La Brexit senza accordo avrebbe effetti pesanti per la City, ma anche per le banche e le assicurazioni del continente. Verrebbe a mancare quel “passaporto finanziario” che al momento facilita lo scambio di servizi tra le due sponde della Manica.

Finanza senza passaporto

Di giorno in giorno, lo scenario di una uscita del Regno Unito dalla Unione europea senza alcun accordo tra le due parti, che fornisca una cornice legale per limitarne gli effetti, diventa sempre più probabile. Un’uscita “no deal” avrebbe gravi conseguenze su molti fronti: dal commercio alla circolazione delle persone, al confine con l’Irlanda. Pesante sarebbe l’impatto sul settore finanziario, data la estrema rilevanza della piazza di Londra.

Nel caso di una “hard Brexit”, in cui il Regno Unito venisse a trovarsi fuori dalla European Economic Area (Eea), le banche e le assicurazioni (inglesi e internazionali) con sede a Londra perderebbero il “passaporto finanziario”, cioè la possibilità di prestare servizi negli altri paesi europei grazie alla autorizzazione ottenuta nel Regno Unito. Ciò potrebbe spingere molti istituti finanziari a trasferire la loro sede da Londra ad altre piazze finanziarie appartenenti alla Ue, per continuare a usufruire del passaporto finanziario. Il processo è già iniziato durante i due anni di trattative ed è destinato a subire una accelerazione in caso di fallimento delle trattative, come sembra stia accadendo.

Senza una sede legale nella Ue, la possibilità di fornire servizi negli altri paesi europei sarebbe condizionata a una serie di autorizzazioni da parte delle autorità dei singoli paesi. A loro volta, le autorizzazioni potrebbero essere rilasciate solo sulla base di accordi di cooperazione tra il Regno Unito e gli altri paesi europei, che riconoscano la sostanziale equivalenza tra la regolamentazione di settore britannica e quella comunitaria. È probabile che la Brexit inneschi una lunga serie di trattative bilaterali tra Regno Unito e singoli governi europei (oltreché con la Commissione UE) al fine di salvaguardare la prestazione cross-border di servizi finanziari tra Londra e il continente.