Capita spesso di ritrovarsi tra le mani dei buoni fruttiferi postali il cui cointestatario è morto. Cosa si deve fare per ottenere il rimborso delle somme che spettano? E' necessario ottenere il permesso degli eredi, se questi ci sono? Ad intervenire direttamente sul problema ci ha pensato la Corte di Cassazione, che in varie occasioni è intervenuta per dipanare le matasse che sorgevano intorno di buoni fruttiferi postali. Le sentenza n. 24639/2021 risulta essere molto importante, perché fa chiarezza sugli obblighi ed i doveri delle parti in causa (i clienti privati e le Poste).

I giudici ritengono che nel caso in cui uno dei cointestatari dovesse morire, ogni singolo superstite ha il diritto di ottenere il rimborso dell'intera somma contenuta nei buoni fruttiferi postali. La sentenza parla chiaramente di superstite: questo chiarisce un punto. Non importa che si tratti di un erede o meno. Il principio enunciato dai giudici della Suprema Corte è fondamentale, perché verrà applicato d'ora in poi nel caso in cui si dovessero verificare questi particolari casi.

Buoni fruttiferi postali, dalla parte dei clienti!

Sostanzialmente la Corte di Cassazione ha dato ragione ai clienti. Ma soprattutto ha escluso la possibilità - diversamente da come avevano argomentato i legali di Poste italiane - che il pagamento fosse subordinato al consenso di tutti gli eredi, così come accade con i libretti postali. In questo caso, per la liquidazione degli stessi, ci si riferisce all'art. 187 del Dpr 259/89.

I giudici hanno quindi provveduto a chiarire quali siano le diffrenze tra i buoni fruttiferi postali ed i libretti postali, una sostanziale differenza che non permette - anzi di fatto impedisce - la possibilità di applicare ai primi la disciplina che è prevista per i secondi. Ricordiamo, infatti, che i buoni fruttiferi postali non sono cedibili a terzi: una sostanziale deroga alle norme che generalmente regolano i crediti.

I buoni fruttiferi postali sono poi caratterizzati da

un marcato rafforzamento del diritto di credito dell’intestatario sulla somma portata dal documento ad ottenere il rimborso a vista.

Data questa regola di fondo, non è possibile subordinarne il rimborso all'ottenimento del consenso di tutti gli eredi. Come conseguenza di questi assunti, Poste italiane ha l'obbligo di erogare le somme si superstiti, anche se uno dei cointestatari è deceduto.

Buoni fruttiferi postali, la presa di posizione dell'arbrito finanziario!

Della stessa opinione è anche l'Arbitro bancario e finanziario (Abf), che con una pronuncia del 2019 ha provveduto a sottolineare che

la normativa esaminata non tutela gli interessi dei coeredi, i quali potranno venire eventualmente a conoscenza aliunde dell’esistenza dei buoni intestati anche ai propri danti causa e agire nei confronti del coerede davanti al giudice ordinario.

A questa decisa e marcata presa di posizione si aggiunge anche quella del Ministero dell'Economia e Finanze, secondo il quale i buoni fruttiferi postali sono equiparati a titoli di debito pubblico e quindi sono fuori dall'attivo ereditario. L'erede, comunque vada, sarà tenuto a presentare una dichiarazione di esonero.

A questo punto, praticamente, i diretti interessati come possono ottenere il rimborso dei buoni fruttiferi postali, nel momento in cui sia morto un cointestatario? Sarà sufficiente presentate una domanda allo sportello: dovrà essere mostrato un documento d'identità ed un certificato di morte del cointestatario. Poste italiane non potrà rifiutare il rimborso. Eventuali e successive pendenze con gli eredi saranno poi risolte direttamente in tribunale.

Una data da segnare in calendario!

Per i buoni fruttiferi postali è importante segnarsi la data del 30 settembre 2021. Il sito di Poste italiane riporta un avviso che riguarda quelli cartacei, che si sono prescritti mentre c'era l'emergenza Coronavirus, ossia tra il 1° febbraio 2020 ed il 31 luglio 2021. Ma proviamo a scoprire cosa accade.

E' bene sottolineare che l'avviso riguarda i buoni fruttiferi postali cartacei, che si sono prescritti nel periodo che abbiamo indicato nel paragrafo precedente. Questi titoli potranno essere riscossi fino al 30 settembre 2021. Quindi nulla è andato perduto, ma è necessario affrettarsi e richiedere le somme che spettano per legge. Dal 1° ottobre 2021 scatterà la prescrizione: questo significa che non sarà più possibile ottenere la somma investita e nemmeno gli interessi. Poste Italiane ha ricordato, inoltre, che dal 14 aprile 2001 la titolarità dei buoni fruttiferi postali è passata in capo a Cassa Depositi e prestiti, mentre per quelli prescritti l'importo andrà in favore un Fondo istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, che servirà ad indennizzare i risparmiatori che sono rimasti vittime delle frodi finanziari

Ma tornando alla scadenza del 30 settembre 2021, è molto importante che i possessori dei buoni cartacei prestino la massima attenzione alla data di scadenza ed il termine di prescrizione decennale. Nel caso in cui la data non sia riportata dietro al titolo è possibile consultare il sito di Poste italiane.