E’ ormai più di un anno che i Comuni cercano di agevolare le famiglie più colpite dalla crisi economica dovuta al Covid.

Dal Governo Conte al Governo Draghi, entrambi hanno continuamente inserito sostegni e bonus per le famiglie nei vari Dpcm emanati nel tempo. Ancora oggi, nonostante sia ripartita la vita, ma anche il lavoro e gli eventi, molte persone si trovano in difficoltà, soprattutto coloro che si sono ritrovati senza lavoro ma con una famiglia da portare avanti. 

La situazione ormai è chiara a tutti e il Governo continua a proporre Bonus: alcuni rivolti a tutti, altri divisi in base all’Isee. Tra le novità e i temi caldi delle ultime settimane si parla di Bonus Spesa.

L’intera organizzazione del contributo sarà gestita dai Comuni, questo significa che la situazione potrebbe cambiare da zona a zona. Il Bonus spesa si va ad aggiungere a tutte quelle agevolazioni come il Reddito di Cittadinanza oppure il Reddito di emergenza che cercano di aiutare quei nuclei familiari con i redditi più bassi, ma non è cumulabile in quanto lo Stato le reputa già come famiglie ‘aiutate economicamente’.

Nello specifico si tratta di un’agevolazione economica che verrà riconosciuta a quelle famiglie che hanno caratteristiche particolari come per esempio il rientrare in quella fetta di popolazione con elevato indice di povertà. Con l’entrata in vigore della proroga del Decreto sostegni bis si è dato il via anche all’erogazione del Bonus Spesa, però, come già accennato precedentemente, il tutto sarà gestito dai singoli Comuni in modo autonomo.

Il Bonus servirà ad acquistare beni di prima necessità, alimenti o farmaci, tutto ciò che potrebbe essere considerato come strettamente necessario alla vita quotidiana della famiglia. 

Bonus Spesa, che cosa prevede 

Come abbiamo spiegato fino ad ora il Bonus spesa sarà destinato solamente a coloro che ne hanno davvero bisogno: ci sarà una graduatoria per coloro che rientrano e il tutto verrà gestito da Comune a Comune. Il bonus non è cumulabile con il reddito di emergenza e di cittadinanza, ci saranno limitazioni in questo senso.

Ci sono 500 milioni di euro stanziati da dividere per tutti i Comuni della nazione. La differenza sostanziale rispetto ai Bonus Spesa scorsi è il fatto che i precedenti voucher potevano essere spesi con delle limitazioni più ampie: da quest’anno si potranno utilizzare anche per pagare contratti di locazione e tutte le utenze domestiche. 

Si partirà da un importo base che va dai 300 euro per l’anno 2021 fino ad arrivare a 700 euro massimi. Essendo materia in gestione del singolo Comune la somma potrà variare di molto, arrivando anche a sfiorare cifre bassissime come un totale di 50. I Comuni hanno libero arbitrio, quindi decideranno autonomamente come dividere il beneficio economico per i residenti: le scelte dipenderanno ovviamente dalla situazione economica generale del paese in questione.

Chi può richiedere il Bonus Spesa

Fin qui è chiaro il fatto che non tutti potranno rientrare nel bonus: solamente i meno abbienti. Ma quindi chi potrà richiedere il bonus?

Come abbiamo specificato nel paragrafo precedente la somma totale può andare dai 50 fino ai 700 euro totali per l’anno 2021, cifre che varieranno da Comune a Comune, anche se quella standard dovrebbe essere di 300 euro.

Come spiega anche thewam.net, un fattore che caratterizzerà il ricevimento della somma sarà anche la grandezza del nucleo familiare; ciò significa più figli, più possibilità di ricevere i soldi. E’ da ricordare che la somma andrà solamente alle persone che rientrano nella categoria delle classi più bisognose e che rientrano in parametri di povertà (da prendere come riferimento soprattutto l’Isee).

Per avere più informazioni rapide, suggerisco la visione di questo video caricato sul canale Youtube di Speedy News Italia:Bonus buoni spesa 2021 fino a 700 euro: tutto su come ottenerli dal proprio Comune!”. Il video spiega in modo abbastanza esaustivo, in poco tempo, quello che c’è da sapere sulle ultime novità.

Bonus Spesa, come fare domanda

Ricapitolando quindi il Bonus Spesa verrà attivato direttamente dai Comuni e le somme e l’intera gestione di queste ultime cambierà da zona a zona (motivo per il quale non si potrà fare un discorso unico in questo caso).

L’unica certezza è che le cifre del beneficio andranno dai 300 ai 700 euro a nucleo familiare e varieranno in base alla grandezza di quest’ultimo. Per alcuni Comuni si potrebbe arrivare ad una divisione più vasta e quindi ad una diminuzione della somma percepita, con un minimo di 50 euro.

Sia per quanto riguarda gli importi che le modalità di presentazione della domanda varieranno in base alla zona di residenza, per questo sarà necessario richiedere informazioni aggiuntive direttamente al proprio Comune.

Per ottenere il bonus ciascun Comune creerà presto un bando dove saranno evidenziate le modalità di accesso e le condizioni necessarie per ottenere il buono. Tutte le informazioni passeranno poi al portale online, diventando consultabili pubblicamente. 

Per quanto riguarda i requisiti della domanda, in generale, come specificato anche precedentemente, si guarderà il reddito annuo, la tipologia della famiglia, la residenza di ogni componente, il denaro disponibile nel conto e così via: tutte quelle specifiche necessarie a capire il reale bisogno del nucleo familiare. 

Buoni spesa, come verrà erogato il Bonus spesa

Come riporta anche informazionefiscale.it, per accelerare i tempi di erogazione dei buoni spesa 2021 il testo dell’articolo 53 del DL Sostegni bis si è arricchito di un nuovo comma:

“Al fine di snellire i procedimenti di spesa relativi alle risorse di cui al presente articolo, i comuni possono applicare le procedure di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 658 del 29 marzo 2020, in quanto compatibili”.

In poche parole ogni Comune si occuperà della distribuzione del denaro riferito al bonus che verrà ceduto sotto forma di buoni spesa spendibili cumulativamente. 

I voucher riguarderanno solamente generi alimentari e beni di prima necessità, ma da quest’anno si potranno utilizzare anche per le spese inerenti alla casa. 

La somma stanziata per il bonus verrà distribuita secondo determinate direttive: i vari comuni riceveranno una quota pari a 250 milioni di euro, ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun comune. Poi si aggiungerà un’altra quota, dello stesso importo: in questo caso verrà ripartita in base ai valori del reddito pro capite di ogni Comune, messi in relazione al valore medio nazionale. Infine l’ultima postilla obbligherebbe i 600 euro minimi a Comune (a prescindere dal numero di abitanti).

Il Comune potrà scegliere le modalità di invio della domanda: c’è chi richiede di inviarla in via telematica, sia per quanto riguarda la documentazione che la domanda, e chi invece ha preferito fa ritirare a mano i moduli, continuando a lavorare in modalità cartacea. Così come spiega Thewam.net, le decisioni dipenderanno anche dalla densità di popolazione del paese, dall’organizzazione amministrativa e da tutte quelle variabili che riguardano le realtà più piccole.

Bonus Spesa, quanti soldi arriveranno alle famiglie

Come accennato all’inizio le somme dipenderanno da tantissime variabili visto che le decisioni saranno legate al singolo Comune. In generale si parla di circa 500 euro a famiglia ma le somme possono arrivare fino ad un limite massimo di 700 euro.

Più sarà numerosa la famiglia, più sarà alto l’importo dei voucher: le due variabili principali saranno quindi numero di individui che compongono il nucleo familiare e livello di povertà. Coloro che hanno avuto accesso ai ristori relativi alle chiusure per Covid probabilmente saranno presi in considerazione anche per il Bonus spesa.

Quando arrivano i soldi del Bonus Spesa

Il bonus per il 2021 è stato accettato dal Decreto del Ministero dell’Interno del 24 giugno 2021. A firmare anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze. 

E’ risaputo, però, che dal momento dell’approvazione, al momento della messa in pratica potrebbero passare mesi: per quanto riguarda i precedenti buoni spesa i beneficiari hanno aspettato anche più di due mesi. Per questo motivo, per velocizzare la parte burocratica si è pensato di aggiungere un comma all’articolo 53 del DL Sostegni bis durante l’iter di conversione in legge. 

Ci si aspetta quindi che questa volta il processo sarà molto più veloce, ma attualmente non si sa ancora la data precisa dell’avvio delle procedure. Già molti comuni italiani si sono attivati per ricevere le richieste dei cittadini, come Roma, Milano, Torino: come spiega anche thewam.net si stanno quindi preparando all’erogazione dei voucher.

Per sapere con certezza se il Comune di residenza ha dato il via alle pratiche, conviene visitare il sito ufficiale, oppure chiamare direttamente gli uffici dedicati alle politiche sociali e familiari. Essendo una gestione autonoma legata al singolo Comune è possibile che le pratiche inizino in periodi diversi nelle varie zone d’Italia.

Tra le varie proposte, è già possibile rifarsi a quella del Comune di Roma, il quale ha definito ben 5 fasce con i corrispettivi importi differenti che vanno dai 200 fino ad un massimo di 700 euro (ci saranno paesi che invece inseriranno fasce ancora più basse come per esempio da 100 o 50 euro). Le scelte verteranno sulle famiglie più numerose: più il nucleo familiare sarà grande e più sarà inserito in corsia preferenziale, considerando poi ovviamente anche il guadagno annuo di tutto il nucleo.

Quali documenti vengono richiesti per fare domanda per il Bonus Spesa

Per inviare domanda al proprio Comune c’è bisogno innanzitutto dell’Isee del nucleo familiare. Servirà poi attestare di essere cittadini residenti nel Comune nel quale si inoltra la richiesta e fornire i dettagli sull’appartamento: se si è in affitto o se si ha un mutuo a carico di uno dei componenti del nucleo.

Tra le altre documentazioni è necessario comunicare se nel nucleo ci siano persone che percepiscono RdC o forme economiche assistenziali e se si percepiscono agevolazioni da enti pubblici.