Il bonus tv 2021 è stato rinnovato e si è rifatto il look per poter allargare al massimo la platea dei beneficiari. Infatti, entro giugno 2021, gran parte delle famiglie italiane potrebbero essere costrette a dover cambiare e rottamare il proprio televisore in favore di uno nuovo. Questo perché ci sarà un cambio delle frequenze e i vecchi tv potrebbero non essere adeguati ai nuovi standard.

In virtù di questo torna utilissimo lo sconto di cui si potrà usufruire direttamente al momento dell’acquisto e che prima era riservato soltanto alle famiglie con basso reddito. Il decreto che lo renderà attuativo sarà emesso dal ministero dell’Economia e da quello dello Sviluppo Economico.

Prima di accingersi all’eventuale acquisto di un nuovo dispositivo, si può tranquillamente verificare a casa se i televisori di cui si dispone già sono adatti alle nuove frequenze. 

Bonus tv 2021: come verificare se il mio televisore dovrà essere sostituito

Farlo è facilissimo ed è possibile con tre modalità. In primis lo si può fare accedendo alla lista pubblicata dal MISE in cui sono elencati tutti i dispositivi che si adeguano allo standard per la ricezione dei nuovi canali.

In alternativa, una soluzione più veloce potrebbe essere quella di “ispezionare” il proprio televisore. Sul retro dovrebbe essere riportata la scritta DVB T2 o H265/HEVC. Se c’è, allora non ci servirà il bonus tv 2021 perché la nostra tv è adatta alla ricezione dei nuovi canali. In caso contrario, allora dobbiamo procurarcene uno nuovo.

Infine, c’è una terza via. Basta sintonizzarsi sui canali 100 (Rai) e 200 (Mediaset) per fare la verifica. Se compare la scritta “Test HEVC Main10”, allora il televisore è a posto. Altrimenti se succede che compaia lo schermo nero allora anche in questo caso il dispositivo deve necessariamente essere sostituito entro giugno 2022. E in questo caso il bonus tv da 100 euro potrebbe proprio fare comodo.

Bonus tv 2021: come era prima e come è adesso

Il bonus è partito già dal 2019 proprio perché il cambio frequenze entro il 2022 era stato previsto già dal 2017. Tuttavia, nel tempo ha subìto delle modifiche. Prima infatti raggiungeva la somma di 50 euro ed era accessibile soltanto alle famiglie con un valore ISEE familiare di 20mila euro.

Quest’anno, la Legge di Bilancio 2021 ha cambiato le carte in tavola, prevedendo lo stanziamento di ulteriori 150 milioni di euro che hanno allargato la platea dei beneficiari. Da quest’anno, infatti, anche le famiglie più abbienti e con un reddito più alto potranno accedere allo sconto che non sarà più di 50 euro, ma raggiunge la somma di 100 euro senza alcun limite ISEE.

Il cambio di testimone a Palazzo Chigi tra Giuseppe Conte e Mario Draghi ha rallentato di parecchio la stesura del decreto attuativo. Ma in questi giorni, assicurano dall’Esecutivo, si stanno muovendo le ultime mosse di questa partita perché pare che il ministero dello Sviluppo Economico abbia inviato il testo al ministero dell’Economia.

Bonus tv 2021: ecco come funziona

Considerando che la maggior parte degli italiani sarà costretta a sostituire il proprio televisore, anche spesso abbastanza nuovo, non per propria volontà, la scelta di allargare al massimo la platea degli aventi diritto è stata la soluzione più logica.

Se però da un lato è stato abolito il tetto massimo di ISEE a 20mila euro, dall’altro è stato mantenuto il limite di utilizzo di una sola volta per ogni famiglia. Dunque, lo sconto del bonus tv 2021 sarà applicabile sull’acquisto di una sola televisione, anche se in casa sarà necessario sostituirne più di una.

Si accede al bonus senza particolari procedure burocratiche, ma saranno i rivenditori che avranno deciso di aderire all’iniziativa ad applicarlo direttamente come sconto al momento del pagamento. Tuttavia, è vincolato alla rottamazione di dispositivi acquistati prima del 16 dicembre 2018. Dopo aver usufruito immediatamente dello sconto, il rivenditore recupererà poi la cifra sotto forma di credito di imposta.

Lo sconto del bonus tv può essere anche applicato nel caso in cui ad acquistare il prodotto sia una persona portatrice di handicap che ha diritto all'Iva al 4%. Infine, ricordiamo che lo sconto potrà essere anche inferiore di 100 euro qualora la cifra spesa, appunto, non arrivi a quella soglia. Infatti, il bonus è spendibile anche per l’acquisto di decoder che adattino i televisori alla tecnologia di trasmissione Dvbt-2 e spesso questi dispositivi possono avere anche dei prezzi inferiori a 100 euro.

Bonus tv 2021: perché bisognerà cambiare televisione?

Ancora una volta c’entra il 5G. La quinta generazione della tecnologia di connessione mobile occuperà le frequenze che ora vengono utilizzate per la trasmissione del segnale televisivo DBVT, quello cioè a 770 MHZ e attualmente ancora in vigore. 

I canali tv fanno un passo indietro e approdano sulle frequenze tra i 470 e i 700 MHZ per lasciare spazio libero ai gestori telefonici. Questo comunque non significa che ci sarà una diminuzione della qualità, anzi. L’esperienza di visione sarà migliorata. Infatti, il nuovo standard DVBT-2 HEVC supporta anche video in 8K, una definizione di molto superiore rispetto a quella attualmente disponibile.

In virtù di questo, tutti i rivenditori del settore sono obbligati, da gennaio 2017, a vendere soltanto apparecchi che rispettino lo standard a cui si andrà incontro dal 30 giugno 2022. Anche se i primi step della transizione avverranno già da settembre di quest’anno.

Bonus tv 2021: tutte le tappe fino a giugno 2022

Lo switch off avverrà in due fasi. La prima riguarda il passaggio dalla tecnologia Mpeg-2 a quella Mpeg-4, comunque meglio supportata da gran parte dei televisori. Almeno da quelli acquistati negli ultimi dieci anni. Ricordiamo che questo passaggio sarebbe già dovuto avvenire entro gennaio 2020, poi posticipato a maggio dello stesso anno e, infine, fissato a partire dal prossimo autunno. Si dividerà in scaglioni, a seconda della regione nella quale si risiede.

Per le regioni dall’Emilia Romagna in su, il passaggio a Mpeg-4 avverrà tra il primo settembre e il 31 dicembre 2021. Per quanto riguarda invece le regioni del Centro (comprese la Sardegna e la Campania) lo switch avverrà tra il primo gennaio e il 31 marzo 2022. Infine, le regioni del Sud saranno coinvolte tra il primo aprile e il 30 giugno 2022.

Per quanto riguarda la seconda fase, quella cioè del passaggio alla tecnologia DBVT-2, avverrà per tutti tra il 21 e il 30 giugno 2022.

Bonus tv 2021: i dati del MISE fino a oggi

Nonostante il bonus, nella sua versione con importo da 50 euro e limitata a chi ha un ISEE inferiore ai 20mila euro, sia attivo già dal 2019, lo scorso anno le richieste sono andate ben al di sotto delle aspettative. Una causa è stata indicata nella pandemia e nella crisi economica che ha spinto soprattutto le famiglie meno abbienti a tirare la cinghia.

Un cambio di rotta c’è stato invece a partire dal settembre, quando le richieste sono aumentate vertiginosamente. Su un totale di 150 milioni di euro previsti per finanziare il bonus, appena 5 milioni erano stati spesi a giugno 2020. Una cifra che corrisponde a circa 127mila richieste. A settembre quasi tagliato il traguardo dei 10 milioni di euro con poco più di 196mila contributi. 

Infine, anche in seguito a una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini, acquisita dopo la campagna di comunicazione messa in campo dal MISE, la cifra erogata è praticamente raddoppiata in poco più di tre mesi. A gennaio di quest’anno risultano spesi quasi 20 milioni di euro e la cifra punta a crescere in maniera esponenziale ora che vi potranno accedere tutti.

È bene ricordare, infatti, che fino a che non sarà ufficialmente emesso il decreto attuativo della nuova versione del bonus tv, resta in vigore il contributo del valore massimo una tantum di 50 euro, accessibile soltanto a famiglie che producono un ISEE inferiore a 20mila euro annui.

Scadenza 2022 vicina e rinviarla ancora non sarebbe auspicabile

Per Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform intervistato sulla questione da Il Sole 24 Ore, il bonus tv 2021 e tutta la campagna di comunicazione messa in piedi dal ministero dello Sviluppo Economico, non hanno inciso come si sperava sulla rottamazione dei vecchi televisori a favore di quelli di ultima generazione.

Quello che serve, continua Gay, è un netto cambio di passo e lo si può far soltanto se l’Esecutivo rafforza tutta la filiera informativa, velocizza l’attuazione della nuova versione del bonus aperta a tutti e istituisce una cabina di regia che monitori tutta la fase di transizione in modo da modificare in corsa eventuali errori.

Ritardare ancora lo switch off non sarebbe auspicabile perché i canali televisivi devono lasciare quanto prima campo libero alla rete 5G, di cui l’Italia ha fortemente bisogno. Inoltre un eventuale e ulteriore slittamento, secondo Gay, non farebbe altro che creare altre incertezze tra gli operatori di mercato.

Infine, l’obiettivo del 2022 rappresenta una grande sfida per il Governo che, buttatosi alle spalle le scadenze incombenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ora è quasi obbligato a portare sul tavolo anche il dossier riguardante la nuova tecnologia di trasmissione dei canali tv. Anitec-Assinform non è stata ancora ricevuta dall’Esecutivo, ma il MISE ha nominato la sottosegretaria Anna Ascani con delega alle telecomunicazioni, da cui Marco Gay si aspetta una accelerata sul dossier.

Per il manager, parlare di Pnrr, transizione energetica e digitalizzazione senza includere anche il discorso tv, che è uno dei mezzi di comunicazione maggiormente diffusi e usati in Italia, “è un controsenso logico”. Per cui, campagna di comunicazione di massa e pianificazione della transizione devono rientrare tra le priorità delle prossime settimane ora che l’emergenza sanitaria sembra aver allentato la sua morsa.