Fra due settimane i comuni avranno a disposizione 500 milioni di euro per poter rifinanziare i bonus spesa. Si è alla terza tornata di questo strumento di sostegno alle famiglie che sono prive di qualsiasi forma di supporto economico. Il bonus spesa dei comuni non è erogabile a chi già percepisce ad esempio la NASpI, il reddito di cittadinanza o il reddito di emergenza. Ci sono infatti nuclei famigliari che non potendo rientrare nei requisiti dei vari ammortizzatori sociali, rimarebbero tagliati fuori da ogni sostegno economico pur vivendo in una condizione di fabbisogno. Dopo il decreto ristori ter, il decreto sostegni, ora il Decreto Sostegni bis ha rifinanziato la misura dei bonus spesa. Il fondo sarà ripartio ai comuni italiani entro il 25 maggio. 

Bonus spesa: fino a 700 euro per famiglia in base all'ISEE

Il fondo approvato nel Decreto Sostegni bis di 500 milioni di euro consente di riproporre per la terza volta la misura dei bonus spesa che verranno erogati direttamente dai Comuni a quelle famiglie più bisognose prive di qualsiasi sostegno economico. Il fondo sarà ripartito in base all'indice di povertà e al numero di abitanti dei comuni. Pertanto la dote che riceverà ogni comune sarà diversa ed ogni Comune in autonomia definirà con un provvedimento le modalità di assegnazione ed erogazione. Per quanto riguarda l'erogazione, le modalità del buono previste dal nuovo decreto-legge sono identiche a quelle della prima tornata, indicate nell’ordinanza n. 658 della Protezione civile del 29 marzo 2020. Nelle precedenti sessioni del bonus spesa, i comuni in media hanno erogato questi aiuti per 300 euro a famiglia. Ma l'importo varia in base alla condizione economica di ogni singolo nucleo famigliare secono l'ISEE, e alla numerosità dello stesso. La condizione economica è rappresentata dall'ISEE. In alcuni comuni, per famiglie numerose, si è raggiunto anche l'importo di 700 euro.

Bonus spesa: chi può fare domanda

Nonstante le buone notize sulla ripresa dell'economia incoraggiano tutti a lasciarsi alle spalle questo anno e mezzo tribolato, le conseguenze economiche della pandemia si fanno ancora sentire. Come alcuni economisti avevano preannunciato saranno forti dopo che l'aspetto sanitario sarà superato. Un esempio è la sospensione del blocco dei licenziamenti dal 1 luglio. Cosa significherà questo? La libertà per le imprese, che in questi mesi sono stati costretti a non licenziare i dipendenti, a poterlo fare. E con molta probabilità lo faranno per poter riorganizzare. Forse anche per questo, la scelta del Governo di rifinanziare il bonus spesa non è lasciata al caso. Sono diverse le famiglie italiane che non arrivano a fine mese e che non hanno al momento alcun sostegno economico pubblico. Il bonus spesa spetta infatti a chi è in una condizione economica di forte disagio. Si tratta di nuclei famigliari che hanno redditi molto molto bassi e spesso sono anche famiglie numerose con figli minorenni. Entro il 25 giugno, il fondo da 500 milioni di euro sarà ripartito tra i comune in base all'indice di povertà e alla popolazione. Poi ogni comune, grazie al supporto degli uffici sociali locali, individuerà i criteri di assegnazione. Come accaduto già in precedenza, ci saranno Comuni che individueranno direttamente le famiglie, in altri invece comunque sarà necessario presentare domanda agli uffici comunali. 

Bonus spesa: come si potrà usare. La novità

Il meccanismo del bonus spesa non cambia. Nelle due precedenti edizioni il bonus spesa era stato concesso per gli acquisti di beni di prima necessità. Essenzialmente generi alimentari, tanto che i diversi Comuni avevano stretto degli accordi con i negozi della grande distribuzione organizzata in cui era possibile spendere il bonus spesa. Ma anche farmaci.

Con la nuova erogazione, ci saranno due novità. Il bonus spesa potrà essere speso anche per pagare le bollette delle utenze domestiche di elettricità e gas. Niente utenze telefoniche o di internet, o ricariche di cellulari. 

L'altra novità è la possibilità di usare il bonus spesa anche per pagare l'affitto dell'abitazione solo se questa però risulta essere l'abitazione principale. Insomma la casa sotto il cui tetto vivono e convivono tutti i componenti del nucleo famigliare beneficiario del bonus spesa. 

Non si tratterà di denaro che verrà erogato alle famiglie in contanti, ma attraverso un card, un voucher, un app o in alcuni casi sarà il comune stesso a effettuare le spese per la famiglia. Al fine di rispettare le norme anti-covid, come già hanno fatto molti comuni in passato, si opterà per soluzioni contactless come ad esempio voucher inviati a mezzo mail o consegnate in posta, oppure facendo recapitare una card a casa della famiglia beneficiaria.

Per i bonus affitti, si legga l'articolo Bonus affitto: tante novità da prendere al volo. Ecco come!

Tutti i requisiti per il bonus spesa, compreso l'ISEE

In attesa di conoscere quali saranno i requisiti che ogni comune stabilirà, prendendo come riferimento quanto era stato fatto nelle due precedenti edizioni, è ipotizzabile che i requisiti non cambieranno. 

Generalmente verranno tenuti in considerazione i seguenti requisiti:

essere residenti nel Comune, ma anche domiciliati fuori dal proprio Comune di residenza;

  • ampiezza del nucleo familiare;
  • essere in possesso o meno di un patrimonio immobiliare (se si ha la casa in affitto o in proprietà);
  • le disponibilità economiche presenti sul conto corrente;
  • situazione lavorativa;
  • dichiarazione Isee (anche ISEE corrente);
  • eventuali aiuti percepiti dallo Stato.

Per una corretta e completa informazione sui requisiti si consiglia di visitare la pagina web del comune dedicata alle politiche sociali oppure di chiedere direttamente agli sportelli comunali. In linea generale, il bonus spesa spetta a quelle famiglie che non hanno percepito altri aiuti economici.

Gli importi dei bonus spesa

Per conoscere con esattezza l'importo base del bonus spesa, si dovrà attendere la pubblicazione dei provvedimenti dei singoli comuni, in base alla dotazione finanziaria che riceverà. Dei complessivi 500 milioni di euro, il 50% del totale verrà ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun Comune. La restante quota del 50%, pari a 250 milioni, verrà ripartita in base alla distanza fra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione.

In base alle somme ricevute, l'importo del bonus spesa varierà da comune a comune e da famiglia a famiglia. Ma prendiamo alcuni esempi di bonus spesa concessi con il decreto sostegni. 

I buoni spesa Comune di Milano hanno avuto un importo di 300 euro per le famiglie fino a 3 componenti e di 700 euro per quelle con più di 3 componenti, mentre i buoni spesa Comune di Venezia hanno un valore da 50 a 400 euro, che viene stabilito su valutazione dei Servizi Sociali.

I buoni spesa Comune di Roma sono erogati in base a cinque fasce:

  • 200 euro per nuclei familiari composti da 1 persona;
  • 300 euro per nuclei familiari composti da 2 persone;
  • 400 euro per nuclei familiari composti da 3 persone;
  • 500 euro per nuclei familiari composti da 4 persone;
  • 600 euro per nuclei familiari composti da 5 o più persone.

Invece i buoni spesa Comune di Torino sono erogati in base a tre fasce:

  • fino a 120 euro per nuclei familiari composti da 1 o 2 persone;
  • fino a 240 euro per nuclei familiari composti da 3 o 4 persone;
  • fino a 360 euro per nuclei familiari composti da 5 o più persone.

Per conoscere quelli del proprio comune si consiglia di informarsi presso gli uffici di assistenza sociale del proprio comune o aspettare la pubblicazione del bando. 

Bonus spesa: come richiederlo

Per poter fare richiesta del bonus spesa si deve aspettare la pubblicazione del bando del proprio Comune. Il sindaco di concerto con l'assessore alla politiche sociali emana il bando. Per questo motivo è consigliabile sempre consultare il sito istituzionale del proprio Comune oppure chiedere direttamente presso gli uffici delle politiche sociali.

A bando pubblicato, si potrà capire se il proprio nucleo famigliare rientrerà tra i potenziali beneficiari. In caso positivo si dovrà compilare una domanda da inviare all'ufficio indicato dal bando. In base alle precedenti versioni dei bonus spesa, ci sono stati Comuni che hanno adottato la strada della domanda cartacea da inviare a mezzo mail. Altri che hanno predisposto una procedura online con la compilazione di un form. Altri Comuni ancora invece hanno direttamente individuato i nuclei famigliari bisognosi in base ai parametri fissati dallo stesso bando comunale. 

Queste modalità saranno con molta probabilità riproposte. Può essere presentata una sola domanda per nucleo familiare. Si dovrà verificare se i nuclei famigliari che hanno già beneficiato del bonus spesa, potranno nuovamente richiederlo.