Un sospiro di sollievo per coloro che devono presentare l'istanza per poter usufruire del bonus 110 sulla casa. Il canale telematico ad uopo dedicato, era stato bloccato dall'Agenzia delle Entrate in modo da poterlo adeguare alle modifiche conseguenti al decreto antifrodi di giovedì 11 novembre.

Come riporta Ilsole24ore.com, che aveva anticipato la notizia del blocco del portale il giorno 12 novembre:

"Il problema è nato con l'improvvisa estensione, con il decreto sui controlli preventivi (Dl 157/2021), del visto di conformità (e delle asseverazioni della congruità dei prezzi) a tutti i bonus edilizi: non solom dunque, il superbonus (come era stato finora) ma anche le ristrutturazioni, il bonus facciate, l'ecobonus."

Una stretta del Governo Draghi, come ci ricorda tg24.sky.it, dopo che:

"l'Agenzia delle Entrate ha rilevato crediti inesistenti sui bonus edilizi per ben 800 milioni di euro."

A quanto pare, il Paese dei "furbetti", ovvero l'Italia, non si smentisce mai.

Bonus 110: misure più severe

Il Decreto legge 157 datato 11 novembre 2021 e denominato emblematicamente "Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche", si è reso necessario per arginare il tipico malcostume italiano.

Come evidenzia il sito lavoripubblici.it:

"Con il decreto-legge sono introdotto misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche e, nel dettaglio, il decreto mira a evitare le frodi relative alle detrazioni e cessioni di crediti per lavori edilizi ed estente l'obbligo del visto di conformità, previsto ora per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche nel caso in cui il cosiddetto superbonus al 110% venga utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi."

Viene quindi esteso l'obbligo del visto di conformità anche ai casi di cessione del credito o sconto in fattura inerenti alle detrazioni fiscali per lavori edilizi differenti da quelli relativi al bonus 110. Gli esempi più frequenti in tal senso, riguardano lavori di riqualificazione energetica, lavori in ambito antisismico o l'installazione di impianti fotovoltaici.

In aggiunta a questo provedimento, come evidenzia ipsoa.it

"...si prevede che i tecnici abilitati asseverino la congruità delle spese."

A tal fine, per talune categorie di beni, è prevista l'emanazione da parte Ministero della transizione ecologica, di una specie di tabella che riporta i valori massimi stabiliti. Il tutto per porre un freno all'aumento incontrollato (e gonfiato) dei prezzi dei materiali, delle opere e, conseguentemente, dei lavori finiti.

Bonus casa: misure retroattive

Chi pensava di averla fatta franca, probabilmente dormirà sonni poco tranquilli. Le misure introdotte dal Decreto legge 157 infatti, sono di natura retroattiva.

Cosa significa?

Che gli obblighi introdotti dal Decreto, ovvero il rilascio del visto di conformità e asseverazione tecnica, si applicano indistintamente sia ai lavori i cui contratti saranno firmati da ora in poi sia a quelli che erano già iniziati prima dell'entrata in vigore del Decreto stesso. I contratti stipulati precedentemente, dunque, dovranno essere modificati, ovvero adeguati alla nuova normativa. 

E i costi?

L'interpretazione letterale della norma non lascerebbe alcun dubbio interpretativo: i maggiori oneri relativi alle spese sostenute per avere l'ok da parte di tecnici abilitati, non rientrano tra le spese cosiddette agevolabili dei bonus differenti dal Superbonus 110. Superbonus 110 quindi sì, mentre per le altre tipologie di ritrutturazione, i costi saranno a carico dell'utente. 

Meglio fare quindi sempre le dovute riflessioni e valutazioni del caso.

Bonus casa: quali problemi?

Le nuove norme introdotte determinano quindi, per i beneficiari di tali agevolazioni, il ricalcolo dell'intera spesa. Tutto ciò, oltre a creare un aggravio di costi, può dilatare i tempi di esecuzione delle opere. Le cosiddette "calende greche" possono diventare una realtà piuttosto concreta, in questi casi.

I bonifici già effettuati, con la specifica causale, dovranno quindi essere necessariamente rivisti. Dovranno essere quindi "richiamati" ed eseguiti nuovamente con i nuovi importi.

Le ditte che eseguono i lavori, però, tra il richiamo del bonifico e la nuova disposizione, potrebbero sospendere i lavori, proprio per evitare possibili problematiche nella ricezione dei pagamenti. Questo si potrebbe tradurre ovviamente in una dilatazione dei tempi che non saranno quindi più quelli stabiliti originariamente.

Il decreto del Governo Draghi ha inoltre previsto uno Stop per la cessione del credito o lo sconto in fattura relativamente al Superbonus 110 o agli altri interventi edilizi nel caso in cui emergano cosiddetti "profili di rischio" che necessitino di approfondimenti e verifiche. 

In tale caso, la procedura rimane sospesa per 30 giorni, tempo utile all'espletamento delle verifiche del caso. Decorsi trenta giorni o, appurato l'esito positivo degli accertamenti effettuati, la procedura di cessione di credito acquisisce efficacia. 

Bonus 110: l'Agenzia delle Entrate riapre la procedura

Con un Comunicato stampa del 15 novembre 2021, l'Agenzia delle Entrate ha reso nota la riapertura del canale telematico per la cessione del credito o lo sconto in fattura relativo ai bonus edilizi e al Superbonus 110 in particolare. 

La piattaforma era stata chiusa per adeguare il sistema alle modifiche introdotte dal Decreto Legge 157 del giorno 11 novembre 2021, come già evidenziato in precedenza. 

In seguito alle modifiche apportate alla piattaforma, è stato anche aggiornato il software utile alla compilazione delle comunicazioni inerenti le opzioni per gli interventi edilizi e il soperbonus, nonchè il software di controllo di tali comunicazioni. 

Cosa sono questi software?

Il software di compilazione consente di compilare la Comunicazione degli interventi inerenti le singole unità immobiliari e le parti comuni degli edifici oggetto di ristrutturazione, consentendo allo stesso tempo la creazione del file da inviare per via telematica. Tale software è ad uso del beneficiario singolo del bonus, degli amministratori di stabili e degli intermediari.

Il software di controllo, invece, consente di rilevare anomalie ed errori al termine dell'inserimento dei dati e di verificare che i dati stessi, siano conformi alla normativa e a ciò che essa prevede.

Superbonus: proroga per la case unifamiliari 

Il testo della Legge di Bilancio 2022, prevede la proroga a tutto il 31 dicembre 2022 del Superbonus 110 per le case unifamiliari (ma solo se si tratta di prime case), mentre a tutto il 2023 dovrebbe essere esteso quello relativo ai condomini e alle case popolari.

Per le prime case unifamiliari, il limite Isee è pari a 25 mila euro. 

Per quanto riguarda invece i Condomini, il bonus verrà prorogato anche oltre al 2023, ma con una riduzione sostanziale della quota detraibile che passerà al 70% delle spese sostenute nel 2024 e al 65% nel 2025.

Prorogato a tutto il 2022 anche il cosiddetto bonus facciate anche se, nel 2022, la percentuale di detrazione per il rifacimento delle facciate esterne, scenderà dal 90% al 60%.

Bonus casa: più poteri all'Agenzia delle Entrate

Il comma tre del Decreto "Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche", prevede maggiori poteri in seno all'Agenzia delle Entrate. 

Oltre ad rafforzamento dei controlli preventivi come già evidenziato in precedenza, la norma ha come obiettivo quello di potenziare l'attività di accertamento e recupero in relazione alla cessione dei crediti e alle detrazioni per lavori edilizi nonchè ai contributi erogati a fondo perduto in ottemperanza all'articolo 25 del Decreto Rilancio.

Il motivo di queste disposizioni è facilmente intuibile e va sia nell'ottica di tutelare le casse dello Stato Italiano, sia nella tutela del cittadino onesto.

Sia ben chiaro che, alle volte, il cittadino può anche ignorare di essere fuori dalle regole: non per forza deve essere colpevole a prescendere in caso di accertamento di frode da parte dell'Agenzia dell'Entrate.

Poniamo infatti il caso che, una impresa edilizia, consapevole della cessione del credito a suo favore, agisca in malafede gonfiando il preventivo. Ad esempio, ipotizziamo che l'importo concordato sia pari a 50.000 euro. I lavori vengono eseguiti, il cittadino beneficiario del bonus cede il credito e pensa di aver terminato così tutta la vicenda.

Se da un controllo dell'Agenzia delle Entrate dovessero emergere delle irregolarità o un valore dei lavori eseguiti per nulla congruo, che succederebbe?

Succederebbe che quei 50.000 euro dovrebbero essere restituiti all'erario. Con sanzioni e interessi. E chi li dovrebbe restituire? Colui che pensava di aver fatto un vero e proprio affare. Quindi, oltre al danno, anche la beffa.

Bonus 110: occhio alle truffe

Sulla scorta di quanto detto sino ad ora, è bene ribadire una volta ancora come sia necessario stare in campana e con gli occhi bene aperti.

Le truffe sono sempre lì, in agguato. Ci sono imprese costituite ad arte proprio per raggirare l'ignaro cittadino che ha come unica colpa quella di fidarsi del proprio interlocutore.

Stare attenti ai dettagli, cercando sempre di mettere al primo posto la professionalità di chi ci si trova di fronte. Chi ve la prospetta in maniera troppo facile o la rende semplice in modo evidente, dovrebbe farvi desistere dal proseguire ogni genere di trattativa.

Informarsi, leggere, capire. Sentire più pareri, interpellare più ditte. A meno che non abbiate qualcuno di cui vi fidiate ciecamente. Chi vi mette troppa pressione, chi vi invita a firmare immediatamente il contratto, probabilmente non è la persona giusta.

Si tratta di una decisione importante che necessita del tempo giusto e di valutazioni appropriate ed approfondite. Peccare di superficielità potrebbe costarvi molto caro. Il rischio è quello di passare dall'idea di ristrutturare la casa "gratis" alla realtà di avere un debito da restituire in diversi anni maggiorato di interessi e sanzioni.

Già solo questa ipotesi dovrebbe farvi andare con i piedi di piombo.