E’ ormai un anno che la maggior parte delle aziende ha iniziato a sconvolgere l’intero assetto organizzativo per integrare al lavoro d’ufficio quello in smartworking, parola ormai inserita anche nei neologismi dalla Treccani. Le limitazioni anti-contagio hanno infatti obbligato la maggior parte degli italiani a cambiare abitudini rinunciando al lavoro in azienda per sostituirlo ad un lavoro da casa. 

Il problema è che non tutti erano pronti al cambiamento repentino: c’è chi in casa non aveva uno studio, chi addirittura viveva in un monolocale ad uso familiare, insomma i problemi nati sono davvero tanti come per esempio la decisione della Dad che ha investito anche famiglie dotate di un unico dispositivo informatico per tutta la famiglia.

Se da una parte il Governo ha deciso di agevolare i genitori che si sono trovati con figli in Dad e l’impossibilità di rimanere a casa per seguirli, dall’altra parte ha pensato anache a tutte quelle persone che in poco tempo hanno dovuto stravolgere le loro abitudini vedendosi catapultato il lavoro in un contesto casalingo senza avere però gli strumenti per facilitare il cambiamento.

Quindi, da una parte il Bonus babysitter, dall’altro il Bonus Smart working. Due bonus complementari che hanno cercato di ovviare fino ad oggi ai danni causati agli equilibri familiari per via delle limitazioni anti-contagio.

Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta e di come si può far domanda per questa tipologia di agevolazioni perché la novità sta nel fatto che draghi ha deciso di prorogarli anche per tutta l’estate quindi si avrà la possibilità di usufruirne anche per i prossimi mesi. 

Come funziona il Bonus Smart working 

Tra i vari emendamenti del Decreto Sostegni bis di maggio, il Governo Draghi ha deciso di prorogare per tutto l’anno 2021 il Bonus smart working ovvero uno strumento di welfare aziendale destinato ai cosiddetti Fringe Benefits, o meglio benefici accessori.

Qualcosa di non indispensabile ma di utile per tutti i lavoratori che si sono trovati a ad iniziare a lavorare a casa di fretta e furia tra la confusione delle mura domestiche per via del problema pandemico.

Questo contributo permetterà alle aziende che hanno riorganizzato l’intero modus operandi di offrire ai loro dipendenti un importo da spendere in beni e servizi (quindi non si tratta di un bonus in denaro come gli negli altri casi).

Non è stato pubblicizzato abbastanza come gli altri appunto perché non è un contributo in denaro ma in realtà è uno dei bonus con l’importo più alto: si parla di 516,46 euro a dipendente che può utilizzarlo per creare un studio che ricorda l'ufficio anche a casa. 

Già nei decreti precedenti era presente anche il Bonus smart working ma limitava ad una possibilità d’acquisto corrispondente a 258,23 euro. Negli ultimi due decreti è stato raddoppiato fino a 516,46 euro.

Un modo per spingere una ripartenza dell’economia anche nel settore mobiliare fermo ormai da più di un anno, come riporta anche Today.it con un calo del fatturato in un solo anno corrispondente a circa il 20%. 

Cosa poter acquistare con il Bonus Smart working

Ricapitolando, quindi:

il Bonus smart working consiste in un aiuto in termini di beni e servizi che viene reso disponibile alle aziende per ogni lavoratore dipendente che ha dovuto cambiare le sue abitudini lavorative passando allo smartworking.

All’azienda vengono quindi consegnati 516,46 euro per ogni individuo che lavora sotto il suo nome, donati sotto forma di servizi e beni utili a creare una zona ufficio nel proprio domicilio sentendo così di meno il colpo dell’uscita dall’ufficio. 

Ma nello specifico che cosa si può acquistare con il nuovo bonus

Innanzi tutto le sedute: sedie ergonomiche, sedie d’ufficio, studiate per la postura in modo da limitare i danni delle ore passate curvi davanti al pc. A seguire scrivanie di qualsiasi tipologia e lampade da studio, sia da scrivania che quelle con base a terra. Tra le caratteristiche degli acquisti viene sottolineata l’importanza di comprare prodotti specifici e consoni dal punto di vista di salute e sicurezza in modo da poter lavorare come se si fosse in ufficio.

"L'entità dell'importo non consentirà grandi spese, ma è sufficiente all'acquisto di una seduta ergonomica, l'elemento più importante per chi lavora da casa, assieme a una piccola scrivania regolabile in altezza” così ha dichiarato il presidente di Assufficio, Gianfranco Marinelli, come riporta anche Il Sole 24ore. Ma non è finita qui.

In caso si avesse già uno studio in casa, il bonus potrà essere utilizzato anche per l’acquisto di prodotti tecnologici sia per la didattica a distanza che per le attività lavorative, oppure anche per prodotti disinfettanti e dispositivi medici per la sicurezza personale e dell’ambiente in cui si lavora, per limitare la possibilità di contagi. Insomma, sono davvero tante le possibilità di spesa e le domande rimangono aperte fino a fine 2021, considerando anche il periodo estivo!

Come fare domanda per il Bonus Smart working

Come abbiamo capito quindi il Bonus smart working non è una somma di denaro come le altre agevolazioni economiche, ma può essere un solido aiuto per coloro che hanno problemi nel lavorare in un ambiente casalingo e poco professionale. 

Coloro che sono dipendenti spostati dal lavoro d'ufficio al lavoro in smart working possono rivolgersi alla propria azienda per inoltrare la domanda. A loro volta le aziende concorderanno con le società di welfar aziendale in modo da rispondere alle esigenze del lavoratore ordinando gli accessori più utili in base alla situazione.

L’unica nota negativa è il fatto che non è il lavoratore a decidere se ottenere o meno il bonus, bensì l’azienda. Questo perché l’agevolazione viene erogata dallo Stato per l’azienda che lo richiede e, una volta deciso come spendere le somme, potrà scegliere se dare direttamente l’importo ai lavoratori o se tenerlo per sé (ovviamente giustificando le spese attraverso la documentazione degli acquisti che dovrebbero agevolare il lavoratore dipendente).

Dall’altra parte, come riporta anche fiscomania.com, l’azienda potrebbe decidere di dare al lavoratore una somma anche maggiore rispetto alla cifra donata dallo Stato, però in quel caso entrerebbe in gioco la tassazione con l’arrivo diretto in busta paga. 

Non lavorate in smart working? C’è ancora il Bonus babysitter!

Tutto ciò di cui abbiamo parlato adesso ovviamente riguarda solamente per chi lavora in smartworking o comunque per un’azienda che ha dovuto limitare i lavoratori in ufficio, facendoli lavorare a casa durante il periodo di lockdown e chiusure a scaglioni.

Come abbiamo detto all’inizio però, il Governo Draghi ha pensato davvero a tutti. Se non siete quindi dei lavoratori in smart working, ma anzi, siete stati costretti ad andare in ufficio nonostante i figli in Dad, c’è un bonus anche per voi. Parliamo proprio del Bonus babysitter!

Nonostante sia un’agevolazione economica che prevede l’ultilizzo attraverso l’acquisto di servizi babysitting durante il periodo di didattica a distanza, in realtà il Governo ha deciso di prorogare la possibilità di far domanda fino a fine mese.

Per coloro che hanno figli che hanno finito la scuola possono anche utilizzarlo per mandarli in centri estivi in modo da fargli fare vacanza in completa sicurezza durante le ore d’ufficio.

Oltre al Bonus smart working, come funziona il Bonus babysitter

 Nel caso in cui entrambi i genitori di minorenni fino ai 14 anni lavorassero in ufficio e quindi non avessero la comodità di lavorare a casa in caso di positività al Covid o didattica a distanza, non ci sarebbe da temere perché arriva in soccorso lo Stato. 

Il Governo ha prorogato l’intervento del Bonus babysitter in modo da permettere ai genitori troppo impegnati di utilizzarlo attraverso l’acquisto di servizi babysitting. Il tetto massimo dell’aiuto economico è di 100 euro a settimana a prescindere dal numero di figli.

Per ogni minorenne si può inoltrare domanda e l’intera somma verrà caricata sul Libretto Famiglia attraverso il quale il genitore potrà pagare il servizio con buoni da 10 euro o multipli di 10. 

Questo bonus potrà essere richiesto da lavoratori iscritti alla Gestione Separata Inps, dagli autonomi sia iscritti alle Casse professionali non gestite dall’Inps che quelli iscritti alle Gestioni speciali. A seguire, oltre agli autonomi, è incluso anche tutto il personale della sicurezza e soccorso pubblico, il settore sanitario, i tecnici di laboratorio e tutti gli operatori sociosanitari.

Come funziona per chi lavora in modalità mista? Può ricevere il Bonus smartworking?

Per tutti coloro che sono genitori che da quest’anno si sono trovati a lavorare in modalità mista, le cose cambiano e sono anche molto più convenienti. Ma, andiamo con ordine. Cosa significa lavorare in modalità mista? Con la pandemia e le chiusure forzate, molte aziende hanno strutturato un’organizzazione aziendale che si basava su turni alternati per i dipendenti: mezza settimana in presenza e mezza settimana in smartworking.

In questo modo diventava più facile la gestione dei contagi non affollando gli uffici e al tempo stesso non si sarebbe stravolto l’intero assetto lavorativo. La maggior parte delle aziende hanno fatto questa scelta, rivelatasi anche molto vantaggiosa per il lavoratore stesso. In questo caso si potrà richiedere il Bonus babysitter, che verrà erogato in base agli orari lavorativi del genitore, ovvero la somma corrisponderà al necessario per coprire le giornate in ufficio.

Dall’altra parte, però, si potrà richiedere anche in azienda la possibilità di avere il vantaggio del Bonus smart working da utilizzare con l’acquisto di accessori per l’ambiente ufficio da ricreare a casa, oppure per acquistare dispositivi informatici in modo tale da avere figli in Dad in concomitanza agli orari lavorativi in smart working del genitore. 

La richiesta dovrà comunque essere fatta all’azienda, come abbiamo spiegato precedentemente. Sarà poi quest’ultima a decidere se voler agevolare il proprio dipendente o meno. E’ possibile quindi che per alcuni non sarà possibile ricevere benefici da questo punto di vista, ma è bene far sempre domanda ed ascoltare l’organizzazione scelta, come si dice: tentar non nuoce!