Saper calcolare l’IRPEF non è né semplice né scontato. Per poter scoprire qual è l’aliquota che si pagherà, bisogna prima di tutto conoscere gli scaglioni con cui viene calcolato l’IRPEF.

Come scritto su orizzontescuola.it, c’è una tabella precisa per conoscere l’aliquota da pagare.

Vuoi saperne di più su tutto ciò che concerne questa imposta statale che - dal 1973 - rientra come una delle prime fonti di reddito dello Stato? Continua a leggere!

Che cos’è l’IRPEF?

Con IRPEF si intende l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche ed è un’imposta diretta a carattere personale e con caratteristica progressiva.

E’ attiva dal 1973 ed è valida per tutte le persone fisiche ed anche alcune società – in questo caso sono i soci a pagarla – che sono tenute a sanarla ogni anno.

Per i lavoratori dipendenti o i pensionati pagarla è estremamente semplice, poiché essa verrà automaticamente detratta dalla pensione o dalla busta paga.

Ma come si fa a capire come calcolare l’IRPEF?

Per calcolare l’imposta IRPEF dovuta vi sono alcuni calcoli da fare che prevedono la conoscenza degli scaglioni IRPEF.

Cosa sono gli scaglioni dell’IRPEF?

Per comprendere quale sarà la cifra da pagare, bisogna utilizzare delle aliquote che – ricordiamo – crescono in percentuale alla crescita del reddito annuo del contribuente.

Quando si applica l’aliquota sul reddito annuo – in base a determinati scaglioni – si ottiene l’imposta lorda, ma come sapere quale aliquota va applicata a quale reddito?

Basterà seguire fedelmente la tabella qui riportata – aggiornata al 2021 e considerata al netto delle addizionali, come leggiamo su informazionefiscale.it - e per dubbi sotto la tabella vi lasciamo al video di riferimento dell’avvocato Carlo Alberto Micheli dal suo omonimo canale youtube:

  • Da zero a 15 mila euro di reddito annuo l’aliquota sarà pari al 23% del reddito.
  • Dai 15.001 fino a 28 mila euro l’aliquota sarà pari a 3450 euro più il 27% da applicare sul reddito che supera i 15 mila euro.
  • Dai 28.001 euro fino a 55 mila euro l’aliquota sarà pari a 6960 euro più il 38% da applicare sul reddito che supera i 28 mila euro.
  • Da 55.001 euro fino ai 75 mila euro l’aliquota sarà pari a 17220 euro più il 41% da applicare sul reddito che supera i 55 mila euro. 
  • Oltre i 75 mila euro l’aliquota è pari 25.420,00 più il 43% sulla parte di reddito oltre i 75.000,00 euro

Quindi, se volessimo calcolare il nostro IRPEF – lordo – dovremmo conoscere il nostro reddito imponibile e comprendere a quale scaglione appartiene.

Ecco, quindi, cosa ci serve per calcolare l’IRPEF.

Per calcolare l’IRPEF la persona dovrà sapere il proprio reddito complessivo, il quale si ottiene sommando tutti i redditi imponibili netti ottenuti in un anno dai seguenti redditi:

  • Reddito ottenuto da lavoro dipendente
  • Reddito ottenuto da lavoro autonomo e come esercente arti o professioni
  • Reddito ottenuto da impresa
  • Reddito ottenuto dai capitali
  • Altri redditi

Oltre al reddito complessivo, bisognerà conoscere anche il reddito imponibile, il quale si ottiene sottraendo dal reddito complessivo gli oneri che sono soggetti a detrazione e/o perdite degli anni precedenti.

Bisognerà anche sapere a quanto ammonta l’imposta lorda – che si ottiene applicando al reddito imponibile le aliquote che abbiamo visto nella tabella a scaglioni precedentemente citata.

Inoltre, è bene conoscere anche l’imposta netta che si ottiene invece dalla sottrazione delle detrazioni e/o crediti d’imposta spettanti all’imposta lorda.

Così facendo però non si avrà comunque ottenuto la cifra effettiva, poiché bisognerà ancora detrarre:

  • Eventuali versamenti d’acconto
  • Crediti d’imposta
  • Ritenute alla fonte a titolo d’acconto

Fatta questa sottrazione si otterrà l’importo effettivo dell’imposta da pagare.

Ma vediamo un esempio specifico:

Immaginiamo di avere un reddito imponibile annuo di almeno 25 mila euro. Esso rientrerà nel secondo scaglione di reddito, quello compreso fra i 15.001 euro e i 28 mila euro annui.

Se vogliamo ottenere l’IRPEF lorda dobbiamo calcolare che:

15.000 euro * 23% è uguale a 3450 euro

La parte di reddito imponibile eccedente il limite inferiore del secondo scaglione va moltiplicata per l’aliquota del secondo scaglione – quindi il 27% della parte che eccede i 15 mila euro.

Ergo una volta sottratto ai 25.000 euro i 15.000 euro otterremo la somma eccedente, ovvero 10.000 euro.

Il 27% di 10.000 euro è pari a 2700 euro.

Ergo, l’IRPEF lorda da pagare sarà pari ai 3450 euro fissi sommati ai 2700 euro ottenuti, per un totale di 6150 euro di IRPEF lorda.

Come detrarre dall’IRPEF?

Come abbiamo capito, il reddito dato dalla somma di tutti i redditi è detto reddito complessivo, ma il reddito interessante per poter calcolare l’IRPEF è il reddito imponibile.

Per ottenere dal reddito complessivo il reddito imponibile, bisognerà attuare delle detrazioni.

Quali sono gli oneri deducibili sottrarre?

Uno dei più scontati è quello sulla casa – purché essa sia abitante dal contribuente e non soggetta ad Imu -, poi vi sono gli assegni di mantenimento – che sono deducibili tanto quanto i contributi versati per addetti ai servizi domestici.

Facciamo un altro esempio pratico:

Immaginiamo che il contribuente abbia un reddito di sempre 25.000 euro, teoricamente dovrebbe pagare 6150 euro di IRPEF, ma il seguente soggetto ha versato all’ex moglie 4.000 euro per il mantenimento e 1000 euro per i contributi alla sua addetta ai servizi domestici.

A questo punto la somma calcolata non sarà più sugli originali 25.000 euro di reddito, ma su 20.000 euro di reddito, ottenuto sottraendo i 5 mila euro di spese.

Quindi bisognerà ricalcolare la parte eccedente i 15 mila euro con il nuovo reddito

A questo punto il 27% andrà calcolato su 5000 euro e non su 10.000 euro.

Così l’imponibile sarà 3450 euro più 1350 euro (il 27% di 5000 euro) per un totale di 4800 euro totali da pagare e non più i 6150 euro iniziali.

Questo, però, è utile solo per ottenere il reddito imponibile necessario a riformulare il calcolo.

Le vere detrazioni non operano sul reddito ma sull’IRPEF stessa.

Le detrazioni sono a tutti gli effetti spese che danno diritto ad un rimborso delle stesse pari al 19%.

Si dividono in:

  • spese sanitarie
  • spese mediche
  • spese funebri
  • spese per l’istruzione 

Ritorniamo all’esempio dei 25 mila euro e non teniamo conto degli oneri deducibili che abbiamo precedentemente calcolato.

In questo caso il reddito imponibile e il reddito complessivo si equivalgono, quindi l’IRPEF rimane sempre pari a 6150 euro.

Se la persona dell’esempio avrà speso, ad esempio, 3 mila euro per spese mediche, potrà detrarre il 19% di 2870,89 euro ( poiché vi è una franchigia di 129,11 euro da scalare).

Così facendo potrà detrarre 545,46 euro.

Ergo l’IRPEF netta non sarebbe più pari a 6150 euro, ma a 5604,53 euro. Ottenuti, quindi sottraendo alla precedente IRPEF lorda il 19% della spesa, franchigia esclusa.

Vi sono detrazioni con percentuali diverse che possono essere richieste per ristrutturazioni, spese di riqualificazione energetica o spese per il recupero del patrimonio edilizio. 

Esenzione IRPEF – come rientrare nella No Tax Area 

Abbiamo visto tutti i calcoli necessari ad ottenere l’IRPEF lorda e netta, tutte le detrazioni e gli oneri detraibili e i vari scaglioni necessari a calcolare l’aliquota.

Ma vi sono casi in cui l’IRPEF è pari a zero?

Vedendo il primo scaglione che parla di un range da zero a 15 mila euro, verrebbe da dire di no, ma ci sbaglieremmo.

Esiste infatti la No Tax Area, una categoria o “scaglione zero” che prevede l’assenza dell’IRPEF stessa.

Essa non è una detrazione o un bonus o un agevolazione, ma la conseguenza dei calcoli precedentemente fatti.

Difatti, la No Tax Area è valida per un reddito fino a 8174 euro annui.

Ciò significa che, attraverso i calcoli espletati nel trafiletto precedente, al netto delle varie detrazioni e oneri detraibili la somma risulterebbe pari a zero.

Le aliquote degli addizionali comunali e regionali 2021

L’ultimo argomento che ci resta da affrontare per scoprire tutti i segreti necessari al calcolo dell’IRPEF sono le addizionali regionali e comunali del 2021.

Le addizionali regionali e comunali sono dovute dai contribuenti sia che essi siano residenti o non residenti in Italia. Hanno riferimento retroattivo all’anno 2020 e devono essere versate nel caso in cui risulti dovuta l’IRPEF dopo aver sottratto tutte le detrazioni spettanti e i crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero.

Da notar bene che i contribuenti devono aver ricevuto il pagamento delle imposte a titolo definito all’estero.

Per sapere a quanto ammontano le aliquote addizionali regionali e comunali 2021 bisognerà cercare le apposite tabelle sul sito del MEF.

Chi è esonerato dal pagamento delle aliquote degli addizionali comunali e regionali?

Sono esonerati coloro che:

  • Non posseggono altri redditi all’infuori di quelli esenti dall’IRPEF
  • Posseggono redditi soggetti ad imposta sostitutiva all’IRPEF
  • Posseggono redditi che sono soggetti a tassazione separata
  • Hanno un’imposta lorda che al netto delle detrazioni non superi i 10,33 euro

In ogni caso, sia che si debba pagare o meno l’addizionale regionale e comunale, essa viene applicata – o meno – ai contribuenti seguendo le informazioni di domicilio fiscali entro la data del 1° gennaio 2020.