Bonus spesa: occhio ai bandi in scadenza per ottenere 600 euro!

Tornano a gran voce i bonus spesa in molti comuni italiani. Un aiuto tanto atteso dalle famiglie che versano in un serio stato di necessità. A volte ritornano, ed è proprio il caso dei bonus spesa che tornano in auge e che vedono il coinvolgimento di molti più comuni rispetto al passato visto che il governo Draghi ha aumentato il fondo a disposizione di ben 100 milioni di euro.

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Tornano a gran voce i bonus spesa in molti comuni italiani. Un aiuto tanto atteso dalle famiglie che versano in un serio stato di necessità.

A volte ritornano, ed è proprio il caso dei bonus spesa che tornano in auge e che vedono il coinvolgimento di molti più comuni rispetto al passato visto che il governo Draghi ha aumentato il fondo a disposizione di ben 100 milioni di euro.

Altra bella notizia è che i bonus spesa  garantiscono fino ad una copertura di 500 euro (in alcuni comuni anche 600/700 euro, vedi il comune di Bologna e di Roma) per i nuclei familiari che vivono situazioni di disagio economico.

Dunque aumentano i comuni che hanno approvato ulteriori finanziamenti da riservare all’erogazione di bonus spesa, ovvero le agevolazioni finalizzate agli acquisti di beni alimentari destinati dalle famiglie che versano in difficoltà economiche. Dai comuni più piccoli a quelli più grandi, ecco le date di scadenza dei bandi per inoltrare la domanda.

In questo articolo affronteremo un argomento caro a molti, i buoni spesa. Come abbiamo più volte detto il decreto sostegno bis ha infatti introdotto e rinnovato  una serie di agevolazioni per famiglie, lavoratori e imprese al fine di fronteggiare le restrizioni a livello nazionale imposte per contrastare l’epidemia che hanno determinato forti disagi economici.

Tra le misure appunto introdotte dal decreto sostegni bis sono stati stanziati più di 500 milioni di euro da erogare ai Comuni per concedere aiuti alle famiglie in difficoltà.Una parte di questi 500 milioni sono destinati ad iniziative di solidarietà alimentare e quindi i comuni avranno a disposizione e stanno già erogando i cosiddetti Bonus spesa.

Infatti ciascun Comune ha piena facoltà di decidere le modalità di erogazione dei fondi stanziati. Non esiste un criterio unico a livello nazionale, ogni realtà richiede requisiti diversi, ci sono Comuni che richiedono un Isee molto basso per poter accedere al bonus a comuni che non prendono neanche in considerazione il vincolo Isee. 

In ogni caso l’importo riconosciuto a titolo di bonus spesa cambia a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare.  Un vicolo inderogabile è cosa si può comprare con nel bonus spesa, sono acquistabili solo beni i prima necessità . Ma vediamo insieme quali comuni hanno aperto i bandi e quali stanno per chiudersi.

Bonus spesa 2021: come funziona

Quindi si stanno aprendo i bandi per erogare i bonus spesa, altri invece  stanno per scadere.  E’ opportuno ricordare che i bonus spesa vengono erogati finché non si esauriscono i fondi messi a disposizione per ciascun comune. 

A partire da settembre, diverse città hanno proceduto alla riapertura dei termini dei bandi per la presentazione delle istanze. 

E’ fondamentale verificare il bando del proprio comune di appartenenza perché ci sono variazioni da comune a Comune. Leva unica che adottano i diversi comuni e che la richiesta va presenta in base al reddito del nucleo familiare. Dunque i diversi  Comuni hanno facoltà decisionale circa i requisiti di accesso al Bonus Spesa 2021.

Ricordiamo che questa tipologia di bonus è stata introdotta nel 2020 per volontà del Governo Conte bis con uno stanziamento di 400 milioni di euro

In seguito, sotto la guida di Draghi, il Governo ha elevato l’importo stanziato di 100 milioni di euro arrivando a 500 milioni suddivisi in base alla densità di popolazione e al reddito pro capite del Comune di riferimento.

Questa forma di agevolazione, visto il successo riscontrato, è stata confermata dall’attuale Governo, un successo amaro perchè vuol dire che sono ancora tante le famiglie che versano una situazione economica disastrosa. 

Obiettivo della riconferma e dell’aumento dello stanziamento a 500 milioni è far rientrare tutti quei comuni che erano rimasti esclusi. Ora grazie all’aumento del fondo stanziato, i comuni rimasti esclusi potranno aprire i loro bandi per consentire ai propri cittadini di accedere all’agevolazione. 

La ripartizione del fondo trai comuni viene effettuata in base ai parametri Istat che riguardano la soglia di povertà assoluta.

Come ormai è noto a tutti, i bonus spesa possono variare in base al comune di residenza che può prevedere metodi di erogazione (voucher o carta di debito intestata ai beneficiari) diversi rispetto ad altri comuni.

Sono più o meno allineati i vari comuni riguardo i requisiti di accesso. Requisito fondamentale e la propria difficile situazione economica, infatti va dimostrato un notevole calo degli introiti a livello familiare attraverso l’Isee.

Più alto è il numero dei componenti il nucleo familiare, maggiore sarà  il contributo che in ogni caso non potrà superare i 500 euro ( in alcuni comuni 600/700 euro).

Vediamo in dettaglio le nuove date per presentare la domanda e quelle che invece stanno per scadere.

Bonus spesa 2021: ogni comune ha le sue regole

Sono tanti i comuni che in questo momento stanno procedendo con i bandi per l’assegnazione del bonus spesa. Ad esempio il Comune di Ostuni, Trani, Genzano, Francavillla Fontana. Questo per quanto riguarda i comuni più piccoli, ma è importante far vedere alcuni Comuni di più grandi dimensioni. Che cosa stanno facendo in particolare modo il Comune di Torino di Aosta e anche del Comune di Bologna. 

A partire dal mese di settembre molte città hanno riaperto i termini per la presentazione delle richieste.

La città di Torino ha approvato una ulteriore porzione di finanziamenti riservati ai bonus spesa,  la piattaforma per inoltrare è attiva già dal 29 di settembre rimarrà operativa fino al 26 ottobre data ultima per fare la domanda. 

Dunque per inoltrare la domanda relativa ai Bonus Spesa occorrerà collegarsi al sito del Comune di Torino

Accettata la domanda, sarà cura del comune inviare un sms di conferma al richiedente contente le credenziali di accesso ad un’area specifica del sito del comune e poter scaricare i bonus. 

Si parla di bonus mensili composti da voucher, ognuno del valore di 20 euro. 

Dunque gli importi dei buoni spesa nella città di Torino verranno erogati in tre mensilità con differenza di importo a seconda della composizione del nucleo familiare:

  • fino a due componenti l'importo e fino a un massimo di €120 ( 40 euro mensili);
  • da tre a quattro componenti fino a un massimo di €240 ( 80 euro mensili);
  • 5 o più componenti fino a €360 ( 120 euro mensili).

Passiamo alla città di Bologna, i cui termini per presentare istanza sono ancora aperti. I buoni spesa hanno un valore pari a venticinque euro ciascuno, e, come anche per gli altri comuni, posso essere spesi in negozi e supermercati convenzionati per comprare alimenti e altri beni di prima necessità.

Il valore totale oscilla trai i centocinquanta e i seicento euro , gioca la variabile del numero dei componenti il nucleo familiare, se poi si hanno  dei figli minori si riceveranno due pacchetti di bonus senza  dover ripresentare la domanda, 

Invece dopo il secondo pacchetto di buoni si può ripresentare la domanda fino a un massimo di 3 assegnazioni per l'anno 2021. Sempre per Bologna chi non ha figli minori non potrà ripresentare domanda dopo l'assegnazione dei primi due pacchetti di buoni. 

Quindi come si può vedere ogni comune ha la sua regolamentazione.

Ad Aosta  c’è tempo fino al 30 di novembre per richiedere i nuovi buoni spesa 2021. L'importo varia da 100 a  €500 in base al numero dei componenti la famiglia richiedente  e può essere speso solo entro la fine dell'anno. Quindi questo è un po' in contrasto con il fatto che c'è tempo fino al 30 novembre, però poi si possono spendere entro la fine dell'anno 2021.

A Piacenza le domande partono alle ore 13 del 29 ottobre per ottenere i buoni spesa. Gli gli importi variano da 150 a €500 e l'agevolazione può essere ottenuta una sola volta.

Anche a Siena, andiamo quindi in Toscana, si possono inviare le richieste di buoni spesa con importi che variano da 400 a €600 in base all’Isee e  al numero di componenti del nucleo familiare.

A Cassino le domande orami sono chiuse, sono rimaste aperte fino al 30 settembre con buoni assegnati del valore che variano dai 70 ai 350 euro.

Per quanto riguarda invece la difficile situazione di Roma ha terminato da pochissimo l’esborso dei bonus spesa, ma ha già annunciato l’attivazione per il 2021-2022.

La formula utilizzata dal comune di Roma non è quella dei voucher ma della ricarica PostePay. Altra particolarità è che a differenza degli altri comuni la procedura non è per via telematica ma la domanda va presentata attraverso i Caf.

I requisiti richiesti sono un Isee non superiore agli otto mila euro e il nucleo familiare dev’essere composto da almeno una persona .

Gli importi riconosciuti sono: 

  • singolo individuo, 200 euro
  • due individui, 300 euro
  • tre persone 400 euro
  • 4 persone 500 euro
  • oltre le cinque persone 600 euro.

Che fine faranno i buon spesa nel 2022?

Al riguardo il Governo non si è ancora espresso, dunque non si sa se verranno stanziati nuovi fondo atti a sovvenzionare l’agevolazione anche per 2022.

L’unica certezza è che lo stato di emergenza termina il 31 dicembre 2021, se la situazione dovesse migliorare è probabile che i bonus spesa non vengano prorogati. 

Bonus spesa e la tampon tax

Un discorso a parte merita il bonus spesa relativo alle donne. Infatti è in arrivo la svolta tanto attesa, il Governo ha finalmente preso la decisione di abolire la tampon tax sui prodotti femminili. 

Sono anni che il tema tampone tax finisce viene accennato ma mai preso seriamente in considerazione. Pare che finalmente sia arrivata la svolta (che non è quella definitiva perchè siamo solo agli inizi), con la speranza che si tratti solo di un primo passo. 

Il provvedimento inserito nella manovra di bilancio prevede un abbassamento sugli assorbenti dell'aliquota IVA dal 22% al 10%.

Questi prodotti fanno parte delle necessità che una donna deve affrontare ogni mese, non possono essere considerati alla pari di prodotti come sigarette o abiti.

Per questo motivo è stato più volte chiesta l’abolizione della tampon tax che, però, non ha trovato l’approvazione completa nella maggioranza e si è arrivati, così, ad un compromesso. Il taglio applicato sarà dal 22% al 10% compiendo un passo in avanti a favore delle donne.