Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di cashback. Difficile anche solo trovare una singola persona, visto che ultimamente tra telegiornali, quotidiani e web è un argomento che sta molto a cuore agli italiani. Ma andiamo a scoprire meglio questa misura – che potrebbe ripartire nel 2022 - volta al rimborso di un massimo di 1.500 euro.

Ma partiamo dalle basi. Cosa significa cashback?

Letteralmente “soldi indietro”, ma possiamo italianizzarlo e chiamarlo anche più semplicemente rimborso. Ecco, il cashback è un piano di rimborsi voluto fortemente dal Governo Conte II (quello del post “Papeete” per intenderci) per incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali.

Andando ad aumentare il numero delle transazioni attraverso carte di credito e bancomat si sarebbero così ridotti i numeri dell’evasione fiscale. Tema abbastanza complesso che da sempre vede l’Italia in cima alla lista europea degli evasori. Sotto solo alla mal ridotta Grecia.

Ma andiamo adesso a scoprire nel dettaglio di cosa si tratta e come potersi registrare per godere dei rimborsi previsti dal cashback. Senza dimenticare gli ulteriori rimborsi messi in palio dall’app Satispay.

Com’era strutturato inizialmente il cashback di Stato

Il cashback inizialmente prevedeva tre semestri in cui poter operare: da gennaio 2021 a giugno dell’anno successivo. Così suddivisi:

  • Primo semestre: 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021;
  • Secondo semestre: 1° luglio 2021 - 31 dicembre 2021;
  • Terzo semestre: 1° gennaio 2022 – 30 giugno 2022.

Il cashback è una misura del “Piano Italia cashless” previsto dalla Legge di Bilancio del 2020, che, come possiamo leggere sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF):

offre la possibilità di ottenere un rimborso in denaro in base agli acquisti effettuati, entro un certo periodo e a titolo privato, con strumenti di pagamento elettronici. 

Ma come funziona effettivamente il cashback? Ogni cittadino che ha effettuato la registrazione ha diritto ad uno sconto del 10% sui pagamenti effettuati tramite l’utilizzo di strumenti elettronici. 

Ad ogni transazione effettuata? Assolutamente no! Il rimborso non potrà superare i 150 euro per tutti gli utenti che dal primo gennaio al 30 giugno avranno effettuato un minimo di 50 operazioni di pagamento, per un massimo di 15 euro riconosciuti per ogni transazione effettuata. A prescindere dall’importo.

 E non è finita qui: in palio anche un superbonus da ben 1.500 euro chiamato supercashback.

Come funziona il supercashback? Viene stilata una classifica degli utenti che più hanno fatto uso di strumenti di pagamento elettronici. I primi centomila di questa speciale classifica riceveranno un bel gruzzoletto di denaro: 1.500 euro.

Dal primo luglio però il cashback è solo un ricordo per i cittadini italiani, che potranno solamente vedere accreditati sul conto i rimborsi relativi al primo semestre del 2021. 

Ma attenzione però, in attesa di una possibile nuova entrata in vigore della misura nel 2022, il cashback non si ferma e prosegue tramite l’applicazione “Satispay”.

Andiamo a scoprire di cosa si tratta nel paragrafo successivo.

Niente paura! Satispay riattiva il cashback

In attesa di una possibile reintroduzione del cashback da gennaio 2022, sono tanti gli italiani che non hanno gradito la sospensione della misura da parte del premier Mario Draghi

Come già scritto in un precedente articolo il cashback prosegue e gli amanti della misura potranno ottenere nuovi rimborsi (clicca sul link per leggere l’articolo).

Infatti, iscrivendosi a Satispay dal primo al trentuno luglio, si potrà godere di un rimborso del 10% fino ad un massimo di 150 euro. Ma andiamo a vedere nel dettaglio i passaggi da compiere:

  1. Scaricare l’applicazione e iscriversi a Satispay entro il 31 luglio tramite l’utilizzo del codice “CASHBACK”;
  2. Una volta attivato il profilo, pagare nei negozi impostando i budget;
  3. 10% di rimborso fino ad un massimo di 150 euro:
  • massimo 2 euro di rimborso per ogni singola transazione;
  • massimo 25 euro di rimborso per ciascun mese;
  • 150 euro è la cifra massima rimborsabile fino al 31 dicembre 2021.

Come registrarsi al programma cashback di rimborsi

È Importante ricordare che l’iscrizione al programma di rimborsi può essere effettuata in qualsiasi momento durante la durata della misura. 

Quindi, anche se dal primo luglio risulta sospeso, è possibile effettuare l’iscrizione per non perdersi la probabile ripartenza (con sicuramente delle varianti) del 2022.

Per registrarsi al programma denominato cashback e ottenere così dei rimborsi sugli acquisti effettuati con strumenti digitali, è necessario anzitutto aver compiuto diciotto anni

Successivamente scaricare l’applicazione della Pubblica Amministrazione “IO” e accedervi tramite le credenziali del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o tramite la Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Attraverso questa applicazione sarà possibile pagare sia il bollo auto che accedere all’area riservata al tanto discusso bonus vacanze (clicca qui per saperne di più). 

Una volta avuto accesso all’app, basterà cliccare su “Portafoglio” e scegliere l’opzione “Cashback”.

Nella schermata successiva si dovrà cliccare su “Attiva Cashback” e accettare i termini e le condizioni del servizio. Una volta fatto ciò, si dovranno inserire i dati delle carte con le quali si intende pagare per gli acquisti e quelli delle carte nella quali si desidera ricevere gli accrediti per i rimborsi.

Ed il gioco è fatto, il servizio cashback è attivo!

Perché Draghi ha sospeso il cashback di Stato?

La misura è stata sospesa ufficialmente con un Decreto Legge del Governo il 30 giugno 2021, che però non chiude le porte ad un possibile ripristino del cashback per il prossimo anno. Più precisamente con il terzo semestre (che sarebbe poi in realtà il secondo) dal primo gennaio 2022 al 30 giugno 2022.

Non è mai stato un segreto per l’ex presidente della Banca Centrale Europea la poca simpatia verso il cashback di Stato. Misura verso la quale più è stata mostrata più di una perplessità.

Infatti, secondo il capo dell’attuale Governo, il cashback così com’è, senza quindi delle varianti sulle modalità di spesa del bonus non ha effettivamente favorito la lotta all’evasione fiscale, e i benefici portati dal cashback non avrebbero coperto l’elevata onerosità della misura.

Il costo del cashback viene stimato in oltre 4,5 miliardi di euro. Draghi ha poi fatto riferimento alle disuguaglianze che avrebbe fatto emergere la misura:

Il cashback indirizza le risorse verso quelle aree del Paese dove ci sono più risorse per poter acquistare, e laddove i metodi di pagamento elettronici sono più diffusi.

E questo avviene soprattutto al nord e nelle grandi città, a discapito degli abitanti del sud dello “Stivale”, che da sempre godono di differenti opportunità e strumenti rispetto ai più fortunati colleghi del nord.

È importante ricordare come ancora non ci siano dei dati certi per poter affermare che vi sia una maggior propensione al consumo e all’utilizzo dei mezzi di pagamento elettronici da parte di chi aderisce al programma.

Infatti, un’altra criticità mossa dallo stesso Draghi ma non solo, è che così come è strutturato il cashback dia l’impressione che venga utilizzato per quei pagamenti che gli utenti avrebbero effettuato anche senza la presenza di questa misura

Ci sarà quindi da aspettarsi sicuramente qualche grande novità in vista del probabile ripristino della misura nel 2022, magari anche dal lato “supercahsback”, misura particolarmente onerosa per le casse dello Stato già messe in ginocchio dalla pandemia da Coronavirus.