L'Agenzia delle Entrate è sempre accostata all'immaginario di chi chiede i soldi, di tasse, cartelle esattoriali. In questo caso invece fa la parte del buon padre di famiglia che eroga soldi. Nel caso specifico si tratta di un bonus da 1.800 euro sotto forma di rimborso Irpef, quindi di credito fiscale, maturato per le spese effettuate per sistemare a verde il terrazzo, il giardino di casa ma anche quello condominiale. Per sapere come accedere e se puoi avere il beneficio e come, prosegui nella lettura.

Bonus Verde: ancora pochi mesi per averlo

Scade il 31 dicembre 2021 il bonus verde istituito nel 2018 con la legge di bilancio n.302 del 2017. Dopo tre anni va in pensione, e per non perdere le ultime possibilità, c'è ancora tempo per mettere a verde il proprio terrazzo, balcone, giardino o creare delle coperture verdi. Grazie al bonus verde, 1.800 euro vengono rimborsati sotto forma di credito fiscale, mediante le detrazioni sull'Irpef, operate tramite la dichiarazione dei redditi. Nell'aria non si respira possibilità di rinnovo, e quindi se c'è intenzione a sfruttarlo è bene coglierlo al volo. Anche perchè non richiede ISEE e questo permette di poter essere sfruttato da tutti. Insieme agli altri bonus edilizi il bonus verde concede una detrazione pari al 36% su una spesa massima di 5.000 euro da poter sfruttare in 10 anni. Allora vediamo meglio nel dettaglio il funzionamento, quali lavori sono ammessi, e come poterlo avere.

Bonus verde: a cosa serve

Il bonus verde è un beneficio fiscale, riconosciuto sotto forma di detrazione Irpef per le spese di messa a verde di alcune parti della propria abitazione oppure di parti condominiali. Essendo un bonus riconosciuto come detrazione fiscale sull'Irpef, non è concesso alle imprese soggette a Ires

Il bonus verde serve dunque ai privati cittadini che vogliono rimettere a nuovo terrazzi, giardini e pertinenze dando un tocco di verde. Dunque non è ammesso per rifare la ringhiera, oppure il pavimento del terrazzo. A questo ci pensa il bonus facciate

Il bonus verde è utilizzabile solo se si sistema a verde alcune parti della propria abitazione, non necessariamente quella principale, oppure una pertinenza. Quindi riprendendo l'art. 1 comma 12 di quella Legge, si legge che i lavori consentiti sono 

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Questi interventi sono ammessi per unità immobiliare su cui risulta valido un idoneo titolo di detenzione o possesso. Cosa significa? Possono fare questi interventi i proprietari degli immobili e coloro che hanno un diritto reale, come l'usufrutto oppure la nuda proprietà.

Bonus verde: quali sono le spese ammesse

Per tutti i lavori ammessi dalla legge, le spese sia relative all'acquisto del materiale che le spese di progettazione sono ammissibili come spese che possono beneficiare del bonus di 1.800 euro. Non rientrano tra le spese che beneficiano del bonus verde quelle di manutenzione ordinaria, cioè quelle che per esempio si eseguono per potare gli alberi o tenere il prato in ordine. Invece nuove piantumazioni con annessi vasi ed irrigazione sono esempi di spese che possono essere considerate valide per la detrazione al 36%. Allora proviamo a capire quali sono i costi che si devono considerare per sommarli ed arrivare al massimo della spesa ammissibile di 5.000 euro. Spese per migliorare il proprio giardino con un sistema di irrigazione o la creazione di pergolati, oppure un giardino verticale sul proprio terrazzo di casa, ma anche la messa a dimora di nuove piantagioni ed arbusti. Se invece si vuole cambiare il manto erboso del proprio giardino, si può ottenere il bonus verde, che invece si esclude nel caso di rifacimento di terreni da gioco per finalità sportive, come i campi da calcetto. 

Se per fare questi interventi si utilizza anche un designer, un arredatore da esterni o altro professionista, anche le spese di progettazione possono rientrare nel massimale dei 5.000 euro.

La spesa e relativo pagamento deve avvenire entro il 31 dicembre 2021, pena l'esclusione dal bonus. 

I lavori non necessariamente devono essere eseguiti su immobili di privati ma anche le aree scoperte condominiali possono beneficiare del bonus.

Bonus verde: attenzione alle spese escluse

Gli interventi fin qui descritti sono annoverati come interventi di natura straordinaria perchè intervengono a migliorare alcuni spazi di abitazioni, giardini o pertinenze anche condominiali. 

L'elenco dei lavori ammessi potrebbe trarre in inganno e considerare per esempio una tosatura del proprio prato fatta da una ditta specializzata, come un intervento su cui poi chiedere la detrazione fiscale. Non è così. I lavori non devono essere di natura ordinaria; quindi la manutenzione ordinaria non è contemplata. 

In modo più, chiaro sono escluse dal beneficio i lavori di routine eseguiti su tali aree. Deve, insomma, trattarsi di un intervento “straordinario” distaccato da quelli che frequentemente si effettuano a beneficio dell’ambiente di proprietà. L'installazione di un impianto di irrigazione che richiede anche lo studio di un tecnico, è invece un lavoro ammesso al bonus verde. 

Bonus verde: come funziona la detrazione

La parola bonus non deve trarre in inganno. Non si tratta infatti di un riconoscimento in denaro che è concesso come rimborso di quanto speso. Ma è una detrazione fiscale a tutti gli effetti del 36% su una spesa massima di 5.000 euro sostenuta entro il 31 dicembre 2022. Quindi il bonus verde da diritto ad un abbattimento dell'irpef lorda di 1.800 euro, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo. La detrazione annuale che si potrà usare nella propria dichiarazione dei redditi è di 180 euro. Appare dunque immediato che per poter ottenere il beneficio fiscale del bonus verde si deve essere titolari di una posizione Irpef. In altri termini si deve pagare l'imposta sui redditi delle persone fisiche. Motivo per cui, gli interventi effettuati dalle società che pagano l'Ires, anche se a beneficio di un giardino aziendale non sono ammessi al bonus verde. 

A conferma dal sito Agenzia Entrate si legge:

la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile.

Discorso a parte per le partite IVA in regime ordinario che percepiscono un reddito personale che viene dichiarato. In questo caso invece chi sostiene la spesa e coincide con il dichiarante può beneficiare della detrazione fiscale. Il professionista invece in regime forfettario non potrà usufruire del beneficio. Tuttavia se in famiglia, nel nucleo di appartenenza l'altro coniuge o un figlio può far valere l'Irpef, il bonus verde può essere fatto valere purchè a sostenere la spesa sia poi il soggetto che fa la dichiarazione dei redditi. 

Chi sostiene le spese nel 2021, ultimo anno del bonus verde, potrà portare in detrazione la prima quota nella dichiarazione dei redditi 2022 che ci sarà tra aprile e maggio dell'anno prossimo. 

Bonus verde nei condomini: come funziona

Per gli interventi realizzati su parti comuni del condominio che si attrezzano a verde, come un giardino pensile sul terrazzo o la piantagione di nuovi arbusti o la creazione di un sistema di irrogazione, il bonus verde sarà erogato in capo a tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà. L'amministratore di condominio espleterà le pratiche necessarie al calcolo del beneficio del singolo condomino che potrà a sua volta portare in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi il bonus verde. Cosa succede se si dovesse vendere l'appartamento? In questo caso le strade sono due: il venditore cede il beneficio fiscale, e questo deve essere dichiarato nell'atto di compravendita, oppure il venditore conserva il beneficio fiscale continuando a portarlo in detrazione per il resto degli anni rimanenti fino al raggiungimento della decima quota. 

Bonus verde: attenzione alle deroghe

Il bonus verde è richiedibile da soggetti privati titolari di un diritto sull'abitazione o pertinenza su cui effettuano lavori di miglioria del verde, e che pagano l'Irpef. Se questa è la regola generale, ci sono alcune deroghe.

La prima riguarda il caso in cui gli interventi sono realizzati su unità immobiliari residenziali adibite promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione, ovvero all’esercizio dell’attività commerciale. In tali casi è possibile sfruttare la detrazione al 50%. Lo stesso in caso di interventi su immobili oggetto di vincolo da parte del Codice dei beni culturali.

In caso di successione, il beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene.

Bonus verde: cose da ricordare

In apertura dell'articolo ho scritto che questo bonus è concesso dall'Agenzia delle Entrate in quanto è una detrazione fiscale. Ma attenzione a rispettare tutti i requisiti e a conservare la documentazione attestante i lavori ed i pagamenti.

Può portare in detrazione il bonus verde solo chi ha un diritto reale sull'immobile residenziale. Quindi conservare i titoli che dimostrano ad esempio la proprietà o l'usufrutto.

Non ci sono vincoli reddituali, quindi il bonus è concesso a tutti senza necessità di ISEE.

Per quanto riguarda il documento di spesa si consiglia di conservare la fattura dei lavori e le ricevute di acquisto di materiali. Su questi documento si dovrà riportare il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione, e la descrizione dell’intervento dovrà consentire di ricondurre la spesa sostenuta tra quelle agevolabili.

Relativamente alle modalità di pagamento, come ormai prassi consolidata dell'Agenzia delle Entrte, si devono evitare i contanti, che non danno diritto al bonus. Mentre bonifici ma anche assegni bancari, postali o circolari non trasferibili, le carte di credito o bancomat sono gli strumenti di pagamento più idonei. In caso di bonifico bancario o postale, pur non essendo previsto che esso sia parlante, si consiglia di riportare nella causale del versamento il numero di documento che si sta pagando ed il fatto che il pagamento è effettuato per interventi di cui all'articolo 1, comma 76 della Legge n. 178/2020.