È indubbio che il settore turistico sia stato uno di quelli maggiormente colpiti dal Covid.

I vari lockdown, le restrizioni ai viaggi imposte per controllare il diffondersi dei contagi, sono tutte soluzioni che se da un lato hanno permesso di affrontare la fase più acuta della crisi pandemica, ancora oggi però con una variante Omicron che registra migliaia di casi al giorno, stanno letteralmente mettendo in ginocchio il settore.

È evidente in questo senso la volontà del Governo di voler in tutti i modi procedere ad aiutare il settore nel suo complesso, non solo le strutture ricettive ma anche tutta la filiera ad esso connessa, prevedendo a tal fine degli interventi di natura finanziaria abbastanza consistenti.

In effetti una parte cospicua delle risorse del Pnrr sono state destinate a tale finalità, e tra queste senza dubbio, la misura più corposa, è il cosiddetto Superbonus 2022 per il turismo che prevede che verranno destinate a tale settore diverse tipologie di aiuti fruibili sia come contributo a fondo perduto, sia come credito d’imposta che come veri e propri finanziamenti.

Lo scopo di questo Superbonus è quello di consentire una riqualificazione delle strutture ricettive e pertanto, oggetto di questa agevolazione, saranno tutti gli interventi rivolti all’efficientamento energetico delle strutture, quelli che mirano alla ristrutturazione e all’eliminazione delle barriere architettoniche o ancora, tutti quelli che puntano alla trasformazione in chiave più digitale di tutta la struttura stessa.

Su questo argomento è intervenuto poi, proprio in questi ultimi giorni, il Ministero del turismo che ha definito con esattezza tutti i requisiti che le imprese devono avere per poter accedere a queste agevolazioni e tutte le procedure specifiche da seguire per accedere a questo Superbonus 2022.

Ma anche qui procediamo per gradi.

Bonus turismo 2022: considerazioni generali

Si è avuto nel corso degli ultimi giorni, l’intervento del Ministero del turismo che a seguito dell’art.1 del decreto di attuazione del Pnrr n. 152 del 2021, ha specificato tutti requisiti che i richiedenti devono avere per poter fruire dei contributi a fondo perduto, per poter beneficiare del credito d’imposta, e per ottenere dei finanziamenti in relazione a quello che il Pnrr stesso aveva definito il Superbonus turismo 2022.

Tutti questi interventi sono tutti sostegni che arrivano in diverse modalità a sostenere le imprese turistiche e i lavori da queste effettuate.

In dettaglio tutti queste informazioni sono state incluse in un bando pubblico emanato appositamente in cui si specificano in maniera puntuale, i requisiti di ammissione al bando e dunque, di ammissione alle agevolazioni.

Bonus turismo 2022: i tipi di interventi consentiti

Nello specifico in questo bando pubblico emanato appositamente dal Ministero del tesoro per dare seguito al decreto attuativo del Pnrr, si sono specificati in maniera molto dettagliata i requisiti di accesso ai vari benefici, anche perché diversa è la natura delle agevolazioni ammesse a sostegno del settore, potendo infatti i contribuenti beneficiare di contributi a fondo perduto, credito d’imposta e finanziamenti purché però queste agevolazioni siano destinate a lavori specifici.

Coperti dall’agevolazione infatti, saranno solo quegli interventi attraverso i quali si vuole procedere ad una ristrutturazione della struttura ricettiva, ovvero si voglia procedere se siamo in questa circostanza, ad un restauro che miri alla conservazione della struttura stessa.

Ugualmente coperti poi sono tutti i lavori attraverso i quali si vogliono abbattere tutte le barriere architettoniche eventualmente presenti e procedere ad una riqualificazione sia antisismica che energetica di tutta la struttura, allo scopo di migliorarne complessivamente l’efficienza.

Per chi fosse interessato un video tratto dal canale Studio Pucci Associati - YouTube, offre spunti interessanti sul tema.

Bonus turismo 2022: risorse e tempi della domanda

Bisogna dire che per tutto questo Superbonus, solo per l’anno in corso sono destinati 100 milioni di euro, anche se c’è da aggiungere, che per poter fare effettiva domanda di partecipazione a questo bando, bisognerà ancora attendere.

Considerando che il bando è stato pubblicato lo scorso 23 dicembre, tutto l’impianto prevede che ci sia un intervallo di 60 giorni entro i quali venga attivata la procedura per poter presentare la domanda che può essere fatta solo per via telematica.

Decorsi i 60 giorni, quando la procedura per la presentazione delle domande sia stata opportunamente predisposta, coloro che vogliono partecipare al bando devono presentarla entro e non oltre i 30 giorni successivi.

Bonus turismo 2022 e vari tipi di aiuto

Il Ministero del turismo quindi, in esecuzione del decreto attuativo previsto dal Pnrr, ha definito espressamente tutti i requisiti affinché le imprese del settore turistico possano essere ammesse a godere delle diverse agevolazioni.

Nello specifico esistono tre tipologie di aiuti ai quali i contribuenti possono accedere che sono contributi a fondo perduto, finanziamenti oppure aiuti ottenuti sottoforma di credito d’imposta.

Adesso vediamo più dettagliatamente come poso essere erogati questi tre diversi aiuti e con che differenti modalità ed importo.

Bonus turismo 2022 e contributi a fondo perduto

Una delle tipologie di aiuto che il superbonus turismo può erogare, è rappresentata dai contributi a fondo perduto.

Il contributo erogato copre una percentuale pari al 50% delle spesse ammissibili, con un limite massimo di spesa però di 40 mila euro a patto che tutti i lavori vengano effettivamente svolti tra il mese di novembre del 2021 e la fine di dicembre del 2024.

Questo contributo a fondo perduto può inoltre essere aumentato in particolari circostanze.

In dettaglio se gli interventi che si stanno facendo sono rivolti alla digitalizzazione e all’efficientamento tecnologico ed energetico della struttura, il contributo a fondo perduto può essere aumentato di altri 30 mila euro a patto che, le spese per i lavori suddetti, corrispondano almeno ad una percentuale del 15% dell’ammontare totale.

Questi contributi possono altresì essere aumentati quando chi li richiede è idoneo anche ad avere agevolazioni per l’imprenditoria femminile o anche giovanile. In queste due eventualità il contributo è aumentato di 20 mila euro.

Infine, il contributo può essere aumentato di ulteriori 10 mila euro, quando le strutture ricettive siano dislocate nelle regioni del sud Italia, isole comprese.

Bonus turismo 2022 e modalità erogazione contributi

I contributi suddetti possono essere erogati secondo due differenti modalità.

Il contribuente può riceverli in un’unica soluzione, oppure può per questi contributi, richiedere che gliene sia anticipata una percentuale al massimo pari al 30%.

In questa seconda eventualità però, è necessario che tale richiesta sia accompagnata da una garanzia che normalmente risulta essere una fideiussione.

Questa può essere concessa da una banca, o da un’assicurazione oppure, in alternativa, essere fornita dallo stesso contribuente che versa una cauzione in contanti, o con assegni, o bonifici o anche titoli di stato.

Bonus turismo 2022: cosa è il credito d’imposta

Altra forma di aiuto alla quale i contribuenti possono accedere, è rappresentata dal credito d’imposta.

Per comprendere meglio questa forma di sostegno, cerchiamo prima di comprendere in modo più preciso cosa si intende per credito di imposta e perché si differenzia dal finanziamento, con il quale spesso viene confuso.

Bisogna dire che sia il credito d’imposta che il finanziamento, sono due agevolazioni che lo Stato riconosce ai contribuenti ma che producono il capo allo stesso, effetti completamente differenti.

Il credito di imposta infatti, è una particolare agevolazione che lo Stato riconosce alle imprese ma è una misura che si riferisce direttamente alle tasse che l’impresa deve pagare.

Dire infatti che ad un’impresa viene riconosciuto un credito d’imposta, vuol dire che viene concessa un’agevolazione che consente di ottenere proprio uno sconto sull’ammontare delle tasse che la stessa dovrà pagare alla fine dell’anno.

Quindi il credito d’imposta è qualcosa di totalmente differente dal finanziamento che invece è uno strumento attraverso il quale l’azienda può reperire liquidità allo scopo di poter fare un investimento oppure sostenere una determinata spesa.

Il credito d’imposta dunque, altro non è che uno sconto sul totale delle tasse che l’impresa è chiamata a pagare, il finanziamento invece, è un canale attraverso il quale si riesce a far arrivare liquidità all’azienda.

Bonus turismo 2022: come si calcola il credito d’imposta

Nel corso degli ultimi anni il credito d’imposta è diventata una forma di agevolazione che lo Stato sta concedendo con sempre maggiore frequenza sia alle imprese che ai singoli contribuenti, esempio ne è il diffuso utilizzo di questo tipo di facilitazione all’interno dei differenti bonus attivi per l’anno 2022.

In effetti, alla sua diffusione senza dubbio ha contribuito proprio la sua natura, il fatto cioè che rappresenti per un’impresa o per un contribuente, un credito che questi hanno proprio nei confronti dello Stato.

A fronte di questo credito, lo Stato riconosce la possibilità di portarlo in compensazione di eventuali debiti che questi soggetti hanno nei confronti dell’erario, oppure può essere impiegato direttamente per il pagamento dei tributi o ancora se è concesso, ottenerne direttamente il rimborso all’interno della dichiarazione dei redditi.

Il credito di imposta si può avere non solo nei confronti dello Stato, ma anche di tutti gli altri enti pubblici quindi Regioni, Comuni, Inail, Inps etc.

Fondamentalmente il valore del credito d’imposta non è univoco ma varia di volta in volta, in relazione alla fattispecie per la quale viene riconosciuto, ma fondamentalmente il credito d’imposta, si sostanzia sempre in una percentuale riconosciuta sulle spese ammissibili con la possibilità di fissare anche un limite massimo di spese sulle quali andare effettivamente a calcolare questa percentuale.

Bonus turismo 2022 e credito d’imposta

In relazione al Superbonus turismo tra le agevolazioni concesse c’è anche la possibilità di ottenere un credito d’imposta, nella percentuale dell’80% del totale delle spese ammissibili.

Tuttavia i lavori per i quali tale credito può essere riconosciuto devono essere stati realizzati in due intervalli temporali chiaramente individuati. Il primo fa riferimento a tutti i lavori che si realizzano tra il mese di novembre del 2021 e il mese di dicembre del 2024.

Il secondo invece, prende in considerazione tutti i lavori che sono stati avviati a partire dal mese di febbraio del 2020 e che non sono stati ancora terminati, ma per i quali si siano iniziati a pagare spese a partire da mese di novembre del 2021.

Bonus turismo 2022 e finanziamenti

Infine, come ultima agevolazione che è connessa a questo Superbonus, rientrano anche i finanziamenti. Il bando per questo bonus prevede espressamente che si possa ottenere un finanziamento per il pagamento di tutte quelle che non siano state coperte dalle altre due agevolazioni.

Tale finanziamento è tipicamente un finanziamento ad un tasso agevolato e viene concesso a condizione che almeno il 50% delle spese che deve andare a coprire, siano rivolte a soluzioni che mirano all’efficientamento energetico della struttura.

Bonus turismo 2022 ed interventi ammessi e beneficiari

Abbiamo visto che il fine di questo bonus è quello di consentire una riqualificazione delle strutture ricettive e pertanto oggetto di questa agevolazione saranno tutti gli interventi rivolti all’efficientamento energetico delle strutture, quelli che mirano alla ristrutturazione e all’eliminazione delle barriere architettoniche o ancora tutti quelli che puntano alla trasformazione in chiave più digitale di tutta la struttura stessa.

Ma tra i lavori inclusi nell’agevolazione ci sono anche tutti quelli che mirano al restauro e al risanamento conservativo della struttura, così come tutti quelli che si sostengono per poter realizzare e eseguire piscine ed attività termali.

Vista poi l’ampia portata dei lavori coperti, altrettanta ampia sarà la platea dei beneficiari che possono andare dagli alberghi agli agriturismi, dalle terme agli stabilimenti balneari, dalle imprese recettive che svolgono attività all’aperto come ad esempio i campeggi, a tutte le altre imprese che svolgono attività relativamente a fiere, congressi o a tutti gli altri eventi ricreativi in generale.