L’estate ha portato molte novità, come la conversione in Legge del DL Sostegni bis con cui di fatto vengono confermati i vari provvedimenti a favori dei cittadini.

Il decreto voluto da Mario Draghi indirizza un nuovo finanziamento ai Comuni per gestire i bonus spesa.

Ricordiamo infatti che i bonus spesa sono erogati con soldi provenienti da fondi specifici assegnati dal governo centrale, ma a gestirli praticamente e tecnicamente ci pensano i Comuni.

I requisiti variano perciò da zona a zona ma con alcuni capisaldi, come l’avere limiti di accesso legati alla situazione economica dei richiedenti e il vincolo ad utilizzare gli importi solo per i cosiddetti generi di prima necessità.

Anche la modalità di erogazione, come la procedura di richiesta, sono stabilite dalle autorità locali, perciò nei diversi Comuni i bonus spesa seguiranno modalità differenti. In ogni caso si tratta spesso di importi molto generosi, dove a Bologna si arriva fino a 1.800 euro all’anno in tre erogazioni da 600 euro l’una.

In questo scenario differisce anche la tempistica di attivazione e di emanazione dei bandi, in parole povere, fermo restando che stanno per arrivare nuovi finanziamenti dal Governo, per sapere quando e come nel vostro comune di residenza sarà emanato il bando per i nuovi buoni, la soluzione migliore è sempre la verifica sul sito ufficiale delle autorità locali.

Cerchiamo ora di vedere come funzionano in linea di massima i buoni spesa, cosa si può acquistare e chi ne ha diritto, prendendo ad esempio alcune delle principali città italiane.

In alternativa tutta le informazioni sui nuovi bonus spesa sono illustrate anche nel recente video YouTube di Pensioni & Aggiornamenti di cui vi consigliamo la visione:

 

Che cosa sono in linea generale i bonus spesa. Tutto quello che c’è da sapere!

Come si è detto i bonus spesa possono differire da Comune a Comune in ogni aspetto, ma entro determinati limiti.

Cioè ovunque i buoni sono erogabili per l’acquisto di beni di prima necessità e sono sempre una prestazione a sostegno delle famiglie in stato di necessità.

In alcune zone per diventarne beneficiari è necessario che l’ISEE corrente del nucleo familiare non superi un determinato limite, in altri invece basta che la famiglia sia in grado di dimostrare che la situazione economica è mutata in peggio dopo la pandemia.

Anche la modalità dei bonus spesa differisce molto, ovvero dove alcuni Comuni continuano ad utilizzare la modalità classica di erogazione sotto forma di voucher, altre località seguendo invece l’esempio del Reddito di Cittadinanza e assegnano ai beneficiari una carta di debito dove viene versato l’importo, si tratta della classica PostePay.

Ancora, un’altra caratteristica comune a tutti i bonus spesa delle diverse località è il fatto che a determinare la crescita degli importi sia sempre la composizione del nucleo familiare, basata su due fattori e cioè il numero dei membri e se ci sono o meno minori a carico.

Per quanto riguarda la possibilità di acquisto, cioè cosa si può comprare con i buoni spesa, in genere si tratta sempre di cosiddetti generi di prima necessità, cioè prodotti che vanno dagli alimenti, ai medicinali e anche alla cura del corpo. Tuttavia anche in questo caso entro un piccolo margine i Comuni possono applicare o meno restrizione specifiche su alcuni prodotti.

Bonus Spesa con la PostePay nel comune di Roma Capitale

Lasciando le linee generali passiamo a vedere come funzionano i bonus spesa in alcune località Italiane, ricordando che in alcuni Comuni questi sono già attivi, mentre in altri l’attivazione dovrebbe comunque avvenire in breve tempo, cioè non appena le autorità locali avranno ricevuto i finanziamenti dall’esecutivo pianificati dal DL Sostegni bis.

Partiamo da Roma dove da poco non è più possibile richiedere i bonus spesa, perché l’ultimo bando è scaduto a luglio, e dove però il Comune ha già avvisato i residenti che questi saranno riattivati, con le stesse modalità di erogazione e requisiti, non appena ricevuti i nuovi fondi.

Roma è una di quelle città che al posto dei vecchi voucher utilizza la modalità di erogazione degli importi mediante carta di debito.

Cioè una volta divenuti beneficiari riceverete per posta la vostra PostePay e con già carico l’importo che vi spetta.

Qui il requisito di accesso per i bonus spesa è stato fino adesso molto stringente, poiché questi sono accessibili solo alle famiglie con un ISEE corrente massimo di 8.000 euro, altrove sono meno selettivi.

Quanto sarà assegnato come importo ai beneficiari varia a Roma a seconda di quanto numeroso sia il nucleo familiare:

  • 5 o più membri = 600 euro;
  • 4 membri = 500 euro;
  • 3 membri = 400 euro;
  • 2 membri = 300 euro;
  • 1 membro = 200 euro.

Per quanto riguarda la modalità di richiesta fino ad ora i precedenti bandi prevedevano una procedura cartacea, cioè bisognava scaricare un modulo e poi consegnarlo ai Caf autorizzati, anche se non è da escludere che si possa presto attivare anche qui una più comoda procedura online alternativa.

Per i cittadini bolognesi i bonus spesa più generosi, fino a 1.800 euro

Spostiamoci più su e arriviamo a Bologna, dove per richiedere ei bonus spesa è obbligatorio telefonare e prendere un appuntamento con lo Sportello Sociale del comune di residenza.

I requisiti per diventare beneficiari a Bologna sono due e da possedere in contemporanea, cioè prima di tutto il totale dei risparmi sui conti correnti bancari o postali del nucleo familiare non deve superare i 10.000 euro. Poi sarà necessario anche che il richiedente sia in grado di dimostrare che il nucleo ha subito un cambiamento in peggio delle condizioni economiche.

In sede di colloquio allo Sportello Sociale sarà necessario portare con sé i documenti utili a dimostrare che sussistono entrambi i requisiti, cioè estratti conto, buste paga, contratti di lavoro, etc.

Se il beneficio del bonus spesa viene accordato il titolare riceverà sul suo telefono l’SMS di conferma e dovrà poi accedere alla App Bologna Welfare per scaricare i buoni. 

Il comune di Bologna sceglie infatti l’erogazione classica attraverso voucher elettronici scaricabili oppure buoni cartacei che possono essere ritirati presso lo Sportello Sociale e usati nei negozi convenzionati, in tutti i casi il taglio di ciascuno di essi sarà pari a 25 euro.

E veniamo agli importi perché a Bologna sono generosi, in quanto assegnano un totale basato sulla composizione del nucleo familiare, ma che viene erogato fino a tre volte l’anno.

Prima di tutto l’importo assegnato nelle diverse erogazioni viene stabilito sulla composizione numerica del nucleo:

  • 6 o più membri = 600 euro;
  • 5 o più membri = 500 euro;
  • 4 membri = 400 euro;
  • 3 membri = 350 euro;
  • 2 membri = 250 euro;
  • 1 membro = 150 euro.

Il comune di Bologna applica poi un'altra distinzione basata sul fatto se ci siano o meno minorenni a carico del nucleo familiare. Questo perché se la famiglia è composta di soli membri adulti, i suddetti importi vengono erogati due volte durante l’anno a 60 giorni l’uno dall’altro e in modo assolutamente automatico, cioè senza necessità di fare richiesta per la seconda tranche.

Quindi una famiglia di soli adulti a Bologna riceverà da un minimo di 500 euro (250x2) fino ad un massimo di 1.200 (600x2) nell’arco dell’anno.

I nuclei familiari invece dove siano presenti anche minori hanno diritto a ricevere i medesimi importi fino a tre volte l’anno. Soltanto che le prime due erogazioni saranno anche qui automatiche a due mesi di distanza le une dalle altre, per l'altra erogazione si dovrà presentare una nuova richiesta al fine di verificare la sussistenza dei requisiti.

Dunque come cifra massima una famiglia con minori a carico può ricevere in un anno in bonus spesa a Bologna fino a 1.800 euro (600x3).

Bonus spesa senza troppi requisiti a Torino

Ancora tra le città in prima linea nell’assegnazione dei bonus spesa troviamo Torino, che si distingue per la vasta platea di beneficiari visti i requisiti meno stringenti e selettivi in confronto ad altre zone d’Italia.

Unico requisito per avere i bonus spesa a Torino è infatti riuscire a dimostrare il peggioramento delle condizioni economiche, ma fino adesso non vi sono mai stato vincoli legati ai depositi sul conto corrente o un tetto specifico ISEE da non superare.

La procedura di richiesta può essere completata interamente online sul portale web del Comune e a conferma dell’accettazione della domanda il beneficiario riceverà due diversi SMS, da conservare accuratamente perché sono le credenziali di accesso online per scaricare i buoni spesa.

Il taglio dei buoni è di 20 euro l’uno e questi possono essere scaricati ed esibiti tramite cellulare o anche stampati, così da essere presentati nei negozi convenzionati.

Veniamo agli importi, precisando però che qui la cifra totale totale, sempre assegnata sulla composizione numerica del nucleo, viene divisa in tre erogazioni mensili:

  • 4 o più membri = 360 euro (120 euro al mese);
  • da 2 a 4 membri = 240 euro (80 euro al mese);
  • 1 membro = 120 euro (40 euro al mese).

Bonus Spesa con il nuovo portale web del Comune di Bari

Concludiamo scendendo al Sud con la città di Bari che nel 2021 ai bonus spesa ha dedicato uno specifico portale web, dove effettuare richiesta e scaricare gli stessi buoni.

Qui vi sono importi variabili che si assegnato durante l’anno dai 100 fino ai 300 euro.

Per poter richiedere i buoni spesa non ci sono requisiti assoluti, ma sono previste tre diverse casistiche:

  • cittadini con un ISEE corrente di massimo 3.000 euro e non titolari di alcun tipo di prestazione legata al reddito o trattamento pensionistico;
  • cittadini con un ISEE corrente che non supera i 3.000 euro, ma che al contempo ricevono dallo Stato una qualche forma di aiuto o di prestazione. Questi potranno avere i bonus spesa se un certificato dei Servizi Sociali li autorizza;
  • cittadini con un ISEE corrente che supera i 3.000 euro, ma che siano però in grado di dimostrare che la situazione economica per effetto della pandemia ha subito modifiche in peggio.