Il DL Sostegni Bis ha avuto finalmente la sua conversione in Legge, senza la quale la sua validità sarebbe durata solo 60 giorni, sono quindi confermati tutti i nuovi aiuti e bonus.

Tra le grandi novità, il rifinanziamento dei bonus spesa con mezzo miliardo di euro, cioè un contributo erogato ai cittadini in difficoltà per aiutarli con gli acquisti.

La nuova ondata di bonus spesa seguirà l’iter classico ovvero i fondi centrali saranno destinati alle autorità comunali che, entro margini prestabiliti, si occuperanno della gestione e di definire la modalità di erogazione, nonché i requisiti.

Gli importi variano su base locale, ma in alcuni Comuni arrivano ad essere davvero molto generosi, assegnando fino a 700 euro a famiglia e a volte in versamenti annuali ripetuti.

In attesa che siano attivi i bonus spesa 2021 su tutto il territorio vediamo quali sono le diverse modalità di fruizione e dove sono già richiedibili.

Requisiti e Importi dei nuovi bonus spesa voluti dal DL Sostegni bis

Come si è detto le modalità di fruizione dei nuovi bonus spesa varia su base locale, quella più utilizzata è l’erogazione mediante voucher, anche se alcuni Comuni scelgono di inviare ai propri residenti una PostePay carica dell’importo, sul modello di quanto avviene con il Reddito di Cittadinanza.

Per quanto riguarda i requisiti anche questi variano da zona a zona ma in genere si tratta sempre di limiti legati al reddito o ad un avvenuto peggioramento delle condizioni economiche del nucleo familiare. 

Questi bonus sono già attivi in alcune zone, mentre in altre si aspetta l’arrivo dei nuovi fondi, ad ogni modo i potenziali beneficiari potranno verificare l’apertura del bando controllando il sito del proprio Comune di residenza.

Che cosa si può comprare con i bonus spesa 2021?

Prima di procedere con la nostra rassegna sui Comuni dove sono attivi i bonus spesa e sulle diverse modalità di utilizzo, va chiarito che gli importi assegnati possono essere usati solo ed esclusivamente per i cosiddetti beni di prima necessità, tra cui alimenti, farmaci, prodotti per l’infanzia.

I prodotti acquistabili possono variare leggermente in base ai bandi dei singoli Comuni, ad esempio alcuni possono applicare anche restrizioni sulla tipologia di generi alimentari acquistabili, escludendo ad esempio torte o patatine. In altri comuni invece i bonus spesa possono essere più generosi sui beni acquistabili.

In ogni caso ci sono dei prodotti che non possono mai essere comprati con i buoni spesa: alcolici, sigarette cibo per animali, cellulari e non è possibile inoltre usarli per scommesse o altra forma di gioco d’azzardo.

Tutte le informazioni sui nuovi bonus spesa 2021 le trovate anche nel video YouTube di Speedy News Italia:

  

Come funzionano i bonus spesa emessi dal Comune di Bologna

Cominciamo con i Comuni dove i bonus spesa sono già attivi e richiedibili e fra cui vi è Bologna. I residenti nel comune possono richiedere questo contributo valido per l’acquisto di beni se le loro condizioni economiche sono peggiorate negli ultimi tempi a causa della pandemia. 

In questo caso non è fissato un limite di reddito ISEE, ma per beneficiarne occorre avere risparmi sul conto corrente che non eccedano i 10.000 euro. Inoltre, bisogna essere in grado di dimostrare che ci sono stati cambiamenti nella situazione economica del nucleo familiare.

Chi risiede nella provincia di Bologna per chiedere i buoni spesa deve prima di tutto telefonare allo Sportello Sociale del proprio Comune e fissare un appuntamento. In occasione di questo incontro dovrà portare con sé una serie di documenti, cioè gli estratti conto bancari o postali volti ad accertare i depositi del nucleo familiare e anche ogni tipo di documento da buste paga a contratti di lavoro, che testimoni come sia mutata la situazione finanziaria familiare.

Se la richiesta dei bonus spessa dovesse avere esito positivo allora il beneficiario riceverà un sms di conferma. 

Una volta ottenuto il diritto ai bonus spesa del Comune di Bologna questi potranno essere scaricati sotto forma di voucher digitali tramite la App Bologna Welfare o in alternativa si possono ritirare in formato cartaceo presso lo Sportello Sociale dove si è sostenuto il colloquio. In ogni caso i buoni avranno tutti il taglio di 25 euro e potranno essere usati solo nei negozi convenzionati.

Come funziona il calcolo degli importi spettanti per i buoni spesa a Bologna

Per quanto riguarda gli importi questi variano sempre in base alla composizione familiare, dove più numeroso è il nucleo maggiori sono gli importi.

Tornando a Bologna qui le somme sono così assegnate:

  • 250 euro se il nucleo è formato da 1 componente;
  • 350 euro se il nucleo è formato da 2 componenti;
  • 400 euro se il nucleo è formato da 3 componenti;
  • 500 euro se il nucleo è formato da 4 componenti;
  • 600 euro se il nucleo è formato da 5 componenti a salire.

Se a beneficiare dei bonus spesa è una famiglia composta da soli membri adulti riceverà durante l’arco dell’anno per due volte gli importi appena descritti, l’erogazione dei quali sarà automatica e avverrà a due mesi di distanza.

Se invece si tratta di un nucleo familiare dove sono presenti anche minori, allora si avrà diritto a quattro erogazioni nel corso dell’anno. Ma la seconda sarà automatica e avverrà due mesi dopo la prima, per le altre due si dovrà invece presentare nuovamente richiesta per dimostrare che sussistono ancora i requisiti.

Se facciamo due calcoli i bonus spesa a Bologna sono parecchio generosi, arrivando ad erogare fino a 1.200 euro all’anno per le famiglie con soli adulti e 2.400 euro per i nuclei con membri minorenni.

A Roma i bonus spesa arrivano direttamente con una PostePay

Per quanto riguarda i bonus spesa nel Comune di Roma, l’ultima possibilità di ottenerli è terminata il 6 luglio, quando è scaduto il termine di presentazione delle domande.

Perció saranno attivati nuovamente solo dopo lo stanziamento dei nuovi fondi assegnati grazie al DL Sostegni bis.

Ad ogni modo i nuovi contributi seguiranno esattamente il modello dei precedenti, cioè se ne potrà fare richiesta presso i Caf convenzionati compilando e consegnando un modulo cartaceo, per adesso a Roma non è ancora prevista infatti la procedura telematica.

In questo caso per avere i bonus è richiesto un reddito ISEE corrente massimo del nucleo familiare che non ecceda gli 8.000 euro.

Gli importi sono così ripartiti:

  • 200 euro se il nucleo è formato da 1 componente;
  • 300 euro se il nucleo è formato da 2 componenti;
  • 400 euro se il nucleo è formato da 3 componenti;
  • 500 euro se il nucleo è formato da 4 componenti;
  • 600 euro se il nucleo è formato da 5 componenti a salire.

Per quanto riguarda la modalità di fruizione dei bonus spesa, a Roma è molto più pratica che in altri Comuni, perché qui i beneficiari ricevono direttamente una PostePay su cui vengono caricati gli importi.

Bonus spesa nel Comune di Milano con PostePay o voucher 

E veniamo a Milano dove sono appena stati erogati i bonus spesa che dovevano essere richiesti entro marzo, perciò anche qui i residenti dovranno aspettare i nuovi fondi dal governo centrale.

Per essere titolari dei bonus spesa emessi dal Comune di Milano è richiesto un ISEE massimo di 20.000 euro, quindi hanno una platea di beneficiari piuttosto ampia.

La richiesta dei buoni può essere effettuata online, mentre la modalità di utilizzo è qui a scelta del beneficiario, che può richiedere una PostePay a suo nome o scaricare i voucher elettronici usando la App Pellegrini.

Per quanto riguarda gli importi assegnati :

  • 300 euro se il nucleo è formato da massimo 3 componenti;
  • 700 euro se il nucleo è formato da 5 componenti a salire.

I bonus spesa a Torino senza limiti ISEE

I residenti nel Comune di Torino sono nella stessa situazione di quelli di Roma e Milano, dovranno cioè aspettare per poter richiedere i nuovi bonus spesa 2021.

Anche qui la procedura di richiesta dovrà essere svolta completamente online e i requisiti non prevedono tetti ISEE, ma sul modello di Bologna, una dimostrazione di un cambiamento in peggio della situazione economica familiare.

Una volta effettuata la richiesta se questa andrà a buon fine il beneficiario riceverà due sms, uno che contiene un codice PIN e uno con il numero della domanda. Entrambi i numeri dovranno essere custoditi gelosamente perché sono necessari per autenticarsi sul portale web del Comune e scaricare i voucher, che saranno emessi in formato elettronico e in tagli da 20 euro l’uno.

Per quanto riguarda gli importi complessivi assegnati ai nuclei familiari, questi saranno corrisposto in voucher, ma non in un’unica soluzione, perché l’importo complessivo sarà corrisposto in tre mensilità:

  • 40 euro al mese, per un totale di 120 euro se il nucleo è formato da 1 componenti;
  • 80 euro al mese, per un totale di 240 euro se il nucleo è formato dai 2 ai 4 componenti;
  • 120 euro al mese, per un totale di 360 euro se il nucleo è formato da più di 4 componenti.

A Bari una nuova piattaforma web destinata solo ai bonus spesa 2021

Anche Bari è tra le città che ha già erogato e continuerà a farlo bonus spesa per i propri residenti.

A questi contributi è stato da poco dedicato un portale web su cui poter fare richiesta.

Per quanto riguarda i requisiti il Comune identifica tre diverse condizioni in cui si può beneficiare dei bonus spesa:

  • le famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 3.000 euro e che non sono titolari di trattamenti pensionistici o legati al reddito;
  • le famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 3.000 euro ma che ricevono già un qualche tipo di trattamento pensionistico o legato al reddito. In questo caso però per diventare beneficiari occorre una dichiarazione dei Servizi Sociali;
  • le famiglie con un reddito ISEE superiore ai 3.000 euro, se la loro condizione economica è peggiorata a seguito della pandemia.

Una volta avuta conferma che la domanda dei bonus spesa è stata accettata allora sarà fissato un colloquio, ma solo a scopo conoscitivo per verificare se ci siano altre forme di aiuto erogabili.

Gli importi dei bonus spesa a Bari sono variabili dai 100 ai 400 euro, ma anche in questo caso perché possano essere richiesti il Comune aspetta i nuovi fondi.