N26, Paypal e Postepay (Banco Posta) sono solo alcuni degli istituti di credito convenzionati per il cashback di Stato. Ai fini del rimborso, è indispensabile conoscere l’elenco degli acquirenti che aderiscono all’iniziativa, in quanto spesso abbiamo assistito a transazioni non ritenute valide perché effettuate su circuiti non ancora abilitati (come è successo per Maestro).

Anche se in seguito la problematica è rientrata, come leggiamo su webnews.it, le prime fasi delle varie operazioni hanno creato non poco caos. La soluzione è nelle stesse

FAQ ufficiali del Cashback di Stato: le carte con doppio circuito PagoBANCOMAT e Maestro devono essere registrate due volte, una per ciascun circuito, con modalità simili ma differenti.

Uno degli aspetti gestionali del cashback di Stato che ha posto qualche problema riguarda proprio la necessità di utilizzare specifiche carte di pagamento o circuiti, per poter avere il diritto al rimborso previsto.

Infatti per aderire al programma cashback non è sufficiente effettuare la registrazione sull’App Io e poi utilizzare le carte elettroniche in fase di pagamento per acquisti di beni e servizi.

È indispensabile registrare la carta che si intende utilizzare per partecipare al cashback di Stato, in quanto solo attraverso quello strumento verrà riconosciuta la percentuale di rimborso del 10%. In seguito, trascorsi i sei mesi di tempo e realizzate almeno 50 transazioni, la somma spettante arriverà direttamente sull’Iban indicato in fase d’iscrizione sull’App Io.

Ma non è tutto.

Per non incorrere in brutte sorprese e trovare transazioni mancanti, è imprescindibile anche essere certi di effettuare l’acquisto (e il relativo pagamento elettronico) presso negozi che utilizzano i circuiti di pagamento convenzionati al programma cashback.

A onor del vero, l’elenco degli acquirer convenzionati è stato aggiornato in maniera costante sull’App Io, proprio per consentire ai cittadini di utilizzare il più possibile questa opportunità.

In questo articolo, presentiamo sia i circuiti di pagamento convenzionati sia le carte di pagamento e le App abilitate a tale scopo.Vediamo allora maggiormente nello specifico quali sono i circuiti di pagamenti che aderiscono al programma e con quali strumenti è possibile effettuare la transazione valida ai fini del cashback. 

Cashback acquirer convenzionati

L’elenco degli acquirenti, come abbiamo già avuto modo di sottolineare è in costante aggiornamento, e si rimanda appunto all’App Io o direttamente sul sito io.italia.it per accertarsi che sia presente il circuito di pagamento che si intende utilizzare.

Tra i principali riportiamo:

American Express, Axepta Bnl, Banca Sella, Icrrea, Mercury Payment Service (ex Setefi), Nexi, PagoBancomat, Poste Italiane, Satispay,SIApay, Sumup, Ubi, Unicredit.

Aggiungiamo senza dubbio N26 che da sempre permette di effettuare pagamenti digitali in punti vendita fisici. Tutti coloro che posseggono una mastercard N26 o che hanno scaricato l’App sullo smartphone, possono effettuare pagamenti veloci e sicuri in modo semplice. Grazie al piano cashless Italia, N26 offre la possibilità di utilizzare il circuito anche per il cashback di Stato, ottenendo così, tra rimborso massimo semestrale e super cashback, fino a 3.300 euro in un anno.

Carte e App aderenti al cashback di Stato

Di seguito presentiamo alcune App che consentono di partecipare al cashback di Stato senza dover passare attraverso l’App Io e quindi senza necessità di dover inserire lo Spid.

Migliori App per cashback

Per quanto riguarda le App, Postepay è certamente tra le più utilizzate. Per usufruire del servizio è sufficiente scaricare l’App sul telefono, accedere in homepage e cercare la sezione intitolata Piano cashless Italia-Cashback. A questo punto bisogna semplicemente selezionare l’Iban legato al conto corrente Banco Posta oppure alla Postepay Evolution, così da poter ricevere l’accredito corrispondente al rimborso del 10% sulle transazioni effettuate.

A questo proposito, è importante sottolineare che per calcolare la cifra di rimborso a cui si ha diritto, non è corretto procedere con la somma di tutte le transazioni effettuate e poi calcolare il 10%. Infatti bisogna tener conto del fatto che il massimo rimborsabile su una transazione è del 10% ma entro il tetto massimo di 15,00 euro. Se dunque si è proceduto con un acquisto di 200,00 euro, il 10% di rimborso non dà diritto a 20,00 euro bensì sempre a 15,00 euro.

L’App Postepay consente anche di non utilizzare fisicamente la carta per i pagamenti elettronici ma semplicemente poggiare lo smartphone sul Pos, per veder eseguire la transazione.

L’altro strumento di pagamento di grande comodità che fa parte dei player del programma cashback di Stato, è Paypal. Per abilitare una carta ai fini del cashback, è sufficiente aprire il conto Paypal, andare nella sezione Portafoglio e inserirla. Se invece si tratta di una carta già presente da tempo, collegata al conto Paypal, allora bisogna verificare lo stato del cashback.

L’importante è tenere a mente che in questo contesto, le uniche transazioni valide su Paypal sono quelle per l’acquisto nei negozi fisici. È bene sottolineare questo aspetto in quanto solitamente chi usa Paypal lo fa proprio per uno shopping online in totale sicurezza. Paypal infatti permette di effettuare acquisti senza dover inviare i propri dati personali ai vari e-commerce né tantomeno comunicare Iban o numeri di carta di credito.

La transazione online è infatti crittografata a 128 bit, per scongiurare eventuali frodi nonché lo screening degli indirizzi.

L'Importante è avere sempre la certezza di soldi disponibili sulla carta collegata oppure sul conto corrente, perché altrimenti il saldo va in negativo e, nel recuperarlo, Paypal potrebbe addebitare anche una mora.

Ricordiamo altre tipologie di soluzioni con cui è possibile ottenere i rimborsi previsti dal cashback di Stato, come Yap, Revolut, Bancomat Pay, Google Pay, Apple Pay, Samsung Pay, Nexi Pay.

Principali carte di pagamento per cashback

Per quanto riguarda le carte di pagamento elettroniche, possiamo affermare che rientrano nel programma cashback tutte le principali presenti sul mercato, sia per quanto concerne le carte di credito che quelle di debito (bancomat). Restano ancora escluse dal circuito Diners e Jcb.

Cashback, cosa fare se non funziona

Se nonostante tutte le verifiche relative a circuiti di pagamento e App o carte utilizzate, alcune transazioni risultano non valide o si verificano problemi con il rimborso, cosa è opportuno fare?

Innazitutto è il caso di scoprire quali sono gli errori più comuni in cui possiamo incorrere, grazie a questo video di Micuecu, presente sul web con un canale dedicato alla finanza personale

È il caso di inoltrare un reclamo cashback ma non prima che siano trascorsi 10 giorni dall’operazione. Infatti potrebbe dipendere dai tempi tecnici dettati dai vari istituti di credito o dalla stessa App Io per visualizzare l’operazione.

Dunque per tutti i reclami inerenti all’App Io e alla società che la gestisce ovvero Pago Pa, è possibile aprire un ticket reclamo direttamente dall’App, cliccando sul punto interrogativo che appare in alto a destra.

L’assistenza da parte del team Io è garantita dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20 e sabato e festivi dalle 8 alle 13.

Se invece alcune transazioni prima visualizzate ora non compaiono più, allora potrebbe darsi il caso che siano state le autorità competenti a cancellarle, perché ritenute sospette ai fini del concorso per l’assegnazione del super cashback. Sta al cittadino dimostrare la validità delle transazioni effettuate, contattando questa volta direttamente la Consap, che si occupa dei rimborsi del cashback.