Gli investitori in fondi azionari specializzati sulla Borsa di Londra non si sono fatti spaventare da Brexit. Almeno fino ad ora. Secondo i dati di Morningstar Direct, non ci sono stati deflussi di massa: su un totale di 177,5 miliardi di euro raccolti dai fondi azionari europei da giugno 2016 (anno del referendum inglese per l’uscita dall’Unione) a fine ottobre 2018, l’equity Uk ha registrato riscatti netti per 16,7 miliardi. Gran parte è da attribuire ai comparti con focus sui dividendi.

“Nonostante sia chiara la tendenza ad uscire dall’azionario del Regno Unito, bisogna tenere presente che casi di specifici fondi di grandi dimensioni hanno accentuato il trend”, si legge in una nota Morningstar. “L’esteso periodo di underperformance (dal 2016 ) di comparti come LF Woodford Equity Income, Invesco Income, Invesco High Income e Invesco Strategic Income hanno determinato deflussi netti per 24,8 miliardi nell’intervallo temporale considerato. Se si escludono questi prodotti, il sentiment negativo verso la Borsa di Londra è molto meno pronunciato”.

Small cap e sentiment degli investitori

Mentre le società a larga capitalizzazione hanno business internazionali, quelle small e mid cap sono maggiormente focalizzate sull’economia domestica e quindi possono essere più colpite da uno scenario disordinato di uscita della Gran Bretagna dall’Unione. I flussi verso questo tipo di fondi rivelano un sentiment contrastato degli investitori: nel 2016 erano stati colpiti da riscatti, nel 2017-2018 (fino a ottobre) hanno registrato una raccolta positiva. In termini aggregati per l’intero periodo post-referendum, dunque, il saldo è positivo.