Nel corso della pandemia e della seguente crisi sanitaria, ci sono stati dei settori che hanno sofferto di più rispetto ad altri, come quello della ristorazione, turismo, e quello degli eventi.

Per riuscire a dare un aiuto a questi settori il Governo Italiano ha dato spesso il via alla creazione di bonus ad hoc o tagli alle tasse per brevi o medi periodi.

Tra questi uno degli ultimi arrivati è quello conosciuto con il nome di “bonus wedding” o bonus matrimonio. Infatti molti di questi eventi si sono fermati per via della pandemia e delle regolamentazioni necessarie per rallentarne la diffusione.

Il settore degli eventi e dei matrimoni comprende diverse realtà, dai ristoratori, agli organizzatori di eventi, dj e musicisti, e così via. Si tratta quindi di molti lavoratori che hanno visto i loro introiti diminuire o ridursi finanche a scomparire in determinati momenti.

Con l’allentamento delle misure riguardanti il green pass, il ritorno del bel tempo, e la fine dello stato di emergenza per il Covid-19. il mondo dei matrimoni quest’anno dovrebbe cominciare una buona ripresa.

Per riuscire a rendere questa operazione più semplice è stato introdotto per il 2022 il bonus wedding per l’appunto, utilizzabile proprio da coloro che lavorano in questo settore.

Cos’è il bonus wedding 

Il nome potrebbe creare un po’ di confusione ad alcuni, quindi facciamo subito chiarezza prima di cominciare. Non si tratta di un bonus per le coppie che intendono sposarsi, ma ideato per coloro che lavorano in questo settore.

Si tratta di un provvedimento firmato dai ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e finanze inserito all’interno dei Sostegni Bis in aiuto di quelle realtà italiane che hanno subito delle perdite tra il 2019 e il 2020.

Si tratta di un totale di 60 milioni di euro suddivisi su alcuni settori.

  • 40 milioni, quindi la maggior parte, vanno appunto per il mondo del wedding.
  • 10 milioni per il settore dell’intrattenimento, ovvero organizzazione di cerimonie e feste in generale.
  • I restanti 10 milioni sono dedicati a quello che viene chiamato Horeca. Si tratta di un acronimo inglese che unisce in sé le aziende di catering, ristorazione, bar, e hotel (infatti sta per hotellerie-restaurant-café) e include in sé tutte le attività definite “away from home”, ovvero dei consumi fuori casa.

Il sostegno economico pensato per il settore del wedding e degli intrattenimenti, che si stima abbia perso fino al 90% degli introiti causa crisi sanitaria, potrà beneficiare di questo bonus, ma solo a patto che vengano rispettati alcuni requisiti.

Uno di questi è la modalità in cui si fa domanda, che può essere solo telematica e inviata all’Agenzia delle Entrate, che si occuperà di fare i dovuti controlli e accreditare la somma attribuita sui conti correnti delle aziende richiedenti.

Chi può richiederlo?

Veniamo al punto: quali sono le aziende che possono richiedere il bonus di cui stiamo parlando?

I requisiti principali sono solo due e facilmente controllabili.

  • Prima di tutto, l’azienda richiedente deve dimostrare di aver avuto una diminuzione di minimo il 30% nel corso del 2020 rispetto all’anno precedente, ovvero il 2019.
  • Inoltre sarà necessario aver registrato nel 2020 un peggioramento del risultato economico d’esercizio in misura pari o superiore alla percentuale definita con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze adottato ai sensi dell’art. 1, comma 19, del decreto-legge 25 maggio 2021.

Non è tutto. Anche se questi sono i due requisiti base, c’è anche bisogno di poter confermare altri dettagli prima di inviare la domanda all’agenzia delle entrate e richiedere il bonus a fondo perduto.

Infatti, nello specifico, bisogna poter confermare anche altre cose.

  • Prima di tutto, l’azienda deve avere sede legale o operativa in Italia.
  • Essere costituita e iscritta al registro delle imprese e “attiva”.
  • Operare nei settori sopracitati, controllabili nell’allegato numero 1 del decreto in questione.
  • È inoltre necessario anche che l’azienda non sia in liquidazione volontaria oppure sottoposta a procedure con questa finalità (di liquidazione) e non deve avere problemi economici già al 31 dicembre 2019.

Riguardo a quest’ultimo punto, non riguarda tutte le realtà. Infatti le microimprese e le piccole imprese possono richiedere il bonus anche se erano in difficoltà prima dell’arrivo della pandemia, a patto che non abbia ricevuto aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione.

E per le aziende nate nel 2020 è possibile richiedere il bonus? La risposta in questo caso è sì, anche se la situazione è leggermente diversa.

Infatti si potrà ricevere, in questo caso, un bonus sempre a fondo perduto, del valore di 5.000 euro, disponibile per quelle realtà che nel 2019 non erano ancora state costituite.

Bonus matrimonio nel 2022: come fare domanda

Come già accennato, la domanda per questo bonus a fondo perduto va inviata direttamente all’agenzia delle entrate e solamente in modalità digitale. Non verranno infatti accettate richieste arrivate in altra modalità.

All’interno della richiesta bisogna indicare di essere in possesso dei requisiti necessari per poter accedere al bonus wedding. A questo punto, una volta approvato il tutto, si riceverà un accredito diretto sul conto corrente bancario o sul conto postale dell’azienda richiedente.

Per avere maggiori dettagli riguardo al procedimento sarà necessario attendere un provvedimento da parte dell’agenzia delle entrate con termini e modalità.

È comunque confermato che oltre a dover presentare prove a sostegno del possesso dei requisiti, ogni azienda potrà inviare una sola istanza.

Riguardo alla suddivisione del contributo, si sa che il 70% di ogni assegnazione verrà ripartito tra ogni richiedente. Il 20% invece è in aggiunta dedicato a quelle imprese che hanno ricavi superiori ai 100 mila euro all’anno, e il 10% restante per quelle imprese con ammontare che supera i 300 mila euro.

Cosa dice il decreto?

In breve dice ciò di cui abbiamo già parlato in precedenza.

Per poter fare domanda le aziende devono dimostrare di aver avuto una perdita non inferiore al 30% dei ricavi dal 2019 al 2020, essere italiane o avere sede sul territorio italiano, e operare nel settore interessato.

Questo bonus è a fondo perduto, il che significa che non lo si dovrà restituire, in nessuna percentuale.

Esiste infatti proprio per essere un sostegno alle imprese. La realtà dell’organizzazione degli eventi è stata in Italia, fino al 2019, grande fonte di guadagni, ma con l’arrivo della pandemia e le conseguenti chiusure, ha subito gravissime perdite.

Non solo, c’è anche da tenere conto del fattore psicologico. Dopo due anni di restrizioni necessarie, è normale immaginare che alcune persone fatichino a immaginare grandi eventi e matrimonio con molti invitati, sentendosi più a loro agio con cose più piccole.

Se da una parte, infatti, ci sarà chi non aspetta altro di poter ricominciare a festeggiare, c’è anche la possibilità dell’esistenza di persone con un’idea diversa, considerando anche che, pur venendo meno lo stato di emergenza riguardante la pandemia il 31 marzo 2022, questo non significa che il covid-19 sia sparito.

Come conseguenza di ciò è probabile che molti eventi e matrimoni saranno di dimensioni ridotte, il che significa, tra le altre cose, guadagni inferiori per chi lavora nel settore del wedding.

La possibilità di poter contare su una riduzione delle spese offerta da questo bonus, per altro in continua crescita visto l’aumentare dei costi dell’energia, è quindi una buona occasione da sfruttare appena si avranno le informazioni necessarie e le scadenze riguardanti le modalità di domanda da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I bonus del 2022 da tenere d’occhio

Il bonus wedding non è l’unico interessante per quest’anno. Per esempio, coloro che speravano di avere qualche fondo in più per il proprio matrimonio, hanno comunque qualche possibilità, nel caso in cui vivano nel Lazio.

Questa regione infatti mette a disposizione un bonus matrimonio fino a 2.000 euro per coloro che decidano di sposarsi o unirsi civilmente nel Lazio. Attenzione però, c’è tempo per farlo solo per quest’anno, perché allo scadere del 31 dicembre 2022 scadrà la possibilità.

Non è tutto, ovviamente. In italia sono disponibili diversi contributi a fondo perduto e altre possibilità per imprenditori e privati, partite IVA, giovani under 36, o donne. Alcuni sono più specifici, altri sono indirizzati a chiunque possa averne bisogno.

Per esempio è possibile attingere al fondo impresa donna, che propone sia la possibilità di accedere a un finanziamento agevolato a tasso zero, sia dei contributi a fondo perduto per le nuove imprese e degli incentivi per quelle già esistenti.

Dal nome si può intuire che sia rivolto alle imprenditrici o alle realtà con una maggioranza di donne all’interno, oltre alle lavoratrici autonome che intendono aprire una partita IVA quest’anno.

Un altro bonus interessante è il bonus affitto per i giovani tra i 20 e 31 anni ancora da compiere. Può arrivare a un massimo di 2.000 euro che andranno a coprire il 20% delle spese di affitto per gli under 31 che decidano di andare a vivere fuori di casa e abbiano un reddito inferiore o pari a 15.493,71 annui.

In questo caso i 2.000 euro sono il massimo che è possibile ricevere, ma è anche stato introdotto un tetto minimo di 991,60 euro. Il che significa che anche se il 20% delle spese di affitto dovessero essere minori, comunque si riceverebbe quella cifra.

Per quel che riguarda le aziende invece, oltre ai vari contributi a fondo perduto disponibili nel decreto sostegni Ter, ci sono altre novità interessanti. Per esempio, il nuovo finanziamento per la “nuova Sabatini” alleggerisce le spese per chi deve acquistare macchinari industriali.

Mentre per chiunque abbia intenzione di aprire un’azienda nel Sud Italia, esiste il bando “Resto al Sud”, dedicato a persone tra i 18 ei 55 anni d’età, che offre risorse a fondo perduto per sponsorizzare la nascita di realtà nel sud Italia e nelle zone sismiche della penisola.

Questi sono solo alcuni dei vari bonus che è possibile richiedere nel 2022, alcuni per chi desidera iniziare una famiglia o comunque spostarsi da casa, altri specifici per le imprese.

Ognuno ha un target diverso e dei requisiti differenti, ma ovviamente si può accedere a più di uno. L’importante è sempre ricordarsi di seguire le novità al riguardo.