Dopo molti dubbi ed incertezze, la campagna vaccinale in Italia, finalmente, ha preso i ritmi desiderati. Dopo un avvio confusionario e a rilento, determinato da un’organizzazione non proprio eccellente il picco di vaccinazioni è stato raggiunto.

Nonostante, i dati confermino una percentuale sempre in crescita di italiani sottoposti a vaccinazione si è ben lontani dall’obiettivo dell’immunità di gregge auspicata.

A farle da ostacolo sono i timori di migliaia di italiani scettici sull’efficacia delle varie tipologie di vaccino. Non manca, poi, chi ha paura di sottoporsi all’inoculazione, complici le notizie diffuse sui social media e dai giornalisti. 

Senza tralasciare chi si è opposto alla vaccinazione sin dall’inizio, i no vax di turno, che difficilmente cambieranno idea al riguardo.

Considerata l’impennata di contagi da Covid-19 causata dalla variante Delta, il Governo non può, però, permettersi di sprecare altro tempo utile: occorre promuovere nuove iniziative allo scopo di incentivare i cittadini a sottoporsi a vaccinazione per poter scongiurare il pericolo di una nuova ondata di contagi per il prossimo autunno.

Per invogliare la popolazione è stata messa in atto una pratica diffusa e già collaudata dalla Slovacchia e dalla Grecia, ovvero si è pensato di riconoscere un piccolo contributo economico in busta paga a chi abbraccerà l’idea di vaccinarsi: un vero e proprio bonus vaccino.

A tale proposito, forniremo tutte le indicazione su come funziona il benefit di Stato e analizzeremo i possibili impatti sull’immunità di gregge della strategia adottata.

Bonus vaccino in busta paga: come funziona

Al fianco della miriade di agevolazioni concesse dal Governo proprio come ammortizzatore della crisi economica scatenata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 non poteva di certo mancare il bonus vaccino. 

Non avrebbe avuto senso neppure affibbiare all’agevolazione un nome differente. Eppure, la soluzione proposta in tema immunizzazione di massa, nonostante sia di recente introduzione, fa già molto discutere.

In molti non vedrebbero di buon occhio l’idea della cabina di regia governativa forse per ragioni legate soprattutto al suo importoSoltanto 23,00 euro andrebbero a sommarsi alla busta paga dei lavoratori che non si sono sottoposti ancora a vaccinazione.

Una cifra del tutto irrisoria che difficilmente spingerà la popolazione verso la vaccinazione anti Covid-19

In ogni caso, potranno beneficiare del bonus vaccino in busta paga i lavoratori più esposti al rischio di contagio che non hanno ricevuto neppure la prima inoculazione del vaccino. Il riferimento è alla categoria degli operatori sanitari schierati sul fronte oppositivo, insieme ad altri in fase di valutazione.

In effetti, l’idea sarebbe di estenderlo anche ai docenti, al personale amministrativo e tecnico degli istituti scolastici in virtù della ripresa delle lezioni per il prossimo settembre.

Considerato, poi, che la categoria comprende ben 215 mila lavoratori nel settore istruzione e le recenti notizie sulla rapida avanzata della variante Delta, non si può certamente dormire a sonni tranquilli chiedendo gli occhi e facendo finta di non vedere.

L’Italia ha pagato a caro prezzo l’imporsi dell’epidemia, in termini di vittime e di crisi economicaUna nuova ondata di infezioni da Covid-19 debiliterebbe ancora di più la nazione che, lo ricordiamo, ha un deficit pubblico già alle stelle.

In tale prospettiva, bisogna correre ai ripari il prima possibile, spingere i cittadini italiani a recarsi negli hub vaccinali dislocati in tutta Italia, anche riconoscendo contributi come quello offerto dal bonus vaccino se può servire.

La variante Delta accelera: il bonus vaccino servirà a poco

Da qualche giorno a questa parte, la curva dei contagi da Covid-19 ha ripreso a salire. Tre Regioni dovrebbero addirittura ritornare ad essere zona gialla, ma quello che più desta preoccupazione è l’avanzare della variante Delta.

Scoperta in India lo scorso ottobre, pare si stia diffondendo a macchia d’olio un po' in tutto il mondo, Inghilterra in primis, dove negli ultimi giorni ha fatto segnare picchi di 50.000 contagi.

A preoccupare ancora di più è il parere dall’OMS. L’organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che la nuova variante sarà responsabile di nuovi contagi oltre a quelli che già da ora si possono contare in lungo ed in largo per l’Italia.

Ma quali sono i sintomi riconducibili al contagio da variante Delta? La sintomatologia non differisce molto dal comune raffreddore. Si potrà avere febbre, naso colantetossemal di testa e gola infiammata. Più accentuati e gravi se il contagio avviene fra soggetti potenzialmente deboli.

Se la corsa alla prima dose di vaccino procede al ritmo sperato, dati allarmanti interessano i richiami. I numeri purtroppo parlano chiaro: 4,7 milioni di over 60 hanno terminato l’inoculazione della seconda dose, ma ben 2,2 milioni sono quelli che non hanno visto neppure l’ago della siringa.

I timori legati alla vaccinazione sono ancora troppi. Questo influenzerà negativamente sulla corsa contro il tempo per frenare la diffusione della variante Delta destinata ad affermarsi in modo prepotente e pericoloso.

non sarà certamente un bonus vaccino da 23,00 euro in busta paga ad invertire le carte in tavola. Gli sforzi dovranno essere rivolti verso una nuova soluzione, questa volta in grado di scacciare qualsiasi pericolo di torno.

Bonus vaccino in busta paga ma immunità non prima del 2023

L’articolo di tg24.sky.it fornisce delle interessanti informazioni: “I dati pubblicati sui siti della rivista Nature e "Our World in Data" indicano che al momento sono state somministrate 3,23 miliardi di dosi globalmente, di cui solo l'1% agli abitanti dei Paesi poveri”.

Tenendo questo ritmo, secondo gli esperti, ci vorranno altri due anni per raggiungere l’immunità di gregge. Al termine dell’anno in corso, saranno somministrate circa 6 miliardi di dositroppo poche secondo gli esperti.

Per vaccinare circa il 70% della popolazione, con entrambe le inoculazione, serviranno 11 miliardi di dosi: un numero considerevole.

Se si tiene conto di come sta procedendo la campagna di vaccinazione, la situazione sembrerebbe più difficile di quanto si potesse immaginare.

Anche il mutare della malattia da Covid-19 e i rifiuti alla vaccinazione non sono d’aiuto. La conferma arriva dal sito nurse24.it: “l’infezione di un individuo aumenta simultaneamente il rischio di infezione per altri individui nella popolazione aumentando la loro esposizione, ma riduce anche il numero di individui suscettibili che possono essere infettati dato che l’individuo infetto svilupperà l’immunità individuale.”

In parole più semplici, l’immunità di gregge non potrà essere raggiunta se in troppi si dimostrano contrari alla vaccinazione. Il meccanismo è di semplice comprensione: più persone si sottopongono a vaccinazione, più aumenta il livello di protezione indiretta dei soggetti con cui entriamo in contatto.

La catena si interrompe nei casi in cui il numero di soggetti che si oppongono alla vaccinazione anti Covid-19 cresce in maniera rilevante.

Tutto ruota, insomma, sul concetto di immunità di gregge. Il Governo deve mettercela tutta per cercare di raggiungere un risultato quanto meno soddisfacente allo scopo di tutelare la salute dei suoi cittadini. In tale ottica, se il bonus vaccino da corrispondere in busta paga può essere in qualche modo d’aiuto ben venga.

Bonus vaccino: quanto un aumento in busta paga può incidere?

In ogni caso, la decisione di sottoporsi o meno a vaccinazione spetta esclusivamente ad ogni singolo soggetto. Imporre l’inoculazione non è possibile, non va lesa la libertà decisionale di chiunque.

La stessa Carta Costituzionale sancisce l’inviolabilità della libertà personale. La conferma viene data dall’articolo 13: “la libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale”.

È vero anche che in casi si estrema emergenza il Governo può adottare provvedimenti volti a ripristinare la condizione di normalità. Per di più, se sussiste atto motivato dall’autorità giudiziaria, il soggetto non può sottrarsi dal rispetto delle decisioni intraprese.

Non è facile, però, definire la linea di confine oltre la quale il Governo non può spingersi. Ad ogni modo, una decisione così personale dovrebbe sempre dipendere dalla volontà del singolo individuo e mai dal chi esercita la funzione politica.

Busta paga: tutti gli aumenti voluti da Draghi

Recentemente la busta paga di alcuni lavoratori è stata interessata da incrementi voluti dal Governo. Il valore in cifre è senza dubbio superiore ai 23,00 euro previsti dal bonus vaccino.

Sono in molti, infatti, a poter gioire dell’aumento di stipendio, che in alcuni casi può sfiorare la cifra di 300,00 euro. Ma chi sono i destinatari? 

L’aumento in busta paga spetta a specifiche categorie di lavoratori: autotrasportatoricorrierimetalmeccanici e grafici dell’editoria, a cui sono stati rinnovati i contratti collettivi nazionali.

Nello specifico, per i corrieri, gli autotrasportatori e i metalmeccanici, l’aumento in busta paga sarà di 104,00 euro. Tale importo verrà corrisposto ai lavoratori dipendenti di piccole e medie aziende aderenti a Unionmeccanica-Confapi in più soluzioni.

giungo 2021 l’aumento in busta paga è stato di 23,00 euro. Occorrerà attendere il mese di giugno 2022 per ricevere 25,00 euro, così come per giugno 2023. A giugno 2024, invece, verrà erogato l’importo residuo, ossia 33,00 euro.

Sempre corrieri ed autotrasportatori, dal 2022, potranno beneficiare dei flexible benefits, buoni valore da 150 a 200 euro per l’acquisto di beni e servizi vari.

La busta paga sarà ancora più sostanziosa per i grafici dell’editoria: riceveranno un aumento di 300 euro. In questo caso, però, si tratta di una tantum. L'importo verrà erogato in due tranche: la prima da 200 euro a giugno 2021, la seconda di 100 euro a giugno 2021. L'aumento è riservato a quanti risultino assunti dallo scorso 19 gennaio 2021.