Con la crisi dovuta alla pandemia da Sars-Cov-2 i soldi scarseggiano un po' per tutti. Per fortuna c'è il bonus spesa, garantito dal Governo Draghi col Decreto legge Sostegni-bis. Si parla di un bonus che può contribuire alle famiglie richiedenti dei supporti per la spesa di tutti i giorni, e può arrivare fino a 2400 euro a famiglia.

Sembra un regalo, e in effetti 2400 euro a famiglia non può non esserlo. Ma come tutti i bonus hanno dei fondi, e come tutti i fondi i soldi sono limitati. Ergo, non è per tutti. Ma vediamo come funziona questo "regalo".

Bonus spesa 2020: funziona grazie ai Comuni

La prima fase del bonus spesa è datato 2020, durante gli ultimi mesi del Governo Conte II. Grazie all'allora decreto Ristori, poi convertito in Legge, è stato finanziato con un fondo da 400 milioni di euro

Ma il fondo non è diretto al singolo cittadino, ma devoluto ai Comuni, pertanto sono questi enti locali a decidere come distribuire questi soldi, e a sua volta è il Governo a spartirli ai Comuni secondo vari parametri, tra cui il calcolo della soglia di povertà assoluta, che viene calcolato annualmente dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). 

Se il Comune in cui si risiede ha pertanto un indice di povertà purtroppo alto, fortunatamente riceverà una più cospicua parte dei fondi. E queste risorse pertanto verrano diversificate da Comune a Comune, e sarà di competenza dell'Ufficio del Sindaco di garantire l'esecuzione dell'operazione.

Anche perché l'elaborazione del bando per i buoni spesa è di competenza di ogni Comune, ma già nel 2020, come dichiara una notizia del Messaggero, molti comuni si erano già preventivamente attivati per sostenere la propria popolazione, soprattutto i principali capoluoghi nazionali (Napoli, Torino, Milano, Venezia...)

Va aggiunto anche che c'è anche l'integrazione regionale. Alcune Regioni hanno arricchito gli stanziamenti mettendo a disposizioni divesi milioni di euro, come allora la Regione Lazio a dicembre 2020, con 15.000.000 di euro, di cui 5 al solo comune di Roma.

Col suo rinnovo ci sono state ulteriori novità.

Bonus spesa 2021, ecco il regalo dal Governo Draghi: nuovi fondi ma stessi Comuni

Oggi, nel 2021, il bonus spesa è garantito come già detto dal decreto legge Sostegni Bis, pertanto il Governo Draghi ha garantito per un rinnovo di questo supporto economico per le famiglie in difficoltà. 

Come regalo in effetti è già tanto non solo la riconferma, ma anche il passaggio a Legge, col quale ha garantito la sua perdurazione oltre i sessanta giorni d'obbligo per i decreti governativi. 

E come extra in questo regalo c'è l'aumento di 100 milioni al precedente sostegno del Governo Conte II. Col Sostegno-bis si passa da 400 milioni a 500 milioni di euro di fondi stanziati. 

Se ne volete sapere di più guardate il video a cura di Speedy News Italia.

 

Comunque, grazie a questo rinnovo verranno garantiti non solo maggiori fondi ai Comuni, ma anche maggiori possibilità alle famiglie, che (forse) non l'hanno ottenuto nella prima fase, di averlo tutt'ora. 

Parlo appunto di Comuni perché l'iter è rimasto lo stesso, cioè saranno le autorità comunali (e quindi l'ufficio del Sindaco) ad autorizzare tramite bando l'erogazione del bonus alle famiglie bisognose. Così come le modalità e i requisiti. 

Quali sono i requisiti per il bonus spesa 2021?

Generalmente i requisiti per il bonus spesa sono disposti secondo quanto stabilito dal proprio Comune di residenza, pertanto non è disponibile, come per altri bonus, una precisa lista di requisiti, anche perché è sì un bonus che ha valore in tutta Italia, ma è stato concesso dallo Stato (in questo caso dal Governo Draghi) ai Comuni. 

Si può ovviamente stabilire che, di norma, i principali requisiti sono:

  • un reddito basso,
  • un peggioramento della propria condizione economica familiare.

Già da questo punto di vista è chiaro che servirà una documentazione che attesti tale situazione economica negativa, quindi servirà dotarsi in tempo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). 

Per chi ancora non sa come ottenere l'ISEE, basta prima richiedere la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presso il proprio CAF (Centro d'Assistenza Fiscale), e poi presentarla presso uno di questi enti pubblici: 

  • ente erogatore, 
  • ufficio comunale,
  • INPS in via telematica.

E la stessa erogazione sarà sottoposta ad una serie di scaglioni di reddito, entro i quali la famiglia potrà ricevere una somma diversa a seconda del proprio risultato ISEE. 

Possiamo fare degli ulteriori esempi per meglio chiarire la posizione di alcuni Comuni sui requisiti, così da evitare generalizzazioni inconcludenti.

Bonus spesa 2021: per il Comune di Bologna arriva fino a 2400 euro!

Un esempio virtuoso del bonus spesa nel 2021 lo garantisce il Comune di Bologna. A differenza di quanto stabilito precedentemente, non c'è richiesta di un'ISEE per l'accesso al bonus. E' lo stesso modello adottato dal Comune di Torino, come ci racconta Alda Moleti nel suo articolo.

Però serve comunque per il comune di Bologna una dichiarazione nel quale si attesti che i propri conti correnti non abbiano una disponibilità economica superiore a 10 mila euro. Così come la dimostrazione ufficiale che ci sono stati dei peggioramenti a livello di situazione economica familiare.

Una volta fatto tutto l'iter, l'erogazione sarà influenzata dalla composizione familiare attestata nel proprio nucleo familiare anagrafico, secondo la regola valida già per Reddito di Cittadinanza e altri sussidi della numerosità progressiva. Cioè, più componenti in casa, più soldi disponibili.

Nel caso del Comune di Bologna, si parla di:

  • 250 euro in nuclei familiari con unico soggetto;
  • 350 euro in nuclei familiari con 2 soggetti;
  • 400 euro in nuclei familiari con 3 soggetti;
  • 500 euro in nuclei familiari con 4 soggetti;
  • 600 euro in nuclei familiari con 5 o più soggetti.

A sua volta si differenzia nell'erogazione a seconda dell'età dei soggetti componenti:

  • se il nucleo è composto da soli membri adulti, riceverà due volte il bonus, in maniera automatica e con due mesi di distanza l'uno dall'altro;
  • se il nucleo è composto anche da soggetti minori, riceverà quattro erogazioni; ma le prime due saranno automatiche e con due mesi di distanza, mentre per le altre due servirà una successiva e ulteriore conferma dei requisiti.

E facendo un paio di calcoli, nella condizione migliore si passa da 250 euro per nuclei a unico soggetto, a 600 per quelli numerosi, i quali, se solo adulti, riceveranno in un anno 1.200 euro, se invece hanno dei minori, riceveranno ben 2.400 euro.

Ecco i 2.400 euro del bonus spesa. Ovviamente, per avere tutto ciò, bisogna:

  • telefonare allo Sportello Sociale del Comune di Bologna per fissare l'appuntamento;
  • rendere disponibili gli estratti conti bancari e postali, le buste paga o contratti di lavoro;
  • attendere l'SMS di conferma dell'esito della richiesta.

Se esito positivo, si riceverà il voucher digitalmente con l'App Bologna Welfare, o fisicamente con lo Sportello Sociale. E questo a Bologna. Diversamente, in altri Comuni la storia è diversa.

Bonus spesa 2021: a Milano e Roma servono ISEE e Postepay

Nei Comuni di Milano e Roma la situazione per l'accesso ai Bonus spesa 2021 è diversa. Per esempio, già a Roma non è più possibile richiederlo, dato che il termine ultimo per presentare la richiesta era il 6 luglio. Ripartiranno una volta che verranno erogati i nuovi fondi.

Inoltre sia per Milano sia per Roma si richiede l'ISEE. Nel caso del Comune di Roma richiede la compilazione del modulo presso i CAF convenzionati, che attesti che l'ISEE sia non superiore ai 8.000 euro.

Diversamente per il Comune di Milano la situazione è più flessibile: sempre serve l'ISEE, ma la richiesta ha come limite massimo 20.000 euro. Pertanto gli abitanti del comune di Milano possono avere maggiori possibilità di far richiesta e di rientrare nei requisiti economici. 

A livello di importi a Roma sono praticamente uguali a quelli di Bologna, ma non per i primi livelli:

  • 200 euro in nuclei familiari con unico soggetto (a Bologna danno 250);
  • 300 euro in nuclei familiari con 2 soggetti (a Bologna danno 350).

Diversamente a Milano l'erogazione è composta da solo due scaglioni:

  • 300 euro in nuclei familiari fino a 3 soggetti;
  • 700 euro se il nucleo è formato da 3 o più soggetti.

Ma ugualmente, sia Roma sia Milano, garantiscono l'erogazione tramite l'utilizzo di voucher digitali:

  • per Roma si può procedere col deposito diretto nella propria PostePay;
  • per Milano si può procedere col deposito diretto sia nella propria PostePay sia come voucher elettronico per l'App Pellegrini.

Ma tutto ciò comunque, tralasciando le differenze di gestione amministrativa, è sempre sottoposto ad una limitazione nei consumi. Pertanto, ciò che si compra è determinato da un limite preciso.

Bonus spesa 2021: ecco cosa (non) si può comprare 

Vale la regola prevista per il Reddito di Cittadinanza, per cui i soldi erogati non possono essere spesi per qualsiasi prodotto o servizio

Nel caso dell'RDC, non si può acquistare beni di lusso o servizi totalmente slegati da uno stato di necessità come una condizione di peggioramento economico familiare. 

Ma l'RDC ha una regolamentazione nazionale, mentre per il bonus spesa serve che sia il Comune a provvedere a tali limiti. Però, in linea generale, ci si deve aspettare che siano accessibili prodotti quali: alimenti e bevande analcoliche; farmaci o servizi sanitari o anche prodotti per i figli minori se aventi a carico. 

Pertanto, è sicuro che non sarà possibile l'acquisto di:

  • bevande alcoliche, 
  • sigarette o prodotti da tabagismo,
  • cibo per animali, 
  • cellulari o dispositivi elettronici generici,
  • servizi per il gioco d’azzardo.

Ma tutto questo varia a seconda del Comune di residenza: potrebbe capitare addirittura di poter acquistare prodotti che in un altro Comune sono vietati. 

Però è ancora tutto da stabilire.

Bonus spesa 2021: quando sarà disponibile?

La data precisa affiché i Comuni possano disporre dei fondi per il bonus spesa è ancora da stabilire

Va comunque precisato che la data di inizio dell'erogazione del bonus, cioè dell'avvio della disponibilità dei fondi per i Comuni, è tutt'ora in fase di conferma. Come riporta investireoggi.it, il Dl Sostegni è stato convertito in Legge, ma ci vorrà ancora un po' di tempo prima di avviare le procedure.

Anche se, in termini di semplificazione e velocizzazione del processo, è possibile che sia già disponibile ben prima dei due mesi resi necessari per il caso dei bonus del 2020.