Il Dl Sostegni ha prorogato anche per il 2021 il bonus smart working che rientra tra quei fringe benefits aziendali che i datori di lavoro erogano ai loro dipendenti, come ad esempio i buoni pasto.

Nel caso specifico del bonus smart working, viene confermato l’aumento del beneficio, così com’era accaduto nel 2020 con il Decreto Agosto che ha aumentato il tetto massimo dei voucher welfare da 258,23 euro a 516,46 euro.

Dunque il bonus smart working rientra in quelle agevolazioni previste dai datori di lavoro ai dipendenti e che vanno spesi per beni e servizi. Questo bonus ha lo scopo di rendere le case degli italiani, i quali da più di un anno stanno lavorando in modalità da remoto presso le proprie abitazioni, attrezzate in maniera adeguata. Come se fossero in ufficio ecco.

Il bonus smart working andrà speso per comprare sedie ergonomiche, scrivanie o lampade che migliorino l’illuminazione. Quindi tutto l’arredo funzionale a migliorare la qualità della vita lavorativa del dipendente e, di conseguenza, della sua produttività.

Bonus smart working: le caratteristiche del lavoro agile

Con l’insorgere dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, sia l’Italia ma anche il resto del mondo sono dovuti ricorrere, per qui lavori per cui è stato possibile farlo, alla modalità del lavoro agile o smart working.

La definizione di lavoro agile è sintetizzata dall’art.118 della legge 81/2017 come una:

“modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

Se dunque, secondo la normativa, lo smart working dovrebbe avvenire per specifici casi e tramite accordo tra le parti, in quest’ultimo anno è stata una modalità lavorativa che si è estesa in maniera capillare e generalizzata, per cause di forza maggiore.

Il lavoro da casa per alcuni versi è vantaggioso e anche più economico rispetto ad andare in ufficio in quanto si risparmia sia dal punto di vista di spese varie (come la benzina o biglietti dei mezzi di trasporto pubblici) e anche dal punto di vista del risparmio di stress. Ma andare in ufficio vuole anche dire essere circondati da strumentazione tecnologica e anche un tipo di arredo funzionale e ottimale per la produttività del singolo o dell’intera azienda.

A casa invece ci si deve attrezzare o “arrangiarsi” con quel che si ha e anche con gli spazi a disposizione, nel bene e nel male.

Bonus smart working: un aiuto per rendere la casa come un ufficio

Il bonus smart working quindi non è cosa da poco. E’ un voucher che consente ai lavoratori dipendenti di potersi organizzare meglio la propria postazione di lavoro, in modo da non risentirne sia dal punto di vista di resa produttiva che di salute.

Lavorare con una sedia scomoda o non ergonomica oppure con una scarsa illuminazione è un problema che il bonus in questione va a risolvere, senza che il lavoratore debba rimetterci lui di tasca propria.

Il beneficio poi ha un impatto positivo ancora più largo, in quanto andrà a coinvolgere anche i produttori di mobili e i loro guadagni. Dunque è un bonus che incentiva l’economia e la ripresa appunto economica di vari settori colpiti dalla crisi che stiamo vivendo e da quale pian piano l’Italia sta cercando di risalire.

Bonus smart working: come funziona e come attivarlo

Il bonus smart working si potrà utilizzare per tutto il 2021. Abbiamo visto che rientra tra i fringe benefits cioè i cosiddetti benefici accessori rispetto alla retribuzione vera e propria che il datore di lavoro concede ai suoi dipendenti. Sono un’aggiunta nella busta paga che renderà più contento e soddisfatto il lavoratore e quindi anche più motivato a lavorare in maniera efficiente e produttiva.

Un altro loro aspetto positivo è che, non concorrendo a formare il reddito del lavoratore dipendente, non andranno tassati. Ma attenzione! Se si supera la soglia massima che, come abbiamo visto, è di 516,46 euro, allora i benefits andranno a concorrere al reddito.

Sul sito leggioggi.it ci viene data una chiara spiegazione di questi fringe benefits:

“I fringe benefits sono appunto quei bene e servizi che il datore di lavoro fornisce ai dipendenti e che valgono come retribuzione non in denaro. Si pensi ad esempio all’auto aziendale, al telefono aziendale o ai buoni pasto e buoni carburante”.

Per quanto riguarda la sua attivazione, spetterà al datore di lavoro scegliere di farlo oppure no. E inoltre potrà decidere se fornire lui i beni in questione (come sedie o pc) al lavoratore oppure se fornire un voucher per l’acquisto ad ogni singolo dipendente.

Bonus smart working: cosa si può acquistare

Quali sono dunque questi beni che si possono acquistare con il bonus smart working? Ricordiamo che l’obiettivo principale di questo bonus è aiutare il lavoratore a creare una zona dedicata al lavoro il più confortevole e funzionale possibile, dando attenzione soprattutto alla sua salute (pensiamo alla schiena ma anche alla vista).

Dunque ecco quali sono i beni che si possono comprare con il bonus:

  • sedia ergonomica;
  • sedia munita di poggiatesta;
  • tavolo da lavoro;
  • scrivania;
  • lampada da scrivania.

Considerando che lo smart working durerà, presumibilmente, per tutto il 2021, avere la possibilità di rendere la propria casa un posto di lavoro ideale, non è da sottovalutare.

L’aumento del benefit che può arrivare fin a 516 euro è stato un momento di svolta e di forte riconoscimento da parte del Governo dei reali bisogni dei lavoratori. Con il budget previsto prima del 2020 di poco più di 250 euro, non era facile riuscire ad attrezzare la propria postazione.

Una buona sedia ergonomica infatti costa minimo 150 euro, per non parlare delle scrivanie che possono costare dai 300 euro in su.

Come leggiamo su adnkronos.com, il presidente di Assufficio, Gianfranco Marinelli, ha dichiarato al Sole 24 Ore sul bonus smart working:

“La misura esisteva già, ma erano in pochi a conoscerla, soprattutto tra le aziende più piccole. Inoltre, il precedente plafond era insufficiente per allestire in casa una postazione di lavoro consona ai criteri di ergonomia e salubrità”.

Bonus smart working: a chi spetta

Questa agevolazione non spetta proprio a tutti ma soltanto ai lavoratori dipendenti. Anzi, a tutti quei lavoratori dipendenti a cui l’azienda/datore di lavoro riconosce dei fringe benefits.

Infatti, come abbiamo visto, le aziende non sono obbligate a riconoscere questi benefici ai loro dipendenti. Anche se la maggior parte di loro, soprattutto quelle più grandi ma ormai anche quelle piccole, stanno comprendendo l’importanza di questi benefit che hanno una ripercussione in termini di rialzo anche dal punto di vista produttivo e quindi di guadagno.

Da sottolineare che il bonus smart working potranno richiederlo sia i lavoratori privati che i dipendenti pubblici e non ci saranno limiti riferiti all’ISEE.

Bonus smart working: completare la postazione con il bonus pc

Tra i vari beni acquistabili o forniti con il bonus smart working, il grande assente per rendere la postazione lavorativa da casa davvero eccellente e completa sembrerebbe proprio il pc.

Il bonus smart working infatti si concentra proprio e specificatamente sugli elementi di arredo d’ufficio

Se però tra i benefit aziendali non avete avuto un pc e il vostro è parecchio lento o obsoleto, non vi preoccupate perché potrete rimediare appellandovi ad un altro bonus dedicato proprio ai pc e di cui avrete sicuramente sentito già parlare.

Il bonus pc è stato introdotto dal Governo Conte e scadrà ad ottobre 2021. E’ un bonus che è “partito” dal novembre 2020 ed è destinato a quei nuclei familiari il cui ISEE non supera i 20mila euro annui. Consiste in voucher da 500 euro con il quale si può ottenere sia un pc (o un tablet) che la connessione a internet.

E’ stato pensato per aiutare sia i lavoratori in smart working ma anche per venire incontro alle famiglie dal reddito non alto e bisognose di strumentazione tecnologica e informatica per aiutare i figli in DAD.

Nello specifico, di questi 500 euro, 300 euro devono essere indirizzati all’acquisto di un pc o tablet mentre gli altri 200 euro per il collegamento o potenziamento della connessione a internet.

Bonus smart working: quanto durerà ancora il lavoro da casa

La questione dello smart working resta ancora incerta. Inizialmente doveva scadere a fine aprile 2021, per poi essere posticipato fino a fine luglio e, infine, con il Dl Sostegni bis si è passati come data di scadenza, per il settore privato, al 30 settembre 2021.

Nello specifico, si tratta dello smart working semplificato. Ma è di metà giugno la notizia che è previsto un ulteriore slittamento della proroga dello smart working fino al 31 dicembre 2021. In poche parole, le aziende potranno decidere di far lavorare i loro dipendenti in modalità da remoto per tutto il resto dell’anno.

Ma in cosa consiste lo smart working semplificato? Questo tipo di lavoro agile non prevede che sia necessario firmare un accordo individuale tra datore di lavoro e singolo dipendente. E avverrà in maniera telematica la comunicazione delle informazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Si potrà addirittura semplicemente utilizzare l’informativa resa disponibile sul sito dell’INAIL.

Dunque è davvero tutto più semplificato e reso più semplice grazie a procedure totalmente per via telematica e grazie a dei modelli da compilare e inviare corredati dalla documentazione richiesta al Ministero del Lavoro. Per effettuare l’inoltro ci sarà poi bisogno di una delle seguenti credenziali: SPID, CIE oppure eIDAS.

Bonus smart working: il destino del lavoro agile per i dipendenti pubblici

Come già accennato, anche i dipendenti pubblici possono usufruire dei benefit per lo smart working. Anche per il settore pubblico poi è prevista la proroga del lavoro agile per tutto il 2021.

Rispetto al settore privato c’è però una differenza: è stato eliminato l’obbligo e il vincolo del 50% del personale in modalità smart working. Il Ministro Brunetta ha dichiarato di far tesoro del lavoro svolto dal suo predecessore (la Dadone) ma allo stesso tempo di voler andare avanti con il progredire del miglioramento della situazione sanitaria nazionale. Quindi smart working sì nelle PA ma in maniera non totale. Con la speranza di un ritorno alla normalità

Anche se il mondo del lavoro, probabilmente, facendo appunto tesoro di quest’anno così particolare che abbiamo vissuto, difficilmente potrà tornare esattamente come prima. Forse sarà migliore, forse peggiore ma sicuramente diverso rispetto al passato.