Bocciato dalla Corte dei Conti insieme alla lotteria degli scontrini, il cashback ha sempre seguito un percorso travagliato. Dopo il caos sui furbetti e i provvedimenti del Ministero dell’Economia, il Parlamento ha deciso: potremmo dire addio al cashback per un periodo di almeno sei mesi

Da quanto si apprende, infatti, il Governo intende mettere un freno alla misura al termine del primo periodo, che è iniziato dal 1° gennaio 2021 e termina il 30 giugno 2021. I rimborsi arriveranno per coloro che hanno rispettato le regole? Probabilmente sì, ma dopo questa prima tranche di premi tutto si fermerà.

Ricordiamo che il cashback è una misura introdotta dal Governo Conte bis per combattere l’evasione fiscale e incentivare i pagamenti elettronici. Come spiega il sito ufficiale, grazie al cashback:

si può ottenere un rimborso del 10% sull’importo degli acquisti effettuati con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento presso negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti. 

La spesa massima consentita è di 150 euro, mentre la soglia minima di transazioni per ottenere il rimborso è di 50 operazioni. Se dal termine del primo periodo tutto si fermerà. Che cosa cambia dal 1° luglio? Vediamo come cambia il cashback e cosa succederà nei prossimi mesi.

Addio al cashback, Draghi cancella i premi!

Ormai è ufficiale: il Governo ha deciso di mettere fine al cashback di Stato, quella misura che più volte nel corso degli ultimi sei mesi è finita nel mirino dell’opinione pubblica, ma anche nelle antipatie di alcuni partiti politici, che ne invocavano la cancellazione.

Di cancellazione non si è mai smesso di discutere: qualcuno invocava uno stop precoce per risparmiare denaro da investire in altro bonus a sostegno di famiglie e lavoratori, mentre altri invocavano lo stop al cashback per rifinanziare il reddito di cittadinanza.

Ebbene, Draghi ha deciso: dopo il primo periodo di programma, che si conclude il 30 giugno 2021, il cashback e il super cashback si fermano per almeno sei mesi. E dopo? Si vedrà. Probabilmente la misura non verrà ripresa nemmeno nel 2022.

Cashback, come funziona? Le regole

Ricordiamo, infatti, che il bonus cashback di Stato prevedeva un arco temporale suddiviso in tre periodi:

  • i primi sei mesi del 2021, fino al 30 giugno;
  • i secondi sei mesi del 2021, fino al 31 dicembre;
  • la prima parte del 2022, fino al 30 giugno 2022.

Purtroppo o per fortuna, dal 1° luglio 2021 il programma viene sospeso. Per quanto riguarda la prima parte, comunque, i rimborsi arriveranno, ma solo per tutti gli utenti che hanno rispettato fedelmente le regole del cashback.

La misura introdotta dal Governo Conte bis e inserita nel Piano Italia Cashless prevede la possibilità di richiedere un rimborso del 10% sulle spese effettuate nel periodo temporale considerato. La spesa massima per ciascuna spesa è di 150 euro e ciascun pagamento deve essere realizzato con metodi digitali: carte di credito o prepagate, bancomat o altre applicazioni che permettono i pagamenti digitali.

Gli acquisti validi sono soltanto quelli realizzati nella sede fisica del negozio, mentre gli acquisti online non sono validi ai fini del cashback. Possono partecipare al programma tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia, purché abbiano attivato la SPID e abbiano l’accesso all’app IO o alle altre applicazioni che permettono di aderire al cashback.

E i rimborsi del primo periodo? Ecco quando arrivano

Il cashback termina al 30 giugno 2021: questa data, però, coincide anche con la data di scadenza per l’effettuazione delle spese utili per ottenere i rimborsi. Ma questi rimborsi arriveranno nonostante lo stop? Sicuramente si. Il Governo ha previsto la sospensione del cashback solo dopo il termine del primo periodo: ciò significa che tutti coloro che ne avranno diritto potranno ottenere il rimborso dovuto.

I rimborsi verranno accreditati direttamente sull’Iban del beneficiario nel periodo compreso tra il 1° luglio 2021 e il 29 agosto 2021. Come conferma il sito ufficiale del cashback di Stato

Riceverai i rimborsi del Programma Cashback con un bonifico sull’Iban che hai indicato al momento della registrazione.

Inoltre, bisogna distinguere ben due tipi di rimborsi:

  • il primo è quello derivante dalle spese effettuate entro un massimo di 150 euro ciascuna. In questo caso, quindi, l’utente avrò diritto al rimborso del 10% del totale complessivo speso nell’arco dei sei mesi soltanto dopo il raggiungimento di almeno 50 operazioni;
  • il secondo, invece, è il super premio di 1.500 euro legato al super cashback. Questa ulteriore misura permette ai primi 100 mila cittadini che hanno realizzato il maggior numero di transazioni nell’arco di sei mesi di ottenere il bonus da 1.500 euro.

Ma per poter ottenere il credito sono necessarie alcune condizioni: vediamo i requisiti da rispettare per ricevere il denaro e chi è destinato a restare escluso.

Rimborso cashback: i requisiti per ottenerlo

Come abbiamo detto, il rimborso derivante dal bonus cashback non spetta a tutti i partecipanti. Per ottenere il 10% delle spese effettuate di ritorno, infatti, occorre soddisfare alcuni requisiti fissati dalla normativa del programma.

Anzitutto, per aver accesso al rimborso previsto dal bonus cashback è necessario aver attivato il programma dall’app IO o da un’altra applicazione che permette di aderire al cashback. In seguito, è necessario essere maggiorenni e residenti in Italia (che sono appunto i requisiti necessari per accedere al cashback).

Altre condizioni da soddisfare per ottenere il rimborso riguardano gli acquisti, che devono essere stati effettuati presso le sedi fisiche dei negozi (e quindi non online) e devono essere state pagate con metodi di pagamento digitali. Inoltre, occorre aver eseguito almeno 50 operazioni per poter ottenere il rimborso del primo periodo.

Se ciò non bastasse, esiste anche il super cashback, che permette ai primi 100 mila cittadini di ottenere 1.500 euro di premio a fronte dell’effettuazione del maggior numero di transazioni. La classifica finale, però, verrà pubblicata sull’app IO nelle rime settimane di luglio. Subito dopo verranno erogati i pagamenti.

Rimborso cashback: chi resta escluso?

Arriviamo a descrivere, infine, gli utenti che resteranno esclusi dai rimborsi. Anzitutto si tratta di tutti gli utenti che hanno attivato il cashback, ma non sono riusciti a raggiungere le 50 transazioni minime nell’arco dei sei mesi.

Inoltre, a fronte delle interrogazioni e audizioni del Ministero dell’Economia, e di seguito ai provvedimenti adottati da quest’ultimo, anche i furbetti potrebbero rischiare di perdere i rimborsi. Il Mef aveva annunciato una stretta sui furbetti, ovvero quegli utenti che frazionavano i pagamenti per collezionare transazioni utili per scalare la classifica del super cashback. Contro questo comportamento – che di fatto non è vietato dalla normativa – era spuntato un messaggio sull’app IO che invitava a confermare che i micro pagamenti fossero effettivamente legati all’acquisto di beni o servizi e dunque utilizzabili ai fini del cashback.

Tutti coloro che non hanno compilato il modulo di conferma online entro i sette giorni dalla comparsa del messaggio, potrebbero, vedersi stornare le operazioni e dunque il rimborso del 10% sulle spese andrebbe a sfumare. Nonostante l’esclusione dai rimborsi, comunque, ricordiamo che ai furbetti del cashback non sono state erogate sanzioni o provvedimenti ulteriori.

Perché dobbiamo dire addio al cashback?

Dal 1° luglio, tutti gli utenti che hanno aderito al programma dovranno dire addio al cashback di Stato e a tutti i premi ad esso connessi. Il motivo ufficiale non è stato reso noto, ma si possono effettuare delle ipotesi a tale riguardo.

Un polverone si era alzato sul tema del cashback sin dai primi mesi dall’introduzione della misura: per alcuni si trattava di un esborso troppo importante per lo Stato, per altri, invece, il denaro impiegato poteva essere sfruttato al meglio in altri investimenti. Vuoi una ragione o l’altra, alla fine, il Governo ha deciso di sospendere la misura per i prossimi sei mesi e probabilmente anche per il 2022.

Complici anche i furbetti e le numerose problematiche emerse nel corso del tempo, il cashback era stato bocciato dalla Corte dei Conti. Così come la lotteria degli scontrini, che però è destinata a proseguire anche nei prossimi mesi.

Anche Mario Draghi, in realtà, non aveva mai digerito completamente la misura voluta dall’ex premier Giuseppe Conte: l’esborso per lo Stato solo per il 2021 era pari a 1,75 miliardi di euro tra premi e rimborsi. Se ciò non bastasse, anche la Banca Centrale Europea aveva espresso le sue perplessità in merito alla misura, soprattutto quando sono emersi i primi furbetti che hanno deciso di frazionare i pagamenti in micro transazioni.

L’aria di cancellazione, quindi, si respirava da tempo, ma nessuno di sarebbe aspettato una fine così drastica e veloce. Considerando il fatto che, rispetto alla lotteria degli scontrini, il cashback di Stato (e il cashback di Natale a dicembre 2020) ha ottenuto da subito un grandissimo successo tra i cittadini, che hanno accolto il programma con entusiasmo e partecipazione.

Cashback, i numeri del primo periodo

Ed effettivamente, la cancellazione del cashback non è legata a problemi di scarsa partecipazione: anzi, nel primo periodo del programma sono stati realizzati 720 milioni di transazioni, per un totale di 7,85 milioni di utenti che hanno partecipato al cashback. Numeri molto più alti rispetto a quelli della lotteria degli scontrini.

Del totale di partecipanti (7,85 milioni), sono stati 5,89 milioni coloro che hanno superato la soglia minima di transazioni utili per ottenere il rimborso e che dunque riceveranno il 10% delle spese effettuate entro la fine del mese di agosto.

Per quanto riguarda il super cashback, invece, occorrono almeno 689 transazioni per poter entrare in classifica e aggiudicarsi il premio da 1.500 euro. Quest’ultimo viene assegnato soltanto ai primi 100 mila cittadini che risulteranno in classifica dopo la pubblicazione sull’app IO a metà luglio.