Il decreto legge sostegni bis trasformato in legge proprio nel mese di agosto ha dato l'ufficialità a diverse misure che altrimenti non sarebbero state più effettive. Infatti, ricordiamo che il decreto legge, pur essendo un atto con forza di legge, deve essere trasformato in legge entro 60 giorni dalla data di pubblicazione, mediante un percorso parlamentare che può anche portare a delle modifiche. 

Sul bonus spesa non è stato così, nel senso che la misura da 500 milioni come fondo da destinare ai vari comuni italiani è stato confermato, così da permettere quindi agli enti locali di avviare i bandi per la concessione del bonus spesa. Questo è destinato esclusivamente alle famiglie che versano in condizioni di forte disagio economico e che non hanno ricevuto altri aiuti. Sono i vari comuni a decidere i criteri e stabilire gli importi in base anche alla dotazione ricevuta. 

Ma c'è una sorpresa che arriva da una città Bologna che ha previsto un bonus spesa fino a 1.200 euro. 

Il bonus spesa può essere utilizzato solo per gli acquisti di beni e servizi di prima necessità, e può essere destinato anche per pagare gli affitti. 

Bonus spesa: cosa è 

Il bonus spesa non è una novità nel panorama degli aiuti economici che sono stati concessi in questi 18 mesi dall'inizio della pandemia da Covid19. Il primo stanziamento avvenne nel 2020, con un fondo di 400 milioni ed aiuto molte famiglie che non riuscivano a poter arrivare a fine mese nel fare la spesa alimentare oppure pagare le bollette. Nel decreto sostegni bis, ormai legge, il fondo è stato potenziato passando a 500 milioni, destinati ai comuni italiani. 

Il fondo è ripartito in base a due criteri:

un 50% per complessivi euro 250 milioni, in proporzione alla popolazione residente di ciascun comune;

l'altro 50% è ripartito in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. Quest'ultimo criterio misura l'indice di povertà. Il reddito medio nazionale è quello rilevato nel 2018, mentre il reddito pro-capite rilevato da ogni Comune sempre nel 2018, è pubblicato dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’economia e delle finanze.

Ogni comune non può ricevere meno di 600 euro come dote finanziaria. Dal punto di vista di funzionamento, il decreto legge sostegni bis non definisce nè delinea precisi requisiti. Infatti l'art.53 del decreto sostegni-bis che istituisce il fondo per i bonus spesa, non indica alcun parametro da rispettare per poter fare richiesta del bonus spesa. Tuttavia fissa una linea guida cui devono attenersi i vari comuni nell'emanazione dei vari regolamenti di utilizzo del bonus spesa. Il decreto sostegni-bis fissa l'obiettivo di sostenere le famiglie che sono in un stato di bisogno per far fronte alle normali spese quotidiane come quelle alimentari.

Bonus spesa: come funzionano

Sono i vari comuni che con i loro bandi determinano le regole ed i parametri di allocazione dei fondi ricevuti e funzionamento del bonus spesa. Tutti i bandi hanno in comune che il bonus spesa deve andare a supporto delle famiglie più disagiate economicamente, che quindi hanno perso il lavoro, oppure hanno avuto una forte riduzione del reddito. Spesso i Comuni hanno preso in considerazioni gli ISEE per poter accertare lo stato di bisogno. Ricordiamo che in caso di forte variazione del reddito rispetto a quello risultante nell'ISEE ordinario, si può presentare l'ISEE corrente

Sulle novità ISEE si può leggere l'articolo Novità ISEE: cambia tutto! Ecco la nuova procedura 2021

Per quanto riguarda la modalità di utilizzo questa può variare e anche di molto, dalla classica modalità di erogazione mediante voucher elettronico o cartaceo si arriva a modalità diverse come l’invio di una PostePay al beneficiario, sul modello del Reddito di Cittadinanza.

L'importo può essere speso nei negozi convenzionati. In alcune città come Napoli, il bonus spesa non è stato consegnato, ma presso il supermercato convenzionato più vicino all’abitazione di residenza veniva aperto un credito. Qui i titolari del bonus spesa possono recarsi con il loro PIN fornito dal Comune e usare questo credito a scalare per gli acquisti.

I bonus spesa non sono mai utilizzabili per scommettere o giocare d’azzardo in qualsiasi modo, comprare sigarette, cellulari e alcolici.

Per gli incentivi sugli affitti si legga l'articolo Bonus affitti 2021: pronti due nuovi bonus! Tutte le novità.

Bonus spesa a Ravenna: fino a 520 euro

Ai comuni dell'area Ravenna, Cervia e Russi sono arrivati circa 819mila euro da destinare ai bonus spesa per gli acquisti alimentari e per pagare le utenze domestiche. Il comune di Ravenna ha emesso il bando specificando i requisiti di accesso:

  • cittadinanza italiana o di uno stato membro dell'UE, o di uno stato non appartenete all'UE purchè in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  • residenza anagrafica oppure domicilio o dimora documentabile nel territorio di Comuni di Ravenna, Cervia e Russi;
  • aver perso il lavoro, oppure aver subito una significativa riduzione del proprio livello di reddito che hanno anche dato origine all'accesso ad integrazioni reddituali grazie a misure per l'emergenza Covid-19;
  • non essere titolari di pensione o reddito di cittadinanza;
  • non avere disponibilità liquide su conti correnti superiori a Euro 3.000,00 per nuclei anagrafici composti fino a 2 persone oppure Euro 5.000,00 per nuclei anagrafici composti da oltre 2 persone.

Per quanto riguarda l'importo del bonus spesa questo varia in funzione della composizione del nucleo famigliare. Parte da 200 euro per nuclei famigliari composti da una persona ed arriva a 520 euro per nuclei con 5 o più soggetti. I nuclei composti da 2 persone riceveranno 240 euro, mentre quelli composti da tre e quattro persone, riceveranno rispettivamente 320 euro e 400 euro.

Il riconoscimento del bonus spesa avverrà sulla tessera sanitaria, una volta che la domanda, inviata online, sarà stata accetta. 

Bonus spesa a Bologna: fino a 1.200 euro 

Il comune di Bologna ha attivato i nuovi bonus spesa che possono essere richiesti solo dopo aver fatto un colloquio su appuntamento con lo sportello sociale più vicino. In questa fase, il richiedente il bonus spesa dovrà documentare la condizione economica della famiglia sia attraverso l'attestazione del reddito effettivo, che di eventuali risparmi in essere. 

Bologna ha deciso di non usare l'ISEE come parametro cui collegare l'erogazione del bonus spesa, ma ha fissato due requisiti da soddisfare contemporaneamente:

  • che la situazione economica del nucleo sia mutata a causa della pandemia e in peggio;
  • che il nucleo non abbia risparmi sul conto corrente superiori ai 10.000 euro.

In base all'analisi documentale, il comune di Bologna comunicherà via sms il risultato dell'istruttoria. Se è positiva, il richiedente dovrà scaricare l'app Bologna Welefare che servirà a generare e scaricare i buoni elettronici. C’è anche l’alternativa di ritirarli direttamente in formato cartaceo sempre presso lo Sportello Sociale. In ogni caso i voucher hanno tutti un taglio pari a 25 euro.

A Bologna l’importo varia da un minimo di 500 euro fino ad un massimo di 1.200 euro, così assegnato:

1 componente nel nucleo familiare, due erogazioni da 250 euro (500 euro);

2 componenti nel nucleo familiare, due erogazioni da 350 euro (700 euro);

3 componenti nel nucleo familiare, due erogazioni da 400 euro (800 euro);

4 componenti nel nucleo familiare, due erogazioni da 500 euro (1.000 euro);

5 o più componenti nel nucleo familiare, due erogazioni da 600 euro (1.200 euro).

Le erogazioni possono salire a quattro volte nell'anno se nel nucleo famigliare ci sono componenti con età inferiore a 18 anni. In questo caso però si deve presentare una nuova domanda. 

Bonus spesa a Caserta: da usare anche per l'acquisto di libri

Nella città di Caserta il fondo destinato ai bonus spesa è di 310mila euro; circa 200 mila euro sono andati a sostenere i nuovi bonus spesa destinati ai nuclei familiari più bisognosi, direttamente colpiti dalle conseguenze dall’emergenza sanitaria in atto, attraverso la pubblicazione di un nuovo avviso pubblico. I rimanenti 110mila euro, in vista dell'avvio dell'anno scolastico, saranno invece utilizzati per azioni finalizzate per predisporre dei ticket scontati per la refezione scolastica e di cedole librarie, i cui termini e modalità di erogazione saranno definiti con l’ufficio Pubblica istruzione.

Cosi si esprime il sindaco di Caserta, Carlo Marino

Abbiamo deciso di ottimizzare le misure di sostegno alle famiglie in difficoltà economica proseguendo con la positiva esperienza dei buoni spesa che hanno dato ossigeno a tanti concittadini in questo lungo e difficile periodo di emergenza sanitaria ed economica, ma aggiungendo anche nuove iniziative di concreto supporto, soprattutto in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico. Il nostro obiettivo dall’inizio di questa terribile emergenza è stato ed è sempre lo stesso: nessuno deve rimanere indietro.

Diverse sono però le città che ancora non hanno approntato i nuovi bandi, come Milano e Torino. Tuttavia per essere aggiornati, si consiglia di verificare puntualmente sul sito del proprio comune le novità sui bandi dei bonus spesa oppure di chiedere direttamente agli uffici comunali dell'area politiche sociali.