Chi vi scrive conosce perfettamente la condizione di vivere ora col Green Pass. La vita s'è fatta più difficile, più limitata e ovviamente dobbiamo passare le giornate con molte più ansie. Però serve, almeno per il bene di chi non può vaccinarsi e rischia la vita per colpa di questa nuova ondata di Sars-Covid19. E anche per il bene di chi non vuole vaccinarsi per questioni futili

Però guardiamo il tutto da un altro punto di vista, meno pessimista: il Green Pass è diventato per alcuni una specie di Bonus improvviso, apparso dal nulla per mano di gente intelligente. 

Lo so, se parlo di Bonus pensate ai vari Bonus Rottamazione TV, al Bonus 110%, o ai vari Bonus Draghi. Non è questo il caso, anche perché non è lo Stato a erogare, ma alcune aziende. Anche se qualcuno avrebbe proposto una specie di Bonus, tipo Vacanze...

Sembra assurdo? Beh, la situazione lo è già, quindi è del tutto normale. Ma per sicurezza vi racconto tutto

Cos'è questo Green Pass? Come funziona?

Brevemente vi spiego cos'è questo Green Pass, anche se nelle ultime due settimane è sulla bocca di tutti, come il Covid stesso a giudicare dai dati epidemiologici

Il Certificato verde COVID-19 (traduzione letterale di Green Pass) è uno strumento identificativo che garantisce alle autorità o ai controllori adibiti che ti trovi in una delle seguenti condizioni:

  • hai ricevuto la prima dose di vaccino (Pfizer, Moderna, Vaxzevria/Astrazeneca...);
  • ti sei sottoposto a tampone antigenico o molecolare;
  • sei guarito dall'infezione da Sars-Covid19 e sei in attesa della dose unica;
  • hai completato il ciclo vaccinale (due dosi se Pfizer, Moderna, Vaxzevria/Astrazeneca; una dose se Johnson & Johnson).

Attenzione. Il Green Pass non ha valore permanente, ma può scadere entro alcuni termini:

  • se hai ricevuto la prima dose di vaccino, il Green Pass scade il giorno della seconda prenotazione del vaccino, cioè entro i successivi 42 giorni (se Astrazeneca, massimo 12 settimane);
  • se ti sei sottoposto a tampone antigenico o molecolare, il Green Pass vale 48 ore dall'esito negativo del tampone;
  • se sei guarito dall'infezione da Sars-Covid19 e sei in attesa della dose unica, ha valore entro la somministrazione della dose unica, cioè un anno.
  • se hai completato il ciclo vaccinale, il Green Pass dura 270 giorni, cioè nove mesi (periodo standard di efficacia del vaccino).

E ora passiamo subito alla parte più importante: cosa ci fai col Green Pass?

Dove posso entrare col Green Pass?

Col Green Pass hai la possibilità di entrare laddove prima tutti potevano accedere, ma che, a causa dell'aumento dei contagi e della resistenza di una popolazione ancora non vaccinata, ora possono accedervi chi garantisce la sicurezza dell'essere vaccinato. 

Praticamente col Green Pass in Italia puoi entrare all'interno delle strutture pubbliche, quali:

  • ristorazione al tavolo al chiuso
  • spettacoli, eventi (anche religiosi come matrimoni),
  • competizioni sportive, 
  • musei, istituti e luoghi di cultura
  • piscine, palestre, centri benessere,
  • fiere, sagre, convegni e congressi, 
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento
  • centri culturali e ricreativi, sale da gioco e casinò
  • concorsi pubblici.

Praticamente o rimani a casa, o stai fuori (anche in senso figurativo), o ti fai il vaccino/tampone/infezione. Anche se bisogna ammettere che i tempi per avere il Green Pass non sono molto rapidi.

C'è molta confusione sulle date di invio del Green Pass. Stando alle FAQ, se sei doppio vaccinato ti arriva entro due/tre giorni, se sei alla prima dose, ti arriva anche dopo 12 giorni, con validità al quindicesimo giorno. Augurati di non aver pianificato nulla nel mentre.

Per approfondimenti, vi consiglio il video a cura di Angelo Greco.

Diciamo che come sistema ha i suoi lati negativi, e non tutti lo hanno accolto bene.

Perché alcuni considerano il Green Pass illegale?

Non è illegale! Il Green Pass viene addirittura reso disponibile tramite:

Viene visto illegale, a torto, per motivi controversi, anche del tutto illogici, tipo la presunzione di incostituzionalità, addirittura paragonando il Green Pass ignominosamente all'Ahnenpass, storico "passaporto genealogico" rilasciato dalle autorità naziste tra il 1933 alla fine del Terzo Reich per segnalare, con una lista minuziosa, chi aveva discendenza ebraica. 

L'unica fondatezza è il fatto che, come strumento, purtroppo, limita chi s'è ritrovato a farsi il vaccino di recente, per via dei tempi per la prima dose. Va detto che chi non può fare il vaccino per seri motivi di salute personale ne sarà esentato, come segnala osservatoriomalattierare.it. Ma è appunto per questi ultimi che, più vaccinati ci sono, più rischiano meno la propria salute.

Non a caso si sta valutando di renderlo obbligatorio non solo per i luoghi sovracitati, ma anche nei luoghi privati in cui però c'è possibilità di assembramento. Tipo un'azienda. E che quindi tutti quelli che vi entreranno dovranno avere il Green Pass. Lavoratori compresi! 

E' giusto? E' sbagliato? Non è chiara la situazione, nemmeno ai sindacati stessi, di recente usciti dalla bagarre governativa per le disposizioni sanitarie da tenere nelle classi, universitarie e non. 

Per quanto possa diventare difficile la situazione, specie a livello sociale, ci sono delle buone notizie in merito. Perché alcune aziende avrebbero proposto degli incentivi, quasi dei Bonus, per far vaccinare quanti più lavoratori. 

Bonus col Green Pass? Contents accontenta con le ferie

In merito a questi "bonus" col Green Pass, il giornale Il Giorno segnala l'iniziativa di alcune aziende. Come Contents, azienda italiana attiva nel settore del content marketing, che vorrebbe offrire due giorni di ferie a coloro che a breve vorranno vaccinarsi.

Impresa interessante, ma non ha fatto i conti con le regole. Risultato? Massimiliano Squillace, CEO di Contents, propone questa alternativa: due giorni non di ferie, bensì di permesso straordinario. Un giorno a casa per via del vaccino, e un altro giorno a casa per "assorbire" gli effetti del vaccino.

Così, teoricamente, garantisci due giorni di ferie, constatando che, sì, dopo il vaccino potresti avere degli effetti collaterali. E dico "potresti", perché le casistiche, ad oggi, prevedono una bassa incidenza di effetti collaterali, specie quelli gravi. Addirittura, come riporta Sky TG24, si passa da 4 casi per Pfizer, 2,7 per Moderna, 11 per Astrazeneca, 2 per Johnson&Johnson. Su 100.000 casi.

Però è una bella iniziativa, almeno incentivi a vaccinare i propri dipendenti e a mantenere il rischio epidemiologico basso nella propria attività e nelle famiglie dei propri lavoratori. 

Bonus col Green Pass? Barberinòs "allunga" la busta paga!

Altra interessante iniziativa per il Green Pass è quella di Barberino's, azienda italiana famosa per essere la principale catena di Barbershop Made in Italy. Ha garantito per un premio in busta paga a chi completa il ciclo vaccinale (ricordiamo: tutti sono a doppia dose, tranne il Johnson & Johnson, che è monodose). 

In pratica, l'azienda incentiva i propri lavoratori a farsi vaccinare, e a ottenere il Green Pass, tramite la disposizione di una specie di cashback vaccinale: se lo accetti, riceverai un bonus di 100 euro netti in busta paga, più un giorno di vacanza. E questo a testa, per ogni persona che completa il ciclo vaccinale. Risultato? Oltre il 93% dell'organico di Barberino's ha aderito all'iniziativa. E certo: praticamente un Bonus Renzi e Bonus Vacanze in un colpo solo!

Ci sono altri Bonus col Green Pass?

A parte questi due casi eclatanti, il governo sta valutando di rendere disponibile qualche eventuale Bonus per chi vuole vaccinarsi e avere il Green Pass durante questo periodo estivo. 

C'è ad esempio la proposta di Sestino Giacomoni, deputato di Forza Italia. In un'intervista rilasciata per il Giornale, il deputato avrebbe proposto di arricchire il Bonus Vacanze di altri 1000 euro, a patto che si rientri in due condizioni:

  • il soggetto ha iniziato il ciclo vaccinale;
  • il soggetto ha finito il ciclo vaccinale.

In pratica se hai il vaccino, prendi il Bonus Vacanze Plus! Non è malvagia come proposta: peccato che sia difficilmente irrealizzabile, visti gli enormi costi che comporterebbe. Visto che attualmente non sono ancora stati vaccinati circa il 40% della popolazione. Basta usare una calcolatrice, e si vedrebbe subito come i costi sarebbero della stessa grandezza dell'erogazione annuale del Reddito di Cittadinanza, e tutto in pochi mesi. 

Da una parte Sestino Giacomoni valutava di fare quello che già in Ohio e in Alaska si tenta di fare contro la grossa sacca di non vaccinati in America, dato che ancora il 44% non ha ancora ricevuto il vaccino, su una popolazione di oltre 328 milioni di abitanti: 

  • l'accesso alla lotteria nazionale dell'Ohio, con un premio di 1.000.000 di dollari
  • biglietti aerei gratis e buoni spesa da 500 dollari in Alaska. 

Di certo meno costoso che sorbirsi un altro lockdown, con imprese e negozi ora chiusi, e poi falliti.

E per chi non vuole il Green Pass? 

Non ci sono buone notizie per chi non vuole il Green Pass. A parte queste proposte e incentivi aziendali, per il resto c'è chi vorrebbe rendere più difficile la vita a chi non vuole il Green Pass.

Di recente Ilaria Capua, virologa e direttrice dell’UF One Health Center, vorrebbe invece far pagare ai non vaccinati i costi del ricovero in caso di infezione da Covid, cioè l'eventuale degenza e ospedalizzazione. Si parla di 1.000, forse 2.000 euro. Al giorno.

Una proposta controversa ma che dalla sua parte ha il fatto di garantire una riduzione dei costi da parte del Sistema Sanitario Nazionale, il quale, già provato dagli innumerevoli tagli alle spese sanitarie, accaduti negli ultimi dieci anni, ha già garantito il ricovero e la degenza a decine di migliaia di persone, da inizio pandemia (febbraio 2020).

Se non altro, questa proposta si sposa con quella di Francesca Mariotti, direttore generale di Confindustria. Sul sito di Repubblica, tramite un'email interna, il direttore avrebbe proposto anche ai lavoratori privati la stessa soluzione che è in atto nei confronti del personale sanitario anti-vaccinista: sospendere lo stipendio.

Già il fatto che la stessa Confindustria non s'è opposta ad una proposta del genere, fa intendere che per i No-Vax sarà un'estate molto calda. E già deve ancora passare Lucifero sopra le nostre teste sudate.