I Buoni Postali hanno accompagnato per decenni la crescita economica delle famiglie italiane. Anche perchè, diciamolo senza paura di essere smentiti, erano uno degli investimenti più redditizi in assoluto, capace di duplicare il capitale nel giro di pochi anni (cinque o sette) o addirittura di triplicarlo (dai sette agli undici anni). 

Col taglio minimo pari ad un milione delle vecchie lire, si mettevano davvero i propri risparmi al sicuro e in modo estremamente profittevole. 

Oggi invece? Come riporta il sito investireoggi.it:

"I Buoni fruttiferi postali offrono tassi d'interesse ormai fin troppo insufficienti per attirare il risparmio degli italiani battuti dai Btp".

A livello di remuneratività, quindi, parrebbe essere venuto meno l'appeal di questo strumento d'investimento. Anche se occorre fare dei distinguo, valutando caso per caso.

Ad esempio, i buoni postali sottoscritti a favore di un minorenne presentano caratteristiche interessanti, come riporta il sito tg24.sky.it:

"....I valori del tasso di rendimento effettivo annuo lordo sono crescenti. Dopo un periodo di possesso che va da un anno a sei mesi e tre anni, il rendimento è dello 0,50%. Al quarto anno sale allo 0,75%, al quinto all'1%, al sesto e al settimo all'1,25% e così via, fino a raggiungere il 2,50% al 18esimo anno."

Buoni postali: la garanzia dello Stato

Tralasciando per un momento l'aspetto inerente la redditività dell'investimento, focalizziamo l'attenzione su quello che è uno degli aspetti fondamentali (se non l'aspetto fondamentale) per la testa e le tasche del risparmiatore medio italiano: la sicurezza.

Di cosa si parla quando ci si riferisce ad un investimento sicuro? Prendiamo in prestito la definizione che fornisce il sito finanza.economia-italia.com:

"Per investimento sicuro di solito si considera quello che garantisce il recupero al 100% del capitale versato, più eventuali interessi."

Che cosa si va a vedere per prima cosa, per stabilire se l'investimento è sicuro? La solidità economico/finanziaria dell'emittente. In tal senso, possiamo metterci il cuore in pace. Perchè?

Vediamo che cosa dice il sito qualcherisposta.it:

"I buoni fruttiferi postali sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A (CDP), società controllata dallo Stato e lo Stato italiano è garante diretto dei buoni emessi. Sono collocati in esclusiva da Poste Italiane."

Quindi, dal punto di vista della sicurezza relativa all'emittente possiamo dormire sonni tranquilli, a meno di catastrofi ad oggi imprevedibili.

Buoni Postali: come si sottoscrivono

Come già indicato precedentemente, i Buoni Postali sono collocati in esclusiva da Poste Italiane Spa. Ciò significa che vi è la certezza sulla bontà dell'emittente e sulla solidità dello stesso.

Non esistono altri intermediari presso i quali sottoscrivere queste forme di investimento. Vengono quindi meno anche le eventuali remore inerenti possibili truffe o problematiche originate dal contatto con consulenti finanziari o intermediari di varia natura e genere.

Semplicemente, per sottoscrivere il vostro buono postale dovete recarvi presso l'Ufficio Postale. E null'altro?

In effetti, c'è una ulteriore possibilità, ovvero la sottoscrizione tramite "app". Sembrerebbe pura utopia, invece è possibile. Occorre scaricare l'app "Banco Posta" e abilitare il proprio conto corrente. Quindi si seleziona la voce "Sottoscrivi buono" e si sceglie la tipologia di buono alla quale si è interessati.

Al di là della procedura, ciò che si vuole evidenziare è la sicurezza nella emissione e nel processo di emissione. Infatti, per accedere all'app, occorrono password e codici strettamente personali, per cui, le modalità con le quali si effettua garantiscono una tranquillità assoluta sotto ogni punto di vista. 

Buoni postali: la sicurezza del rendimento

Quando si parla di rendimento e ci si riferisce agli interessi che un singolo investimento può fruttare, spesso si sente affermare: "Meglio pochi ma buoni". Tradotto: meglio qualcosa in meno ma certezze e garanzie in più.

Ed è proprio ciò che accade con i Buoni Postali. I rendimenti non saranno da favola, non ci comprerete la casa con gli interessi maturati, però non dovrete nemmeno passare il tempo ad interrogarvi sulla bontà del vostro investimento o sulla volatilità dello stesso.

Non sterili promesse ma solide realtà: questo è ciò che offre un buono postale. Nessun tasso di rendimento allettante in grado di farvi sgranare gli occhi, nessuna promessa da marinaio. Semplicemente, ciò che vi viene prospettato in sede di sottoscrizione sarò, in base alle caratteristiche del buono stesso, ciò che riceverete durante il periodo di vita del vostro investimento.

Un'altra certezza è data dal fatto che la ritenuta applicata sugli interessi maturati, come per i titoli di stato, è pari al 12,50%. Quindi, come nel caso di obbligazioni statali, un trattamento di favore rispetto ad esempio a quanto previsto per fondi di investimento, azioni, etc.

Buoni postali: esenti da successione

Un'altra peculiarità dei buoni postali, è quella relativa all'esenzione dall'imposta di successione in caso di morte del sottoscrittore. Sembrerebbe un dettaglio di poco conto, mentre invece riveste la sua notevole importanza.

Come sappiamo, infatti, in caso di morte, occorre presentare la dichiarazione di successione, all'interno della quale vanno indicati tutti i beni (mobili ed immobili) appartenenti al de cuius, nonchè il saldo dei conti correnti a lui intestati e degli investimenti a lui riferiti.

In merito a titoli ed investimenti, vi sono alcune eccezioni. Le polizze assicurative, i titoli di Stato e i buoni postali, infatti, non rientrano nell'asse ereditario. Ergo, non vanno inseriti nella dichiarazione di cui sopra.

Non entrando in successione, quindi, sugli importi dei buoni postali, non dovrà essere pagata alcuna tassa di successione. Un'idea per lasciare a figli e nipoti un capitale che si rivaluta nel tempo, senza rischi e senza costi in caso di dipartita del sottoscrittore.

Come può fare un figlio o un nipote a sapere se il proprio padre, madre, nonno o nonna ha lasciato in eredità un buono fruttifero postale? Occorre inviare, all'ufficio postale, una richiesta (insieme alla comunicazione del decesso) con la quale si chiede di venire a conoscenza di tutti i rapporti intestati al de ciuis.

Buoni postali: i buoni cartacei

A differenza delle altre tipologia di investimento che non prevedono la materialità del titolo, i buoni postali possono ancora essere emessi sia nella versione cartacea che in quella dematerializzata.

Con la versione cartacea, occorre presentarsi allo sportello per l'accredito degli interessi e la riscossione del capitale alla scadenza finale. Il buono dematerializzato, invece, ha lo stesso funzionamento di un classico investimento in titoli che confluiscono su un deposito titoli personale. In questo caso, sia la liquidazione degli interessi che del capitale a scadenza avvengono in via automatica sul conto corrente o sul libretto dell'intestatario.

Il consiglio, ovviamente, è quello di optare per i buoni dematerializzati, onde evitare dimenticanze o smarrimento del certificato. Con la procedura automatizzata, non dovete ricordarvi di nulla.

Viceversa, se il buono è cartaceo, ci sono dieci anni di tempo per riscuotere capitale ed interessi. Il problema, in questo caso, sta nella possibile mancanza di comunicazione tra persone dello stesso nucleo familiare (nonni che vogliono fare un dono ai nipoti senza che lo sappiano) o nell'oblio del tempo che porta a dimenticare in qualche remoto cassetto il buono stesso. In caso di furto o smarrimento, ovviamente, occorre la denuncia all'autorità competente (non basta la semplice auto dichiarazione di smarrimento dell'intestatario).

Buoni postali: investimento con vista pensione

All'interno della categoria dei buoni postali, oltre a quelli per i minorenni che arrivano a garantire un rendimento del 2,50%, c'è un'altra tipologia che desta particolare interesse.

Di cosa si tratta?

Si tratta di Buono Obiettivo 65. Cosa è? Un buono postale che ha un orizzonte di lungo periodo con la finalità di integrare la propria rendita pensionistica. Il buono può essere sottoscritto dai 18 ai 54 anni di età e prevede una prima fase, cosiddetta di accumulo, nel quale maturano interessi crescenti secondo quanto stabilito dal contratto.

Dal giorno successivo al 65esimo compleanno, e fino all'ottantesimo anno di età (ovvero per 15 anni), viene erogata una rendita mensile per l'intera durata dei 15 anni. La regolazione avviene in modo automatico sul conto Banco Posta o sul libretto postale Smart al quale è collegato il buono.

Rimborsabile in qualunque momento, il buono non prevede costi di sottoscrizione e gode di una tassazione agevolata al 12,50% sui rendimenti maturati. 

In caso di decesso del sottoscrittore prima degli ottanta anni di età, la rendita non diventa reversibile, ma viene rimborsato l'importo maturato al momento della dipartita del de cuius.

Buoni postali: la certezza tra le proprie mani

Come evidenziato in precedenza, il buono postale può anche essere emesso in forma cartacea. Pur riconoscendo le possibili problematiche che questa modalità può comportare, è ovvio che, in determinate occasioni, l'emissione cartacea abbia il suo perchè.

Questa tipologia di investimento o lascito era molto in voga nei decenni scorsi, a partire dal boom economico post seconda guerra mondiale. Ad oggi, forse, è un po' meno utilizzata, ma conserva sempre una importante quota di mercato.

A differenza di altre tipologie di investimento, inoltre, i buoni postali possono raggruppare sino a quattro cointestatari. Come funziona in tal caso, la riscossione degli interessi e del buono?

Ogni cointestatario ha la possibilità di incassare la propria quota di interesse o di capitale alla scadenza anche senza l'assenso degli altri intestatari. A meno che non si inserisca la specifica clausola denominati PFR (Pari facoltà di rimborso) che consente l'espletamento delle relative operazioni solo in presenza di tutti gli intestatari. Giova ricordare che tale clausola può essere inserita esclusivamente all'atto di sottoscrizione del buono postale.