Vi ricordate il bonus terme?

Sì, proprio quell’incentivo disposto dal Governo ai cittadini per favorire la ripresa economica delle strutture ricettive e dare una spinta al turismo termale.

Vi sarà utile sapere che, al momento, è tutto allo scatafascio e non è più possibile prenotare il beneficio. Come mai?

Partiamo con il dire che i più celebri centri termali sono tutti in overbooking, senza contare che la piattaforma Invitalia è ancora in tilt.

Inoltre, non si sa se arriveranno nuovi fondi per rifinanziarlo.

Un caos che andremo ad apporofondire leggendo questo articolo.

Bonus terme: come funziona e quanto spetta?

Il bonus terme ha avuto così tanto successo che, ancor prima che arrivasse il click day dell’8 novembre, la piattaforma di Invitalia era già andata in tilt a causa delle sovra prenotazioni.

Questa misura, messa a punto dal Governo per aiutare uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi derivata dall’emergenza pandemica, ha trovato parecchio apprezzamento da parte dei cittadini che si sono fiondati sul sito dedicato per prenotarne il beneficio.

L’agevolazione, consiste in uno sconto del 100% sul prezzo di acquisto del servizio termale al quale si desidera accedere, per un massimo di  200,00 euro a persona e può essere richiesta da tutti.

La platea di beneficiari è, infatti, una fra le più ampie  che si siano mai viste proprio perché per ottenerlo, è sufficiente essere cittadino maggiorenne residente in Italia.

Non vi è alcun vincolo legato al valore dell’Isee né alcuna limitazione collegata alla composizione del nucleo familiare.

Questo sconto goloso può essere utilizzato solamente nei centri termali che aderiscono all’iniziativa e che, quindi, sono iscritti alla lista presente nel sito di Invitalia, società in house del Ministero dello Sviluppo Economico che si occupa dell’intera gestione.

Inoltre, può essere utilizzato solo per prenotare un servizio termale che non sia già a carico dell’SSN o enti pubblici assimilati.

Il video di Liliana Cacioppo ci spiega come fare per richiederlo e ci riassume brevemente le informazioni più importanti del bonus terme:

Una volta ricevuto, questo sconto non può essere scambiato in cambio di soldi e neppure essere ceduto ad altre persone, non costituisce nemmeno un reddito imponibile per il beneficiario che lo riceve.

Qualora l’importo del servizio costi più dello sconto, il beneficiario dovrà farsi carico della parte economica che eccede.

La corresponsione del bonus terme avviene secondo l’ordine cronoligico di prenotazione e si hanno ben 60 giorni per poterlo utilizzare.

Se in questi 60 giorni non venisse utilizzato, lo sconto tornerebbe indietro al beneficiario nel bonus terme per essere riutilizzato in futuro. 

Bonus terme: perché il click day non ha funzionato?

Tra i tanti compiti di Invitalia c’é anche quello relativo all’organizzazione del bonus terme, ovvero la parte che interessa la redazione dell’elenco delle strutture termali che intendono aderire all’iniziativa.

Per poter far parte della lunga lista, quest’ultime devono essere iscritte al Registro delle Imprese, sottostando alla voce di riferimento indicata come “Settore termale e delle acque minerali curative”, con tanto di codice Ateco 09 06 04.

In aggiunta, dovranno essere in regola con tutti i requisiti previsti dalla norma che regola agevolazione e saranno tenuti a redarre il documento che conferma l’attivazione dello sconto ai futuri beneficiari.

Saranno sempre queste strutture termali a richiedere lo sconto e, una volta terminata correttamente la procedura, rilasceranno al cliente tutto ciò che serve per attestare che hanno diritto al bonus.

Stando a quanto riportato dalla faq n°9 del sito di Invitalia, è lo stesso cittadino a dover prenotare il servizio termale desiderato presso l’istituto termale che si è accreditato.

Non deve, perciò, prenotare il servizio direttamente dalla piattaforma del ministero.

Forse è anche per questo motivo che si è generata tutta una confusione in merito alle modalità di richiesta del beneficio e il click day non ha servito a niente.

Come spiega ilsole24ore.com:

“Subito dopo l’accreditamento sul sito di Invitalia, molti centri termali hanno aperto le prenotazioni del bonus, chiedendo ai cittadini di prenotarsi, di fatto superando con le pre-prenotazioni il click day dell’8 novembre previsto dal sito del ministero dello sviluppo economico.”

Di fatto, il click day ha avuto la funzione di recipiente per raccogliere i dati dei clienti prenotati e non come giorno X per prenotare il bonus.

Capirete già da voi che questo fraintendimento ha generato non poche proteste tra i clienti, sopratutto visto il rifiuto da parte dei centri termali di accettare ulteriori richieste di prenotazione del bonus terme.

La maggior parte di quest’utlimi rientrano nella categoria delle strutture ricettive più celebri del Paese, e le Regioni che ne hanno pochi hanno già registrato un overbooking ancor prima che il click day potesse partire.

I singoli centri termali che hanno ricevuto 25.000 richieste, logicamente non possono prenderne in carico altre perché hanno già superato il tetto dei 265mila bonus presenti in tutta Italia, allora coperti dai fondi messi a disposizione che ammontavano a 53 milioni di euro.

Bonus terme: quali sono stati i problemi più gravi?

Sebbene possa sembrarvi che quello dell’overbooking delle pre-prenotazioni sia stato il problema più grosso, non preoccupatevi, perché siamo solo all’inizio.

Dopo la comunicazione stampa di qualche mese fa e la disposizione di due date per ottenere il bonus terme, ovvero:

  • il 28 ottobre alle ore 12:00: l’attivazione della piattaforma in cui i centri termali potevano registrarsi
  • l’8 novembre: il click day per richiedere il beneficio agli istituti che aderiscono all’iniziativa

La piattaforma di Invitalia ha registrato un numero di accesi così elevato da mandarla in tilt.

Sebbene sia stata progettata per contenere il peso degli accessi per una misura superiore alle 10 volte consentite, purtroppo non è riuscita a reggere bene l’eccessività del carico, dovuto ad un mix di fattori, quali:

  • la confusione sulle modalità di utilizzo del bonus
  • la confusione sull’avvio della prenotazione del bonus

Per questo motivo, Invitalia è corsa ai ripari sospendendo il sistema e mettendo in pausa anche la verifica della validità delle richieste.

Del resto, come spiega ilfattoquotidiano.it:

“La piattaforma è stata studiata esclusivamente per le circa 500 società che operano nel settore e che avrebbero dovuto utilizzare il sistema per effettuare le prenotazioni.”

E non per crollare sotto l’orda di accessi incontrollati.

Inoltre, come se non bastasse, a coronare questa bella situazione anche le prime osservazioni negative da parte delle associazioni dei consumatori che hanno palesato l’impreparazione dei centri termali al bonus terme.

La maggior parte di questi aveva già pubblicizzato i propri servizi proprio in relazione al bonus sui siti personali, senza saper come gestire l’arrivo delle domande dei cittadini e senza avere ben presente chi avrebbe dovuto vigilare sul rispetto dei diritti degli utenti, al fine di evitare ogni abuso.

Il rischio più probabile è quello che, visto l’enorme richiesta del bonus da parte dei cittadini, i centri termali vadano ad aumentare le tariffe dei propri servizi, approfittando dei fondi messi a disposizione dal Governo.

Addirittura peggio, a condizionare l’utilizzo del bonus per spingere l’acquisto di pacchetti costosissimi.

Insomma, si potrebbe dire che in materia di bonus terme anche i centri termali abbiano tirato l’acqua al proprio mulino, senza considerare il bene dei propri clienti o la dispersione delle risorse che già sono arrivate ad esaurimento.

Bonus terme: si potrà ancora richiedere?

Il plafond di partenza per sostenere il bonus terme non è mai stato molto grande e, un pò si sapeva che non sarebbe bastato per soddisfare tutte le richieste degli utenti.

Certo, non si pensava che la situazione delle prenotazioni potesse andare in questo modo, generando confusione, dissenso e ingiustizie.

Proprio per evitare che si palesassero problemi e criticità di questa portata, il Governo aveva pensato che stabilire un click day fosse una buona idea, perché avrebbe consentito di convogliare tutte le richieste in 24 ore fino ad esaurimento dei fondi.

Invece, a causa di un fraintendimento sull’utilizzo della piattaforma e da parte dei centri termali stessi, si è identificato come la scelta più sbagliata di sempre.

Ciò significa che chi non ha potuto beneficiare della misura non avrà un’altra occasione?

Tutto fa pensare il contrario, sopratutto per il fatto che FederTerme ha già inoltrato la richiesta per entrare in possesso di nuovi fondi e rifinanziare l’agevolazione.

A tal proposito, il Governo non sembra essere particolarmente entusiasta né particolarmente contrario a questa cosa, perciò è ancora tutto da vedere e ne sapremo di più andando avanti con il tempo.

L’unica cosa che speriamo davvero è che, se i fondi dovessero arrivare e si stabilisse l'avvio di un secondo bonus terme, è che almeno stavolta possa funzionare come deve senza lasciar fuori nessuno.

Lo spiraglio di luce in fondo al tunnel c'é, basterebbe solo riuscire a raggiungerlo e dare un'altra possibilità a chi non ha potuto godere del beneficio dell'agevolazione. 

L'articolo di Manuel Saccon ci offre gli ultimi aggiornamenti in tema di rifinanziamento della misura, spiegandoci quali sono le intenzioni del Ministero dello Sviluppo Economico, in merito. 

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