L'anno nuovo si aprirà con una novità sulla busta paga dei lavoratori dipendenti. A meno di slittamenti dell'ultima ora, a gennaio 2022 parte l'assegno unico universale ai figli. Questo determina che sulla busta paga non ci saranno più le detrazioni fiscali per figli a carico e gli assegni al nucleo famigliare. Quindi meno soldi, rispetto all'ultima busta paga di dicembre.

Vi starete chiedendo se la riduzione della busta paga sarà compensata da qualcos'altro. Ebbene si. Proprio l'assegno unico ai figli sarà l'importo in compensazione, ma non sarà pagato in busta paga dal datore di lavoro. 

L'assegno unico universale sarà infatti pagato dall'Inps e solo su domanda e con un ISEE valido in corso di validità. Ecco perchè si sta iniziando a temere che a gennaio circa 9 milioni di famiglie prenderanno meno soldi sulla busta paga e nello stesso tempo non prenderanno l'assegno unico universale per una questione di tempistiche e procedure che difficilmente in un mese potranno essere gestite. Compilare la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) ad inizio gennaio, attendere l'ISEE dall'Inps, presentare la domanda dell'assegno unico e ricevere l'accredito non sono procedure che si potranno fare nell'arco di 30 giorni. 

Per il 2022, l'Inps ha introdotto novità nell'ISEE che trovate approfondite nell'articolo ISEE 2022: arriva la rivoluzione. L'Inps cambia tutto!

Busta paga: a gennaio addio ad assegni e detrazioni famiglia

La riforma del welfare voluta dalla ministra Elena Bonetti per razionalizzare il coacervo di bonus, detrazioni ed assegni destinati alla famiglia e figli, dovrebbe approdare sottoforma di decreto legislativo in consiglio dei ministri settimana prossima. La legge delega n.46 del 2021, del 1 aprile, che dava al governo il compito di attuare la riforma sulle misure a sostegno delle famiglie, dovrebbe trovare attuazione entro fine ottobre per essere operativa il 1 gennaio 2022. 

Questa riforma avrà un diretto impatto sulla busta paga dei lavoratori che fino a dicembre 2021 potranno contare sulle detrazioni fiscali per ogni figlio a carico, con diversi importi a seconda che l'età sia inferiore o meno ai tre anni, sugli assegni al nucleo famigliare, maggiorato per effetto del decreto legge dell'8 giugno, sul bonus bebè e premio alla nascita. Questi elementi, alcuni diretti in busta paga ed altri su domanda, dal 1 gennaio saranno sostituiti dall'assegno unico ai figli, ma non verrà pagato nella busta paga. 

Si dovrà presentare la domanda all'Inps con un ISEE in corso di validità ed aspettare che l'assegno sia pagato dall'istituto sul conto corrente indicato. 

Questo switch potrebbe in realtà compromettere la busta paga di gennaio 2022, che rischia di essere più leggera con meno soldi, proprio legati al mancato pagamento della detrazione per figli a carico e per l'assegno al nucleo famigliare.

Busta paga: cosa è la detrazione fiscale per figli

La prima componente della busta paga che sarà tolta per effetto dell'introduzione dell'assegno al nucleo famigliare è la detrazione fiscale per figli a carico.

Il sistema della detrazione fiscale per figli a carico fino al compimento dei diciotto anni abbatte l'Irpef calcolata sulla retribuzione lorda, al netto dei contributi previdenziali, permettendo in questo modo di aumentare il netto a pagare. Quindi la busta paga, a parità di retribuzione lorda, in presenza di figli a carico è pagata con più soldi.

La detrazione è calcolata fino ad un reddito imponibile Irpef di 95.000 euro, oltre il quale la detrazione si azzera.

Si devono però distinguere due fasce di età dei figli per i quali la detrazione fiscale è calcolata.

Per figli a carico fiscalmente di età inferiore a 3 anni, la detrazione è 1.220 euro all'anno

In presenza invece di figli con età maggiore a 3 anni, la detrazione base annua scende a 950 euro.

Si considera soggetto fiscalmente a carico colui o colei che non percepisce reddito, imponibile, non superiore a 2.840,51 euro, elevabile a 4.000 euro per i figli che non superano 24 anni.

Busta paga: come si calcola la detrazione per figli

La detrazione per figli a carico è calcolata direttamente dal datore di lavoro, dopo aver attinto all'informazione sull'età dei figli del lavoratore. 

La formula per il calcolo è moltiplicare la detrazione base, ossia 1.220 euro o 950 euro, in base all'età del figlio, con un coefficiente. Questo si ottiene dividendo la differenza tra 95.000 euro e la retribuzione imponibile Irpef e 95.000. Se il rapporto è pari ad 1, la detrazione spettante è piena. Se inferiore a 1, la detrazione effettiva sarà inferiore.

Per figli con handicap, le detrazioni di base sono aumentate a 1.620 euro per età inferiore a 3 anni e 1.350 euro se superiore a tre anni.

Se i figli sono più di uno, l'importo di 95.000 euro indicato nella formula va aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Pertanto, sarà pari a 110.000 euro nel caso di due figli a carico, a 125.000 per tre figli, a 140.000 per quattro, e così via.

Se i genitori entrambi lavorano, le opzioni sono due: una detrazione al 50% per ciascun genitore, oppure una detrazione al 100% sul reddito più alto.

Busta paga: gli assegni al nucleo famigliare

Altra componente che aumenta i soldi in busta paga è rappresentata dagli assegni al nucleo famigliare. Questi sono calcolati in base al reddito famigliare, ed in funzione della composizione della famiglia e allo stato soggettivo di ciascun componente.

L'Inps ha determinato in 13 tabelle, gli importi da corrispondere mensilmente in busta paga del lavoratore o del pensionato. Seppur a pagare l'assegno al nucleo famigliare è il datore di lavoro, la dote finanziaria è messa a disposizione dall'Inps su cui poi si rivale il datore di lavoro.

Il vantaggio di un pagamento diretto da parte del datore di lavoro fa si che la busta paga ogni mese riceva puntualmente e senza variazioni i soldi dell'assegno al nucleo famigliare.

Per poter ricevere l'importo in busta paga, entro il 30 giugno di ogni anno il lavoratore deve fare domanda su un modulo Inps, che solitamente è messo a disposizione dal datore di lavoro.

La domanda per gli ANF è valida per un anno dal 1 luglio al 30 giugno dell'anno successivo.

Per effetto dell'introuduzione dell'assegno temporaneo ai figli per i lavoratori senza busta paga e disoccupati e incapienti, dal 1 luglio 2021 gli importi sono stati aumentati di 37,5 euro per ciascun figlio fino a due figli e di 55 euro oltre tre figli.

Con l'introduzione dell'assegno unico universale dal 1 gennaio 2022, questo importo non sarà più presente in busta paga, e sarà convogliato nella nuova misura a sostegno dei figli.

Busta paga gennaio 2022: cosa succederà

La delega sul riordino dei sostegni alle famiglie con figli arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri entro fine ottobre con un decreto legislativo che decreterà l'avvio dell'assegno unico universale.

Si tratta di una riforma epocale che avvicina l'Italia a diversi paesi dell'Europa in cui per tutte le famiglie in qualsiasi condizione è erogato un importo per ogni figlio in base al reddito complessivo famigliare. 

La busta paga di gennaio sarà privata della componente della detrazione per figli a carico e dell'assegno al nucleo famigliare. Ma non saranno rimpiazzati dall'assegno unico. Quindi nella busta paga non ci sarà una voce assegno unico. Questo perchè a pagare l'importo dell'assegno unico ai figli ci penserà l'Inps solo dopo avere accettato la domanda presentata da uno dei genitori o tutore del nucleo famigliare. 

La domanda si potrà fare solo in presenza di un ISEE valido. Si ricorda che l'ISEE ha una scadenza al 31 dicembre di ogni anno. 

Come è stato rappresentato sopra, gli importi mensili delle detrazioni per figli a carico e assegno al nucleo famigliare scompariranno nella busta paga di gennaio. Quindi meno soldi pagati dal datore di lavoro. Ma non meno soldi sul conto corrente, sperando che l'Inps sia in grado già da gennaio 2022 di pagare a tutti l'assegno unico universale. Ma proprio su questo punto ci sono forti dubbi, oltre al fatto che è già confermato che circa 200.000 famiglie ci perderanno rispetto alla situazione 2021.

Busta paga: cosa comporta l'arrivo dell'assegno unico ai figli

Gennaio 2022 è il mese in cui l'Inps dovrebbe iniziare a pagare l'assegno unico ai figli. Secondo alcune indiscrezioni, l'importo di base dovrebbe attestarsi sui 170-180 euro per figlio con ISEE fino a 15.000 euro e fino a due figli, per salire a 250 euro per figlio dal terzo in poi. Queste cifre dovrebbero poi essere pagate ogni mese dall'Inps ed ogni anno fino al compimento dei diciotto anni di ogni figlio. Per i figli di età compresa tra diciotto e ventuno anni, invece l'importo dovrebbe essere più basso, ma sarà pagato a condizione che il figlio sia inserito in percorsi di formazione, di avviamento al lavoro oppure nelle liste di collocamento.

Al crescere del valore dell'ISEE l'importo dell'assegno unico decresce, ma dicono i tecnici dell'Inps in modo graduale, per arrivare sopra una certa soglia ISEE (40.000 euro?) ad attestarsi intorno ai 40-50 euro.

Ma i dubbi che l'Inps riesca a pagare subito da gennaio quanto spetti sono tanti. A partire dal fatto che 9 milioni di famiglie dovrebbero essere tutte in grado di produrre l'ISEE 2022. Cosa improbabile. Inoltre tutte le famiglie dovranno fare domanda che l'Inps deve verificare ed accertare. Cosa improbabile da farsi in un mese. Quindi si corre il rischio che a gennaio togliendo soldi dalla busta paga, non ci sia la compensazione.

Il dubbio lo pone la Fondazione nazionale Consulenti del lavoro tramite Paola Mancini

È plausibile che i beneficiari ricevano il nuovo sussidio con diversi mesi di ritardo. Oggi detrazioni e Anf vengono erogati direttamente in busta paga dal datore di lavoro, il quale provvede poi al recupero, con un meccanismo che consente al dipendente di fruirne immediatamente. In futuro, l’ente erogatore sarà l’Inps che rischia di non riuscire a corrispondere le somme in tempi rapidi, anche perché necessita prima dell’Isee.

Busta paga: soluzione per non perdere soldi

La difficoltà a far partire l'assegno unico universale ai figli nel 2022 senza penalizzare le famiglie è ormai consolidata. Ma intanto a gennaio 2022 i datori di lavoro devono essere informati se togliere soldi dalla busta paga attraverso la cancellazione della detrazione fiscale per figli a carico e dell'assegno al nucleo famigliare. Ci possono però essere delle alternative.

La prima, quella di mantenere in vita detrazioni fiscali e ANF per alcuni mesi per permettere a tutti di avere un ISEE e presentare domanda all'Inps. Successivamente procedere con i conguagli.

La seconda, si potrebbero lasciare in vita solo gli ANF che di fatti sono autorizzati fino a giugno 2022 e prevedere un importo compensativo pagato di default dall'Inps in attesa di ISEE e domanda per l'assegno unico. 

Terza via, quella di far partire l'assegno unico ai figli ma con l'ISEE 2021 che però riulsterà scaduto a dicembre 2021, per poi procedere con i conguagli.