Tra i vari bonus casa inseriti negli Ecobonus e le detrazioni fiscali che il governo mette a disposizione per la riqualificazione degli immobili, c'è anche il bonus verde. Uno sconto riservato a tutti i contribuenti senza limiti di reddito e senza dover presentare il certificato ISEE.

La detrazione può essere utilizzata per la sistemazione di aree esterne di pertinenza ma anche per terrazzi, balconi, piscine e realizzazione di giardini pensili.

Quindi vediamo più nel dettaglio quali sono i lavori che possono essere fatti utilizzando lo sconto, quanti soldi possono essere recuperati e soprattutto come fare per ottenere l'agevolazione fiscale. Vanno infatti presentati preventivamente alcuni documenti all'agenzia delle entrate per favorire il riconoscimento del bonus, e soprattutto bisogna rispettare le modalità di pagamento tracciabili per non perdere il diritto allo sconto.

Fino a fine dicembre sarà possibile detrarre gli interventi, in quanto il bonus verde è stato prorogato dalla legge di Bilancio 2021. Ecco tutte le istruzioni per utilizzarlo al meglio.

Bonus verde 2021: come funziona

Il bonus verde, a differenza di altri ecobonus per la casa e la riqualificazione energetica degli edifici, non riguarda esclusivamente gli immobili e le ristrutturazioni interne. Può essere infatti utilizzato anche solamente per le aree esterne che siano però di pertinenza e ad usufrutto dello stesso proprietario o inquilino che lo richiede. L'incentivo è legato alla promozione di una maggiore presenza delle aree "green" urbane e non, quindi anche strettamente correlato alla cosiddetta "transizione ecologica" sulla quale il governo ha intenzione di investire nei prossimi anni.

Come funziona il bonus verde? Bisogna rispettare alcuni requisiti riguardanti gli interventi da fare e soprattutto i pagamenti. Prima di tutto occorre chiarire cosa si intende per aree verdi e giardini in termini fiscali da regolamento dell'incentivo bonus: cioè le aree scoperte di pertinenza ed adiacenti ad edifici e immobili di tipo privato.

Quindi sono compresi i balconi, i terrazzi, i cortili e dunque non solo i terreni già predisposti per una eventuale riqualificazione. La legge però richiede che vengano effettuati degli interventi di trasformazione che dovranno necessariamente comportare una maggiore presenza di piante non artificiali.

In pratica come suggerisce anche la definizione data sulla scheda di agenzia delle entrate, si parla di "sistemazione a verde". Trasformazione di spazi che precedentemente non erano adibiti a tale scopo. Pertanto saranno compresi nello sconto bonus anche gli acquisti relativi alle piante ed arbusti da trapiantare nelle stesse aree, anche se effettuati presso rivenditori differenti. Gli interventi dovranno apportare modifiche innovative e dunque non essere di ordinaria manutenzione.

Bonus verde: limite di spesa

Il bonus verde giardini è limitato ad alcune cifre massime, che però possono essere aumentate in alcuni casi, grazie alle compatibilità con altri ecobonus, sconti fiscali, ma anche alla ripetibilità dell'agevolazione. Questo significa che chi ha ottenuto la detrazione lo scorso anno, può richiederla anche nel 2021 per effettuare altri tipi di lavori sempre riferiti alla stessa area o ad una differente. In questo caso il rimborso a partire dal 2022 si andrà a sommare con la rata dell'intervento precedente.

Il limite di spesa imposto dalla legge di riferimento è di 5.000 euro. Su questo massimale si può recuperare uno sconto del 36%. Quindi in totale il rimborso per singola riqualificazione potrà essere al massimo pari a 1800 euro.

C'è però la possibilità di cumulare i bonus, raddoppiandoli ad esempio quando si effettuano contemporaneamente i lavori di riqualificazione sia degli spazi esterni condominiali che di quelli di pertinenza di una singola unità abitativa inserita nello stesso edificio.

Ma non solo, è possibile anche aumentare le detrazioni con le altre previste per le ristrutturazioni o altri ecobonus. Perchè come spiega anche il sito Guida per Casa:

"Il bonus verde è un’agevolazione a sè stante che può essere sommata a qualunque altro bonus."

Quindi pensiamo ad esempio al duplice vantaggio che si potrebbe ottenere quando si necessita anche di altri interventi come possono essere le installazioni di coperture ombreggianti, da inserire negli stessi spazi adibiti a giardini. In quel caso si potrà ottenere oltre allo sconto del 36% sul verde anche il bonus tende da sole con la detrazione al 50%.

A chi spetta il bonus verde

Il bonus verde spetta a proprietari, inquilini usufruttuari dell'immobile al quale vengono attribuite le relative aree esterne da sistemare. Gli edifici devono essere già esistenti e presenti nel registro catastale, mentre gli spazi da riqualificare devono essere espressamente di pertinenza dell'edificio, pertanto non sono compresi nel bonus verde i terreni agricoli accatastati in maniera autonoma. Non sono neanche compresi nell'agevolazione gli spazi esterni relativi alle attività e compresi nelle pertinenze di immobili non ad uso abitativo. Ad esempio non potrà essere sfruttato lo sconto per sistemare un terrazzo di un ufficio o un cortile appartenente ad una attività di tipo commerciale.

Ovviamente anche se non è prevista la cessione del credito o lo sconto in fattura, il bonus verde garantisce un vantaggio anche alle imprese florovivaistiche e quelle che in genere si occupano di giardinaggio e realizzazione di spazi verdi. Perchè tutte le spese anche quelle della fase di progettazione rientrano in quelle che il contribuente può portare in detrazione.

Lo sconto ottenuto viene restituito in 10 rate rispettivamente ripartite ogni anno dopo la presentazione del modello dichiarazione dei redditi 730 o unico. I proprietari di più alloggi potranno detrarre le spese per ognuno di questi, sempre quando siano accatastati come uso abitativo.

Non ha importanza se prima casa o meno, quindi anche per le seconde case in altre località, è possibile sfruttare l'agevolazione fiscale contemporaneamente a quella di residenza abituale. Ricapitolando: hanno diritto ad ottenere il bonus verde tutti i contribuenti che utilizzano o possiedono l'immobile ad uso abitativo, non ci sono limiti di reddito per richiedere lo sconto, ma l'importante è che il titolare paghi l'irpef per poter usufruire del rimborso annuale che verrà scalato dall'imposta.

Quali lavori si possono fare con il bonus verde

Il bonus verde può essere ottenuto per molti interventi, di differente natura. L'aspetto controverso delle spese ammissibili allo sconto fiscale ha negli anni generato dubbi e perplessità riguardo alla tipologia di lavori, che spesso sono stati risolti grazie alle risposte fornite da agenzia delle entrate.

Per semplificare, possiamo dire che per rientrare nei limiti è necessario che venga realizzato uno spazio dotato di piante, o comunque che abbia un impatto di notevole aumento del verde, riqualificando in maniera radicale le aree già presenti.

La differenza dovrà essere di notevole impatto cioè, sostanzialmente dovrà diventare un giardino, orto o area dotata di verde, uno spazio che prima non lo era o risultava in stato di abbandono. Questo ovviamente non comprende i normali interventi di manutenzione ordinaria di chi ha già un giardino o un balcone con piante e fiori. Per esempio la semplice potatura degli alberi o l'acquisto di nuove piante o gli attrezzi non saranno inclusi nella detrazione.

Rientrano però gli interventi strutturali: la realizzazione di un giardino "ex novo" con la relativa posa in opera del manto erboso non sintetico, i giardini pensili, le coperture verdi dei tetti con piante vere che contribuiscono all'isolamento termico dell'edificio.

Così come possono essere effettuati interventi di manutenzione straordinaria di installazioni già presenti negli spazi quando inseriti nel bonus verde: la sostituzione dei sistemi filtranti della piscina, o anche la recinzione nuova e i sistemi di illuminazione.

Quindi è possibile rivolgersi alle imprese o ditte commerciali che offrono servizi di questo genere e che potranno seguire i lavori da effettuare, inserendo tutte le spese ammesse in una fattura unica, agevolando così il contribuente. A partire dalla consulenza fino ad arrivare alle somme corrisposte per i semi e le piante da sistemare nelle stesse aree interessate dal bonus verde.

Anche perchè non sono ammesse alla detrazione le spese per i lavori in economia cioè quelli effettuati in autonomia dal proprietario del giardino. Sono però compresi anche i sistemi di irrigazione e costruzione di pozzi, sempre quando effettuati all'interno di interventi complessivi di riqualificazione verde.

Quali documenti presentare per ottenere il bonus verde e giardini

A differenza degli altri ecobonus e sconti irpef per le ristrutturazioni, il bonus verde non prevede troppa burocrazia per quanto riguarda certificazioni, documentazioni o schede da compilare.

Per ottenere l'incentivo bastano pochi semplici accorgimenti e non serve neanche il bonifico parlante. Bisogna ricordare che il pagamento deve avvenire esclusivamente con modalità tracciabili. Il bonifico bancario, bacomat o carte di pagamento, assegno bancario o postale anche circolare.

Va comunque inserito nello scontrino o fattura il codice fiscale di chi intende usufruire della detrazione bonus verde. Oltre a questo, va scritta nella ricevuta una breve descrizione dell'intervento effettuato a prova della riqualificazione dello spazio esterno.

Va prodotta anche l'autocertificazione che può essere compilata dallo stesso contribuente, nella quale si attesta la spesa massima. Tale scheda dovrà essere redatta in modo tale da rendere comprensibile che l'intervento effettuato per la sistemazione del verde è stato di tipo straordinario ed innovativo.

Per quanto riguarda la detrazione si può ottenere compilando la relativa casella all'interno del modello 730. Ad esempio chi deve usufruire del bonus verde nel 2021, può utilizzare la sezione III A del precompilato, indicando la spesa sostenuta. Viene inserito nello stesso rigo relativo a "spese per intervento di recupero del patrimonio edilizio, per misure antisismiche, bonus facciate e superbnonus".