate in pochissimi giorni e da riaperture si è presto dovuto ricominciare a parlare di restrizioni. Infatti, le restrizioni sono arrivate e si sono protratte praticamente fino a fine aprile 2021, quando la situazione ha cominciato a migliorare sensibilmente e la campagna vaccinale ha cominciato ad andare spedita, come il Generale Figliuolo prometteva da settimane.

Dunque, siamo così tornati in tempi in cui parlare di riaperture è assolutamente ragionevole, ma con esse anche la fine di tanti bonus e aiuti, che nel prossimo futuro potrebbero non essere più necessari (si spera, naturalmente). Se da un lato quindi riaperture significa ritorno alla vita ed alla normalità, dall’altro significa anche la fine di misure “artificiali” che hanno tenuto in piedi il mondo del lavoro, le attività e sostenuto le famiglie più bisognose. Tra fine del blocco licenziamenti, previsto per il 30 giugno per molti settori, e ritorno al vaglio delle cartelle esattoriali, gli italiani dovranno fare i conti con molti arretrati che erano stati “congelati” ma che prima o poi andranno affrontati.

In questo contesto sicuramente complesso, vediamo quali sono i bonus ancora ottenibili, con privilegio per quelli più accessibili, ovvero quelli che non richiedono Isee o che possono essere ricevuti anche senza (cioè l’Isee è richiesto per determinare l’importo, ma in caso non si presenti questo documento si accede all’importo minimo previsto).

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Bonus smart working: lascia o raddoppia

Il bonus smart working è sicuramente un bonus particolare, in quanto non lo richiede il singolo soggetto ma l’azienda che ha lavoratori, appunto, in smart working. Una modalità lavorativa nuova, soprattutto in Italia, a cui siamo stati “costretti” durante il lockdown ma che potrebbe diventare una soluzione consueta e comoda anche nel prossimo futuro. I benefici, per le imprese in particolare, sono parecchi e sono principalmente in ottica di risparmio: addio costi fissi da ufficio e costi variabili come spostamenti (tipo il rimborso spese) e costi organizzativi di meeting, riunioni e tutto ciò che ne consegue.

Addio o quasi, perché in realtà molte aziende potrebbero scegliere una soluzione ibrida, per risparmiare da un lato ma non perdere l’aspetto del rapporto umano e dei contatti dall’altro. Ecco che quindi vengono anche i lati negativi, soprattutto per i lavoratori che, da un lato, hanno la comodità di restare a casa propria e risparmiarsi ore di traffico e costi di spostamento, ma dall’altro hanno anche diversi svantaggi.

Non sono pochi gli studi che spiegano come il lavoro agile, da casa, sia stato dannoso per molti lavoratori che: hanno aumentato le proprie ore lavorative (con addio agli straordinari, per molti), hanno perso la distinzione tra vita privata e vita lavorativa, hanno ritenuto più stressante questa modalità lavorativa ed addirittura in alcuni casi sono andati incontro ad un vero e proprio burnout (un esaurimento emotivo in seguito a stress e tensione in ambito lavorativo).

Ecco che è allora arrivato un sostegno per rendere la postazione lavorativa migliore, sia dal punto di vista del benessere fisico che mentale. Si tratta di un bonus da ben 516 euro che l’azienda può richiedere ed erogare in forma di voucher ai propri dipendenti. Essi possono poi spendere questo voucher per prodotti correlati alla postazione lavorativa: scrivania, sedia ergonomica, accessori. Elementi che possono rendere la postazione più confortevole e comoda, visto che anche le conseguenze fisiche del lavoro sedentario non sono da sottovalutare (postura, vista eccetera).

Questo bonus non è quindi legato all’Isee, ma alla propria azienda, dato che non c’è modo per il privato di avervi accesso diretto. Un altro modo consiste nell’acquisto direttamente da parte dell’azienda di determinati bene (sedie ergonomiche, per esempio) e di richiedere poi il riconoscimento di questa spesa, fermo restando la soglia di 516 euro per lavoratore che svolge la propria attività da casa.

Bonus sicurezza: sicuri e rimborsati

Il bonus sicurezza è uno dei meno noti tra i tanti presenti attualmente. Si tratta di un bonus concepito nello stesso modo dei bonus edilizi e, proprio come loro, non richiede un certo requisito in termini di Isee.

Gli interventi ammessi sono tutti quelli legati alla messa in sicurezza della propria casa o appartamento, quindi è valido, per esempio, per lavori legati ad un impianto d’allarme, all’installazione di una porta blindata o di altri dispositivi di sicurezza che rendano più sicura la casa ed il suo perimetro.

I lavori ammessi non finiscono qui, ma in generale sono tutti quelli che permettono effettivamente di essere più al sicuro rispetto a reati come furto, sequestro di persona o aggressione. Naturalmente, a poter richiedere il bonus è il proprietario dell’immobile oggetto degli interventi (o titolare di altro diritto di godimento), oltre che di colui che sostiene effettivamente le spese per la messa in sicurezza dell’immobile. 

Per quanto riguarda gli importi, si parla di cifre importanti: ben 50% fino ad un massimo di 96.000 euro. Dunque, la detrazione massima è di ben 48.000 euro (cioè la metà dei 96.000) ed è ottenibile come di consueto attraverso detrazione Irpef, motivo per cui un altro requisito è che il soggetto sia anche soggetto Irpef. Anche questo aspetto non è nuovo, in quanto funziona così anche per tutti gli altri bonus edilizi.

Infatti, esattamente come accade anche per gli altri, si può richiedere anche lo sconto in fattura in sostituzione della detrazione Irpef, così come si può cedere il credito ad un ente autorizzato (banche ed enti creditizi).

Bonus edilizi: novità in arrivo

I bonus edilizi, appena citati parlando del bonus sicurezza, vanno incontro ad importanti novità. Se infatti il superbonus 110%, il più generoso della “famiglia”, verrà confermato anche per il 2023 (è già stato prorogato per tutto il 2022), sugli altri c’è molta più incertezza.

Il Governo li ritiene importanti e assolutamente meritevoli di proroga, ma potrebbero cambiare le condizioni. L’idea è quella di semplificare e snellire le procedure, magari radunando tutti gli altri (escluso appunto il 110%) sotto un'unica percentuale che sarebbe del 75%. Una mossa sicuramente interessante e ragionevole nell’ottica della semplificazione, di cui però vanno ancora definiti i dettagli e le modalità.

Vedremo, ma nel frattempo ricordiamo che vi sono molti bonus di cui usufruire senza Isee: bonus facciate (detrazione al 90%), bonus caldaie, bonus verde, bonus infissi e bonus sicurezza, appunto. Tutti bonus che prevedono detrazione Irpef spalmata su dieci anni e che quindi hanno funzionamento simile o uguale a quello esposto per il bonus sicurezza. Per usufruirne, in generale, è necessario porre parecchia attenzione all’aspetto burocratico: conservare i documenti e fare tutti gli step previsti, oltre ad effettuare i pagamenti rigorosamente con metodi tracciabili (bonifici bancari o bonifici postali parlanti).

Bonus TV: 100 euro super accessibili

Un altro bonus che il Governo ha trattato come un “lascia o raddoppia” è il bonus TV.

Istituito per chi aveva Isee massimo di 20.000 euro e con importo pari a 50 euro, era stato un fallimento in quanto erano state utilizzate un quarto delle risorse messe a disposizione. Insomma, gli italiani non lo hanno richiesto (o non rientravano nei requisiti?).

Si è quindi deciso, piuttosto che abbandonarlo, che fosse meglio cambiare formule. È infatti in arrivo il nuovo bonus TV, totalmente svincolato dall’Isee e con importo raddoppiato, pari quindi a 100 euro. Un bonus facile da ottenere, con sconto all’acquisto che poi il venditore può richiedere allo stato. Al momento questo bonus non è ancora attivo, ma arriveranno novità a breve su questo fronte.

L’intenzione è quella di aiutare gli italiani a sostituire le vecchie televisioni che tra non molto non trasmetteranno più i canali a causa del cambiamento nella modalità di trasmissione del segnale. Questo bonus serve quindi per rinnovare il dispositivo o acquistare un decoder che possa risolvere il problema del segnale.

Bonus 2021: quale linea dal Governo?

Ora c’è da capire che atteggiamento vorrà mantenere il Governo nei confronti dei bonus: tutti speriamo che non siano più necessari semplicemente perché la situazione pandemica sarà definitivamente sotto controllo. Lo diciamo a bassa voce, abituati a doverci ricredere diverse volte negli ultimi mesi. Sembra però che stavolta possa essere davvero così, dunque conviene “prepararsi”.

I bonus non saranno più necessari, magari, ma ci vorranno sicuramente misure in grado di aiutare gli italiani nella transizione in questo ritorno alla normalità. In particolare, c’è da capire quali interventi attuerà Mario Draghi per quanto riguarda il mondo del lavoro, pieno di problemi (da ben più di un anno e qualche mese…) e martoriato dall’ultimo lunghissimo anno. In questo senso si vedrà anche il destino del Reddito di Cittadinanza verso cui il Governo non si è mai mostrato troppo entusiasta, complice anche la carenza di lavoratori che si sta manifestando ora con l’arrivo dell’estate e di tutti i lavori stagionali che la caratterizzano.

Sia chiaro, il Reddito di Cittadinanza non sembra essere il problema del mondo del lavoro, ma dall’altro lato è stato istituito per essere una soluzione ed invece non è così sicuro che lo sia. Una scommessa del Movimento 5 Stelle (approvata durante il Conte I) che molto presto potrebbe arrivare al capolinea o comunque essere fortemente rivista e riformata.

Vedremo, in attesa di capire la linea del Governo, l’evolversi di bonus e misure di aiuto, approfittandone finché sono valide (molte sono già ad ora confermate fino al 31 dicembre 2021, dunque il tempo c’è).