Confermato il Bonus Spesa anche per l'intero 2021.

Per chi non ne fosse a conoscenza i buoni spesa hanno come obbiettivo sostenere famiglie in grave difficoltà nell'acquisto di beni alimentare e di prima necessità.

La misura è stata approvata durante l'emergenza Covid-19 e fa parte di quel pacchetto di aiuti destinati a quelle famiglie che più di altre anno risentito dei danni economici prodotti dalla pandemia. 

Ammontano a 500 milioni di euro, le risorse stanziate dirette ai Comuni che avranno la responsabilità di gestire in autonomia occupandosi di distribuirli rispettando criteri e requisiti sul territorio di competenza.

Questo aiuto è stato voluto inizialmente dall'ex governo Conte, in piena pandemia, deliberato tramite il Decreto Rilancio, confermato successivamente l’ex governatore della Banca Centrale Europea, ora presidente del consiglio Mario Draghi dando in questo modo priorità alle problematiche direttamente collegate al perdurare della pandemia entro i confini nazionali.

Le disposizioni per la richiesta del Bonus Spesa varieranno da comune a comune ecco perchè in alcune città d'Italia il servizio è già disponibile mentre in altre non è ancora partito, differenti anche le modalità per poterli richiedere.

In questo articolo andremo quindi a chiarire le modalità diverse in atto da città a città per poter richiedere i voucher per la spesa, oltre che conoscere i requisiti necessari per poterli ottenere.

Insieme ai bonus spesa vi farò conoscere qualche altra misura da poter richiedere che andrà a completare il pacchetto di aiuti.

Se interessati al tema potete consultare un mio articolo scritto di recente in cui scrivo del nuovo bonus dedicato alle famiglie con figli a carico cliccando qui.

Per chi fosse interessato al tema di seguito un interessante video tratto dal canale you tube Speedy News italia, in cui viene spiegato tutto ciò che c'è da sapere in merito al nuovo Bonus spesa 2021.

Bonus spesa 2021: cos’è e come funziona?

Il Bonus Spesa sono è rappresentato da dei voucher dal valore economico fino ad un massimo di 700 euro utilizzabili per l'acquisto di beni di prima necessità, destinati alle famiglie in maggiore di difficoltà economica.

L'importo dei voucher varierà a seconda del reddito presentato per mezzo del modello ISEE oltre che in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare.

Più precisamente il valore economico dei voucher varierà da un minimo di 100 euro ad un massimo di 500 euro, in rari casi che illustreremo successivamente potranno arrivare anche a 700 euro.

Come già scritto i bonus spesa erano stati inizialmente pensati ed approvati dal ex governo Conte in un periodo di grande difficoltà per tutta Italia, durante il picco più alto fatto toccare dalla pandemia al quale sono seguiti chiusure e lock down.

Successivamente l'aiuto è stato confermato dall'attuale governo Draghi tramite il Decreto Sostegni-bis del 26 maggio aumentando le risorse destinate al bonus, portandole da 400 a 500 milioni di euro.

I fondi verranno distribuiti ai comuni secondo criteri di equità come la ricchezza, il livello di povertà il numero di abitanti tra i vari comuni italiani che dovranno seguire la linea guida imposta dal governo, ma che comunque potranno agire in autonomia stabilendo regole su come distribuire i voucher tra la popolazione.

I voucher potranno essere utilizzati oltre che per l'acquisto di beni alimentari e di prima necessità presso le catene di supermercati convenzionati, anche per l'acquisto di farmaci.

I buoni spesa verranno consegnati agli aventi diritto tramite voucher cartacei da presentare in cassa al momento del pagamento o in alternativa sotto forma di carta prepagata.

Bonus spesa 2021: i criteri scelti dal governo per distribuire i 500 milioni ai comuni

Il Bonus Spesa è solo uno delle misure, volute dal governo, che insieme agli altri vanno a comporre il pacchetto aiuti con l'obiettivo di contribuire a tenere fuori dalla soglia di povertà migliaia di famiglie in un periodo di difficoltà economica che sembra lentamente passare lasciando spazio ad una ripartenza.

Il bonus spesa verrà erogato dallo Stato tramite i comuni così come stabilito Decreto approvato il 24 giugno 2021 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero dell’Interno.

I voucher dovranno quindi essere chiesti dai potenziali beneficiari presso il proprio comune di residenza attraverso i criteri stabiliti.

Ma secondo quali criteri il governo ha deciso di distribuire i 500 milioni di euro stanziati per il bonus spesa 2021 ai comuni?

Fondamentalmente i criteri scelti dal governo sul come destinare e quanto destinare ai singoli comuni sono due:

i primi 250 milioni verranno distribuiti equamente tra i comuni di tutta Italia sulla base del numero della popolazione residente, quindi un criterio di tipo demografico;

I secondi 250 milioni saranno invece assegnati tenendo conto della ricchezza del singolo comune rispetto alla media nazionale, ovviamente più il comune risulterà ricco meno fondi riceverà.

Da sottolineare come tutti comuni riceveranno la cifra minima stabilita di 600 euro, considerando che in Italia esistono comuni come Monterone in provincia di Lecco da 38 abitanti, 600 euro diventa una cifra più che significativa.

E' chiaro quindi che la distribuzione equa tra comuni vedrà comuni meno ricchi e quindi in cui ci saranno più cittadini da aiutare ricevere maggiori fondi rispetto a comuni più ricchi che hanno meno necessità.

Nel decreto Sostegni bis è inoltre riportato un punto importante che vale la pena citare:

I Comuni dovranno spendere le risorse loro destinate per la copertura del nuovo Bonus Spesa 2021 entro e non oltre il 31 dicembre 2021.

Tale scadenza no ha nulla a che vedere sulla data limite entro il quale il cittadino potrà richiedere i voucher, data che verrà comunicata autonomamente da ogni singolo comune che avrà anche piena libertà di stabilire requisiti e criteri di assegnazione.

Bonus Spesa 2021: a chi spetta?

Come già scritto saranno i comuni a decidere a chi spetta il Bonus Spesa.

Il criterio scelto da quasi tutti i comuni prevede dei requisiti legati alla condizione reddituale e patrimoniale del cittadino nonchè alla numerosità del proprio nucleo familiare.

I buoni spetteranno a nuclei familiari quindi con un basso reddito o a quei nuclei familiari molto numerosi e per questo in difficoltà economica.

Variando da comune a comune non riusciamo ad essere troppo precisi,  ma in linea di massima i requisiti per poter richiedere il Bonus Spesa sono:

  • avere la residenza nel comune presso il quale si effettuerà la richiesta;
  • ISEE molto basso;
  • nucleo familiare numeroso;
  • patrimonio mobiliare ridotto;
  • presenza di figli minorenni o portatori di disabilità;

I buoni spesa spettano, infine, a quei nuclei familiari che non ricevono altri sostegni al reddito. Si potrà inoltrare una sola domanda per ciascun nucleo familiare.

Bonus spesa 2021: come fare domanda? La differenza tra comuni grandi e piccoli

Stabilire un criterio su come fare domanda per il bonus spesa valido per tutte le città italiane è praticamente impossibile vista l'autonomia dei singoli comuni nel gestire la misura.

Ciò che possiamo sicuramente affermare è che la domanda potrà essere inoltrata on-line tramite il sito del comune di residenza, una volta che questi avrà attivato il bando, questo per quanto riguarda i comuni più grandi.

Nei comuni piccoli invece sarà nella maggior parte dei casi, l'ente stesso, tramite gli assistenti sociali ad individuare le famiglie più bisognose, contattarle e consegnargli voucher o in alcuni casi direttamente il pacco spesa.

Tutte le informazioni riguardanti i termini e le condizioni necessarie per poter ottenere il Bonus Spesa saranno presenti sui siti web dei comuni o si potranno reperire presentandosi di persona direttamente presso lo sportello dell'ente. 

Per trattare un caso concreto prenderemo in esame una città grande come Torino.

A Torino il Bonus Spesa 2021 è stato ricevuto dai beneficiari attraverso tre tranche erogate mensilmente, gli importi dei voucher variano tra i 120 euro ed i 350 euro al mese.

In questo caso oltre alla residenza per poterli richiedere è previsto un ISEE che non vada oltre i 15.000 euro, i potenziali beneficiali avranno tempo fino al 26 ottobre per poter effettuare la domanda.

Passando ad un comune di media grandezza, Siena, anche qui il comune ha già attivato il servizio per la richiesta del Bonus Spesa con importi che variano tra le 400 e le 600 euro a Siena la soglia ISEE richiesta è un po' più alta rispetto a Torino parliamo infatti di 18.000 euro.

In questo caso il comune ha stabilito che alla domanda venga allegato un certificato dei Servizi Sociali che attesti il disagio sociale ed economica della famiglia richiedente.

I fondi ricevuti dal comune di Siena per il Bonus Spesa ammontano a 227.643 auro da distribuire fino ad esaurimento dei fondi.

Servizio attivo anche presso il comune di Bologna, la domanda può quindi essere presentata.

Il valore complessivo di ogni assegnazione varia tra i 150 ed i 60 euro in base al reddito e alla numerosità del nucleo familiare.

I voucher ricevuti potranno essere spesi nelle maggiori catene di supermercati oltre che in negozi convenzionati.

Nel caso di nuclei familiari con figli minori a carico verranno assegnati due pacchetti di buoni senza la necessità di presentare una nuova domanda.

Dopo aver ricevuto il secondo pacchetto si può ripresentare domanda fino a un massimo di tre assegnazioni per l’anno 2021. 

Nel caso di nuclei familiari senza ha figli minori non si potrà ripresentare la domanda dopo l’assegnazione dei primi due pacchetti di buoni.