Il 19 maggio dell'anno corrente, è stato approvato il Decreto Sostegni BIS, tramite il quale il governo ha "sbloccato" nuovi fondi per il sostengo all'economia; abbiamo già riportato sul nostro portale informazioni riguardo al bonus smart working, che, come era prevedibile, ha destato molto interesse presso i lavoratori dipendenti in quanto permetterebbe di migliorare l'ambiente di lavoro "casalingo" sostanzialmente gratis.

Le spese per acquistare arredi da ufficio e strumenti utili ad apportare tali migliorie, infatti, potranno essere coperte in questo modo, così come avveniva con il primo bonus che però prevedeva una somma di importo inferiore (circa la metà).

Con questa modalità sarà possibile quindi acquistare attrezzature da ufficio che rientrano nei cosiddetti "fringe benefit", cioè "benefici accessori", che sono, come spiegato da fiscomania.com:

un altro tipo di pagamento basato su beni e servizi che vengono messi a disposizione del lavoratore.

Le aziende che aderiscono potranno corrispondere al lavoratore dipendente fino ad un massimo di € 516,46, la somma, quindi, è stata raddoppiata rispetto al bonus precedente, con evidenti vantaggi per i beneficiari.

Dato che il bonus smart working è stato pensato per rilanciare i consumi nel settore degli arredi da ufficio, fortemente colpito dalla pandemia, alcuni operatori dello stesso settore avevano richiesto che la somma prevista fosse ancora più alta, richiesta che però non è stata accolta dal governo. 

Ma l'entusiasmo dei possibili percettori è del tutto giustificato? I dipendenti hanno diritto al bonus smart working in ogni caso? Vediamo di seguito quali sono le caratteristiche del bonus e le condizioni in base alle quali i dipendenti stessi possono usufruirne.

Il decreto smart working di riferimento

Vediamo innanzitutto quale sia il decreto di riferimento: il decreto all'interno del quale è previsto il bonus smart working, come da Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, è il Decreto Sostegni BIS, cioè il Decreto legge n.73 del 25 maggio 2021, e prevede ovviamente tutta una serie di ulteriori agevolazioni per diverse categorie.

All'interno del presente articolo però verranno trattate esclusivamente le informazioni relative al bonus smart working, sia per non fornire troppe informazioni che disorienterebbero chi sta cercando uno specifico argomento, sia perché il Decreto prevede diverse agevolazioni che non possono essere trattate in maniera esaustiva in un unico articolo.

Le condizioni che hanno portato all'ideazione del bonus smart working

Uno dei problemi che sono sorti per i lavoratori dipendenti che svolgevano mansioni di ufficio durante la pandemia, è stato il peggioramento delle condizioni di salute causate da aspetti dovuti agli strumenti necessari alla loro mansione: molti dipendenti, infatti, si sono trovati di colpo a dover organizzare un ambiente di lavoro dentro la propria abitazione.

Ciò ha comportato alcuni scompensi, perché magari all'interno della casa in cui vivono, molti non erano preparati a far fronte alle esigenze lavorative, così come invece era previsto in ufficio con gli strumenti già normalmente messi a disposizione da un'azienda. Come riportato da insidemarketing.it, infatti:

in molti casi i lavoratori sono stati costretti a lavorare da casa senza che ci fossero spesso le condizioni, le attrezzature e persino le competenze necessarie per poterlo fare nel migliore dei modi

Questa nuova condizione quindi ha portato spesso a dover utilizzare sedie, tavoli e arredi in generale non adatti ad accogliere i lavoratori per otto ore di lavoro al giorno, senza contare altri strumenti che si possono trovare in un ufficio per agevolare i dipendenti.

Dunque, presso le loro abitazioni, i dipendenti si sono trovati spesso in condizioni di lavoro peggiori, e hanno riscontrato maggiori difficoltà e problemi derivanti da questa condizione, come ad esempio una postura errata dovuta ad una sedia non adatta ad essere utilizzata per il lavoro che può quindi comportare problemi alla schiena.

In seguito a questi problemi, e cogliendo l'occasione per individuare un nuovo modo per rilanciare i consumi, ecco quindi che il governo ha elaborato il bonus a cui facciamo riferimento così da venire incontro a due necessità sorte in seguito ad alcuni dei problemi causati dalla pandemia.

Le caratteristiche del Bonus smart working 2021

Il bonus, in seguito alla proroga prevista dal decreto, può essere riconosciuto entro dicembre 2021, termine entro il quale, per ora (bisogna sempre tenere conto che gli eventuali cambiamenti della situazione pandemica possono comportare modifiche nelle disposizioni del governo) sarà possibile appunto lavorare in smart working.

Il bonus smart working prevede una somma di € 516,46 per compensare eventuali acquisti di materiale da ufficio, come riportato in precedenza. È bene precisare che il materiale non dovrà essere destinato all'ufficio, ma una volta acquistato, sarà di proprietà del dipendente che, ovviamente, potrà disporne come meglio crede (l'utilizzo consigliato è chiaramente quello per cui è stato acquistato, cioè agevolare il lavoro in smart working).

L'azienda che eroga la somma non deve per forza erogare quell'importo, può richiedere una cifra inferiore (dipende ad esempio da aspetti legati agli strumenti che devono essere acquistati, che potrebbero ovviamente costare di meno), oppure una cifra superiore, ma oltre, come vedremo più avanti, potrebbe non essere conveniente. 

Tale importo potrà essere richiesto direttamente al datore di lavoro da parte del dipendente qualora l'azienda aderisse. Questo è un aspetto importante: le aziende non sono tenute ad erogare il bonus smart working ai propri dipendenti, ma potranno decidere autonomamente di aderire e quindi di erogarlo o meno ai dipendenti stessi. 

Non molti sono a conoscenza di questa informazione, ma è bene tenerla a mente: i dipendenti potranno chiaramente informarsi presso la propria azienda per sapere se la stessa ha aderito al bonus smart working, e da ciò dipenderà la possibilità per il dipendente che voglia farne richiesta di ottenerlo oppure no. Il bonus comunque non verrà calcolato ai fini del reddito e per poterlo ricevere non sarà necessario presentare l'ISEE.

Come viene erogato il bonus dalle aziende

Sia le aziende private che pubbliche possono permettere ai loro dipendenti di usufruire del bonus smart working, ma quali sono le modalità di erogazione? Il datore di lavoro può decidere di erogare il bonus come preferisce, la condizione che è stata imposta, però, è che il corrispettivo spettante al lavoratore che ne fa richiesta può essere erogato tramite beni o servizi, ma non tramite un riconoscimento in denaro (come già accennato, si tratta infatti di un fringe benefit). 

Questo chiaramente perché l'agevolazione rientra nelle iniziative finalizzate ad incrementare i consumi, e dunque è stata concepita in modo che i fondi venissero utilizzati per degli acquisti, e non magari per altri scopi, come risparmi o investimenti.

Per quanto riguarda la richiesta, non sono previste particolari modalità, in quanto è sufficiente essere in possesso dei requisiti necessari e, ovviamente, come già specificato in precedenza, che il proprio datore di lavoro abbia aderito all'inziativa.

Il bonus smart working però può essere erogato solo se il dipendente lo richiede? No, è anche previsto che la stessa azienda acquisti direttamente i prodotti, che il benefit permette di acquisire, direttamente, per poi concederli ai propri dipendenti.

Vantaggi fiscali del bonus

Oltre agli ovvi vantaggi immediati del bonus, ce ne sono altri di natura fiscale; come già riportato nel presente articolo, infatti, il bonus non viene né calcolato nel reddito del lavoratore né richiede l'ISEE per poter presentare la domanda. In particolare il primo aspetto spinge ad una riflessione: come si inquadra il bonus sotto l'aspetto della tassazione? In nessun modo particolare.

Per i dipendenti, infatti, è esente da imposte mentre per le aziende comporta un vantaggio simile: oltre a fornire ulteriori benefit ai dipendenti e quindi, verosimilmente, accrescere la loro soddisfazione all'interno dell'ambito aziendale, le aziende potranno detrarre il bonus in fase di dichiarazione dei redditi, ottenendo anche loro un vantaggio fiscale.

In quali casi l'importo potrebbe non essere esente da tassazione e quindi, come visto in precedenza, non più conveniente? Nel caso in cui si superasse l'importo previsto di € 516,46, in quanto in questo caso sarebbe prevista una tassazione.

Ulteriori iniziative previste dal decreto per i lavoratori dipendenti

Ulteriori aspetti che potrebbero interessare i lavoratori dipendenti riguardano l'auspicata proroga dei licenziamenti: il decreto non la prevede più, come invece sembrava inizialmente previsto nella bozza.

Il Decreto, inoltre, ha introdotto ulteriori novità in merito agli ammortizzatori sociali: per quanto riguarda la Cassa Integrazione, infatti, sarà possibile "attivarla" per ventisei settimane, questa iniziativa però riguarda esclusivamente gli imprenditori privati e, ovviamente, i loro dipendenti.

Sempre per quanto riguarda le agevolazioni relative ai lavoratori dipendenti, o per coloro che lo sono stati, in questo caso, è prevista anche la sospensione, per chi percepisce la Naspi, della riduzione solitamente prevista del 3% dell'importo mensile del sussidio a partire dal quarto mese in cui lo stesso viene percepito.

Eventuali altri lavoratori interessati dal benefit

Per le altre tipologie di lavoratori sono previste agevolazioni diverse, che riguardano principalmente i lavoratori autonomi e quelli stagionali. Chiaramente per alcuni di questi lavoratori non avrebbe neanche senso rendere disponibile un bonus dedicato allo smartworking, ma anche per quelli per cui potrebbe essere utile, non è previsto.

Ciò è dovuto sia alla modalità con cui il bonus viene erogato (l'azienda lo eroga ai propri dipendenti), sia ovviamente per il fatto che i lavoratori non dipendenti o occasioniali, non rientrano nella categoria beneficiaria di questo specifico bonus.