La Corte dei Conti ha drasticamente bocciato il piano cashback e ha puntato il dito contro la lotteria degli scontrini: un'esperienza troppo limitata! Questa è una delle criticità che la magistratura contabile ha adotto per motivare la secca bocciatura sul bonus voluto dal procedente Governo guidato da Giuseppe Conte. Ma non solo, la lotteria degli scontrini ed il piano cashback pagano un pesante dazio ai cosiddetti furbetti della carta di credito, quelle persone che hanno cercato di far numero con i micropagamenti.

L'analisi approntata dalla Corte dei Conti parla chiaro e non lascia adito a dubbi. Gli esperti puntano il dito sulle misure che il Governo ha adottato per incentivare l'uso dei pagamenti virtuali - carta di credito o altre app presenti sul cellulare - ed hanno messo in evidenza che esistono delle forti criticità dovute all'inesperienza maturata fino ad oggi.

Cashback, un flop dai mille perché!

Il piano cashback è stato un clamoroso insuccesso. Lo avevano notato molti osservatori e adesso lo ha sottolineato ufficialmente la Corte dei Conti. Chi volesse andare direttamente alla fonte e verificare su quali ragionamenti si basano i tecnici potrà consultare il Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica. La Corte dei Conti ritiene che sia difficile monitare quali possano essere gli effetti economici reali e tributari che il piano avrebbe indotto. In altre parole, tutti utilizziamo la carta di credito od un'App digitale per effettuare i pagamenti, ma alla fine è difficile valutare come questa nostra azione abbia contribuito a stoppare l'evasione fiscale. Perché quella singola operazione è tracciabile, ma tra le migliaia di transazioni compiute nel corso della giornata, potrebbe risultare una goccia nel mare.

La Corte dei Conte nel rapporto osserva che:

La prosecuzione del Programma dovrà trovare supporto nella compiuta conoscenza di elementi quali la valutazione degli effetti prodotti nei diversi settori interessati e l'impatto in termini di emersione di ricavi e compensi precedentemente occultati.

Ad essere messa sotto accura è una grave mancanza del piano cashback. Non è stata effettuata, infatti, alcuna distinzione tra beni e servizi che sono oggetto delle transazioni. Ma soprattutto non è stata effettuata alcuna distinzione tra i soggetti che prestano il servizio. Secondo gli esperti, per riuscire a limitare l'evasione fiscale sarebbe necessaria

una soluzione che privilegi i pagamenti verso operatori medio piccoli prevedendo un incentivo differenziato. Quanto al numero minimo di operazioni richieste nel semestre per la corresponsione del rimborso, esso appare esiguo, indebolendo l'interesse ad utilizzare il pagamento elettronico.

Super cashback, le operazioni da limitare!

La lente di ingrandimento degli esperti è andata a finire anche sulle operazione compiute dai partecipanti dal super cashback. Quello che ha allarmato la Corte dei Conti sono stati gli abusi. Dai dati che sono stati forniti dai vari dipartimenti ed aggiornati al 30 aprile 2021, sembrerebbe quanto mai opportuno provvedere a limitare il numero delle operazione, che ogni singolo utente può effettuare con lo stesso operatore nel corso di una giornata, anche se le singole operazioni sono effettuate con carte di credito diverse. Adottando questa regola basilare, verrebbe limitato il frazionamento artificioso delle operazioni.

Ma non solo. La Corte dei Conti ritiene che il premio del valore di 1.500 euro erogabile ai primi 100.000 utenti che abbiano compiuto il maggior numero di operazione appare fin troppo eccessiva. Ricordiamo, comunque, che il Governo ha già stretto le maglie intorno ai cosiddetti furbetti del cashback. Per evitare che gli utenti assumano comportamenti poco corretti o non consoni allo spirito della misura, è già stato deciso di bloccare la possibilità di effettuare micro-operazioni a breve distanza l'una dall'altra presso lo stesso negozio fisico. L'intento, ovviamente, è quello di stoppare quanti volesserro accumulare il maggior numero di operazioni per ottenere il rimborso del 10% per gli acquisti effettuati con gli strumenti di pagamento digitali.

Laura Castelli, viceministro dell'Economia, sul proprio profilo Facebook aveva scritto:

Niente furbetti del cashback. Abbiamo messo a punto il sistema, tramite l'App IO, per evitare i micro-pagamenti presso lo stesso esercizio commerciale. Una pratica a cui qualcuno ricorreva, in modo scorretto, con l'obiettivo di raggiungere più facilmente il numero minimo di transazioni e scalare la classifica del super cashback. Sono partite, infatti, le richieste di chiarimenti sulle transazioni considerate anomale che, senza un valido giustificativo, verranno annullate.

Lotteria degli scontrini, lennesimo flop!

La Corte dei Conti ha provveduto a puntare il dito contro la lotteria degli scontrini. Secondo gli esperti questa sarebbe risultata molto limitata ed abbastanza settoriale. Ma soprattutto concentrata principalmente sulla grande distibuzione. uno dei principali ostacoli sarebbe costituito dalle operazioni troppo complesse, ma non solo. Venire a conoscenza della vincita in un secondo momento sarebbe un vero e proprio freno a parteciparvi. La Corte dei Conti ha poi messo in evidenza che:

dai primi elementi in ordine al credito di imposta del 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate, emerge che tra settembre 2020 e aprile 2021, i crediti compensati ammontano complessivamente a 3,31 milioni, coinvolgendo un numero limitato di soggetti, motivo per il quale resta da valutare se la misura possa produrre gli effetti attesi con specifico riferimento alle attività economiche di minore dimensione, nelle quali si concentra la resistenza all'uso dei mezzi di pagamento elettronici.