Presto ci lasceremo alle spalle il 2021. Con la fine dell’anno anche molti Bonus senza ISEE introdotti dalla Legge di Bilancio 2021, e dai vari Decreti Sostegni, giungeranno al capolinea.

Maggior informazioni sul Bonus senza ISEE attivi fio al 31 dicembre 2021 le trovate nel video YouTube di Mondo Pensioni.

Probabilmente molti verranno confermati nella nuova Manovra di Bilancio 2022 di cui si attende l’approvazione del testo definitivo

Si tratta di incentivi e contributi voluti da Governo Conte prima, e poi dall’Esecutivo guidato dal premier, Mario Draghi, per risollevare le condizioni economiche delle famiglie, dei lavoratori autonomi, titolari di Partita IVA e delle imprese seriamente in difficoltà a causa dei provvedimenti adottati per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

È impensabile, quindi, che tutti i Bonus senza ISEE al momento in vigore vedano la luce dal prossimo anno una volta affievolita l’emergenza pandemica sul territorio dello Stato.

Il Governo, dunque, si trova stretto nella morsa della proroga o non proroga al 2022. Decidere non è cosa facile. Tenere in vita i Bonus per lungo tempo incide pesantemente sulle casse erariali. Allo stesso tempo, non si possono lasciare i cittadini in preda alle difficoltà economiche, soprattutto ora in piena quarta ondata pandemica.

In questo clima di incertezza l’unica cosa da fare è attendere notizie ufficiali su quali Bonus senza ISEE verranno riconfermati nel 2022 e quali, invece, chiuderanno definitivamente i battenti.

Tuttavia, rimane salva la possibilità di richiedere fino al 31 dicembre 2021 quota parte dei Bonus senza ISEE già attivi.

Fra questi spicca un contributo che offre ai cittadini la chance di ottenere 1.800 euro per la realizzazione di specifici lavori sulla propria abitazione.

Ma vediamo subito di cosa si tratta.

Bonus senza ISEE: il bonus Verde da 1.800 euro

Nella lunga lista delle agevolazioni in attesa di conoscere il proprio destino c’è un’agevolazione pensata del Governo Conte per incentivare gli italiani a realizzare lavori che possono migliorare le condizioni di giardini, cortili, terrazze e di qualsiasi altro ambiente “green” della casa: il Bonus Verde.

L’incentivo, inserito nella Legge di Bilancio 2021, in verità ha una dupliche finalità: aiutare le famiglie a sostenere le spese per i lavori di ristrutturazione del proprio immobile e dare una spinta a quei settori e alle aziende italiane che hanno vissuto, e continuano a vivere, un periodo di forte crisi economica a causa della pandemia.

Il Bonus Verde senza ISEE, però, pur non essendo legato al rispetto di soglie reddituali per ottenerne il riconoscimento, non spetta indistintamente a tutti.

Infatti, solo coloro che si dimostrano propensi a intervenire con una serie di lavori sulla propria abitazione potranno beneficiare del contributo.

A questi spetterà un’agevolazione fiscale se in linea con i requisiti di accesso stabiliti dall’Agenzia delle Entrate, ente gestore del Bonus senza ISEE.

Vediamo subito di quali lavori si tratta.

Bonus Verde senza ISEE: quali lavori sono ammessi a detrazione IRPEF

Tutte le “regole” da seguire per poter beneficiare del Bonus Verde, fino alla scadenza fissata al 31 dicembre 2021, sono indicate nella guida resa pubblica dall’Agenzia delle Entrate sulla pagina internet ufficiale dell’Ente.

Va detto che l’accesso al Bonus senza ISEE spetta esclusivamente alle persone fisiche che vogliono iniziare lavori sulle aree verdi (cortili, terrazzi, giardini) degli immobili di proprietà, ad uso abitativo.

La precisazione va fatta perché molte volte si fa confusione sulla tipologia di immobili ammessi ai Bonus ristrutturazione casa, di cui il Bonus Verde fa parte.

Nello specifico, il Bonus Verde senza ISEE non potrà essere richiesto né dalle persone giuridiche, né dalle imprese.

Chiarito il concetto, occupiamoci dei lavori abbracciati dal contributo.

Per godere della detrazione IRPEF di 1.800 euro prevista dal Bonus Verde è sufficiente rispettare pochi e semplici requisiti

Innanzitutto, lo si potrà utilizzare esclusivamente a copertura delle spese supportate per rinnovare e/o riqualificare gli spazi verdi della propria casa: mettere a nuovo una zona verde è condizione obbligatoria per ottenere il riconoscimento dell’agevolazione.

Anche le spese supportate per la creazione di pozzi, giardini e coperture pensili, di ammontare complessivo non superiore a 5.000 euro, sono ammesse alla detrazione IRPEF del 36%, oltre a qualsiasi altro lavoro di manutenzione straordinaria che renda possibile un cambiamento dell’area rispetto alla stato attuale.

Semaforo verde anche per gli interventi di installazione di nuovi sistemi di irrigazione di prati e/o giardini e di realizzazione di pozzi.

Capire quali lavori rientrano nel Bonus Verde senza ISEE è abbastanza semplice. In linea generale, l’Agenzia delle Entrate autorizza tutti quegli interventi di natura straordinaria, non di routine, che modificano radicalmente la condizione dell’area verde dell’immobile.

Insomma, non quelli di manutenzione ordinaria. Per fare un esempio, si possono portare in detrazione le spese sostenute per l’acquisto di nuove piante, alberi e arbusti purché si tratti di interventi che vanno oltre la semplice messa in posa delle piante nei vasi.

In poche parole, tutto deve far parte di un ampio programma di riqualificazione dello spazio verde affinché si possa usufruire della detrazione del 36% prevista dal Bonus senza ISEE.

Altre condizioni da rispettare sono legate all’immobile oggetto degli interventi. Nello specifico, i lavori potranno essere realizzati esclusivamente su un edificio già esistente e non in fase di costruzione.

Poiché il Bonus Verde senza ISEE è stato introdotto dal Governo per incentivare la ripresa dei professionisti edili e del settore, anche le spese supportate per consulenti o tecnici, come i design d’esterni, sono ammesse alla detrazione massima di 1.800 euro stabilita per il Bonus Verde 2021.

Bonus senza ISEE: quali spese non danno diritto al Bonus Verde 2021

Fino a questo momento ci siamo occupati delle condizioni da rispettare per essere ammessi al Bonus senza ISEE.

Ora, invece, focalizzeremo l’attenzione sui lavori esclusi dal Bonus Verde. Per accedere alla detrazione del 36% del Bonus Verde senza ISEE, non è sufficiente eseguire lavori che rientrano nell’esercizio delle attività di normale manutenzione ordinaria.

In altri termini, il semplice taglio dell’erba, la potatura degli arbusti e tutti gli altri interventi di mantenimento ordinario delle aree verdi sono esclusi dalla Bonus.

Si tratta, infatti, di interventi che non hanno carattere straordinario e per questo tagliati fuori dal contributo. 

Nemmeno gli interventi in economia, realizzati direttamente dal proprietario, rientrano nel Bonus Verde senza ISEE, così come i lavori di rifacimento del manto erboso di campi da calcetto o di adibiti al altri usi sportivi. 

Semaforo rosso anche per le serre bioclimatiche.

L’esclusione dei lavori in economia dal Bonus Verde 2021 è più che giustificata.

Nei precedenti paragrafi abbiamo visto come una delle motivazioni che ha portato il Governo Conte all’introduzione del Bonus senza ISEE è di risollevare un settore, quello edile, gravemente minato dalla crisi economica causata dal Covid-19.

Ammettere al Bonus Verde 2021 i lavori eseguiti dal proprietario in autonomia significherebbe ostacolare la ripresa delle aziende del settore

Ciò non significa che il proprietario dell’immobile non possa intervenire sulle aree verdi della propria casa in piena libertà. Semplicemente le spese da lui supportate per la realizzazione dei lavori non sono ammesse alla detrazione del Bonus Verde fino a 1.800 euro.

Insomma, dovrà mettere mano al portafoglio per realizzare quanto desidera.

Una precisazione va fatta spostando l’attenzione sui condomini: questi sono ammessi al Bonus senza ISEE in scadenza il 31 dicembre 2021 se i lavori vengono effettuati sulle aree verdi delle parti comuni dell’edificio.

Bonus Verde senza ISEE fino a 1.800 euro: come funziona la detrazione fiscale

La Legge di Bilancio 2021 fissa i paletti sul tetto massimo di detrazione: non si potranno ottenere più di 1.800 euro di “sconto” IRPEF.

Sì, perché il Bonus senza ISEE, come tutte gli altri Bonus ristrutturazione casa, non verrà erogato sotto forma di denaro contante, ma come detrazione fiscale.

Anche le spese sostenute per la realizzazione dei lavori sulle aree verdi sono assoggettate ad un vincolo.

L’Agenzia delle Entrate precisa che la detrazione IRPEF del 36% verrà applica su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro

Pertanto, si potrà godere di una detrazione non superiore a 1.800 euro (36% di 5.000 euro). 

Il “risparmio” sull’IRPEF, invece, verrà spalmato su dieci anni, con rate tutte dello stesso importo. Condizioni particolari sono previste per chi decide di vendere l’abitazione per cui si è fatta richiesta del Bonus Verde 2021.

In tal caso, la normativa prevede il passaggio della detrazione applicata sull’immobile dal proprietario al nuovo compratore, ovviamente solo su accordo tra le parti.

Può accadere, infatti, che entrambe, sempre su accordo, preferiscano lasciare la detrazione al venditore piuttosto che trasferirla al compratore.

Entrambe le ipotesi sono comunque consentite dalla Legge.

Come puntualizzato nei precedenti paragrafi, il solo fatto di non essere vincolato a soglie ISEE rende la misura accessibile a tutte le persone fisiche.

Bonus Verde senza ISEE: quali documenti presentare al 31 dicembre 2021

Tra le altre condizioni da rispettare per poter beneficiare della detrazione fiscale prevista dal Bonus senza ISEE per le aree verdi c’è ne una che riguarda la modalità di pagamento delle spese

Tutti i lavori indicati nella guida dell’Agenzia delle Entrate devono essere pagati con strumenti tracciabili (carte di credito, bancomat, carte di debiti, bonifici postali e bancari).

I documenti comprovanti gli acquisti effettuati vanno conservati per almeno dieci anni. L’Agenzia delle Entrate potrebbe, infatti, disporre dei controlli a campione sui beneficiari del contributo per accertare la loro rispondenza ai requisiti previsti per l’accesso al Bonus Verde.

Le spese, sostenute nel 2020 e nel 2021, vanno portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi.