Buoni spesa: riparte per molti comuni il bando per la prima tranche 2021, di erogazione delle card prepagate o buoni pasto per usufruire del bonus fino a 700 euro da spendere in acquisti di generi alimentari e farmaci. Per poter fare la domanda in tempo occorre essere sempre informati ed in alcuni casi affrettarsi perchè in molti comuni c'è tempo solo fino a fine febbraio o inizi di marzo.

I buoni spesa messi a disposizione dai comuni italiani hanno già aiutato milioni di famiglie ad acquistare generi alimentari, a partire da marzo 2020 quando con apposito Decreto del Presidente del Consiglio, sono stati stanziati fondi di solidarietà  gestibili in autonomia dalle regioni e dai servizi sociali di ambito territoriale

In questi mandati di pagamento è stata inserita la possibilità di erogare il bonus per la spesa alimentare individuando le famiglie più bisognose in base a specifici requisiti.

Questo bonus spesso è compatibile anche con altri sussidi a sostegno del reddito, e con le agevolazioni per le famiglie numerose come il bonus sociale per avere sconti anche sulle fatture di gas ed elettricità, ma occorre comunque seguire alcune regole per poter fare la domanda e accertarsi che si possa rientrare nei parametri stabiliti. 

Non è detto quindi che chi ne ha avuto diritto nel 2020 o lo scorso dicembre possa ottenere nuovamente il beneficio, infatti la maggior parte delle volte oltre all'Isee viene preso in esame il mese precedente dell'erogazione per verificare anche le entrate personali correnti.

In questo modo si intende dare la priorità a quei nuclei familiari che non hanno al momento componenti che lavorano o che percepiscono indennizzi a lungo termine come la Naspi e sussidi che prevedono più mensilità continuative come ad esempio il reddito di cittadinanza o le rate del reddito di emergenza

L'assegnazione del bonus spesa è nata come misura straordinaria e a carattere temporaneo ma è già stata prorogata varie volte a causa del prolungarsi dello stato di emergenza

Nel corso dei mesi il bonus per la spesa è diventato sempre più mirato puntando all'inserimento di categorie maggiormente penalizzate dall'emergenza sanitaria, specialmente quei nuclei familiari che sono rimasti senza una occupazione fissa e senza altri contributi a titolo di ammortizzatori sociali

Bonus spesa: come funzionano i buoni comunali 

Ogni comune stabilisce di volta in volta, ad ogni bando, i requisiti che ritiene più opportuni per l'erogazione del bonus, e applica i criteri sulla base delle domande che dovranno essere corredate da un'autodichiarazione che dovrà riportare i dati esatti del nucleo familiare del richiedente, della residenza e della condizione patrimoniale e reddituale dello stesso.

Infatti anche se in quasi tutte le domande occorre allegare l'Isee, che nella maggior parte dei comuni non deve superare i 20.000 euro, in aggiunta la concessione del buoni spesa prevede anche di verificare la situazione più recente della famiglia oltre alla DSU ordinaria o corrente che si riferisce ai redditi, vanno autodichiarati anche gli eventuali depositi attuali dei conti correnti intestati e i beni immobiliari.

E se nel caso la famiglia fosse in affitto, anche le spese sostenute per il canone nel mese precedente la richiesta. In questo modo per i servizi sociali è più facile identificare coloro che ne hanno diritto in base a più significativi cambiamenti. Ad esempio chi ha recentemente perso il lavoro o chi prima aveva un impiego a tempo pieno mentre al momento è in cassa integrazione o è stato licenziato a causa del Covid, ma anche chi non ha più sussidi di integrazione al reddito che prima aveva, come soggetti che nel corso dei mesi precedenti hanno terminato i pagamenti dell'indennità di disoccupazione.

Oltre al requisito di reddito, pesa sull'assegnazione e sulla cifra concessa anche il numero di familiari a carico, infatti maggiore sarà il numero dei componenti maggiore sarà la somma percepita, con specifici riferimenti soprattutto per quanto riguarda i figli minori, gli anziani non autosufficienti o i soggetti con disabilità e invalidità

In molti comuni inoltre viene data precedenza a quelle famiglie che non beneficiano già di aiuti a livello locale e non risultano attualmente seguiti dagli uffici politiche sociali per i meno abbienti come ad esempio coloro che si trovano in uno stato di emergenza abitativa o il cui nucleo familiare è particolarmente numeroso e quindi usufruisce già di esenzioni e sconti particolari.

Nuovo bando buoni spesa del comune di Milano  

Notizia delle ultime ore è che a Milano si è riattivato un nuovo bando per l'assegnazione di buoni spesa per i residenti all'interno dell'area comunale. Questo può essere da esempio per molti altri comuni che nel frattempo hanno riaperto i termini delle domande del bonus spesa, ma anche un'opportunità in più per tutti gli interessati, anche quelli che lo scorso anno non sono riusciti a richiedere i buoni o che sono stati precedentemente esclusi dalle graduatorie. Considerato il prolungarsi dell'emergenza e della crisi, per il periodo febbraio marzo sono stati stanziati infatti 5.800 milioni da elargire come aiuto per la spesa di generi alimentari. 

Sarà possibile inoltrare la domanda online dal 9 febbraio fino all'8  marzo 2021, per ricevere un bonus che va  da 300 a 700 euro in base al reddito e ai componenti del nucleo. I buoni poi potranno essere spesi fino al prossimo 30 novembre. 

Per il comune di Milano, i criteri di assegnazione andranno esclusivamente in base ai requisiti e non all'ordine di arrivo delle domande, stabilendo un punteggio in base a vari fattori, e dando la precedenza a chi ha ridotto i redditi a causa della pandemia, quindi sarà elemento importante una riduzione del redditi di almeno il 25% che si sia verificato nell'ultimo anno, oltre ovviamente ad altri requisiti di reddito e numero dei componenti della famiglia. 

Le domande vanno presentate online, nella modalità indicata sul bando e sul sito dedicato. Con la possibilità anche di ottenere chiarimenti ed aiuti necessari alla richiesta tramite appuntamento da concordare con l'ufficio preposto. Una opportunità ulteriore pensata appositamente per chi dovesse avere problemi e poca dimestichezza nell'uso del computer.

I fondi concessi per la spesa saranno distribuiti tramite carte prepagate tipo postepay ricaricabili, o a scelta,  anche sotto forma di voucher buono pasto con codice per smartphone da esibire al momento del pagamento in cassa al supermercato.

Anche in questo caso si cercherà appunto di individuare le famiglie che sono state maggiormente colpite dalla crisi e che magari precedentemente non avevano richiesto altro tipo di aiuti, a questi sarà data priorità. Ed infine, a parità di punteggio assegnato in graduatoria l'elenco sarà aggiornato con il seguente criterio di requisiti che daranno diritto ad avere la precedenza, come si legge nel regolamento ufficiale: 

“maggior numero di minori 0-3 anni, maggior numero di anziani di età pari o superiore ai 65 anni, assenza di immobili di proprietà del nucleo familiare, sulla base di informazioni che saranno reperite dalla stessa Amministrazione.”

Bonus spesa: cosa si può acquistare con i buoni del comune

I buoni spesa, prevedono gli acquisti presso specifici negozi che hanno aderito all'accordo previsto con i comuni. In genere sul sito dove si fa la domanda si può controllare anche l'elenco dei negozianti aderenti, e comunque all'atto dell'assegnazione viene ricordato al beneficiario il regolamento compreso di lista dei prodotti ammessi e dove poterli acquistare. In genere tra i supermercati che aderiscono, oltre a piccoli commercianti locali di generi alimentari e ortofrutta,  ci sono anche grandi catene di ipermercati presenti in tutta Italia come Coop, Conad,  Esselunga e Carrefour.

Occorre però ricordare che i negozi autorizzati dovranno essere quelli presenti all'interno del proprio comune di residenza e gli articoli da acquistare devono far parte di quelli presenti nell'elenco specificato dal regolamento comunale. 

In più molti offrono un ulteriore vantaggio che è quello di concedere uno speciale sconto dedicato proprio a chi paga con i buoni spesa. Gli sconti vanno dal 5 al 20% e per ottenerli occorre far presente all'addetto in cassa che si intende utilizzare il bonus comunale, prima di fare il conto degli articoli acquistati, in modo da farsi applicare la percentuale di sconto quando prevista.

 

I buoni sono validi per tutti gli acquisti di tipo alimentare, di prodotti freschi come carne pesce latticini e salumi, ma anche latte pane pasta farina uova, oltre agli alimenti per neonati come omogenizzati e latte in polvere. Spesso non sono consentiti i prodotti non ritenuti necessari come ad esempio caramelle o bevande energetiche, e non sono quasi mai consentiti neanche gli acquisti per alcolici e superalcolici. Permessi invece sempre i prodotti per l'igiene personale e quelli per la pulizia della casa.  Inoltre se nell'elenco comunale di riferimento sono presenti anche negozi di sanitari e parafarmacie sarà consentito utilizzare i buoni spesa per acquistare medicinali e dispositivi sanitari anche senza obbligo di ricetta.  Oltre ad articoli ad uso medico, ad esempio in farmacia è anche possibile usare i buoni spesa per comprare dispositivi di protezione individuale imposti dalla legge anti contagio sul nuovo coronavirus, come mascherine chirurgiche, guanti e prodotti igienizzanti.  Sono comunque vietati sempre gli articoli considerati non di prima necessità inclusi quelli che potrebbero essere non alimentari, come abbigliamento, profumi, cosmetici, giocattoli e accessori. 

 

Il beneficiario del bonus spesa deve essere comunque attento a come spendere il bonus concesso perchè in certi casi si può incorrere in specifiche sanzioni, con la perdita del beneficio non speso e il ritiro della carta o dei voucher concessi e la restituzione della somma già utilizzata.  In altri casi invece, se il problema riguarda false dichiarazioni che dovessero venire alla luce in caso di successivi controlli amministrativi,  si può andare anche incontro a denunce. 

come controllare il saldo dei buoni spesa comunali

Quando il bonus spesa viene erogato sotto forma di ticket e codici elettronici come buoni pasto è ovviamente più semplice controllare quanto si spende. Nell'ultimo periodo sono nati anche nuovi servizi tecnologici dedicati appunto ai bonus spesa, che vanno incontro alle esigente dei beneficiari e degli esercenti semplificando le operazioni. Come ad esempio la piattaforma buoni-spesa.it che permette di controllare sempre quanto si spende ed il saldo residuo e gli accrediti tramite app anche quando i bonus vengono accreditati con il sistema della carta regionale o su tesserino codice fiscale con chip. 

O anche la app “Pellegrini card” disponibile su Appstore o Google Play, che è quella utilizzata dal comune di Milano, e che gestisce i ticket dei buoni pasto fornendo il codice da utilizzare per pagare la spesa al supermercato e consente di monitorare tutti i movimenti e i residui del bonus.

Mentre quando la ricarica viene effettuata direttamente su carte prepagate gestite dal comune, si può verificare il servizio dedicato sui portali locali, e se si è in possesso delle credenziali si può accedere e controllare in ogni momento il saldo della propria carta. 

Purtroppo invece in altri comuni questo servizio non è disponibile, specialmente per quelli che ricaricano il bonus spesa su tessere magnetiche prepagate generiche tipo mastercard come quelle utilizzate per buoni regalo.  In questi casi quindi occorre conservare tutti gli scontrini, a partire dai primi acquisti e scalarli di volta in volta dal totale della carta per poter tenere sotto controllo la cifra residua che si può ancora spendere ed essere certi di avere sufficiente disponibilità residua per fare spesa.