Il titolo è inequivocabile: "Brexit Is Done: The UK Has Left the European Union". Il 31 gennaio è stata applicata la Legge dell'Unione Europea del 2018 sulla dipartita di uno stato membro e il Regno Unito ha iniziato il processo di uscita dall'Unione Europea. Tale processo continuerà per tutto il 2020, mentre i governi di Regno Unito ed UE negozieranno la natura delle loro relazioni future.

Ora che l'uscita britannica dall'Unione Europea è una realtà a tutti gli effetti, la situazione economica nel Regno Unito è sorprendentemente tranquilla.

Questa sarà una sorpresa per coloro che credevano in quegli esperti (economisti e commercialisti) che annunciavano una paralisi economica del Regno Unito in caso di Brexit effettiva.

Eppure non abbiamo assistito ad alcun tumulto economico. Certamente i mercati e le società si sono mosse per adattarsi alla nuova realtà, in gran parte al di fuori del mercato comune dell'UE, ciononostante è da scartare che il Paese sia in bilico sul bordo di un disastro economico causato dalla Brexit.

Previsioni di catastrofe

Non doveva andare così.

Gli oppositori di un'uscita britannica, compresi burocrati, economisti e commercialisti, insistevano sul fatto che non solo l'eventuale uscita sarebbe stata disastrosa per l'economia del Regno Unito, ma che anche l'incertezza del mercato associata ad essa avrebbe paralizzato l'economia britannica.

Ad esempio, il Ministero del Tesoro del Regno Unito ha pubblicato una relazione nel maggio 2016 affermando:

Un voto per l'uscita provocherebbe un profondo shock economico, creando instabilità e incertezza che sarebbero aggravate dai negoziati complessi e interdipendenti che ne seguiranno. La conclusione dell'analisi è che l'effetto di questo profondo shock spingerebbe il Regno Unito in recessione e comproterebbe un forte aumento della disoccupazione.