Una delle domande più frequenti in ambito cashback, riguarda la possibile partecipazione alla misura con un conto cointestato. Il cashback, ricordiamo, è stato sospeso dal primo luglio, ma è probabile che riparta già da gennaio 2022. Andiamo a chiarire nel dettaglio tutti i possibili dubbi sul conto cointestato.

Posso partecipare al cashback di Stato se ho un conto corrente cointestato con un familiare? Posso aderire anche se utilizzo lo stesso strumento di pagamento che utilizza un’altra persona? 

Queste sono solo alcune delle domande più frequenti riguardo al cashback di Stato, e quello riguardo i conti correnti è spesso un argomento tabù per tantissime persone. 

Avere un conto corrente cointestato è però una pratica davvero diffusa e peraltro parecchio comoda.

In ambito familiare questo avviene tra marito e moglie, o magari tra genitori e figli che magari per motivi di studio si trovano in un’altra città. 

In diritto, è l’art. 1854 del Codice Civile a regolamentare questo tipo di contratto:

Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone (comma 1), con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente (comma 2), gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto. 

Cosa è un conto cointestato

Andiamo innanzitutto a chiarire cosa è un conto corrente cointestato. La definizione che ci viene data da Facile.it è la seguente:

La caratteristica principale di un conto corrente cointestato è data dalla presenza di due o più persone che sono titolari del conto. I titolari condividono il diritto a svolgere operazioni di accredito e di addebito del conto e condividono solidalmente la responsabilità per i rapporti di credito che derivano dalla gestione del prodotto finanziario. 

È il titolare del conto corrente che decide se autorizzare la cointestazione del conto a beneficio di un’altra persona. Quando è possibile cointestare un conto? Si può cointestare un conto corrente in qualsiasi momento, anche quando è già stato aperto.

Una volta che l’istituto di credito (la banca) ha autorizzato la cointestazione del conto, quest’ultimo richiede la firma della stipula del contratto al soggetto cointestatario (il c.d. specimen di firma). 

Il documento viene utilizzato dalla banca per verificare l’autenticità della firma confrontandola con quella posta su assegni e altri documenti.

Come viene aperto un conto corrente cointestato? La procedura da seguire è la stessa che avviene per un normale conto corrente ed è piuttosto semplice. 

Infatti, dopo aver valutato i vari costi che, lo ricordiamo, sono differenti da banca a banca. Ogni istituito offre una tipologia di servizio e di contratto diverso. Ma rimaniamo in tema e vediamo quali sono i requisiti per aprire un conto corrente:

  • fondamentale è aver compiuto 18 anni;
  • presentare in banca il codice fiscale;
  • certificato di residenza (non sempre è necessario);
  • altri documenti in base ai servizi offerti dalla banca.

Per quanto concerne i costi, aprire un conto corrente non è forse la miglior soluzione per un giovane, esistono infatti soluzioni miglior, come ad esempio delle carte prepagate o dei conti online.

Il costo di un conto corrente è solitamente formato da tre spese: imposta di bollo (obbligatoria per legge), costi fissi (gestione annuale della carta) e costi variabili (in base ai prelievi, bonifici, ecc.)

Ma torniamo al conto corrente cointestato. Dopo averlo aperto, i titolari del conto possono decidere di scegliere un contratto che preveda la firma congiunta (e quindi nel caso di operazioni di addebito serviranno entrambe le firme) oppure a firma disgiunta (per tutte le operazioni basta la firma anche solo di un intestatario).

Esiste anche una tipologia dove forma disgiunta e forma congiunta si incontrano. Qui, sono le due parti in causa a stabilire le operazioni per le quali serve una firma (quella disgiunta) piuttosto che l’altra (quella congiunta).

In questa tipologia di conto corrente cointestato i due intestatari sono sia condebitori che concreditori, ciò per tracciare una netta differenza tra cointestazione e delega. Attraverso la delega si autorizza un altro soggetto ad utilizzare e a disporre del conto senza che questi ne diventi titolare.

Per approfondire l’argomento c/c cointestato, ecco un video YouTube dell’avvocato Laura Fioravanti, che ci fornisce alcune informazioni utili:

Potete approfondire ulteriormente l’argomento con questo articolo del 2020 del collega Davide Pantaleo, che ci spiega i vantaggi e gli svantaggi del c/c (Conto corrente: cointestato conviene? Ecco vantaggi e rischi).

E per quanto riguarda il cashback di Stato come funziona? Andiamo a scoprirlo nel prossimo paragrafo.

Aderire al cashback con un conto corrente cointestato

Si può partecipare al cashback con un conto cointestato?

Facciamo chiarezza.  Poniamo come esempio che marito e moglie abbiano un conto cointestato con delle carte separate. 

Tutti i componenti di un nucleo familiare (presi singolarmente) possono partecipare sia al cashback di Stato che alla lotteria degli scontrini (clicca il link per saperne di più).

Appurato che si può avere un conto corrente cointestato, cosa succede nel caso di carta cointestata a più persone? Ecco, in questo caso potrà partecipare all’iniziativa dei rimborsi del cashback soltanto un intestatario della carta.

Il problema non si presenta nemmeno nel caso in cui due soggetti siano in possesso di due carte separate collegate allo stesso conto corrente. Per ricevere i pagamenti è possibile indicare un solo IBAN facente riferimento ad entrambi.

Per gli acquisti invece, i due utenti dovranno pagare necessariamente con due strumenti di pagamento digitali differenti regolarmente indicati al momento della registrazione all’interno dell’applicazione IO.

Con un conto cointestato è inoltre possibile partecipare anche alla lotteria degli scontrini, visto che basta utilizzare il codice che si ottiene attraverso il sito dell’Agenzia delle Dogane.

Cashback: quando arrivano i rimborsi?

Come è possibile leggere all’interno del decreto-legge del 30 giugno 2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, le date per i rimborsi del cashback avverranno in due diversi momenti.

Per quanto riguarda il normale cashback che prevede il 10% di sconto su tutti gli acquisti entro i 150 euro, i rimborsi saranno erogati non oltre il 28 di agosto, naturalmente per tutti quegli utenti che non hanno dovuto presentare nessun tipo di reclamo (Clicca qui per il portale dei reclami messo a disposizione da Consap).

Invece, per quanto concerne il super cashback e il rimborso da 1.500 euro, i pagamenti saranno a disposizione dei beneficiari antro il 30 novembre 2021. Questo, per dare tempo di riformulare la classifica dei cento mila (che per ora è provvisoria) alla fine dell’accoglimento di tutti i reclami che perverranno a Consap.

Ritardi dovuti alle tante transazioni che sono state cancellate nelle ultime settimane, dopo che il Governo ha comunicato la sospensione del cashback fino al 31 dicembre 2021.

Si attende ora di capire quali saranno le prossime mosse del Governo guidato dall’ex Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, che stando anche alle ultime parole del Ministro dell’economia, Daniele Franco, sembra che si proceda spediti verso un reinserimento della manovra. 

L’eventuale terzo semestre prenderà il via dal primo gennaio 2022 e terminerà a giugno dello stesso anno. Chissà se magari, dopo un’attenta valutazione dei costi e dei benefici, la misura verrà ancora prorogata dall’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi.