Gli europeisti “duri e puri” amano fare critica, o ironia, sulla proposta di legge in discussione nel Regno Unito, che prevede di limitare l’immigrazione a persone dotate di alcuni requisiti: in primo luogo, conoscenza della lingua e appartenenza a determinate categorie professionali.

Il sito di Wolfgang Munchau (un europeista, ma non duro e puro) la riassume così: “escludendo i lavoratori non qualificati, si tengono le porte aperte per i banchieri italiani, gli ingegneri tedeschi e gli chef francesi ma le si chiudono agli idraulici polacchi e agli addetti alle pulizie lituani”.

La critica che leggo più frequentemente è che “i britannici si accorgeranno di quanto servono gli idraulici polacchi”.

Ora, il punto su cui riflettere è che questa critica perde di vista la vera motivazione della Brexit.

Io non ho nessuna opinione in merito a quanto siano critici gli idraulici polacchi per il benessere e l’efficienza dell’economia e della società britannica. Può darsi che la limitazione degli accessi sia un gravissimo errore.

Ma se si rivelerà tale, nulla impedirà al Regno Unito di modificare la normativa in futuro.

Il punto chiave della Brexit non sono gli idraulici polacchi. Sono la democrazia e l’autodeterminazione nazionale.

L’accesso agli idraulici polacchi, in conseguenza della Brexit, verrà stabilito da normative approvate dal parlamento britannico, messe in atto dal governo britannico, entrambi (governo e parlamento) in carica a seguito di elezioni dove è chiamata a esprimersi la popolazione britannica.