Si torna a parlare di buoni spesa, già conosciuti e ottenuti da molte famiglie italiane. Si tratta infatti di una delle misure pensate nel periodo iniziale della crisi epidemiologica per dare un supporto economico nella spesa quotidiana.

Nati dalla consapevolezza di crescente difficoltà ordinaria delle famiglie nel periodo Covid, i buoni spesa vedono la prima menzione nel Decreto Legge Ristori Ter quando il Governo Conti individuò le prime incertezze causate dalla pandemia. 

Così all' art. 2 il Decreto n. 154 del 23 Novembre 2020 prevedeva misure urgenti di solidarietà alimentare, citiamo:

per garantire ai comuni l' adozione di misure di solidarietà alimentare è istituito un fondo di 400 milioni nel 2020 da erogare a ciascun comune entro 7 giorni dall'entrata in vigore del decreto

Per la ripartizione si fa invece riferimento all' ordinanza n. 658 del Capo del Dip. della Protezione Civile che riconobbe l'esigenza di supportare i comuni con un incremento del fondo di solidarietà comunale.

La misura è stata poi rinnovata nel 2021 col Decreto Sostegni bis a seguito dell' analisi dei buoni spesa erogati e del permanere dello stato di emergenza Covid. Questa consapevolezza ha richiesto un aumento del fondo originario previsto passando da una risorsa definita in euro 400 mln ad un fondo destinato di 500 mln di euro. Ben 100 mln di euro in più stanziati per tale intervento.

I buoni spesa sono un contributo dai mille volti poichè molteplici sono le sfumature dei requiti richiesti a seconda del Comune di domanda. Sì, perchè il governo ha affidato agli enti comunali la definizione dei parametri di partecipazione e delle stesse modalità di presentazione della richiesta. 

Tante le domande delle famiglie: come ottenere i buoni spesa e dove poter acquistare? Cosa comprare coi buoni spesa? Rispondiamo ad ognuna di esse...

Cosa sono i buoni spesa e cosa comprare?

Come diffuso anche sul sito del MEF ovvero del Ministero dell'Economia e Finanze nel 2020, buoni spesa e beni di prima necessità sono stati destinati nella forma di un fondo da 400 milioni di euro ai comuni italiani.

Qui arriva la prima risposta, tali bonus possono essere utilizzati per l'acquisto di beni primari e non solo. Il Decreto sostegni bis infatti al titolo enti territoriali aggiunge tra le motivazioni alla base di questo contributo oltre al sostegno alimentare anche il

sostegno alle famiglie che versano in stato di bisogno per il pagamento di canoni di locazione e delle utenze domestiche.

In definitiva i buoni spesa possono essere utilizzati per l'acquisto di beni di prima necessità, farmaci, utenze e pagamento del canone di locazione. E' importante che quest' ultimo sia specificato al momento della domanda.

Vi segnaliamo, per un utile ed esaustivo approfondimento, un video del canale youtube di Mr LUL sulle novità, in tema buoni spesa, apportate dal Decreto sostegni bis.

Questo quanto stabilito dal Governo perchè, in virtù dell'alta discrezionalità concessa, i Comuni avranno la libertà di definire i vari requisiti compreso l' importo che in via generale oscilla tra i 100 euro e i 700.

Altro step su cui il Governo ha dettato legge è la distribuzione del fondo 2021 ai vari enti, stabilito in base alla popolazione residente (per il 50% del fondo) e in base a quanto il reddito pro capite del comune in questione si distanzia dal dato corrispondente a livello nazionale (utilizzando come valore di ponderazione la popolazione dell'ente).

Buoni spesa: come ottenerli e a chi spettano

Qui entrano in gioco i Comuni, sono loro a fare da giudice. Due sono i requisiti base definiti a livello centrale, il resto è rimesso all'ente locale.

Per far richiesta sarà necessario avere cittadinanza italiana e residenza (non si parla di domicilio) nel paese in cui si presenta la domanda e dimostrare la situazione di disagio. Per quest'ultimo dato il riferimento è all' Isee ma il valore massimo da presentare ai fini dell' accettazione dipende dal limite stabilito localmente.

Chiariti questi limiti, sarà poi il Comune a definirne ulteriori.

Per esempio, molti si chiedono se esser percettore del reddito di cittadinanza sia motivo di esclusione ai fini del voucher spesa.

Nessun riferimento esplicito detta questa incompatibilità ma considerando l'obiettivo alla base dell'erogazione dei buoni e le soglie Isee non sempre alte è chiaro che in molti comuni i percettori del Rem saranno esclusi.

Vedremo infatti come in alcuni enti locali la priorità sia alla base individuata nelle famiglie che non usufruiscono di nessun supporto economico da parte dello Stato.

Pe capire se si rientra tra gli aventi diritto, l' utente dovrà verificare direttamente sul sito del comune di interesse poichè è a livello locale che sono definite date di scadenza, modalità di presentazione della domanda (telematica o cartaceo) e formato dei buoni spesa. Analizzeremo a seguire i requisiti disposti da alcuni comuni.

In alcuni casi saranno buoni spesa cartacei da spendere nei centri convenzionati, in altri delle card e in altri ancora l'importo sarà accreditato direttamente sul conto del cittadino.

Sul sito dell'ente sarà anche indicato chi accetta i buoni spesa.

Buoni spesa comunali: quando scadono

Anche qui il dato non è univoco. Perchè i buoni spesa attivati con il Decreto sostegni bis sono stati recepiti in date diverse dai Comuni che hanno quindi dettato scadenze diverse.

Questo vuol dire che, come per i requisiti per averne diritto, solo controllando sul sito dell'ente comunale si può avere una risposta. Se per alcuni Comuni l'opportunità sarà già scaduta, per altri gli Italiani residenti sono ancora in tempo. Uscita la graduatoria sul sito del comune, la famiglia aderente avrà un paio di mesi per spendere il buono nei punti vendita convenzionati.

Fino a quando la data indicata non sarà sopravvenuta, gli Italiani avranno tempo per presentare la propria domanda. Ovviamente solo un membro della famiglia potrà farne richiesta e l' importo varierà soprattutto in base al numero di componenti il nucleo familiare. Vediamo alcuni esempi.

Buoni spesa a Taranto: terminata la terza fase 

E' già alla terza fase di erogazione dei buoni spesa il Comune di Taranto che ha stabilito il termine di partecipazione al già passato Giugno 2021. La domanda doveva essere presentata online tramite registrazione del proprio indirizzo mail allegando, una volta scaricata e compilata, la Dichiarazione del nucleo familiare messa a disposizione sul sito.

La famiglia ha dovuto indicare le varie entrate del nucleo familiare e tra queste eventuali benefici da sostegno pubblico.

Il comune di Taranto non esclude, ma certo avrà definito delle priorità, i percettori di Rem e altre tipologie di sostegno pubblico.

Requisito fondamentale era la dichiarazione di disponibilità finanziarie (saldo bancario/postale) di tutto il nucleo, inferiore a 5000 euro. La modalità di erogazione è stata definita sottoforma di ricarica su tessera sanitaria di euro 300 per nuclei formati da massimo tre persone fino a 500 (per nuclei più numerosi).

Gli aventi diritto avranno tempo fino al 31 Dicembre 2021 per spendere i buoni spesa.

Buoni spesa a Bologna, c'è ancora tempo?

Un sito internet ben organizzato quello del comune di Bologna dove un insieme ben delineato di schede opportunamente nominate chiarisce tutti i dubbi, tranne uno (almeno ad una lettura superficiale dell'avviso). C'è ancora tempo per le domande?

Perchè nessun dato temporale compare sul sito sebbene risulti aggiornato a Settembre 2021. I buoni spesa in questo caso non hanno una scadenza neanche nella presentazione della domanda che prosegue fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

I buoni hanno un taglio di 25 euro e il totale da assegnare è di:

  • 150 euro per un solo componente
  • 250 per famiglie di due componenti
  • 350 per nuclei di tre persone; 400 per quattro componenti
  • 500 e 600 euro per nuclei rispettivamente formati da 5 e 6 persone

Per le famiglie con minori il totale massimo di assegnazioni è pari a tre. Il secondo pacchetto verrà attribuito in automatico dopo due mesi senza dover rifare richiesta. Lo stesso vale per le famiglie non composte da minori. Queste ultime non avranno però diritto a ripresentare la domanda per la terza assegnazione per tutto il 2021.

Il comune ha messo a disposizione un operatore presso lo sportello sociale e lì si dovranno recare i cittadini. L'esito arriverà tramite messaggio e i buoni spesa potranno direttamente essere scaricati e utilizzati dal cellulare nei punti vendita indicati in tabella direttamente sul sito.

Attenzione, le famiglie dovranno dimostrare un peggioramento delle condizioni economiche causa Covid e nello specifico dimostrare depositi bancari o postali non superiori ad euro 10.000.

Gli orari dello sportello sono indicati sl sito insieme ad alcuni riferimenti e contatti utili.

Buoni spesa a Roma, termine scaduto nonostante la proroga

Scaduto il termine per richiedere i buoni spesa a Roma nonostante la proroga al 6 Luglio 2021. L' amministzione si riserva la facoltà però di riaprire le iscrizioni in caso di integrazione del fondo o rimanenze di disponibilità.

L' isee richiesto non doveva esser superiore ad euro 8000 e interessava, in quando aventi diritto secondo l'ente della capitale, anche residenti a Roma ma con cittadinanza di Paesi terzi e permesso di soggiorno valido.

La domanda doveva esser presentata in formato cartaceo presso il Caf e dava diritto, se accettata, ad un supporto economico direttamente accreditato su carta prepagata tra i 200 euro e i 600 a seconda della composizione del nucleo familiare.

Buoni spesa a palermo, da 300 a 800 euro per le famiglie residenti

Il servizio dei buoni spesa è gestito tramite il portale della Protezione Civile a Palermo dove i voucher sono esclusvamente destinati alle famiglie che non percepiscono nessun sostegno o foma di assistenza economica.

La procedura è descritta in tutti i passi sul sito che indica anche un indirizzo email di riferimento per ulteriori informazioni. Si tratta di un modello online da compilare a cui vanno allegati copia del contratto di affitto e Iban per l'accredito (nel caso si richieda il bonus spesa per il pagamento del canone), fatture (nel caso di pagamento utenze), dichiarazione da scaricare e compilare. Una procedura guidata aiuterà l'utente negli 8 passaggi.

Anche qui non c'è nessuna scadenza poichè i buoni spesa saranno erogati fino ad esaurimento delle risorse a chi:

  • non ricevere nessun sostegno pubblico (Rem, Naspi, Rei, pensione)
  • non percepisce redditi da lavoro nè rendite finanziarie
  • non abbia percepito forme di sostegno pubblico o buoni spesa per importi superiori al valore del buono spesa attuale (in caso contrario avrà diritto alla differenza)

Sono ancora molti quindi i Comuni che non hanno esaurito le risorse e che stanno continuando ad erogare buoni spesa. Controlla sul sito del tuo ente comunale per non perdere quest'opportunità.