Dopo le montagne russe di due anni fa in corrispondenza dello scoppio della pandemia e una successiva vigorosa ripresa dei mercati sino alla fine del 2021, l'inizio di quest'anno non è stato dei migliori per le piazze finanziarie mondiali.

Le pressioni inflazionistiche, le ventilate ipotesi di aumento dei tassi di interesse, uniti al livello delle quotazioni raggiunto dai diversi titoli azionari, avevano già, di per sè, dato luogo ad un inizio anno altalenante. Lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, non poteva che contribuire ad innalzare i livelli di incertezza.

Dal sito affaritaliani.it di giovedì 24 febbraio, leggiamo:

"Borse Ue, bruciati 331 mld. Mosca -40%. Petrolio sopra i 100$, il gas fa +57,2%"

Rafforza il concetto quanto evidenziato dal sito Investing.com, ovvero:

"E' guerra. Panic selling sui Mercati Finanziari"

Insomma, il 24 febbraio abbiamo assistito al dilagare del panico sui mercati finanziari. In queste occasioni è doveroso mantenere i nervi saldi ed avere ben chiari i propri obiettivi e l'orizzonte temporale dei propri investimenti. Senza tralasciare un altro aspetto: ogni medaglia ha due risvolti. Se da una parte le cattive notizie sono foriere di discese dei corsi borsistici, dall'altra, si possono vedere le stesse notizie come opportunità da cogliere.

Crollo borse mondiali: mantenere i nervi saldi

Come già detto precedentemente, è fondamentale, in frangenti come questi, mantenere i nervi saldi. Certo, è più facile a dirsi che a farsi, anche perchè, quando si vedono le quotazioni delle borse scendere repentinamente, è normale essere presi (chi più, chi meno) dal panico.

Dobbiamo però sempre tenere ben presente quella che è la composizione del nostro portafoglio finanziario, quali sono gli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere e le tempistiche che ci siamo dati.

Partiamo però da un assiona, prendendo ad esempio quanto evidenzia il sito Flossbachvonstorch.it in merito all'indice S&P 500 del mercato americano:

"L'andamento dei titoli azionari rispecchia in primo luogo l'andamento dei profitti delle imprese sottostanti. Per vedere quanto stretta sia questa correlazione asta uno sguardo ai dati storici: a metà novembre del 1955 l'indice S&P 500 quotava 46,50 punti e, in 66 anni, il suo valore è aumentato di quasi cento volte. Ma dall'inizio degli anni Cinquanta anche gli utili delle imprese su cui si basa l'indice S&P 500 sono centuplicati."

La prima osservazione che possiamo trarre da questo articolo è la seguente: nel lungo periodo, i mercati azionari garantiscono rendimenti superiori ad altri investimenti.

Perchè?

Crollo borse mondiali: l'azionario premiante nel lungo periodo

Come giustamente ci ricorda Fidelity-italia.it:

"Storicamente gli investitori in titoli azionari sono stati ricompensati per il rischio aggiuntivo che hanno dovuto affrontare con rendimenti medi più elevati nel lungo termine, rispetto ad esempio agli investitori in titoli di Stato. Nel breve periodo i prezzi delle attività finanziarie possono muoversi in modo accentuato in quanto i mercati sono soliti sovra-reagire ai nuovi dati e informazioni disponibili".

Come possiamo notare, nel breve periodo, i mercati vengono influenzati dalle notizie e dagli eventi quotidiani che determinano, quindi, fluttuazioni dei prezzi indipendentemente dal reale valore del sottostante. Quindi, anche l'azienda più performante può, nel breve, avere un andamento negativo della propria quotazione sulla base di ciò che accade nel mondo esterno.

Dall'altro lato, occorre anche dire che, i mercati stessi, anticipano, nei loro movimenti, le aspettative nei confronti sia del singolo titolo che di uno o più settori produttivi. Ergo, anche in assenza di uno scenario particolarmente favorevole dal punto di vista reale, una singola azione di borsa può avere (nel breve periodo) una performance superiore sulla base di attese o rumours positivi.

Nel lungo periodo, tutte queste fluttuazioni dovute al momento, tendono a compensarsi e, in un certo senso, ad annullarsi, lasciando spazio all' andamento del sottostante reale, ovvero all'andamento degli utili aziendali. 

Crollo borse mondiali: come ragionano i mercati

Premessa: le fluttuazioni borsistiche che stiamo vedendo in questi ultimi giorni, nulla hanno a che vedere, in termini percentuali, con quelle dei primi mesi del 2020. Giova ricordare che, nel primo trimestre del 2020, le perdite delle principali borse europee si attestavano poco sotto il 30%, mentre un po' meglio era stato l'andamento degli indici americani. 

Avevamo assistito a giornate di vere e proprie montagne russe con discese a due cifre e risalite più o meno identiche: le borse parevano degli ottovolanti senza conducenti.

Dobbiamo inoltre tenere a mente due concetti: il primo è che i mercati reagiscono immediatamente di "pancia" alle notizie (positive o negative che siano). Il secondo è che i mercati, sia in un senso che nell'altro, anticipano sempre quello che sarà l'andamento reale della congiuntura economica, spesso scommettendo su una ipotesi piuttosto che su un'altra.

Da tenere in considerazione, inoltre, quelle che sono le "attese" dei mercati, ovvero ciò che si aspettano dall'economia, da un settore, un'azienda, e via dicendo. 

Capita spesso di vedere una singola azione perdere di valore nel momento in cui viene comunicata una notizia estremamente positiva. Sembra un paradosso, ma non è così. In realtà, se andiamo a vedere l'andamento del titolo nel periodo precedente, possiamo vedere come, i mercati, avessero già anticipato la notizia e di conseguenza nel giorno in cui essa viene comunicata, il valore del titolo già ingloba questa positività.

Lo stesso discorso vale in caso di notizie negative, ovviamente.

Crollo borse mondiali: rischio o opportunità?

Tornando quindi al discorso iniziale, proviamo a rispondere alla domanda che attanaglia molte persone in fasi come queste: il crollo delle borse è solo un rischio (nel senso che rappresenta esclusivamente una perdita certa per il nostro portafoglio di investimenti) oppure può rivelarsi una grande opportunità?

"Non può piovere per sempre" recitava il protagonista del film "Il corvo". Lo stesso discorso vale per i mercati azionari: non possono scendere sempre, nè tanto meno salire sempre. E, oltre alle fisiologiche correzioni, ci sono i momenti nei quali, eventi imprevisti o che sembravano lungi dal manifestarsi, impattano in maniera significativa sull'andamento dei corsi di borsa nel breve periodo.

Proprio in questi momenti, il rischio può trasformarsi in una opportunità da cogliere. Che cosa significa?

Vuol dire che, la discesa dei mercati, se nel breve periodo rappresenta una diminuzione per il nostro portafoglio titoli, può invece trasformarsi in un sostanzioso guadagno nel medio/lungo termine. Oggi, infatti, se ho liquidità e non ho particolari esigenze a livello di tempo, posso permettermi di valutare l'idea di acquistare a prezzi più favorevoli e crearmi l'opportunità di guadagno per il futuro. Quantificare quanto sarò questo futuro a livello di giorni, mesi, anni? Impossibile, ma il tempo, borsisticamente parlando, è spesso galantuomo.

Crollo borse mondiali: le esperienze passate

Se è vero che il passato non rappresenta una garanzia per il presente o il futuro, è altrettanto vero che spesso la storia insegna e che, guardare ciò che è accaduto in altri momenti storici, può essere utile per comprendere ciò che potrebbe accadere da qui ai prossimi mesi.

In particolare una domanda sorge spontanea: quanto ci hanno impiegato (in giorni) mediamente, gli indici di borsa, a recuperare il loro valoro, dopo un evento shock che ha causato il crollo delle quotazioni?

Prendiamo come riferimento l'indice S&P 500: ebbene, come possiamo desumere da quanto pubblicato sul sito ispionline.it (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), si è andati:

".....dai 31 giorni dopo l'attacco alle Torri gemelle del 2001, ai quasi 200 dopo l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq di Saddam Hussein nel 1990".

Quindi, come possiamo notare, ci sono voluti da un mese fino ad oltre sei mesi affinchè l'indice che rappresenta le 500 aziende americane a maggior capitalizzazione ritornasse ai livelli pre evento dannoso.

Rischio e opportunità: da soppesare sulla bilancia, tenendo conto del peso, anche psicologico, per ognuno di noi.

Crollo borse mondiali: come sfruttare i mercati a proprio favore

Come sfruttare i mercati a proprio favore? 

In effetti la risposta è molto più semplice di quanto si possa pensare. C'è un modo molto elementare per cogliere tutte le opportunità che le borse ci possono presentare, ovvero quello di pianificare gli investimenti spalmandoli nel tempo.

A cosa ci si riferisce, quindi?  Esiste la possibilità si sottoscrivere dei piani di accumulo o comunque di strutturare gli investimenti (anche in via automatica) in modo che, la quota che andate ad investire sui mercati azionari, non sia acquistata in un unico momento, ma suddivisa in vari momenti, con la cadenza periodica che preferite.

Così facendo, è ovvio che avrete diverse finestre di investimento: vi capiterà quindi di acquistare nei momenti di valore massimo dei prezzi, ma anche nei momenti di valore minimo. Il che è decisamente diverso dall'acquistare in un singolo momento (che può essere favorevole o sfavorevole).

In fasi di mercato particolarmente volatile, poi, sempre nell'ottica di medio e lungo periodo, può essere opportuno dirottare qualche ulteriore somma verso i mercati azionari. Certo, va considerato l'aumento del rischio e va considerato il tutto in ottica globale di pianificazione finanziaria del proprio portafoglio.

Crollo borse mondiali: don't panic!

Quindi, ricapitolando: se avete investito le vostre disponibilità finanziarie attraverso una corretta pianificazione finanziaria che tenga conto di obiettivi e tempistiche, il crollo delle borse, per voi, più che un problema, può rappresentare una succosa opportunità.

Se invece siete andati alla ricerca del guadagno facile in poco tempo, allora potreste trovarvi momentaneamente in difficoltà, perchè, questa volatilità, nel breve periodo, può essere sanguinaria.

L'importante è sempre approcciare in maniera corretta sia i mercati, sia gli strumenti tramite i quali si va ad investire su di essi.

Nervi saldi, fino a quando potete e magari qualche camomilla in più.

Don't panic: la calma è la virtù dei forti.