La notizia era già nell’aria, ma ormai è arrivata la conferma: il bonus Cashback è stato sospeso per sei mesi fino al 31 dicembre 2021.

Da molto tempo l’esecutivo Draghi minacciava di optare per questa soluzione, allo scopo di riconvertire i fondi e finanziare un maggior numero di Ristori.

Ma non tutto è perduto, perché con l’addio al Cashback di Stato fa il suo ingresso in scena un nuovo generoso contributo, il bonus bancomat.

Si tratta sempre di un incentivo che ha lo scopo di costituirsi come uno strumento di lotta all’evasione fiscale, incentivando i cittadini all’utilizzo di sistemi elettronici di pagamento e quindi tracciabili, come carta e bancomat. Ma allo stesso tempo il bonus bancomat rappresenta anche come una forma di aiuto alle Partite Iva, a cui è esclusivamente rivolto, erogando un incentivo che va a sommarsi a quelli già previsti.

Questo nuovo bonus consiste in un credito d’imposta, anzi per essere più precisi sono tre diversi crediti d’imposta. 

Il primo è in rimborso che azzera di fatto, fino alla fine di giugno 2022, le commissioni che gli esercenti pagano accettando i pagamenti con carta e bancomat.

Il secondo credito d’imposta, che ha un importo massimo di 160 euro, copre invece le spese per acquistare, noleggiare o installare il POS, cioè il dispositivo che permette di accettare i pagamenti con carta.

Il terzo, molto simile al precedente, ha un importo che arriva a 320 euro e rimborsa le Partite Iva che scelgono di optare per la propria attività per un sistema di pagamento di nuova generazione, cioè che archivi elettronicamente i dati e poi li trasmetta anche telematicamente.

Bonus bancomat: credito d’imposta n. 1. Zero commissioni sul POS

Il DL nr. 124 del 2019 stabiliva che le attività munite di POS avessero diritto ad un credito d’imposta che rimborsa il 30% delle commissioni applicate al momento dell’accettazione dei pagamenti elettronici.

Il Decreto Lavoro e Imprese con l’articolo 1 modifica questa precedente normativa deliberando che il credito d’imposta per le commissioni sia innalzato al 100%.

In parole povere tutte le commissioni applicate ai pagamenti con carta o bancomat, a partire dal 1 luglio 2021 e fino al 30 giugno 2022, sono praticamente azzerate, perché lo Stato restituirà agli esercenti il totale della somma.

È facile vedere che esiste un certo parallelismo tra il bonus Cashback e il bonus bancomat, entrambi sono incentivi che premiano l’utilizzo di sistemi tracciabili ed elettronici di pagamento. Tuttavia, come obiettivo principale del governo Draghi c’è sempre stato quello, dichiarato apertamente, di dare priorità ai Ristori agli autonomi, perciò in effetti il bonus Cashback viene trasformato in un incentivo per Partite Iva e prende il nome di bonus bancomat.

Bonus bancomat: credito d’imposta n. 2. 160 euro per le Partite Iva che installano il POS

Arriviamo al secondo credito d’imposta concesso alle Partite Iva con il bonus bancomat e che le rimborsa dei soldi persi per acquisto, noleggio e collegamento del POS, cioè del dispositivo che permette agli esercenti di accettare i pagamenti con carte. Le spese coperte sono quelle avvenute tra il 1 luglio 2021 e il 30 giugno 2022.

Questo credito arriva fino a 160 euro, ma assegna una percentuale di rimborso diversa e stabilita sul fatturato dichiarato nella precedente dichiarazione dei redditi:

  • il 70%, fino a 200.000 euro di fatturato;
  • il 40%, tra 200.000 euro e 1 milione di euro di fatturato;
  • il 10%, oltre 1 milione di euro di fatturato.

Sono escluse dal privilegio del bonus bancomat tutte le attività il cui fatturato abbia superato il milione di euro.

Bonus bancomat: credito d’imposta n. 3. 320 euro alla Partita Iva

Arriviamo al terzo e più grande dei crediti d’imposta assegnati con il bonus bancomat, il cui rimborso arriva fino a 320 euro.

Il credito copre le spese avvenute per acquisto noleggio o installazione durante tutto l’arco del 2022 di quelli che vengono definiti sistemi di pagamento di ultima generazione, perché sono in grado di archiviare i dati e anche di trasmetterli telematicamente.

Questo credito d’imposto funziona in modo identico al precedente, cioè la percentuale di rimborso assegnata varia al variare del fatturato risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi:

  • il 100%, fino a 200.000 euro di fatturato;
  • il 70%, tra 200.000 euro e 1 milione di euro di fatturato;
  • il 40%, oltre 1 milione di euro di fatturato.

Sono escluse dal privilegio del bonus bancomat tutte le Partite Iva il cui fatturato abbia superato il milione di euro.

Che cos’è e come funziona il credito d’imposta

Prima di concludere con il bonus bancomat forniamo qualche spiegazione su cosa sia e in cosa consista un credito d’imposta.

Diciamo prima di tutto che non si tratta di un contributo a fondo perduto, ma a che fare con le tasse. Cioè non sarà versata una somma sul conto corrente dei beneficiari, ma i soldi spettanti con il bonus bancomat saranno corrisposti come uno sconto dovuto sulla tassazione di fine anno.

Se volete ascoltare una spiegazione più tecnica e dettagliata su cosa sia il credito d’imposta seguite il video YouTube del Dott. Paolo Florio:

  

Il bonus bancomat spazza via il Cashback di Stato 

Ma se fino adesso ci siamo soffermati sulle novità positive introdotte dall’esecutivo Draghi, cioè il bonus bancomat, dobbiamo passare alle conseguenze che tanto positive non sono.

Perché in concomitanza all’introduzione di questo nuovo incentivo sparisce il Cashback di Stato, ovvero il 10% di rimborso fornito agli utenti iscritti al programma che effettuavano acquisti con carta o bancomat.

Si è già detto come i due bonus perseguano la stessa finalità, ovvero costituirsi quale strumento di lotta all’evasione fiscale e di incentivo all’utilizzo dei sistemi tracciabili di pagamento, dove però il bonus bancomat rappresenta anche una forma di aiuto alle Partite Iva.

I perché della sospensione del Cashback sono molteplici, la misura del resto ha evidenti problemi strutturali che si sono resi subito manifesti con il Super Cashback, ovvero il premio extra in denaro che viene assegnato agli utenti che hanno effettuato il maggior numero di transazioni.

Il Super Cashback nell’assegnazione tiene conto solo ed unicamente della quantità di transazioni effettuate e non degli importi, questo ha fatto nascere un fenomeno noto con il nome di “furbetti del Cashback”. Molti utenti infatti al fine di aggiudicarsi il tanto ambito premio dividevano i pagamenti in microtransazioni così da scalare la classifica e trasformare quello che doveva essere uno strumento di lotta all’evasione fiscale esattamente nell’opposto.

Ma la spinta decisiva alla sospensione è arrivata con i primi dati raccolti sul Cashback che hanno rilevato prima di tutto come la misura costi ben 4,7 miliardi di euro. In secondo luogo pare il Cashback abbia avuto una diffusione maggiore tra i redditi medi o alti e nelle aree geografiche del paese con maggior ricchezza. La paura espressa da Draghi è che l’incentivo stia sprecando un grosso finanziamento pubblico destinandolo laddove ce ne sia meno bisogno.

Sospensione o cancellazione permanente del bonus Cashback?

Ma se il Premier Draghi non ha mai nascosto la poca simpatia per il Cashback così non può dirsi per tutte le forze parlamentari, perché la misura al contempo gode anche di molti sostenitori.

Tra questi va annoverato in primis il Movimento 5 Stelle, ma anche il PD in più occasioni si è espresso favorevolmente alla misura.

Qualche settimana fa il responsabile delle comunicazioni del Partito Democratico, Marco Furfaro, ha pubblicato un post su Facebook in cui esprimeva dissenso per la sospensione del Cashback, una misura che a suo dire, secondo dati raccolti dal MEF, avrebbe portato entro il 2025 alle casse dello Stato entrate superiori ai 9 miliardi di euro.

Il post ha fatto discutere soprattutto per il riferimento a questi presunti dati del MEF, che non si capisce bene a quale documento o analisi facciano riferimento, perché in verità in merito alla questione si era espressa la Corte dei Conti affermando che i dati sul Cashback che possediamo fino adesso non sono sufficienti ad effettuare alcun tipo di previsione concreta sulla misura in un futuro prossimo.

Oltre a Furfaro anche Antonio Misano, sempre del PD, nel corso di un’intervista su LA7 aveva ribadito l’utilità del Cashback, ma con un’altra prospettiva.

Secondo Misano il Cashback andrebbe rinnovato anche se la misura non si è rivelata nel complesso quella che molti speravano, questo perché fa comunque parte degli incentivi che riducono l’utilizzo del contante. La stampa di denaro contante per un paese rappresenta infatti una spesa gigantesca che secondo la Banca d’Italia per il nostro arriva fino a 7,5 miliardi di euro all’anno. Perció qualsiasi tipo di iniziativa volta a limitare questa spesa è secondo Misano ben accetta.

Molti in Parlamento piuttosto che una cancellazione definitiva del Cashback preferirebbero un aggiustamento alla sua normativa, ad esempio con l’inserimento di un tetto minimo per le transazioni utili a scalare la classifica del Super Cashback.

Che fine ha fatto la Lotteria degli Scontrini?

Prima di abbandonare definitivamente l’argomento c’è un ultimo punto da chiarire. Quando si diffuse la notizia che il Cashback di Stato era stato sospeso, molti cittadini si sono chiesti se il provvedimento di sospensione investisse anche la Lotteria degli Scontrini. 

Chiariamo quindi subito e senza tanti giri di parole che la risposta è: No! La Lotteria degli Scontrini non è mai stata sospesa e quanti vogliono aderire al programma e partecipare alle estrazioni delle ricevute vincenti sono ancora in tempo a farlo.

In generale non si deve mai pensare che, per quanto simili sembrino le due misure, un provvedimento diramato per il Cashback valga anche per la Lotteria degli Scontrini e viceversa. Le due misure sono due cose diverse e sono gestite da organi diversi e indipendenti: del Cashback di occupano Consap e Mise, della Lotteria Scontini invece l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Perció se mai sarà sospesa anche la Lotteria ci vorrà un provvedimento apposito e mirato, ma per adesso la sospensione di questa misura non è neanche in discussione.