Qualcuno in questi giorni ha ricevuto l'ultima busta paga del 2021. Altri probabilmente la riceveranno nei primi giorni di gennaio 2022. In ogni caso il 2021 si chiude per chi percepisce uno stipendio, con una busta paga all'interno della quale il datore di lavoro come sostituto d'imposta, come l'Inps per i percettori della NASpI, effettuano il conguaglio sia sui contributi previdenziali e detrazioni fiscali che sull'Irpef.

Durante l'anno, nel cedolino di lavoro o della NASpI, il sostituto d'imposta calcola i contributi Inps, le detrazioni e l'Irpef sulla base dei valori mensili, oppure sul reddito dell'anno precedente. Quando poi a dicembre si paga l'ultima busta paga e quindi si conosce l'esatto importo di quanto percepito durante l'anno, il sostituto d'imposta è chiamato ad effettuare il conguaglio dell'anno. Questo significa che la busta paga di dicembre potrà essere più pesante o più leggera. Ci potrebbero essere più soldi come anche meno denaro. Tutto dipende da quanto, il sostituto d'imposta, abbia effettuato di detrazioni e quindi di calcolo dell'imposizione fiscale durante l'anno.

Ci sono poi situazioni in cui un lavoratore durante l'anno, come il 2021, abbia cambiato datore di lavoro, oppure abbia interrotto il rapporto di lavoro e si è trovato con l'erogazione della NASpI da parte dell'Inps. In questi casi, è a discrezione del lavoratore chiedere il conguaglio, oppure lasciare che l'intero ricalcolo dei contributi, detrazioni ed imposizione fiscale, venga effettuato nella dichiarazione dei redditi del 2022 sull'anno 2021.

Infine, per il 2022 ci saranno novità sulla busta paga per le nuove aliquote Irpef e nuove detrazioni. Un approfondimento in questo articolo Busta paga 2022: addio bonus Irpef! Draghi cambia tutto

Busta paga dicembre: cosa aspettarsi sull'Irpef

Solitamente il pagamento della busta paga avviene il 27 del mese. Ma così non è per tutti. Dipende dal contratto collettivo nazionale del lavoro, dalle procedure interne del ciclo delle buste paghe. Ma il periodo entro cui il lavoratore riceva la busta paga è compreso tra gli ultimi giorni del mese ed i primi giorni del mese successivo.

Nel mese di dicembre il lavoratore riceve due buste paghe. La tredicesima, ossia la gratifica natalizia, che è stata già percepita e la busta paga normale. Nella prima si tratta di una retribuzione aggiuntiva, senza però il calcolo delle detrazioni. Mentre nella busta paga di fine anno, il datore di lavoro come sostituto d'imposta effettua il conguaglio.

Durante l'anno, il lavoratore percepisce il proprio stipendio sul quale il datore di lavoro calcola le contribuzioni versate all'Inps, le detrazioni tra cui quelle per lavoro dipendente, figli e coniuge a carico, ed infine l'Irpef. Per chi ha un reddito medio-basso è previsto anche il versamento del bonus Irpef, ex bonus Renzi, di 100 euro.

Nei vari mesi, queste componenti sono calcolate in base al valore presunto dell'imponibile annuale, calcolato sulla base della prima busta paga dell'anno, oppure sulla base del reddito dell'anno precedente.

A fine anno, con l'ultima busta paga però il datore di lavoro ha tutti gli elementi per ricalcolare ogni voce, come appunto i contributi Inps, le detrazioni fiscali e l'Irpef. Di conseguenza il lavoratore si trova in due opposte situazioni: dover "rimborsare" parte di quanto ha percepito durante l'anno, oppure ricevere più soldi.

Capita ad esempio che nell'anno il lavoratore riceva un aumento, e questo quindi fa scattare a fine anno un ricalcolo di tutti le voci di contribuzione e imposizione fiscale. 

Busta paga: cosa succede al bonus Irpef?

Il bonus Irpef, come è stato ribattezzato il bonus Renzi, è concesso ai lavoratori che hanno uno stipendio fino a 28.000 euro. Si tratta del reddito imponibile, ossia al netto della contribuzione Irpef.  Durante l'anno il datore di lavoro, a meno della dichiarazione del lavoratore di non aver diritto al bonus Irpef, riconosce in busta paga un importo di 100 euro, che abbatte l'imposizione fiscale, solo se il reddito imponibile non supera 28.000 euro. Oltre questa somma, e fino a 40.000 euro, il bonus Irpef scende fino ad azzerarsi.

Cosa succede nella busta paga di dicembre con il conguaglio? Il rischio che si corre è quello di dover addirittura restituire il bonus Irpef, in parte o totalmente. Dipende da come si è evoluta nell'anno la busta paga. Un salto di stipendio che abbia comportato a fine anno un nuovo reddito oltre i 40.000 euro comporta un ricalcolo del bonus Irpef con relativo annullamento e quindi l'obbligo del datore di lavoro di dover stornare l'importo riconosciuto. Ma questo è l'estremo caso. Ma può anche capitare che il reddito imponibile sia aumentato ma non oltrepassato i 40.000 euro e questo significa solo una restituzione parziale.

Busta paga: come cambia nel 2022

Se a fine anno quindi il sostituto d'imposta, che sia esso il datore di lavoro o l'Inps in caso di NASpI, ricalcola i contributi, le detrazioni fiscali e l'Irpef, dal 2022, e precisamente da marzo, la busta paga sarà completamente rivoluzionata. 

Infatti con l'approvazione della manovra di bilancio 2022, le aliquote Ipref scendono da 5 a 4 e si modificano. Inoltre, il bonus Irpef è affogato nella nuova detrazione per lavoro dipendente, spariscono le detrazioni per figli a carico e gli assegni al nucleo famigliare. Queste ultime due voci impattano solo la busta paga di chi ha figli a carico. 

Da marzo, invece, parte anche il nuovo assegno unico ai figli che andrà a sostituire tra le altre misure proprio la detrazione per figli a carico e l'ANF. 

Quindi a marzo 2022 la busta paga cambia fisionomia. A beneficiare però di queste novità sono i redditi medio alti tra 30 e 50 mila euro. Mentre è quasi nullo l'effetto per i redditi fino a 28.000 euro. Le nuove aliquote fiscali con cui dovremo imparare a convivere da marzo 2022 sono:

  • 23% fino a 15.000 euro di reddito;
  • 25% (dal 28%) per reddito tra 15.0001 e 28.000 euro;
  • 35% (dal 38%) per redditi compresi tra 28.0001 euro e 50.000 euro;
  • 43% per redditi oltre 50.000 euro.

Scompare l'aliquota al 41% e nelle due nuove ultime aliquote cambia invece il range del reddito imponibile soggetto ad imposizione.

Tuttavia il reddito imponibile su cui applicare le nuove aliquote cambia anche in funzione della nuova detrazione per lavoro dipendente, sul fatto che il bonus Irpef da 100 euro rimane per i redditi fino a 15.000 euro, e che per i redditi fino a 35.000 euro la contribuzione Inps è tagliato di 0,8 punti. Scompaiono le detrazioni per i figli a carico.

Busta paga 2022: la nuova detrazione Irpef

Il calcolo della base imponibile per l'applicazione delle nuove aliquote Irpef passa dall'applicazione dei nuovi contributi Inps che si riducono di 0,8 punti per redditi fino a 35.000 euro e dall'applicazione della nuova detrazione per lavoro dipendente. Nel primo caso la contribuzione passa da 9,09 a 9,01%.

Per quanto riguarda invece la nuova detrazione per lavoro dipendente questa ingloba il bonus Irpef di 100 euro per i redditi fino a 15.000 euro. Per i lavoratori che riceveranno una busta paga di quell'importo o meno la detrazione sarà di 1.880 euro all'anno. A salire invece la detrazione si riduce fino ad azzerarsi con un reddito oltre 50.000 euro.

Per un reddito imponibile tra 15mila e 28 mila euro, la detrazione base è di 1.910 euro cui si somma una quota di 1.190 euro rapportato ad un coefficiente ottenuto nel seguente modo: (28.000-reddito)/(28.000-15.000).

Per un reddito tra 28.000 e 50.000 euro la detrazione per lavoro dipendente è una quota di 1.910 euro applicando un coefficiente ottenuto nel seguente modo: (50.000-reddito)/(50.000-2800).

La nuova detrazione quindi andrà a rendere più progressiva la nuova curva delle aliquote fiscali Ipref, e ci si aspetta una busta paga con degli importi diversi nella maggioranza dei casi con più soldi.