Il cashback torna, e sarà una bella sopresa, ma non di certo ricca.

Il bonus di Stato, bloccato da diversi mesi come disposto dall'attuale Governo Draghi, da gennaio 2022 tornerà attivo.

E tornerà attivo dopo che per diversi mesi l'iniziativa è stata bloccata per un semplice motivo: il governo ha scoperto che i veri beneficiari dell'indennizzo non erano quelli che effettivamente dovevano riceverlo, ma i "furbetti". Sì, ci sono anche nel cashback, non solo nel Reddito di Cittadinanza.

E per evitare che i soldi del cashback finissero a loro è stato necessario interrompere tutto, e valutare delle modifiche per assicurare la platea dei beneficiari meritevoli, non di quelli che, pur avendo un reddito alto, hanno potuto ottenere fino a 150 euro di rimborso.

Comunque vediamo le novità che ci aspettano.

Cashback di Stato: dal 2022 sarà diverso!

Per chi non lo conoscesse, il cashback di stato è un bonus proposto dall'allora Governo Conte II per incentivare le spese all'indomani della crisi economica generata dalla pandemia da Covid, cioè ad un bel buco di 8,9 punti percentuali di PIL in meno!

Oltre al fatto che diversi negozi, a causa del lock down e della successiva installazione delle zone arancioni e rosse, hanno perso parecchi clienti ma non le spese, che invece si sono accumulate al punto da mandarne diversi in bancarotta.

Inoltre, come supporto alle politiche anti-evasione fiscale, hanno voluto che l'incentivo fosse destinato solo alle spese elettroniche, cioè tramite bancomat o digitale, senza alcun uso del contante.

Questo incentivo è stato attivo dal dicembre 2020 fino a giugno 2021, ma col Governo Draghi salito al potere dal 13 febbraio 2021, vedendo i primi risultati, s'è preferito sospendere tutto e provvedere a ulteriori modifiche per il 2022, cioè da gennaio 2022.

Una delle prime modifiche è nella riduzione dei fondi, e non di poco. Stando a Quifinanza.it, i costi si ridurranno notevolmente:

"[dei] previsti 5 miliardi di euro per finanziare il programma, di cui 3 solo per l’anno 2022. [...] il Ministero dell’Economia e delle Finanze intende destinarne [...] circa 500 milioni euro l’anno."

Ma allora perché si parla di un Cashback più ricco, se già si parla di una riduzione del 15% dei 3 miliardi previsti? Non lo è infatti! Ma non lo è mai stato, se vediamo bene.

Cashback di stato: ecco come funziona anche per il 2022

Il cashback prevede, per quanto è tutt'ora disposto dal sito governativo, l'accesso all'omonimo programma che garantisce, una volta attivato il metodo di pagamento con l'app IO, si ottiene dal pagamento effettuato un rimborso fino al 10% del valore d'acquisto.

Alla fine del programma, riceverai la somma rimborsabile, cioè il frutto di tutti questi 10% che hai raccolto. La somma massima erogabile è di 150 euro, cioè il 10% massimo in un'impotetica spesa di 1500 euro complessivi.

In aggiunta a questo programma, puoi a sua volta accedere ad un premio, chiamato Super Cashback, che premia con ben 1500 euro tutti coloro che avranno effettuato quanti più acquisti durante il periodo prefissato.

I requisiti sono sempre gli stessi:

  • essere maggiorenne (quindi avere più di diciotto anni);
  • compiere acquisti a titolo privato (niente acquisti ad uso professionale); 
  • compiere acquisti via bancomat (niente acquisti online, tipo Ebay o Amazon);
  • essere fortunati, o furbi.

Perché furbi? Perché molti hanno tentato di fare i furbetti, ottenendo solo la sospensione del cashback per tutti.

Cashback di Stato: sospeso da Draghi fino al 2022! Ecco perché

I furbetti del Cashback sono quelli che hanno avuto accesso al bonus pur non avendone bisogno.

Infatti lo stesso Draghi, in una conferenza il 30 giugno 2021, aveva denunciato il fatto che il bonus fosse andato a persone di ceto medio-alto, dato che s'è dimostrato:

"un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori."

Le stesse persone che, essendo in condizioni economiche più stabili rispetto alle decine, se non centinaia di migliaia di persone che hanno perso il lavoro, potevano anche evitare di usarlo, lasciando invece che i 150 euro (o addirittura i 1500 euro del Super cachbask) andassero a persone più meritevoli.

A questo si aggiunge anche la furbata di coloro che, sapendo il funzionamento della Lotteria degli Scontrini, hanno cominciato a fare quante più transizioni elettroniche possibili.

Ora tu dirai, quante ne potrai fare fino ad arrivare a 1500 euro di spesa massima? Parecchie, se il decreto legge del 30 giugno 2021, n. 99, quello di riferimento per l'attuazione del bonus, non limita la minima per le transizioni: ci sono acquisti che a malapena rasentano l'euro, addirittura si parla di rimborsi di pochi centesimi.

Se vuoi un riassunto di tutta la faccenda, ti suggerisco il video di HDblog, in particolare quello che ha dovuto fare lo Stato a seguito al blocco dal 1° luglio 2021.

Fortunatamente hanno già provveduto a togliere coloro che hanno tentato questa via sciocca. Ma ormai non si poteva andare avanti così, specie davanti alle spese faraoniche previste, ben 5 miliardi di euro!

Cashback dal 2022: lo Stato vuole limitarlo

Con la sua ripartenza nel 2022 il Cashback però subira delle limitazioni, proprio per garantire anche che certe spese faraoniche siano ormai un brutto ricordo.

Pensiamo ai soli rimborsi: per programma non è consentito rimborsare coloro che hanno fatto meno di cinquanta transizioni. E meno male, constatando che oltre 6 milioni di bonifici sono stati versati, ognuno per uno specifico acquirente e beneficiario del bonus. E si parla già di 893 milioni di euro versati!

Inoltre, lo stesso montepremi, il Super Cahback, prevede già che saranno ricompensati ben 100000 cittadini, ognuno potenzialmente vincitore di ben 1500 euro! Fatevi un po' due conti e vedrete quanto già è stato rimborsato.

Non a caso l'idea di abbassare a solo mezzo miliardo l'anno renderà più contenuta la spesa, altrimenti la storia delle semplificazioni fiscali, e anche della riduzione delle tax expenditures è una frottola. Così come sono una frottola ben 63 miliardi di euro, stando all'Osservatorio dei Conti Pubblici di Carlo Cattaneo.

Comunque, oltre a ciò, l'idea è anche di garantire, come detto poc'anzi, che siano premiati chi si trova in condizioni economiche non vantaggiose, per cui è previsto in futuro un limite minimo di transizioni valide. E per valide intendo non quelle da un euro scarso: verrà infatti garantito una minima di spesa prevista.

E probabilmente anche una platea prefissata, così da impedire ai ceti medio-alti, quindi coloro che possono permettersi certe spese tranquillamente, di poterlo sfruttare. Così anche da evitare quanto è successo ad aprile 2020.

Cashback nel 2022: non tutti potranno partecipare! Ecco a chi andrà

Per il Cashback di Stato solo alcuni potranno partecipare. Prima non c'era questo limite, tutti i maggiorenni e dotati dell'App IO (e di conseguenza dello SPID per l'accesso) potevano parteciparvi indistintamente, a patto di arrivare ad almeno 50 transizioni.

In questo caso, a causa del rischio dell'insorgenza di disuguaglianze, verrà fatto in modo che ad averlo saranno solo coloro che appartengono ai ceti meno abbienti.

E come faranno? Anche se non ufficiale, e quindi presunto, è inevitabile che dovranno ricorrere all'ISEE come strumento per identificare la tua fascia di reddito. Altrimenti come potrebbero garantire che chi compra sia uno appartenente al ceto medio-basso e non a quello medio-alto?

Per l'ISEE tra l'altro ci sono delle novità in merito, oltre al fatto che sta diventando sempre più determinante per l'accesso a tantissimi bonus.

Però potrebbe essere un po' un'arma a doppio taglio, perché implicherebbe che una parte della popolazione non vi possa partecipare. E sapendo che gli abbienti sono quelli che hanno gravato più sulla situazione, il risultato sarà di avere molti meno partecipanti in questo caso.

Però è un rischio che si dovrà correre, almeno per garantirlo a chi lo merita davvero.

Cashback nel 2022: niente più montepremi finale ricco!

Oltre al fatto di perdere una larga fetta di partecipanti, il cashback subirà anche una bella limitazione nel 2022, in particolare per quel che riguarda il montepremi finale: il Super Cashback.

La proposta è quella di abolire in maniera totale il montepremi finale. Motivo? Non basta il fatto che ha come fondo ben 900 milioni di euro?

E constatando che a novembre verranno premiati i primi 100 mila per numero di (micro) transizioni, puoi capire quanti soldi finiranno in tasca ai furbetti. Anche se, a dirla tutta, ci sarebbe già un blocco da parte di PagoPA, anzi un alter, per coloro che:

"sono sospettati di aver movimentato transazioni per ottenere un punteggio più elevato per il conseguimento del premio da 1.500 euro [...]"

Inoltre, con la sua abolizione, ci si limiterà all'erogazione del rimborso del 10%, limitando di conseguenza altre spese, anche se questo significherà rendere meno appetibile il bonus, e forse riportarlo alla sua natura "nobile" di strumento contro l'evasione fiscale. 

Cashback di Stato: contro l'evasione anche nel 2022!

Come detto, il cashback è un'iniziativa istituita non solo per l'acquisto digitale e via bancomat, ma anche per limitare l'utilizzo del denaro in contanti, e incentivare il pagamento tramite metodi tracciabili (bancomat o app via cellulare).

Questo incentivo all'acquisto via POS o bancomat è motivato anche dal fatto che, più si fanno acquisti con questi strumenti, più sono limitati gli acquisti in contante, quelli appunto che non si possono rintracciare, e che rischiano di essere messi in qualche conto al "nero". 

Cosa ormai abbastanza nella normalità, visto che ogni anno in Italia vengono evasi oltre 110 miliardi di euro, come tasse non pagate, per non parlare della stessa economia sommersa (quella che non viene denunciata alle autorità fiscali, presunta secondo i calcoli dell'Eurostat e dell'ISTAT) che ammonterebbe a 192 miliardi di euro!

Se tutto questo garantirà oltre che più soldi emersi, anche maggiori entrate all'erario, probabilmente il peso fiscale per tutta la collettività comincerà a scendere, visto che per il 2020 la tassazione sul lavoro è arrivata al 46%.

Semmai il problema che può sorgere saranno le commissioni bancarie, ma se hanno fatto un'esenzione per queste commissioni per chi aderisce al Bonus Bancomat, non vedo perché non dovrebbero farlo anche col Cashback.