Il bonus verde sopravvive anche nel 2021, dopo esser stato inserito nella Legge di Bilancio del 2018 e poi riconfermato nei due anni successivi fino ad arrivare ad oggi. Come funziona questo bonus? Perché è stato rinnovato? Come e quando lo si può richiedere? Rispondiamo insieme a queste domande, vedendolo anche nella prospettiva degli altri bonus che il Governo ha riconfermato al fine di aiutare gli italiani a rinnovare le proprie case, sotto tutti i punti di vista possibili.

Il bonus verde, infatti, non è l’unico che permette di rinnovare qualcosa all’interno della propria abitazione, in quanto ricordiamo che vi sono anche il tanto chiacchierato super bonus 110%, il sisma bonus, il bonus ristrutturazioni e molti altri ancora. L’obiettivo non è solo quello di aiutare le famiglie italiane, ma anche quello di sostenere l’economia in una fase critica e molto complessa, a causa anche delle restrizioni degli ultimi 14 mesi dovuti alle varie ondate della pandemia da covid-19.

Sostenere alcuni settori, come quello edile, diventa dunque fondamentale per la sopravvivenza di moltissime imprese, oltre che un incentivo per le famiglie italiane ad investire per migliorare la propria abitazione, con un occhio sull’impatto ambientale e sulla sostenibilità. Temi che, se visti nel complesso, giustificano largamente la scelta di rinnovare molti dei bonus sopra citati, tra cui appunto il bonus verde 2021.

Se sei interessato ai bonus per ristrutturare casa nel 2021 ti suggeriamo il video di Carlo Alberto Micheli, in cui tratta questa tematica in maniera chiara e semplice:

Bonus verde 2021: cos’è?

Per spiegare cos’è il bonus verde e come funziona, ci avvaliamo direttamente della definizione che l’Agenzia delle Entrate ne dà direttamente sul proprio sito: 

"Il bonus verde consiste  in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili."

Cominciamo con il dire che si tratta di una detrazione Irpef, cioè di fatto uno “sconto” sulle imposte da pagare che si calcola sempre in percentuale alla spesa sostenuta, in questo caso il 36%. Gli interventi compresi sono quindi quelli di interventi sul “verde” di un’abitazione e si fa riferimento, per il totale di spese sostenute, ad ogni unità abitativa. 

Il massimo di spesa coperta da questo bonus è 5.000 euro. Attenzione, questo significa che il massimo detraibile è il 36% di 5.000, ovvero 1.800 euro. Cifra che, come suddetto, viene detratta dalle imposte in 10 anni a quote costanti, per un massimo dunque di 180 euro l’anno.

Gli interventi compresi, in maniera più specifica, sono i seguenti:

  • Le strutture idriche per l'irrigazione;
  • La costruzione di pozzi;
  • La sistemazione a verde di superfici all'aperto private di immobili esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni;
  • Le potature straordinarie per vaste aree;
  • La riqualificazione dei prati;
  • La costruzione di coperture verdi e la creazione di giardini pensili;
  • Tutte le spese sostenute per i progetti e le opere realizzate di conseguenza.

Bonus verde 2021: interventi NON compresi

Vi è da fare una specifica che riguarda gli interventi che non sono compresi nel bonus verde, che naturalmente non fanno parte delle due categorie citate in precedenza. In particolare, ci avvaliamo ancora della definizione fornita direttamente dall’Agenzia delle Entrate nella sezione del proprio sito dedicata al bonus verde:

La detrazione non spetta, invece, per le spese sostenute per:

  • la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini sopra indicati;
  • i lavori in economia.

Non sono inoltre considerati neanche i lavori come l’installazione di prati sintetici, i vasi per il balcone e l’acquisto di attrezzature come tagliaerba, decespugliatori e simili. Tutto ciò va naturalmente tenuto presente al fine di ottenere la detrazione e non andare incontro a spiacevoli sorprese. Va inoltre tenuto presente che è necessario pagare attraverso un metodo tracciabile, come per esempio con bonifico bancario o postale, altrimenti diventa impossibile dimostrare l’avvenuto pagamento ed anche le caratteristiche dell’intervento per cui la detrazione è dovuta.

Bonus verde 2021: fondamentale l’uso abitativo

Per quanto riguarda la detrazione si è detto che si tratta del 36% per interventi fino ad un tetto massimo di 5.000 euro per unità abitativa. Quest’ultima espressione fa riferimento proprio al fatto che l’unità abitativa è ciò di cui si tiene conto anche in caso di condomini. Questo significa che l’uso abitativo è requisito fondamentale ed il bonus verde non riguarda dunque tutti gli edifici ad uso commerciale, anche se in realtà vi sono casi in cui l’intervento riguarda edifici residenziali la cui destinazione non è definita. In quest’ultima casistica la detrazione è dovuta come bonus verde, ma la percentuale è dimezzata al 18% con ancora una volta il tetto massimo dei 5.000 euro, per un totale di 900 euro.

Bonus verde 2021: ecco i soggetti che possono richiederlo

Ovviamente il bonus è concepito come detrazione per chi effettivamente sostenga le spese, come specifica ancora una volta l’Agenzia delle Entrate: “Hanno diritto all’agevolazione i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese.”

Sono dunque soggetti che possono ricevere la detrazione:

  • i nudi proprietari;
  • i titolari di un diritto reale di godimento sull’immobile oggetto di intervento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • i locatari (affittuari) o comodatari.

Bonus verde 2021: documenti e pagamenti

Come appena specificato, il pagamento deve essere fatto attraverso un metodo tracciabile, solitamente bonifico bancario o postale, ma anche qualunque altro metodo possa essere verificato (carta di credito, bancomat…). Nel complesso, c’è da tener conto che, come per tutti i bonus, l’Agenzia delle Entrate potrebbe svolgere dei controlli e dunque è necessario conservare tutta la documentazione necessaria. Elenchiamo di seguito di quali documenti si tratta:

  • Fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa e la riconducibilità della stessa agli interventi agevolabili: il documento di spesa deve indicare il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e la descrizione dell’intervento deve consentire di ricondurre la spesa sostenuta tra quelle agevolabili;
  • Autocertificazione che attesti l’ammontare delle spese sulle quali è calcolata la detrazione da parte di tutti gli aventi diritto, la quale non deve superare il limite massimo ammesso;
  • Dichiarazione dell’amministratore del condominio che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condomino e la misura della detrazione;
  • Documentazione che attesti il saldo totale delle spese sostenute;
  • In mancanza del codice fiscale del condominio minimo (edificio composto da un numero non superiore a otto condomini), l'autocertificazione che comprovi la natura delle opere effettuate e che indichi i dati catastali delle unità immobiliari.

Bonus verde 2022: verrà riconfermato?

La riconferma del bonus verde per il 2021, approvata nella Legge di Bilancio alla fine del 2020 dal precedente Governo, fa presupporre che la proroga per un ulteriore anno sia possibile. Infatti, il Governo Draghi sembra aver ancor più a cuore la questione ambientale, tanto da aver istituito anche il Ministero per la transizione ecologica. Ciò fa immaginare che non sia nei piani del Governo, nonostante sia presto per avere notizie certe, la cancellazione del bonus verde per il 2022 attraverso la Legge di Bilancio. Non resta che aspettare e scoprirlo.