Niente più attese, è tutto ufficiale. Sono stati assegnati i fondi comunali utili all’ottenimento del Bonus Spesa.

Facciamo un passo indietro.

Questi fondi sono stati previsti dal Decreto Sostegni bis e ammontano a 500 milioni di euro in totale.

Tale misura è stata messa in campo in particolare per aiutare tutte quelle famiglie che sono state duramente colpite dalla pandemia da Covid-19.

Non c’è bisogno che vi rammenti la situazione, ma è universalmente riconosciuto che molte famiglie hanno visto una notevole diminuzione del loro potere d’acquisto.

Questo perché, come ben sappiamo, il Covid-19 non ha portato solo ad un’enorme crisi sanitaria, ma ha avuto particolari risvolti in ambito economico.

Proprio per questo il Governo Draghi sta scendendo in campo con numerose misure per aiutare gli italiani ad uscire da questo difficile periodo di crisi.

Una di queste misure è proprio il Bonus Spesa.

Si tratta di una misura che era stata approvata già in precedenza dal Governo Conte e che è stata successivamente riproposta dal premier Mario Draghi.

Infatti, tale bonus è stato riconfermato ad agosto e sono stati messi in campo aiuti economici per un valore pari a 500 milioni di euro

Come abbiamo detto l’obiettivo è quello di aiutare tutte quelle famiglie che si trovano in difficoltà economica.

Ovviamente, tramite tale bonus non sarà possibile acquistare qualunque cosa. 

Infatti, il Bonus Spesa è rivolto essenzialmente all’acquisto dei generi di prima necessità, come alimentari o medicine.

È bene ricordare che sì, il Governo ha stanziato tali fondi, ma essi vengono erogati a livello comunale.

Di conseguenza, ogni Comune potrà pubblicare un bando per concedere i fondi ai propri cittadini, spesso con regole differenti.

Molti comuni richiedono l’ISEE, altri, come nel caso di Torino, non richiedono alcun requisito. 

In questo articolo andiamo ad indagare come funziona il Bonus Spesa, cosa si può comprare, come fare domanda e come si stanno comportando i primi comuni che hanno dato il via ai bandi.

Cosa posso comprare con il Bonus Spesa?

Una domanda che sorge naturalmente spontanea.

Infatti, il Bonus Spesa è proprio una misura che serve come aiuto economico a tutte quelle famiglie che si trovano in difficoltà in seguito alla pandemia da Covid-19.

Come abbiamo sottolineato in precedenza, attraverso tale bonus non si può comprare la qualunque. 

Infatti, il Bonus Spesa va utilizzato solo ed esclusivamente per l’acquisto di generi di prima necessità

Quindi cosa possiamo acquistare?

Pensiamo ai generi alimentari o anche alla medicine. In questo modo il Governo aiuterà le persone a far fronte a tali spese in un periodo economicamente non facile.

Ricordiamo che questo bonus era già stato approvato nel 2020 dal Governo Conte II, con una piccola differenza.

Infatti, lo scorso anno il fondo previsto per il Bonus Spesa era di 400 milioni di euro. 

Invece, come abbiamo visto precedentemente, quest’anno la somma è pari a 500 milioni.

Ma perché aumentare i fondi?

Lo scorso anno non tutti i Comuni sono riusciti ad entrare a far parte di tale misura. 

Inoltre, tale bonus ha avuto un notevole successo ed è stato molto di aiuto per tutte quelle famiglie che si trovavano, e forse ancora oggi si trovano, in una situazione sfavorevole.

Ad oggi, grazie a questo aumento pari a 100 milioni, i Comuni avranno la possibilità di far fronte a più richieste dei cittadini. 

Come sappiamo, ogni comune ha un diverso bando per erogare questi fondi ai cittadini. 

Questo significa che non ci sono regole universali per quanto riguarda i requisiti previsti dal Bonus Spesa. 

Di conseguenza cosa bisogna fare?

Il consiglio che mi viene da darti è quello di controllare tutti i requisiti previsti sul sito del tuo comune di residenza, in modo da capire se puoi rientrare tra i beneficiari di questo bonus.

Chi sono i beneficiari di questo Bonus Spesa 2.0?

Per mezzo del Bonus Spesa ora tutte quelle famiglie che si trovano in difficoltà.

In questo modo il Governo cerca di dare una mano ai cittadini italiani a rialzarsi e ad affrontare questo periodo che, come abbiamo sottolineato più volte, non è affatto facile.

Come avremo capito, tale Bonus Spesa, che possiamo definire 2.0, è diverso da quello che è stato erogato nel 2020. 

Inoltre, i requisiti sono sanciti dai singoli comuni ai quali ogni nucleo familiare può inoltrare la propria richiesta. 

Ovviamente, ogni Comune avrà diverse regole per accedere all’ottenimento del Bonus Spesa. C’è un solo Comune che, ad oggi, non ha imposto alcun vincolo: è il caso di Torino. 

Di questo parleremo in seguito, ora vediamo chi può beneficiare del bonus in questione. 

Le agevolazioni offerte da tale bonus sono dirette a tutti, quindi sia alle famiglie, che agli imprenditori che ai dipendenti. Tutti coloro che hanno sofferto gli effetti derivanti dalla pandemia da Covid-19. 

In molti comuni è stato istituito anche un limite ISEE che, in linea di massima, si aggira intorno agli 8.000 euro.

È bene ricordare che, come abbiamo detto, a tale sussidio possono aderire in molti, sia in coppia che single, ma una regola è chiara: non devono percepire alcun tipo di sostegno al reddito erogato dallo Stato.

Un esempio?

Tutti coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza non hanno la possibilità di effettuare tale richiesta allo Stato.

Lo stesso vale per tutti coloro che ricevono la Naspi e il Reddito di Emergenza. 

Abbiamo capito i beneficiari, ma come funziona con gli importi?

È necessario sottolineare che gli importi variano in base al Comune in cui si effettua la richiesta

La somma totale ricevuta dipenderà da alcune variabili quali il reddito (ove richiesto l’ISEE), il numero di componenti del nucleo familiare e l’indice di povertà del territorio nel quale si effettua la domanda. 

Come richiedere il Bonus Spesa al proprio Comune?

Per effettuare la richiesta del Bonus Spesa non sono necessarie particolari competenze in ambito informatico.

Infatti, è molto semplice.

Ovviamente, sarà necessario un minimo di dimestichezza con le nuove tecnologie, ma niente di impossibile. 

Cosa bisogna fare per inoltrare la domanda?

Te lo spiego subito. 

Innanzitutto sarà necessario collegarsi sul sito del proprio Comune alla pagina dedicata al Bonus Spesa.

In rete sono presenti già i modelli da compilare. Nulla di più semplice, alla portata di tutti!

Tuttavia, se non sei proprio portato per la tecnologia ci sono altre soluzioni.

Infatti, il bonus si può richiedere anche telefonicamente. 

Come funziona in questo caso?

Innanzitutto dovrai rivolgerti ad uno degli uffici del tuo Comune di residenza. In questo caso l’addetto del Comune ti chiederà i tuoi dati, oppure potrà inviarti per posta il modulo da compilare per effettuare la domanda del bonus. 

Una volta che la richiesta da te effettuata riceverà l’approvazione da parte del Comune verrà esposta sul sito una graduatoria che identificherà i beneficiari del bonus e la data in cui tale bonus verrà elargito

Cosa ricordare prima di inviare la domanda del Bonus Spesa

Come abbiamo detto in precedenza, ci sono alcune variabili da considerare prima di inviare la domanda per l’ottenimento di tale bonus.

Sarà necessario munirsi di alcuni documenti e fare attenzione ad alcune limitazioni:

  • Innanzitutto servirà (eccetto a Torino) l’ISEE familiare;
  • È necessario avere la residenza all’interno del Comune nel quale si effettua la domanda. Questo punto risulta essere valido anche per gli extracomunitari;
  • Essere in una situazione di crisi economica;
  • Bisognerà fornire un dettaglio riguardante la situazione patrimoniale;
  • Bisognerà chiarire se si possiedono immobili, se si sta pagando un mutuo oppure se si è in affitto;
  • Bisogna indicare se qualcuno in famiglia percepisce Naspi, Reddito di Cittadinanza e Reddito di Emergenza;
  • Infine, bisogna indicare se qualcuno all’interno della famiglia percepisce agevolazioni statali.

Dopo aver considerato tutte queste variabili è il momento di inviare la domanda vera e propria come abbiamo visto nel paragrafo precedente. 

Ci eravamo fermati all’esposizione delle graduatorie con tutti coloro che potevano beneficiare del bonus. Ma dopo cosa avviene?

Il Comune invierà i buoni mensili.

Questi possono essere diversi da Comune a Comune e, di conseguenza, sarà diversa anche la modalità di invio.

Infatti, potremo avere vocuher, prepagate oppure file da scaricare. Dunque, per ricevere tali bonus potremo avere dei file da scaricare, dei voucher da stampare oppure una semplice carta prepagata ricaricata. 

Ricorda: il Bonus Spesa potrà essere utilizzato sia nei negozi fisici sia online

Inoltre, il Comune ha l’obbligo di inserire quali sono i supermercati che aderiscono a tale iniziativa. 

Bonus Spesa: la situazione nei diversi Comuni

Eccoci arrivati quasi alla fine del nostro articolo dedicato ai Bonus Spesa.

Tuttavia, prima di salutarci è bene andare ad analizzare cosa sta accadendo per questa iniziativa nei diversi Comuni italiani.

Infatti, come abbiamo più volte sottolineato, ogni Comune ha la possibilità di agire autonomamente in materia di Bonus Spesa.

Le città che hanno ottenuto un numero maggiore di fondi sono Milano e Roma. Ovviamente, ciò è dovuto all’elevata tensione abitativa. 

A Roma il bonus erogato è più alto della media nazionale. Infatti, il Bonus Spesa massimo previsto è di 600 euro.

La suddivisione viene ripartita come segue:

  • 200 euro per nuclei familiari composti da una sola persona;
  • 300 euro per nuclei familiari composti da una coppia;
  • 400 euro per nuclei familiari di tre persone;
  • 500 euro per nuclei familiari di quattro persone;
  • Infine, 600 euro per nuclei familiari compisti da cinque o più soggetti.

A Milano, invece, si procede in modo leggermente differente:

  • 100 euro per nuclei familiari composti da una sola persona;
  • 200 euro per nuclei familiari composti da una coppia;
  • 300 euro per nuclei familiari di tre persone;
  • 500 euro per le famiglie con più di tre persone. Attenzione: in alcuni casi si arriva anche a 600 euro.

Vediamo altre città italiane come stanno affrontando tale bando e in termini di importi erogati.

La città di Aosta impone un ISEE massimo di 17mila euro. Tuttavia, qualora l’ISEE superasse gli 8.000 euro è necessario dimostrare che la famiglia ha subito danni economici. 

In questo caso gli importi sono 100 euro per i singoli, 200 per le coppie, 300 per le famiglie di tre persone, 400 per le famiglie di quattro persone e 500 per le famiglie dalle cinque persone in su.

Torino si differenzia in quanto non è richiesto alcun requisito per accedere al bando.

In questo caso gli importi sono i seguenti:

  • 120 euro per il singolo
  • 240 euro per famiglie da due a quattro persone
  • 360 euro per famiglie con più di quattro persone.